3 * “Passengers” (Morten Tyldum, USA, 2016) * con Jennifer Lawrence, Chris Pratt, Michael Sheen
Sono andato a guardarlo per dovere di cronaca e per constatare di persona se “Passengers” fosse veramente tanto malvagio come i più sostengono. L'idea di base è senz'altro originale e affascinante, quindi ottima per un film di fantascienza, ma adattarla in una sceneggiatura si è rivelato compito difficile o almeno non alla portata di Jon Spaihts (che tuttavia in “Doctor Strange” aveva svolto un lavoro più che dignitoso) in quanto il risultato è pressoché pietoso.
Venendo alla trama, dopo una mezzoretta i due sono certi di essere i soli svegli sull'astronave e che tutti gli altri "resusciteranno" solo quasi 90 anni più tardi e presto iniziano a fare una vita “quasi normale” approfittando di tutte le comodità a loro esclusiva disposizione e della reciproca compagnia ...
Per loro fortuna hanno cibo a volontà (previsto per 5.000 passeggeri per 4 mesi), tempo a volontà ed anche fornitissimi guardaroba ... appena sveglia Jennifer/Aurora (non a caso il nome della Bella Addormentata) cambia mise 5 volte in un minuto.
Al contrario, la parte psicologica viene completamente messa da parte pur potendo essere un ottimo modo di realizzare un film serio senza seguire problemi tecnologici che lasciano il tempo che trovano. Come pensano di andare avanti? Prendono mai in considerazione la possibilità di procreare in modo che almeno parte di loro arrivi a destinazione? Valutano l'ipotesi suicidio? Continueranno a fare il possibile per re-ibernarsi?
Passando all’aspetto tecnologico (sottolineo che loro sono due persone “normali”) pur non essendo un esperto astrofisico, nutro dubbi sulla resistenza di un umano in un tunnel investito da un fiume di fuoco ad altissima temperatura e velocità, penso che "sparato" nello spazio dovrebbe continuare ad allontanarsi, che in mancanza di gravità l'acqua di una piscina non creerebbe una sfera liquida sospesa a mezz'aria al centro dell'ambiente dalla quale un nuotatore non possa uscire ...
Inoltre, in un'astronave dichiarata perfetta e con tutte la tecnologie mediche installate a bordo - certamente esistenti anche a terra - come hanno potuto imbarcare un comandante con infinite patologie ... quasi in fin di vita? Teoricamente, essendo ibernato, quelle erano le esatte condizioni nelle quali è salito bordo. Le falle e le incongruenze nella sceneggiatura sono tante, iI dialoghi non aiutano di certo essendo assolutamente banali, avulsi dalla situazione, e il finale poi è assolutamente ridicolo.
Sul versante spiritoso, il film ci anticipa che anche in futuro dovremo continuare ad avere a che fare con i risponditori automatici dei “customer care” che ci faranno girare a vuoto mandandoci di qua e di là, fisicamente o via schermate, per dirci infine che noi o loro non siamo "abilitati" o negare l'evidenza dei fatti asserendo che tutto è in regola e perfettamente funzionante.
Si deve però ammettere che l'astronave ha un design bellissimo, con interni ampi e spaziosi degni delle migliori imbarcazioni superlusso. Spettacolare la piscina con la parete semisferica che sporge nello spazio! Mi piacerebbe farci una nuotata ... :-)
Dopo le feste sono in arrivo in sala un sacco di buoni film non di cassetta. Se avete aspettato finora rimandando la visione di Pasengers, vi consiglio di tralasciarlo impiegando meglio il vostro tempo e danaro.
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“Passengers” (Morten Tyldum, USA, 2016)
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