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Gianpaolo Antonante
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[💥 Testimonianze Negative: come perdere un cliente (ME) che aveva appena firmato un contratto 💥]

Io vivo a Coriano, un paesino in provincia di Rimini (dove è nato il povero Simoncelli, il motociclista).

Mi ci sono trasferito da pochi mesi.
Vivo in una casa bifamiliare immersa nelle campagne corianesi.

Per i bimbi è un vero spasso, un immersione nella natura e con un bel giardino che gli permette di giocare e distruggersi in tutti i modi possibili (ieri il piccolo è caduto sul prato graffiandosi la faccia. Se sei genitore anche tu capirai bene...)

Tutto fantastico, ma...NON arriva l'adsl!
E capirai che col lavoro che faccio, non avere internet NON è il massimo.

Quindi stavo scegliendo in questi giorni un fornitore di connettività Wi-Fi, visto che quella via cavo non ci arriva.

La prima cosa che ho fatto, ovviamente, è stato contattare il fornitore di mio suocero, che ha la casa attaccata alla mia ed ha già attivo questo tipo di servizio.

Ho parlato con un loro commerciale, il prezzo mi stava bene, il servizio so che funziona discretamente appunto perchè ce l'ha mio suocero, ma non mi piaceva il fatto che mi obbligano ad avere un contratto di almeno 12 mesi.

Ed ho una naturale avversione agli obblighi. E' vero che una volta che lo prendo, internet non lo spegnerò mai più, ma comunque sentirmi "obbligato" e "legato" è una situazione che tento di evitare sempre.

Quindi ho contattato un altro fornitore (quello più famoso in Italia per questo servizio).

Ho sentito il servizio clienti e mi hanno spiegato tutto: come funziona la prima installazione, quanto tempo ci mettono, quali sono le tipologie di contratto.

A differenza del precedente fornitore, questo ha anche la possibilità di attivare un servizio con una ricaricabile, che NON ti lega in alcun modo e puoi smettere di utilizzare in qualsiasi momento.

Questo mi piaceva MOLTO.

Nonostante il costo mensile di questo secondo servizio costi qualche euro in più, il fatto di non essere "legato" da un contratto di 12 mesi mi piaceva tantissimo.

Ed ho fatto il CONTRATTO. IERI. Alle ore 13.30 circa.

Ho concordato con il commerciale al telefono tutte le modalità, mi ha mandato il contratto e mi ha spiegato come sarebbe andata la procedura da quel momento in poi.

Tutto OK.
Sistemata anche questa cosa...
...
...
...
Mi si accende una lampadina, un pensiero fa capolino nella mia testa.

E penso: "fammi dare un'occhiata alle opinioni dei clienti online di quest'operatore che ho appena scelto.."

Detto fatto. Vado su Google scrivo: "opinioni + NOME FORNITORE"
(ero sicuro di trovare qualcosa perchè questo è il fornitore più famoso in Italia per la connettività WiFi).

Ed infatti trovo un sacco di risultati. E SGRANO GLI OCCHI!!!

Ci sono CENTINAIA di recensioni negative di gente INCAZZATE come dei CAIMANI nei confronti di questa azienda per il servizio PESSIMO che hanno ricevuto.

😱 Sono CENTINAIA!

Esco dal primo sito che avevo visitato dopo la ricerca su Google e vado sul secondo: stessa situazione. Una schiera di recensioni piene di INSULTI.

Te la faccio breve.

Ho ripreso in mano il contratto appena stipulato cercando nelle condizioni contrattuali come fare per RECEDERE IMMEDIATAMENTE.

Ho trovato la mail e il numero di fax dedicati allo scopo ed ho inviato sia la mail che il fax per recedere.

Sono diventato un EX CLIENTE circa 15 minuti dopo essere diventato cliente.
Avrei potuto cercar prima?

Si certo, ma non l'avevo fatto e non ci avevo pensato.
E mi hanno perso per colpa delle recensioni negative.

Non sono stato ad indagare oltre: le recensioni negative erano TROPPE ed ho già la soluzione alternativa a portata di mano.

MORALE DELLA FAVOLA:
Le recensioni dei clienti FUNZIONANO. Sia in positivo, che in negativo.

Organizzati per raccogliere le testimonianze positive e soddisfa i tuoi clienti per non riceverne di negative.

CONSIGLIO:
Spesso capita che gli utenti, prima di effettuare l'acquisto, cerchino su Google "opinioni + nome azienda" (e simili), proprio come ho fatto io.

Se hai testimonianze dei tuoi clienti soddisfatti, realizza una pagina del tuo sito/blog chiamata "Opinioni + Nome tua azienda".

In questo modo è probabile che, se qualcuno cerca opinioni sulla tua azienda, trovi per primo il risultato del TUO sito.
;)

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[☠ Il Museo degli Errori Ep. 3 ☠: lo SBAGLIO più GROSSO che puoi commettere in un nuovo progetto online (che in preda all'euforia NON vedrai anche se è EVIDENTE)]

11 Maggio 2016. Ore 13.09
Ricevo su Messanger questo messaggio.

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Ciao Gianpaolo , siamo amici su Facebook ma non ci conosciamo personalmente.

Io ho lanciato da poco un portale per la visibilità dei viaggi realizzati dalle agenzie.

Mi sono ispirata a Immobiliare.it ed ho pensato che ce l'avevano fatta loro poteva esserci un mercato anche per la vendita dei viaggi .

Abbiamo fatto realizzare il portale da una agenzia di Verona, la quale lo ha fatto e (neanche terminato) anzi rifinito male ci ha mollato li, senza nessuna indicazione su indicizzazione delle pagine, come aiutarci a promuovere il sito etc .

Ci sentiamo assolutamente piantate in asso.
Siamo due ex agenti di viaggio , e non siamo ne webmaster ne grafiche, ne esperte di SEO.

La mia domanda quindi ora è : è possibile rivolgerci a te per indicizzare il sito, muovere i primi passi per farlo conoscere?
Grazie mille.
--------

Questa cliente l'ho RIMBALZATA. L'anno scorso dopo esserci parlati le dissi che non seguivo il suo settore e non avrei potuto aiutarla.

Ed ho rispedito al mittente la sua richiesta.
Ti chiederai perchè l'ho fatto.

➡ Perchè sono stupido e rifiuto i clienti?
➡ Perchè me la tiro e mi scelgo quelli che voglio io?
➡ Perchè la cliente in questione non aveva un budget sufficiente a disposizione?

No, non ci siamo, niente di tutto questo.
Ho rifiutato la cliente perchè, a mio parere, aveva intrapreso un progetto CHE NON STAVA in piedi.

Ora ti spiego bene perchè...
Cominciamo dal ripetere quale era la sua idea di business online.

"Ha realizzato un portale per la visibilità dei viaggi realizzati dalle agenzie. Mi sono ispirata a immobiliare.it ed ho pensato che ce l'avevano fatta loro poteva esserci un mercato anche per la vendita dei viaggi."

Che tradotto in pratica significa:
1⃣ Immobiliare.it funziona perchè le agenzie immobiliare pubblicano i propri annunci sul portale delle case in vendita.

La gente visita il portale e chiede informazioni sulle case contattando le agenzie inserzioniste.

Qualcuno dei contatti si tramuta in vendita. Tutti ci guadagnano e il giochino sta in piede e continua a funzionare.

2⃣ Quindi realizzo un portale che invece delle case vende i viaggi, invece delle agenzie immobiliari ci sono quelle di viaggi, "copio" il giochino che funzionerà anche in questo caso e tutti saremo felici e contenti.

NON HA FUNZIONATO.
Ho risentito la settimana scorsa la cliente che mi ha confermato che il progetto si è arenato.

Lo avevo previsto il maggio scorso.
Ecco perchè.

[⭕ Le differenze tra il SUCCESSO di Immobiliare.it e il BUCO NELL'ACQUA del portale dei viaggi ⭕]

1⃣ Il cliente finale è abituato a cercare le case in "contenitori di offerte".
Prima di internet lo si faceva sulle riviste specializzate, sul mensile cartaceo di Tecnocasa, nelle riviste di annunci presenti in tutte le città, ecc ecc.

Insomma erano presenti diversi "mezzi di comunicazione" che già fungevano da contenitori delle offerte.

L'avvento di internet ha solo cambiato il "Supporto" con cui queste offerte vengono mostrate, ma non ha dovuto creare da zero un'abitudine: la gente era già abituata.

Con i viaggi NON è così.

Infatti solitamente chi viaggia o va in agenzia a farsi preparare tutto, oppure compra online i "pezzi separati": il volo, l'albergo, ecc.

Poi ci sono i grossi portali, Expedia, il recente YallaYalla che cominciano a vendere viaggi organizzati completi di tutto...ma che NON hanno inserzionisti esterni (particolare importante): vendono DIRETTAMENTE.

2⃣ Le agenzie immobiliari sono abituate a pubblicare gli annunci, le agenzie viaggi
NO.

Come per i clienti finali, anche le agenzie immobiliari sono storicamente abituate a preparare i contenuti degli annunci da inviare poi ai "mezzi di comunicazione".
Ieri erano i giornali cartacei di cui parlavo prima, oggi sono i portali internet: ma come preparavano i contenuti anni fa (foto, descrizione degli appartamenti ecc) lo fanno oggi.

Immobiliare.it & C. non hanno dovuto educare gli inserzionisti.

Gli agenti di viaggio questa cosa non l'hanno mai fatta, e infatti per la mia amica riuscire a convincere gli inserzionisti alla pubblicazione degli annunci è stata un compito difficilissimo (che spesso non è riuscita a portare a termine).

3⃣ Le agenzie immobiliare non soffrono la crisi quanto le agenzie di viaggio
Benchè il settore immobiliare abbia passato dei brutti momenti in questi anni, la situazione non è neanche lontanamente paragonabile a quello delle agenzie di viaggi, che sono state letteralmente falcidiate dalla crisi.

Non ho cercato dati precisi ma so che c'è stata una ecatombe.
E' opportuno partire con un business rivolto ad un settore in PROFONDA CRISI?

O forse è il caso di chiedersi PERCHE' quel settore è in crisi ed evitare di rianimare un morto?

A vedere il risultato, forse era meglio soffermarsi prima a pensarci un attimo.

4⃣ Competitività dell'offerta
Ultimo IMPORTANTE differenza tra Immobiliare.it e il portale di viaggi della nostra amica è la competitività dell'offerta.

Infatti le inserzioni che trovi su Immobiliare.it sono competitive dal punto di vista economico: non che siano migliori di quello che trovi altrove, ma semplicemente i prezzi che trovi online sono quelli di mercato, quindi sfrutti internet per comodità di consultazione.

E la cosa funziona.

Completamente diverso è il discorso dei viaggi.
Come dicevo prima, esistono diversi portali GROSSI portali che vendono online, nonchè tour operator che vendono direttamente (ex Alpitour).

E come fa una normale agenzia di viaggi ad essere competitiva a livello di prezzo?

E se anche riuscisse ad essere competitiva (che comunque è una cosa impossibile) riuscirebbe a trasmettere la fiducia necessaria per far si che l'utente "strisci la carta"?

Cioè se cerco un viaggio, e lo vende online sia Expedia che l'agenzia "Pinco Pallo" di Molfetta che ha l'annuncio sul portale della mia amica, poi da chi compro?

Chi mi da la fiducia giusta per dargli i miei soldi, Expedia o l'agenzia Pinco Pallo?
Mah...io dico che la scelta è alquanto scontata.

Questi sono 4 tra le motivazioni principali che mi hanno portato lo scorso maggio a rifiutare questa cliente.

Mi chiedeva di fare la SEO, io non ho nemmeno provato a capire se fosse un servizio adatto a lei: NON vedevo possibilità di successo ed ho preferito rifiutare la richiesta.

Non ho neanche esposto i miei dubbi alla cliente, per diversi motivi: era già partita con l'avventura ed aveva già fatto investimenti.

Aveva tutta l'euforia ovvia e naturale che una situazione del genere comporta e non mi sembrava il caso di fare il guastafeste.

Anche perchè una mia opinione non era stata richiesta, nè potevo essere certo che i miei dubbi fossero completamente fondati (anche perchè c'eravamo sentiti al telefono solo una volta e non conoscevo a fondo la situazione...)

MORALE DELLA FAVOLA:
T'ho raccontato questa storia perchè non è così inusuale come sembra.
L'errore principale commesso dalla mia amica sta nel fatto che non si sia preoccupata abbastanza di capire quanto mercato avesse la sua idea.

Quanto sarebbe piaciuta ai clienti finali.
In due parole, non ha verificato se il suo prodotto interessava a qualcuno o meno.

Che ti sembrerà banale e ovvia come preoccupazione ma ti assicuro che viene tralasciata un SACCO DI VOLTE.

Quindi PRIMA di preoccuparti di come fare il sito, se fare la SEO, quanto investire su Facebook, preoccupati di cominciare a VENDERE il tuo prodotto/servizio.

Fai un test di vendita in piccolo: magari una campagna Facebook solo nella tua città, o anche semplicemente con strumenti offline. Verifica se la gente VUOLE il tuo prodotto/servizio.

La vera prova del fuoco è quella. Tutto il resto viene dopo.

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[⭕ Io: Fate pubblicità di qualche tipo? Ristoratore: "Noooo...non ci serve, lavoriamo col passaparola..." ⭕]

Giovedì scorso.
Mia moglie il giorno dopo sarebbe partita per un weekend dai suoi genitori lasciando a casa me e i bimbi, e quindi decidiamo di uscire a mangiar fuori qualcosina, visto che non avremmo potuto il venerdì e il sabato.

Decidiamo di andare in un ristorantino vicino a casa (abitiamo a Coriano), che avevo adocchiato da un paio di settimane ma non avevamo ancora provato.

Entriamo.
Il posto è bello, tutto nuovo.

Molto pulito (sia io che Manu siamo ex camerieri e MOLTO attenti a dettagli "tecnici" dei ristoranti, su tutti la pulizia).

Ci sono anche due sale, una più grande dell'altra, e molto bella.
Il menù è interessante: benchè facciano un pò troppa roba per i miei gusti (menù lungo = roba congelata) le proposte NON sono le solite e sembra esserci particolare attenzione alla scelta delle materie prime.

Ordiniamo un primo per i bimbi (tagliatelle al ragù), un antipasto di salumi e formaggi che dividiamo io e Manu, e a seguire due hamburger (insomma, cena vegana).

Il nostro tavolo è di fianco al forno delle pizze, e in attesa dei nostri piatti scambiamo due chiacchiere col pizzaiolo (che scopriremo essere il titolare insieme alla moglie che fa la cameriera).

In particolare mi colpiscono in prima battuta le pizze che vedo uscire, che a guardarle sono BELLISSIME e fanno una gola che la metà basta.

Poi attira la mia attenzione la farina, GIALLA e diversa dalla solita che ho sempre visto...

Così gli chiedo spiegazioni e il tipo mi risponde che è un tipo di farina integrale e non trattata, che unita alla lievitazione di almeno 48 ore rende la pizza MOLTO più digeribile rispetto a quelle normali mangiate in pizzeria...

Nel frattempo arrivano anche i piatti: tutto MOLTO buono.
Il primo dei bimbi, squisito.

Gli affettati di OTTIMA qualità (ci sto sempre attento all'affettato: buona qualità è spesso sintomo di attenzione alla materia prima, che non è affatto scontata).

Ed anche gli hamburgher squisiti, anche questo affatto scontato...

A questo punto, pienamente soddisfatto dall'esperienza faccio la fatidica domanda al ristoratore:

"Ma fate qualche tipo di pubblicità?"

Lui:"Noooooooo...macchè, lavoriamo col passaparola fortunatamente...."

Diceva questa frase mentre nel ristorante c'erano 3 tavoli: noi, una signora da sola che mangiava una pizza, ed un tavolo di 7/8 persone nella sala di sopra.

Di giovedì, a Coriano (che è un paesino di discrete dimensioni e "ricco") il ristorante ha TRE tavoli.

E secondo lui, questo significa che il passaparola funziona.

Ora, io non voglio e non posso parlare di questa attività perchè era la prima volta che ci andavo e magari sono sempre pieni davvero e quella era una sera sfortunata.

Però...

Considerando che abito a circa 1 km da questo ristorante che è aperto da 7 mesi (SETTE MESI) e l'ho scoperto solo 2 settimane fa, non ci sarà qualcosa che non va proprio nel verso giusto?

Se poi hai la "fortuna" di essere bravo a fare il tuo lavoro e fai anche dei piatti che si distinguono dal solito, non sarà il caso di pubblicizzarsi un attimino?

Li vuoi buttare un paio di EURI su Facebook?

Almeno per essere sicuro che TUTTI i residenti a Coriano iscritti sul social network SCOPRANO CHE ESISTI?

Visto che tra l'altro il tuo ristorante è in una via interna che se non ci vai apposta non lo vedi?

E' possibile che ancora nel 2017, si apra un'attività con la "speranza" del passaparola?

Che tra l'altro non è stimolato in alcun modo (ad esempio mi potevano proporre di portare una coppia di amici e i bambini non pagavano, così per dire...)?

E non voglio dire che mi devi fare per forza Web Marketing (anche se una campagna Facebook ci starebbe a pennello e te la puoi fare anche da solo se studi un pelino e vuoi risparmiare), ma FAI QUALCOSA PER ACQUISIRE CLIENTI in maniera ATTIVA!

Nel 2017 "lavoriamo col passaparola" non si può più sentire!

Soprattutto se quando me lo dici nel locale c'hai TRE tavoli!
Eccheccazz...

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Aspetti anche tu fiducioso che il "passaparola funzioni", pregando che i clienti arrivino? Oppure vuoi provare a cercare TU I CLIENTI sfruttando internet?
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[⚡Come usare WhatsApp nella tua presenza online: quando farlo, perchè farlo, come farlo.⚡]

WhatsApp è la seconda piattaforma social più usata in Italia.
Dopo Facebook (e tra l’altro WhatsApp è di Facebook).

Non ho trovato numeri precisi, ma sul fatto che sia diffusissimo credo che possiamo essere tutti d’accordo.

Visto questi dati, hai mai pensato di usare WhatsApp nella tua presenza online?

E più nello specifico, ti sei mai posto queste domande:
➡ WhatsApp può essere uno strumento utile nella mia presenza online?
➡ Se si, come?
➡ Quando dovrei usarlo? E perché?

Nell’articolo di oggi provo a dare risposte a tutte queste domande, con l’obiettivo di fornirti tutte le informazioni che conosco circa l’utilizzo di questo strumento.

Al suo interno troverai spiegato:
➡ Cos'è WhatsApp,
➡ Quando usarlo (con la presentazione di casi pratici),
➡ Perchè usarlo,
➡ Come usarlo (con un paio di chicche tecniche facili da usare SUBITO).

Fai buon uso dei consigli.
Buona lettura e al prossimo post.
;)

http://www.gianpaoloantonante.it/come-usare-whatsapp-sul-sito-web/

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[🕵 Come riconoscere il CUGGINO: 8 inequivocabili indizi che ti salveranno dallo TSUNAMI di fuffa che sta per travolgerti, spazzando via SENZA RISULTATI i soldi e il tempo che hai investito nella tua presenza online.]

"Mi ha detto mio cuggino che da bambino una volta è morto"…

…quella sopra è una citazione tratta da “Mio Cuggino”, la canzone capolavoro di Elio e le Storie Tese, che ironizza sulla figura mitologica del Cuggino.

Il Cuggino è quell’essere mitologico che ha sempre una risposta a tutto, pur non essendo competente in niente.
E oltre a questo, spesso le sue teorie sono strabilianti.

😳 Un cazzaro, praticamente.

Il problema è che il Cuggino da un pò di anni si occupa di Web Marketing: un vero DISASTRO per la presenza online delle aziende.

Il problema che non potevamo prevedere è che il CUGGINO si è riprodotto in quantità impensabili.

Si nasconde tra noi, non lo riconosci, ed è pronto a mettere le mani sul tuo sito e la tua pagina Facebook (e tutto quello che hai online con la tua azienda).

C’è scampo a questa sventura?
NO. Sei SPACCIATO. 😱

Se sei un imprenditore e decidi di investire online per promuoverti, la possibilità di incappare in un CUGGINO solo elevatissime, a meno che….

Tu non legga il mio articolo di oggi nel quale ti svelo gli 8 inequivocabili indizi che ti permetteranno di capire “Come Riconoscere il CUGGINO”.

Quindi, mi raccomando, leggi con attenzione e occhi aperti!

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🔥 Come BRUCIARE € 700 per un'INUTILE modifica al sito 🔥

Quando sento 'ste cose m’incazzo.
Quando mi capitano imprenditori a cui rifilano “pacchi” mi girano i cosiddetti.

Anche se si tratta di “soli” € 700 il discorso non cambia: quando una “uebb aggenzy” frega “volutamente” e "consapevolmente" un imprenditore a me GIRANO.

MOLTO.

Veniamo ai fatti.

Settimana scorsa mi chiama Renato* (uno a caso), un fisioterapista di Genova.

Era demoralizzato: il suo impegno non viene ripagato quanto vorrebbe! I suoi sforzi NON gli portano i risultati che meriterebbe…

Ti spiego cosa intendo.

Renato, come dicevo, è un fisioterapista di Genova.
Ha un sito, in cui presenta la sua attività, e al cui interno è presente anche un blog.

In questo blog Renato scrive, almeno un articolo a settimana.

Si impegna molto, e nel tempo e col sudore, è anche migliorato tanto nella scrittura: all’inizio era molto “tecnico” nello scrivere gli articoli.

Col tempo (e tanto impegno) ha però compreso che per farsi capire dai suoi clienti doveva scrivere più a “stampatello”, ovvero in maniera più comprensibile ai non addetti ai lavori…

Ce l’ha fatta, ed ora, dopo un po' di sforzi, finalmente scrive in maniera efficace.

Un paio di mesi fa sento Renato al telefono, e mi dice: “Sai, ho dato mandato alla mia web agency di realizzare la sezione “prenotazioni” nel mio blog, così i pazienti possono prenotare direttamente le visite…”

😱 "Ma che cacchio!" ho pensato.
"Quella è l’ultima cosa che doveva fare Renato!"

Infatti, nei mesi scorsi, avevo sottolineato a Renato che era arrivato il momento di fare un po' di “pubblicità”: ora che aveva raggiunto un più che buono livello di scrittura, avrebbe dovuto “diffondere i suoi contenuti”.

Ora che spiegava in maniera comprensibile nei suoi articoli come riesce a risolvere i problemi fisici ai suoi pazienti, Renato avrebbe dovuto diffondere quegli articoli su Facebook, facendo delle inserzioni sponsorizzate e intercettando in quel modo MOLTI più genovesi di quanto fatto fino ad oggi…

Perché, ormai si sa, Facebook se non gli dai i soldini, i tuoi contenuti li fa vedere a ben poche persone, anche se hai molti fan alla pagina.

E quindi, se vuoi sfruttare questo social per promuoverti, devi spenderci su qualche euro.

Ma la “uebb aggenzy” di Renato gli ha fatto la “sezione prenotazioni”.

Mi piacerebbe sottoporre questa domanda da un migliore di dollari a questi geni del male:

“Ma vi siete preoccupati di capire se SERVIVA DAVVERO a Renato quella sezione?” 😤

In realtà conosco già la risposta: non gliene può fregà de meno.

A loro interessa vendere, se poi non serve quella cosa al cliente, cazzi suoi (detta in francese).

Se al cliente sarebbe stato meglio proporre altro NON è un loro problema…

Solo che adesso Renato di quella sezione prenotazioni se ne fa ben poco: la gente non ci arriva.

👉 CHE COSA AVREBBE DOVUTO FARE RENATO:
Invece di bruciare quei € 700 in quella sezione prenotazioni, Renato avrebbe dovuto pensare a promuoversi, ad esempio con una campagna su Facebook (come gli ho suggerito circa 3 mesi fa).

Renato ha bisogno di nuovi clienti che vogliano farsi curare da lui, è quella l'UNICA PRIORITA' per ora.

Non un sistema automatico di prenotazioni: avrebbe potuto continuare a ricevere le prenotazioni telefonicamente o con Whatsapp, che è GRATIS.

E quei € 700 avrebbe dovuti investirli interamente in promozione. Nient’altro.

☝ MORALE DELLA FAVOLA:
Non farti fregare quando compri qualche servizio web.

In questo caso Renato ha chiesto direttamente alla sua “uebb aggenzy” di creare quella sezione.

E loro gliel’hanno fatta (sapendo che non sarebbe servita a niente).

Renato fa un altro lavoro.
Non è colpa sua se ha chiesto una cosa sbagliata, ma della web agency che ha “preso l’ordine” senza preoccuparsi di verificare che fosse utile a Renato.

Se vai dal dottore e gli chiedi “Dottore mi prescriva il cortisone!”, il dottore come ti risponderà?

“Perché dovrebbe prendere il cortisone? Mi spieghi cos’ha e si faccia visitare, poi le dico io se le serve il cortisone…”

Così risponderebbe un normale dottore con un minimo di buon senso.

E così dovrebbe rispondere anche il professionista di Web Marketing a cui ti rivolgi.

Se invece ti da il “cortisone”, cambia fornitore.

😉

Nota: Renato è un nome di fantasia che uso per tutelare la privacy del cliente a cui fa riferimento
l'articolo.

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E’ probabile che ti sarà capitato di avere a che fare con fornitori di servizi web che aspettano di sentire da te quali servizi vuoi.

Ma dovrebbero essere loro a proporre la strategia giusta, non trovi?

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[Perchè la SEO NON ti serve se vendi borse con un marchio tuo]

Ieri m'ha chiamato Renato, un imprenditore che produce e vende borse con un marchio suo.

Vende SOLO borse del suo brand. Non prodotti commerciali.
Solo le borse "Renate".

Mentre parlavamo di come fare il suo ecommerce mi chiede: "E poi Gianpaolo vorrei fare la SEO, tu la fai vero?"

Io: "La SEO non ti serve, Renato..."

Renato: "😳 ?!?!?!...Cioè, cosa intendi?"

Io: "Con quali parole chiave dovrebbero cercarti i tuoi clienti?

Se vendi solo un prodotto tuo le ipotesi a disposizione dal punto di vista delle "chiavi di ricerca" sono solo due:
1⃣ La gente cerca direttamente te o un tuo prodotto, e quindi ti trova già direttamente senza bisogno di fare SEO (anche perchè Renato, almeno per ora, non ha rivenditori e i suoi prodotti li vende solo lui),
2⃣ La gente fa una ricerca generica del prodotto, usando parole chiave tipo:
"Vendita borse online".

Ma se, ad una prima occhiata, "Vendita borse online" può sembrare una keyword adatta a promuovere Renato online, siamo sicuri che sia davvero utile?

Prova a pensarci...

Se uno cerca "Vendita borse online", cosa davvero sta cercando?
Cioè, l'utente che fa quella ricerca, cosa si aspetta di trovare?

Il sito di Renato, che vende borse SOLO del suo marchio, che molto probabilmente sarà per lui sconosciuto, oppure sta cercando un sito tipo Zalando nel quale vengono venduti tanti tipi di borse dei marchi più conosciuti sul mercato?

In pratica, è più probabile che ci cerca "Vendite borse online" stia cercando un negozio monomarca (di una marca che non conosce) oppure un "centro commerciale" della borsa dove scegliere un prodotto di marca tra i tanti in vendita?

Se non l'hai capito, io opto MOLTO di più per il secondo caso...
"E quindi, come posso aumentare la mia promozione online?" mi chiede Renato

Ad esempio in questi modi:
1⃣ Comunicando di più e più frequentemente con le proprie già clienti:
Renato m'ha confermato che le sue clienti acquistano in media da lui un prodotto ogni 4 mesi.

Quindi gli ho chiesto: "Bene, quante email/sms gli mandi alle tue clienti?".
"Poche, 7/8 all'anno...non di più che poi troppi sconti non mi va di farli..." ha risposto.

"E chi ha parlato di sconti, Renato. Devi mandare alle tue clienti email/sms che presentino i nuovi prodotti, in modo da stimolare il riacquisto. Mica devi mandare email solo per gli sconti..."

2⃣ Remarketing Display su Google
Il prodotto che vende Renato, le borse, viene acquistato anche perchè viene "VISTO".

Si potrebbe quindi pensare di attivare una campagna di Remarketing Display di Google per inseguire le clienti che entrano sul suo sito...

In pratica, il remarketing Display di Google è quella funzione per la quale, se entri in un ecommerce (ex Amazon) vedi un prodotto e poi esci dal sito, la pubblicità di quel sito ti insegue per tutto il web (ti sarà capitato mille volte)...

3⃣ Facebook (e perchè no, Instagram..)
Renato ottiene già un grosso successo di vendite usando Facebook come strumento di promozione.

Quello che potrebbe fare è di aumentare le risorse dedicate a Facebook per sponsorizzare anche il nuovo ecommerce e magari testare l'uso anche di Instagram, come strumento di promozione (che magari gli da qualche inaspettata soddisfazione)...

Ma non la SEO: per Renato che vende un prodotto di un marchio SUO le parole chiave difficilmente possono aiutarlo...

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⭕ Perché è ESSENZIALE che sia facile contattarti dal tuo sito (anche se forse non ti sei mai posto il problema) ⭕

Mia mamma è su Facebook.
S’è creata l’account qualche mese fa (in realtà glielo abbiamo creato io e mia sorella dopo mesi di sue minacce).

Mia mamma ha 62 anni e, come molte mamme 62enni, per quanto sia giovanile e in forma, non è che proprio c’ha la tecnologia nel sangue…

Ma sta su Facebook, perché Facebook è FACILE da usare!

Ho da qualche giorno finito di leggere un libro intitolare “Creare prodotti e servizi per catturare i clienti (Hooked)” (qui il link di Amazon ), un testo che parla di come realizzare prodotti digitali che attraggano gli utenti fino ad instaurare in loro un’abitudine e diventare quindi prodotti di successo.

Tra i tipi di prodotti di cui si parla nel libro ci sono i Social Network.
Nel libro si spiega quali fasi di “utilizzo” da parte degli utenti un social network deve passare e quali caratteristiche deve avere per raggiungere il successo.

Una delle caratteristiche principali che viene enunciata è la FACILITA’ di utilizzo.

In pratica l’autore spiega che tanto più facile è l’utilizzo (almeno iniziale) di un social network, tanto più è probabile che gli utenti (i clienti del social) lo premino e lo facciano diventare un prodotto di successo.

Prendi Facebook, ad esempio: il suo utilizzo è davvero a prova di bambino.
Come si scrive un post su Facebook? Ti colleghi e al centro dello schermo vedi il campo in cui scrivere e la scritta “A cosa stai pensando?”

Ti piace un contenuto che leggi? Hanno inventato il tastino “Mi Piace” sul quale cliccare.

Vuoi commentare un post? Trovi in bella vista il campo “Scrivi un commento”.
Insomma, è davvero a prova di bambino!

🤔 Ma che c’entra Facebook con me? (ti starai forse chiedendo…)

Te lo spiego raccontandoti un caso che mi è capitato qualche giorno fa.

Parlavo al telefono con una cliente delle modifiche che a mio parere andavano apportate al suo sito, fino a quando le dico: “…e poi nella scheda di ogni prodotto deve esserci un bel form in evidenza per permettere la richiesta di informazioni da parte di chi è interessato….”

Cliente: “…ehm, ma il form c’è già, è quello dove c’è scritto “Request Password…”

Io: “…?..!...???...!....come scusa? quale sarebbe?”

Cliente: “Eh si, quello li di fianco al prodotto con scritto Request Password!”

Aveva ragione, c’era un qualcosa che alla vista poteva ricordare un form, ma:
1⃣ Era in inglese (nella sezione italiana del sito),
2⃣ Non invitava a chiedere informazioni e quindi a dimostrare interesse per il prodotto, bensì a richiedere una password per accedere successivamente ad un’area riservata nella quale poter scaricare un catalogo per approfondire le informazioni sul prodotto.

Va chiarito subito un concetto: a quanto dice la cliente (e non ho assolutamente alcun motivo di dubitarne) l’idea di fornire la scheda tecnica del prodotto all’utente, piuttosto che la possibilità di richiedere un preventivo, è decisamente adeguata alla situazione per la particolarità del settore e del tipo di applicazione del prodotto in questione, ma la mia domanda è: perché rendere il tutto così complesso per l’utente?

Perché invece di scrivere nel form “Richiedi la Password” (Request Password) non si propone all’utente una frase come “Scarica la Scheda Tecnica del Prodotto”, che è più normale, più intuitivo e molto più vicino all’esigenza dell’utente?

Perché invece di fargli compilare un form per:
➡ ricevere una password via email,
➡ doversi ricollegare ad un’area riservata del sito,
➡ loggarsi facendo il copia incolla della password ricevuta per email,
➡ e poi poter scaricare il catalogo…
…non si crea un form tramite il quale chiedi la Scheda tecnica e ti viene mandata la scheda tecnica?

Con un solo passaggio, invece dei mille passaggi adesso necessari?
Perché farsi ODIARE dagli utenti che vogliono accedere a queste benedette schede tecniche?

Dove Voglio Arrivare

Ti ho raccontato di Facebook e, al suo opposto, del caso di questo cliente per sensibilizzarti riguardo un aspetto MOLTO importante riguardante la tua presenza online, troppo spesso IGNORATO: l’usabilità del sito web (o del blog o di quello che hai…).

Che cos’è l’usabilità? Spiegato in maniera molto semplice, l’usabilità del tuo sito è la sua capacità di rendere SEMPLICE la ricerca delle informazioni e il compimento delle azioni (come richiedere un preventivo, scaricare un documento, registrarsi alla newsletter ecce cc).

Perché NON immagini neanche quanto possa INCIDERE sui risultati della tua presenza online l’usabilità del tuo sito: se è facile da usare (non per te, ma per i tuoi clienti) non puoi che goderne dei vantaggi.

E al contrario, se rendi complicata la vita del visitatore del tuo sito, sta pur sicuro che riceverai un danno da questa situazione.

Quindi cosa devi fare?

Semplice: prendi uno sconosciuto (o almeno uno che non conosce il tuo sito) mettilo davanti al pc, fallo collegare al tuo sito e chiedigli “Provi a chiedere un preventivo?” (o scaricare un documento, o iscriversi alla newsletter ecce cc).

Potresti accorgerti che il tuo sito è una tortura… e forse è il caso che corri immediatamente ai ripari!

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[Quanti altri dettagli FONDAMENTALI trascuri sul tuo sito?]

Se vuoi che ti aiuti a scoprirlo (diventando mio cliente)
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e vediamo se posso aiutarti.
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💥 Perchè se hai un ecommerce DEVI pensare come un COMMESSO! 💥

Renato, un mio cliente, ha un ecommerce col quale vende i suoi prodotti.
L’ho sentito stamattina al telefono, e abbiamo fatto il punto della situazione:

➡ Come stanno andando le campagne Social,
➡ Come va Adwords,
➡ Le modifiche da fare al sito,
➡ Ecc

Argomento campagne Social.

Quando ci eravamo sentiti la volta scorsa avevo dato un consiglio a Renato, circa le richieste del prezzo del prodotto fatte nei commenti su Instagram e Facebook.

Per essere più chiari ti spiego nel dettaglio.

Renato sponsorizza i suoi prodotti (anche) su Instagram e Facebook.

Capita spesso che gli utenti, interessati al prodotto, chiedano “Quanto costa?” scrivendo un commento al post sponsorizzato.

Fino alla volta scorsa, Renato rispondeva al commento ringraziando e scrivendo qualcosa del tipo “vai sul sito www.renatoshop.it e scopri tutti i dettagli sul nostro prodotto” (semplifico per sintesi).

🙄 No bene.

Quella volta consigliai a Renato di rispondere all’utente con un messaggio privato per instaurare un rapporto più diretto.

Oggi ricontrollavo i messaggi privati inviati ai clienti: in effetti Renato ha seguito il mio consiglio, rispondendo da quel momento in poi su Messanger a tutte le richieste di info sui prodotti.

Problema❗
Renato risponde allo stesso modo di come faceva prima, scrivendo cioè “vai sul sito www.renatoshop.it e scopri tutti i dettagli sul nostro prodotto”.

Mea culpa.
Evidentemente sono stato poco chiaro io la scorsa volta.
E ho spiegato meglio il concetto a Renato, in questo modo.

“Renà, nel rispondere ai clienti online deve pensare come se fossimo in un negozio fisico.

Ti spiego perché non va bene come rispondi.

Tu sponsorizzi un prodotto sui Social. C’è già il link per andare sul sito, e comunque ormai tutti sanno che se vogliono trovare il tuo sito, vanno su Google e scrivono renatoshop.it e ti trovano.

Ma alcuni ti contattano con un messaggio privato.
Sai che significa?

Pensa di avere un negozio fisico. Tu sei il commesso ma ci sono anche le casse automatiche (che sarebbe l’ecommerce).

Molti clienti comprano dalle casse automatiche senza contattarti, ma alcuni si rivolgono al commesso (ovvero scrivono un messaggio privato attendendo una risposta da una persona).

Ora, se fossi nel negozio fisico e tu fossi il commesso, risponderesti a chi ti viene a chiedere informazioni di rivolgersi alle casse automatiche?

“No, Gianpaolo” risponde Renato.

“E allora perché nel messaggio privato gli scrivi di andare sul sito? Mandandolo addirittura nell’home page?”

“E’ come se nel negozio fisico, a quel cliente che ti viene a chiedere informazioni, gli rispondessi di arrangiarsi da solo con le casse automatiche. Ti pare il modo giusto?” aggiungo io.

“No Gianpà, hai ragione” conviene il nostro Renatuccio.

👉 Cosa deve fare Renato con chi gli chiede info con messaggi privati

A Renato ho consigliato di essere molto più disponibile con gli utenti che lo contattano in privato.

E’ probabile che se lo fanno.
È perché per qualche motivo vogliono essere seguiti.

➡ Magari hanno problemi a concludere l’ordine da soli (la gente è impedita in una maniera che non riesci ad immaginare),
➡ Magari non si fidano e vogliono essere rassicurati dal rapporto umano,
➡ Magari vogliono informazioni che non hanno trovato sul sito,
➡ Magari vogliono chiederti informazioni che sul sito ci sono ma loro non hanno voglia di andarsi a cercare e leggere (niente di più facile),

Insomma, se ti contattano in privato, DEVI assecondarli e stargli dietro, magari concludendo la vendita senza neanche passare dal sito.

E’ più faticoso?
Certo. Sarebbe molto meglio se comprassero tutti da soli senza bisogno di noi.

E’ NECESSARIO?

Si. Se il cliente va dal “commesso” per chiedergli informazioni ci sono due sole possibilità:
➡ Il commesso risponde in maniera gentile ed esaustiva, e il cliente compra,
➡ Il commesso NON risponde in maniera gentile ed esaustiva, e il cliente NON compra.

Facile, no?
😉

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