152 * “Djamilah” (Youssef Chahine, Egitto, 1958) aka “Jamila, the Algerian” * con Magda, Ahmed Mazhar, Salah Zulfakar
Due vie diverse mi hanno portato a questo film ... cercavo qualche buon film egiziano e più o meno contemporaneamente dei classici italiani degli anni 60-70. “Djamilah”(aka “Jamila”) tratta della guerra d’Algeria ed in particolare della storia di una combattente del fronte di liberazione, veramente esistita e tuttora vivente: Jamila Bouhired. Il film italiano, come potrete facilmente immaginare, è “La battaglia di Algeri” (1966) di Gillo Pontecorvo. La particolarità del lavoro di Chahine (sempre impegnato in campo politico e sociale) consiste nel fatto che fu girato appena un anno dopo gli avvenimenti descritti e con la Bouhired ancora nelle galere francesi. La notizia del processo farsa a questa “partigiana” davanti ad una corte marziale che non le riconosceva nessun diritto, neanche la scelta di un avvocato, fece scalpore e solo grazie a ciò fece ben presto il giro del mondo e così la condanna a morte fu commutata in ergastolo. Jamila fu scarcerata a fine guerra, 1962, e l’anno dopo sposò l’avvocato parigino che “irrompendo” nel tribunale giusto in tempo la difese per quanto potette e poi raccontò i dettagli della violenze e delle torture alla stampa internazionale.
La brutalità dei militari francesi e degli ancor più temibili Legionari viene mostrata chiaramente e senza mezzi termini e proprio per questo il film fu bandito in parecchi paesi per vari anni. Anche nel film di Pontecorvo viene citata, seppur marginalmente, Jamila Bouhired che successivamente sarebbe stata a capo dell’associazione delle donne algerine e tutt’oggi (a 81 anni) si batte per i diritti civili.
Pur non essendo memorabile dal punto di vista strettamente cinematografico in quanto troppo attento a veicolare un messaggio, il film è ben realizzato se considerai i mezzi tecnici e i ridotti tempi di realizzazione. Senza dubbio ebbe il merito di rendere nota la storia di Jamila diventando strumento di propaganda, prassi del resto comune anche in vari altri “regimi” del passato. Senz’altro qualche situazione è stata esagerata, ma sembra che nel complesso Youssef Chahine sia riuscito ad interessare all’epoca l’opinione pubblica e ancora oggi (come nel mio caso) essere pungolo per approfondire un po’ di storia di poche decine di anni fa di una nazione quasi nostra dirimpettaia.
Oltre alla locandina, trovate una foto della vera Jamila, terza da sinistra.
IMDb 7,2 #cinema #film
Stasera sarà il turno di “La battaglia di Algeri” (240° miglior film di sempre secondo IMDB - 3 Nomination Oscar, per miglior film in lingua non inglese nel 1967 e per Regia e Sceneggiatura nel 1969 - 3 premi a Venezia 1966)
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04/05/17
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