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Gian Mario Tagliaretti
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Gian Mario Tagliaretti

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Fuga di Capitali dalla Cina 


I capitali stanno defluendo dalla Cina a un ritmo record, innescando timori sulla stabilità finanziaria e complicando gli sforzi da parte della banca centrale che in contemporanea cerca di sostenere un rallentamento dell'economia (abbassando i tassi di interesse). Ingenti flussi di capitale stanno lasciando la Cina, alla ricerca di rendimenti superiori altrove. Tutto ciò, per un'economia che ha calamitato capitali stranieri nel boom dell'ultimo decennio, costituisce un’inversione di rotta rilevante.

Per quanto riguarda l’uscita dei capitali, un nuovo ciclo di preoccupazioni deriva dal fatto che le riserve di valuta estera detenute dalla Cina sono scese per quattro trimestri consecutivi. Il più lungo declino fino ad oggi. Si tratta di uno storico capovolgimento. Dal 2006 fino allo scorso anno le riserve di valuta estera sono quadruplicate fino a raggiungere un valore complessivo di circa $4 trilioni di dollari. Questi capitali provenivano sia dagli avanzi commerciali sia dalle spese di investitori stranieri per effettuare investimenti a lungo termine in Cina. Un’altra fetta dei $4 trilioni era “denaro caldo” (hot money), ossia capitale proveniente da investitori che ricercano nel mondo obbligazioni al giusto tasso o azioni con rendimenti da ottenere in tempi rapidi. Dopo aver toccato un massimo di $3,99 trilioni alla fine di giugno 2014, il livello delle riserve ha iniziato a ridursi.

Ma perché la Cina si sta trovando ad affrontare una tale fuga di capitali?
Le cause scatenanti questo fenomeno sono molteplici e diverse fra loro. Tra le cause principali c’è il crollo immobiliare, la contrazione generale dei profitti aziendali e la fine delle oscillazioni verso l’alto della valuta nazionale. Questa serie di cause sta via via demotivando gli investitori ad accalcarsi in questo mercato. I rendimenti stellari che gli investitori si erano abituati a guadagnare in Cina sono adesso in continuo calo. Tutto questo sta accadendo in un momento storico in cui la Cina porta avanti iniziative che rendono più facile spostare il denaro dentro e fuori al paese. La Cina sta infatti implementando una serie di liberalizzazioni volte a raggiungere l’obiettivo di conquistare lo status di valuta di riserva nel paniere del Fondo Monetario Internazionale.

Parlando di cifre, l’analista Charles Dumas di Lombard Street Research ha dichiarato che l'anno scorso il deflusso di capitali ha raggiunto quota $800 miliardi, chiedendosi quando questo movimento di fondi sarà chiamato "fuga di capitali" piuttosto che “deflusso di capitali”. Secondo Zhu Haibin, capo economista cinese di JP Morgan, l’uscita di capitale dai confini nazionali ha totalizzato i 450 miliardi di dollari negli ultimi quattro trimestri, se nella stima si considerano i  cambiamenti nella valutazione delle riserve estere. Si è così raggiunto, secondo quanto dichiarato da Robin Brooks a Goldman Sachs,"un livello superiore a quanto mai visto prima". Sebbene i dati pubblicati nella giornata di giovedì (24 Luglio) confermano l'elevato deflusso netto di capitali nei primi sei mesi dell'anno, la State Administration of Foreign Exchange ha insistito sul fatto che non vi è stata una "grande e continua fuga di capitali finora."

Tra le categorie di investitori che stanno muovendo i capitali al di fuori dei confini cinesi ci sono fondi speculativi, individui e aziende cinesi. I capitali lasciano la Cina in una varietà di modi.  Talvolta illegittimamente dribblando le strette regolamentazioni in materia. Talvolta invece i trasferimenti sono approvati dalle autorità, come ad esempio i prestiti da banche cinesi all'estero.
Gli analisti sono discordanti sulla quantità di “denaro caldo” che lascia la Cina. Certamente, non tutte le uscite di capitale sono speculative. Va inoltre considerato che una parte considerevole è effettivamente un segno dello sviluppo dell'economia cinese, come ad esempio gli investimenti in società estere mirati ad espandere la presenza cinese nel globo. Gli economisti sostengono che anche alcuni dei puri flussi finanziari devono essere considerati un sano movimento da parte dei risparmiatori cinesi che vogliono diversificare in attività estere, piuttosto che un segno di panico circa il rallentamento dell'economia. I deflussi di capitale riflettono anche le recenti riforme intese ad allentare i controlli sui capitali, che cautamente incoraggiano flussi finanziari in uscita attraverso iniziative come lo Shanghai-Hong Kong Stock Connect, che permette dalla Cina di investire in titoli esteri. Va infine ricordato che, una notevole quantità di capitale è trasferito illegalmente dai “funzionari nudi”, nonostante il giro di vite sulla corruzione attivato dal presidente XI Jingping.

Per coloro che interpretano il rallentamento economico in Cina come un segnale dell'arrivo di una crisi finanziaria, i deflussi di capitale sono un segno del calo di fiducia. Costoro avvertono e temono che i flussi di capitale in uscita causeranno un prosciugamento della liquidità nell’economia, rendendo più difficile per le imprese e i governi locali  raccogliere fondi. Secondo gli analisti rialzisti, i deflussi di capitale moderati sono un segno che la Cina sta liberalizzando i controlli sui capitali e sta abbandonando la sua ossessione mercantilistica di accumulare riserve in valuta estera. Essi ritengono che liquidità interna stia generando preoccupazioni ingiustificate, poiché a parere loro la Banca Popolare Cinese (BPC) ha un sacco di nuovi meccanismi per espandere l’offerta di moneta, e così rimpiazzare la liquidità che prima veniva creata dall’iniezione di capitale estero.

In prospettiva mondiale, con la Federal Reserve che si prepara ad aumentare i tassi di interesse ed il mercato azionario cinese che soffre grandi perdite, i flussi di capitale in uscita hanno assunto un'importanza ancora maggiore. Tassi di interesse negli USA più elevati attireranno con ottime probabilità capitali sia dalla Cina che da altri paesi emergenti, mettendo ancora più pressione al ribasso sui prezzi dei titoli azionari cinesi. Un'altro meccanismo che potrebbe incoraggiare la fuga di capitali è un taglio dei tassi in Cina. Un taglio dei tassi significherebbe un minor rendimento per gli investitori, altro motivo per togliere i loro soldi dal sistema. La Cina ha fatto quattro aggiustamenti dei tassi dallo scorso autunno, e Wall Street confida pienamente in una ulteriore riduzione. 

Se l'esodo di capitali dovesse continuare, la Banca Popolare Cinese si troverà a dover affrontare un dilemma. Se da una parte la Cina potrebbe trattenere parte dei flussi di capitale aumentando i tassi, dall’altra va considerato come ad oggi la BPC è orientata a tagliare i tassi per stimolare la crescita.
In questo modo, la fuga di capitale può complicare gli sforzi della Banca Popolare Cinese a sostegno dell'economia. Nel corso dell'ultimo decennio, gli acquisti della banca centrale di valuta estera sono stati la fonte principale per la creazione della base monetaria nel sistema bancario cinese. Ora, con una fuga di capitali capace di minacciare l'offerta di moneta, la banca centrale sta prendendo in considerazione nuovi meccanismi per espandere la base monetaria. Il più importante di questi consiste nei tagli sulla riserva obbligatoria imposta alle banche. La BPC una volta utilizzava questo metodo per frenare la crescita di denaro in eccesso, costringendo le banche commerciali a tenere una parte della moneta in riserva presso la banca centrale, non disponibile per i prestiti. Adesso la logica sarebbe quella opposta: ridurre la riserva obbligatoria per compensare la perdita di liquidità causata dalla fuga di capitali.

Nel segno di una così pronunciata fuga di capitali, i tassi di interesse a breve termine sono aumentati notevolmente dopo che Pechino inaspettatamente, nelle scorse settimane, ha attuato la svalutazione dello Yuan rispetto al dollaro. Come il denaro lascia il paese, la quantità di denaro nel sistema finanziario diminuisce, spingendo i tassi ad aumentare. Kewei Yang di Morgan Stanley, si aspetta che i politici cinesi non consentiranno che il valore della loro moneta cada troppo velocemente, scrivendo che "una debolezza della moneta non programmata porterebbe potenzialmente ad un grave rischio per la stabilità finanziaria in Cina (più grave delle turbolenze dei mercati azionari)." 
Un crollo pronunciato del valore dello Yuan, infatti, potrebbe velocizzare la fuga di capitali, e per questa ragione la banca centrale probabilmente spenderà più riserve estere per evitare una caduta libera dello Yuan. La vendita di altre valute in cambio di Yuan tenderebbe a ridurre ulteriormente la liquidità del sistema. Recentemente (17 Agosto) la BPC ha versato un’ingente quantità di denaro (la più alta degli scorsi 19 mesi) nel sistema finanziario in un singolo giorno, segnalando le crescenti preoccupazioni di Pechino per il deflusso di capitale dal paese, a seguito del recente indebolimento della sua moneta. Alcuni analisti di Bloomberg sostengono che ci vorranno circa $40 miliardi di dollari al mese per mantenere lo Yuan dove la BPC vuole, nel corso del 2015.

Gli analisti hanno idee divergenti sulla prospettive future della Cina.
Wang di UBS ritiene che il governo cinese ha a sua disposizione gli strumenti necessari per impedire che i deflussi di capitali escano fuori dal controllo delle autorità e che causino eccessivi problemi di liquidità: "Se il governo cinese è preoccupato per improvvisi e destabilizzanti deflussi di capitale può stabilizzare l’aspettativa sul tasso di cambio ancorando il tasso giornaliero e intervenendo nel mercato Forex." "Riteniamo che le riserve cinesi pari a $3,7 trilioni in valuta estera e i controlli sui movimenti di capitale possano fornire sufficiente copertura contro le grandi pressioni al deprezzamento indesiderate ed attese per il prossimo anno." Charlene Chu di Autonomous Research, l’analista cinese più ambita al mondo, ha calcolato in un suo recente paper che nel 2018 tutte le riserve in eccesso della BPC potrebbero esaurirsi. Ora la situazione è anche più drammatica dato che il paper è stato scritto dall Chu prima della recente fase di deprezzamento dello Yuan.

Tuttavia, tutti sono concordi nel sostenere che le uscite di capitale possono diventare un grosso problema quando esse riducono la liquidità interna, e se raggiungono livelli notevoli rischiano di generare un forte deprezzamento della moneta.Se la fuga di capitali dovesse ad un certo punto avviarsi in modo drammatico, la Cina potrebbe attuare controlli sui movimenti di capitale. Ma un intervento diretto sul mercato non sarebbe apprezzato dai mercati mondiali. Potrebbe infatti risultare in un ulteriore allontanamento da due obiettivi fondamentali per la Cina:

• l’entrata nel paniere dei Diritti Speciali di Prelievo (DSP) del Fondo Monetario Internazionale;
• l’inclusione nel calcolo dell’Indice dei Mercati Emergenti da parte di MSCI; 

Per quanto riguarda il primo obiettivo, pochi giorni fa, il FMI ha dichiarato che la Cina non entrerà a far parte dei  DSP almeno fino a settembre 2016. Deludendo così le aspettative delle autorità che si auguravano di entrare a far parte del paniere entro la fine dell’anno corrente. La strada per il raggiungimento degli obiettivi di Pechino è ancora lunga, e col tempo che passa sembra essere anche sempre più in salita.
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Gian Mario Tagliaretti

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+LinkedIn I hate so much that you mix people subscribed vs people in my contact list NOT subscribed so that I invite them when I have NO F***ING intention to do so. Soooo annoying. 2 out of 4 on each row.
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Just got a G PAD 8.3 for my mother, the device runs nicely until the battery goes down approximately 50% then shuts down unexpectedly, when you try to turn it on it shows the LG logo and shuts down again.

Sometimes it reboots in a loop, until suddenly it turns on and start working again, but in a while it shuts down again.

I have no idea if it's a software or hardware problem, but it's really annoying, anyone else with the same problem? 
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Steven .Leelanau's profile photoEdward Newman's profile photoGian Mario Tagliaretti's profile photo
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Yep definitely a defective unit, bad luck.

When it boots back (after booting many times), sometime the battery shows 41%, next time 17%, and again after a while 25%, it has to be a hardware failure.
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Gian Mario Tagliaretti

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Gian Mario Tagliaretti

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Much of the Open Source community tries to advertise the community as one happy place to the outside. Where contributions are valued only by their technical quality, and everybody meets at conferences for beers.

Well, it is not like that. It's quite a sick place to be in.

I don't usually talk about this too much, and hence I figure that people are really not aware of this, but yes, the Open Source community is full of assholes, and I probably more than most others am one of their most favourite targets. I get hate mail for hacking on Open Source. People have started multiple "petitions" on petition web sites, asking me to stop working (google for it). Recently, people started collecting Bitcoins to hire a hitman for me (this really happened!). Just the other day, some idiot posted a "song" on youtube, a creepy work, filled with expletives about me and suggestions of violence. People post websites about boycotting my projects, containing pretty personal attacks. On IRC, people /msg me sometimes, with nasty messages, and references to artwork in 4chan style. And there's more. A lot more.

I am used to rough discussions on mailing lists, and yes, when I was younger I did not always stay technical in flamewars, but nowadays I am pretty good at that, I am sometimes articulate, but never personal. I have a thick skin (and so do most of the others involved in systemd, apparently), and I figure that plays a major role why we managed to bring systemd to success, despite all the pressure in the opposite direction. But from time to time, I just have to stand back and say "Wow, what an awful community Linux has!".

The Internet is full of deranged people, no doubt, so one might just discount all of this on the grounds that the Open Source community isn't any different than any other community on the Internet or even offline. But I don't think so. I am pretty sure there are certain things that foster bad behaviour. On one hand there are certain communities where it appears to be a lot more accepted to vent hate, communities that attract a certain kind of people (Hey, Gentoo!) more than others do. (Yes, the folks who post the stuff they do usually pretty clearly state from wich community they come).

But more importantly, I'd actually put some blame on a certain circle of folks that play a major role in kernel development, and first and foremost Linus Torvalds himself. By many he is a considered a role model, but he is quite a bad one. If he posts words like "[specific folks] ...should be retroactively aborted. Who the f*ck does idiotic things like that? How did they not die as babies, considering that they were likely too stupid to find a tit to suck on?" (google for it), than that's certainly bad. But what I find particularly appalling is the fact that he regularly defends this, and advertises this as an efficient way to run a community. (But it is not just Linus, it's a certain group of people around him who use the exact same style, some of which semi-publically even phantasize about the best ways to, ... well, kill me).

But no, it's not an efficient way to run a community. If Linux had success, then that certainly happened despite, not because of this behaviour. I am pretty sure the damage being done by this is quite obvious, it not only sours the tone in the Linux community, it is also teaches new contributors to adopt the same style, but that only if it doesn't scare them away in the first place.

In other words: A fish rots from the head down.

I don't mind using strong language, I don't mind the use of words such as "fuck", I use the word all the time too, it's really not about that. I must simply say that I wished it would stay at that, because what actually is happening is so much worse, and and so much more hateful.

If you are a newcomer to Linux, either grow a really thick skin. Or run away, it's not a friendly place to be in. It is sad that it is that way, but it certainly is.

The Linux community is dominated by western, white, straight, males in their 30s and 40s these days. I perfectly fit in that pattern, and the rubbish they pour over me is awful. I can only imagine that it is much worse for members of minorities, or people from different cultural backgrounds, in particular ones where losing face is a major issue.

You know, I can deal with all this shit, and I guess in a way with the energy we are pushing the changes we propose with we are calling for opposition, so this post is really not intended to be a call for sympathy. The main point I want to make with this is to correct a few things about our communities, and how their are percieved. Open Source isn't a kindergarten. Open Source is awful in many ways, and people should be aware of this.

Not everybody in the Linux community is like this, the vast majority isn't. Not even all our different communities really have a problem with this at all. But many do, and the most prominent one, the Linux community as a whole certainly has.

I am not the one to fix any of this, I cannot tell you how one could do it. And quite frankly, I really don't want to be involved in fixing this. I am a technical guy, I want to do technical things.

My personal conclusion out of all this is mostly just that I don't want to have much to do with the worst offenders, and the communities they run. My involvement with the kernel community ended pretty much before it even started, I never post on LKML, and haven't done in years.  Also, in our own project we are policying posts. We regularly put a few folks on moderation on the mailing list, and we will continue to do so. Currently, the systemd community is fantastic, and I really hope we can keep it that way.

And that's all about this topic from me. I have no intentions to ever talk about this again on a public forum.
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Gian Mario Tagliaretti

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My theory: Those with a predisposition toward baldness and nose/ear hair growth survived because everyone else felt so sorry for them.
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Let's make it easy to create software for GNOME! | Crowdfunding is a democratic way to support the fundraising needs of your community. Make a contribution today!
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Gian Mario Tagliaretti

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Editors’ Note: This post was first published on Kathy Sierra’s blog SeriousPony. We are republishing it here unedited and in its entirety with her introductory note at the beginning.1 [Note: I didn't want to have to write this. But here it is. I'm not linking it to the blog, and it won't likely stay up…
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Gian Mario Tagliaretti

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Finally a good news on G+
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Gian Mario Tagliaretti

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now.. finally some good news
 
A study has found that one of the components of red wine protects against tooth decay http://econ.st/1kdoyka
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