217 * “I racconti di Canterbury” (Pier Paolo Pasolini, Ita, 1972) * con Hugh Griffith, Laura Betti, Franco Citti, P. P. Pasolini, Ninetto Davoli
Molto merito deve andare all'eccellente "squadra" di Pasolini, in particolare a Danilo Donati per la sua incredibile creatività nel proporre splendi abiti e soprattutto copricapo di ogni foggia possibile e immaginabile ma sempre abbastanza plausibili e a tema, per non parlare degli accostamenti di colore e tinte. Ma, oltre a lui, PPP contava anche sulla fotografia del ben noto Tonino delli Colli e le scenografie di Dante Ferretti (per chi non lo sapesse ha vinto 3 Oscar e ottenuto altre 6 Nomination).
A parte le meraviglie fornite da questo trio, il film non offre molto di più. Certamente non è lontanamente a livello delle prime opere di Pasolini, “Accattone” su tutti, ma lo trovo anche un passo indietro al precedente “Il Decameron”. Stasera chiudo con il terzo della film della “trilogia della vita”: “il fiore di 1001 notte”.
Ho trovato singolare l’apertura con l’immortale canzone napoletana “Fenesta ca lucive” (pubbl. 1842, musica attribuita a Bellini) cantata con un giusto divertentissimo accento inglese da un venditore di indulgenze, canzone inserita anche nella colonna sonora del precedente “Decameron” cantata Franco Citti.
Interessanti anche i richiami alla pittura classica (vedi ultime due foto).
Da guardare per quanto detto in apertura e per completezza, ma non pregevole.

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06/07/17
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