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Gastroenterologo Prof. Iannetti Antonio
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E' stato pubblicato il mio nuovo articolo dal titolo "Nuova terapia endoscopica per reflusso gastro-esofageo" sul blog di "MiAgenda":

http://blog.miagenda.it/nuova-possibilita-terapia-endoscopica-della-malattia-reflusso-gastro-esofageo/

Buona lettura a tutti
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Polipectomia Endoscopica (PARTE PRIMA)
La Polipectomia Endoscopica è la procedura salvavita, che consente di asportare i polipi intestinali durante gli esami endoscopici, che vengono eseguiti principalmente per tale motivo. Essa avviene principalmente nel colon, dove più frequentemente si trovano polipi adenomatosi nei Paesi Occidentali, ma anche nell'esofago e nello stomaco. Tutti i programmi di screening e prevenzione vengono attuati in virtù di ridurre il cancro nella popolazione, maggiormente in quella a rischio, e ciò si ottiene in modo esemplare nel corso degli esami endoscopici, che, oltre che diagnostici, diventano in tal caso operativi e curativi, in quanto evitano al paziente un futuro cancro intestinale.
La polipectomia endoscopica si effettua con la pinza bioptica, la stessa che viene utilizzata per prelevare campioni di mucosa da sottoporre ad esame istologico, effettuando ripetuti morsi, se necessario. Tale procedura è relativamente scevra da rischi, sempre che il paziente abbia una normale coagulazione ematica. Per polipi di dimensioni superiori ad un centimetro o che si sviluppino adesi alla parete intestinale, la pinza non è più sufficiente. In tali casi serve l'ansa per polipectomie, che è un sottile filo metallico, sul quale passa la corrente generata dall'elettrobisturi, che taglia il polipo con un atto chirurgico interno.
La procedura, nella scuola del prof. Iannetti, è preceduta da infiltrazione, nella sotto mucosa e nella mucosa circostante, di una soluzione idrosalina diluita con adrenalina. Ciò è utile sia per evitare complicanze possibili durante l'atto operatorio, quali il sanguinamento o la perforazione, sia per essere certi di aver asportato tutta la lesione tumorale, lasciando liberi dal male i margini di sezione.
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Gastroscopia (Esofago-Gastro-Duodeno-Scopia)
La Gastroscopia è più correttamente indicata con il termine di Esofago-Gastro-Duodeno-Scopia, in quanto studia dall'interno (dal greco: endo = dentro e scopeomai = guardare) i visceri esofago, stomaco e duodeno. La parte più alta, il faringe, viene visualizzata solo per pochi attimi, durante la fase di introduzione dello strumento endoscopico, così come la parte alta delle vie respiratorie e cioè le corde vocali. L'ipofaringe, che si trova subito al di sotto del faringe, è il punto in cui le due strade, quella del canale alimentare e quella del canale respiratorio, si dividono, ad opera di una plica cartilaginea, l'epiglottide, che fa parte della laringe e serve a chiudere l'accesso alle vie respiratorie durante l'atto della deglutizione.
La gastroscopia (come viene usualmente abbreviato il nome dell'indagine) è un esame che si esegue introducendo una sonda endoscopica dalla bocca sino ad arrivare alla II-III porzione duodenale. La metodica può essere diagnostica, per vedere l'interno dei visceri e valutare la presenza di patologie, od operativa, per eseguire procedure terapeutiche, come la polipectomia
Per eseguire la gastroscopia bisogna essere a digiuno da almeno 8 ore. L’endoscopio insuffla aria all’interno del viscere, per rendere reale la cavità virtuale collabita, e la luce sul puntale dello strumento illumina, mentre la micro telecamera cattura le immagini e le trasmette al videoprocessore.
Il gastroscopio è flessibile ed ha un diametro di 9,8 millimetri. Nel passaggio attraverso il faringe, il paziente può avvertire un senso di soffocamento, che dura pochi istanti. Tali sensazioni possono essere più o meno tollerate, a seconda del soggetto; tuttavia è consigliabile la sedazione profonda in respiro spontaneo, indotta dal farmaco propofol e con assistenza del medico anestesista.
Il gastroscopio è dotato di canali interni, uno per aspirare aria e liquidi, un altro per insufflare aria ed acqua. Il canale operativo serve per far arrivare nella cavità dell'organo gli strumenti necessari, come le pinze per biopsie, le anse per polipectomie, gli aghi per iniettare medicamenti e sostanze, sonde per elettrocoagulare.
La Gastroscopia è il gold standard per la diagnostica sullo stomaco. Gli esami radiologici, anche quelli di ultima generazione, hanno la limitazione di non vedere all'interno e sono indicati solo in alcuni casi.
La Capsula Endoscopica non è indicata per la diagnostica sullo stomaco perchè lo stomaco è ampio e la capsula ruota su se stessa, catturando immagini a caso, senza fornire un'indagine esaustiva.
In funzione di una possibile biopsia mucosale o di procedure operative, come una polipectomia, avvertire il medico curante se si assumono farmaci anticoagulanti o antiaggreganti, onde provvedere a terapie alternative.
Per la ricerca rapida enzimatica dell’Helicobacter Pylori è necessario non aver assunto antibiotici né antisecretivi negli ultimi 15 giorni.

Come comportarsi
Se l’esame è al mattino: cena leggera il giorno prima dell'esame; digiuno al mattino dell'esame.
Se l'esame è al pomeriggio, il giorno dell’esame assumere tè e fette biscottate a colazione, entro le ore 8:00 del mattino; a pranzo è possibile assumere liquidi chiari, non oltre le tre ore prima dell'esame.
Il giorno dell'esame venire a digiuno, possibilmente accompagnati.
Il risveglio dalla sedazione avviene pochi minuti dopo il termine dell'esame, ma è opportuno non guidare l'automobile nelle ore successive.
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Colonscopia virtuale: tutto quello che dovete sapere...
(PARTE PRIMA)
Facendo la colonscopia virtuale si vedono bene i polipi come nella colonscopia tradizionale?
L’accuratezza diagnostica è simile a quella della colonscopia normale per l’...identificazione di polipi maggiori o uguali a 1 cm. La sensibilita’ dell’esame virtuale diminuisce sempre più per polipi di minori dimensioni.
Quanto dura l’esame?
La durata dell’esame e’ di 10 minuti, il tempo che impiega l'apparecchiatura TAC ad eseguire le scansioni.
La colonscopia virtuale è un esame invasivo?
E’ meno invasivo della colonscopia convenzionale, perchè non viene inserita la sonda endoscopica all'interno del colon, ma viene introdotto attraverso il retto un catetere per insufflare aria nell’intestino.
Sono pericolose per il paziente le radiazioni ionizzanti?
La TC-Colografia (come sarebbe corretto definire la Colonscopia Virtuale) prevede per il soggetto basse dosi di raggi X, considerando la celerità dell'acquisizione delle immagini. Tuttavia il potenziale danno da raggi X a basse dosi, come è il caso della colonscopia virtuale, esiste. Secondo alcuni autori queste dosi di raggi X possono provocare mutazioni e quindi favorire lo sviluppo di tumori maligni. In un soggetto di oltre 60 anni questa possibilità è considerata dello 0,01%. Studi condotti su popolazioni professionalmente esposte non hanno evidenziato un aumento dell'incidenza di tumori a dosi anche 30 volte superiori rispetto a quelle utilizzate per la colonscopia virtuale.
E’ prevista l’anestesia?
No, l'ausilio della sedazione profonda non è possibile, perchè l'esame deve svolgersi con il paziente sveglio, che deve cambiare posizione secondo le necessità del medico esaminatore.
Durante l’esecuzione della colonscopia virtuale, oltre all’insufflazione di aria nel colon, si utilizza anche il mezzo di contrasto?
Nella maggior parte dei casi non e’ prevista l’introduzione di mezzo di contrasto attraverso la sonda nel colon. La somministrazione endovenosa viene usata per una valutazione dettagliata di tumori stenosanti ed in qualche caso per migliorare la visione del viscere.
La colonscopia virtuale puo’ essere considerata alternativa alla colonscopia tradizionale?
La colonscopia virtuale non è un’alternativa alla colonscopia tradizionale, ma può essere un completamento, nei casi in cui questa non sia stata completa. Perciò è complementare alla colonscopia convenzionale.
La colonscopia virtuale puo’ essere scelta per la prevenzione dei tumori del colon – retto?
I risultati di un importante studio clinico americano sulla colonscopia virtuale, coordinato dalla Mayo Clinic di Rochester, riferiscono di 2610 esami in soggetti di età superiore a 50 anni con identificazione del 78% di adenomi con un diametro di 6 o più millimetri e del 90% di quelli di diametro superiore ai 10 millimetri. Questi valori sono poco inferiori a quelli noti per la colonscopia convenzionale. Nel 2008 negli Stati Uniti la colonscopia virtuale è stata inserita nelle linee guida dell'American Cancer Society come test per la diagnosi precoce in soggetti con età superiore a 50 anni. Ma il suo utilizzo, in programmi di screening finanziati dallo Stato, non è autorizzato, poiché mancano studi di confronto tra l'efficacia ed il rapporto costo/beneficio tra la colonscopia virtuale ed i test utilizzati oggi nei programmi di prevenzione.
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La capsula endoscopica (PARTE SECONDA)

Preparazione per la videocapsula del colon.
Se l'esame è quello della videocapsula per il colon, che è ha le limitazioni note, legate al maggior diametro del viscere, la preparazione sarà moto più gr...avosa, perchè è essenziale per una riuscita dell'indagine.
Essa prevede, il giorno precedente una dieta solo liquida con esclusione di latte e succhi di frutta. Alle ore 18 assunzione di 3 litri di soluzione di PEG.
Il giorno dell'esame alle ore 6 assunzione di un litro di soluzione di PEG.
Alle ore 7:45 1 compressa di domperidone da 20 mg con un bicchiere di acqua.
Alle ore 8:00 avviene l'ingestione della capsula con un bicchiere d’acqua. Alle ore 10:00: assunzione di 45 ml di soluzione di NaP (Fosfato di Sodio) + 1 litro d’acqua ed alle ore 14 assunzione di ulteriori 30ml di soluzione di NaP + 1 litro d’acqua.
Alle ore 15 è consentito un drink di integratori e di elettroliti.
Alle ore 16:30 somministrazione di una supposta da10 mg di Bisacodile.
Lo stato dell'arte di questa tecnica per il colon è lontano da un utilizzo di massa. Gli autori delle ricerche cliniche in corso riferiscono che la sensibilità e specificità della videocapsula nella diagnosi di polipi del colon, ma anche di adenomi e cancri avanzati, è più bassa rispetto agli standard della colonscopia tradizionale. La sensibilità è nettamente influenzata dal livello di preparazione intestinale. La capsula ha una sensibilità bassa anche per lesioni di grandi dimensioni, come i carcinomi già invasivi.
L’esame inoltre è incompleto in circa il 10% dei soggetti esaminati. La preparazione intestinale è particolarmente gravosa perché prevede, oltre a quella standard per la colonscopia, l’ulteriore assunzione di due dosi di soluzione di fosfati. È noto che i lassativi a base di fosfati sono sconsigliati per i possibili danni sulla funzione renale osservati anche in soggetti sani.
Riassumendo possiamo concludere che la Capsula Endoscopica o videocapsula non sostituisce né la Gastroscopia né la Colonoscopia, ma rappresenta uno strumento di indagine diagnostica aggiuntivo e complementare.
II limite maggiore di questa metodica è che si presta solo allo studio dell'intestino tenue, nonostante le innovazioni tecniche della più recente microcapsula per il colon.
La metodica è importante per la ricerca delle cause di sanguinamento oscuro, per valutazioni del morbo di Crohn, per il sospetto di poliposi intestinale ed per lo studio della celiachia refrattaria. L'indagine con videocapsula è controindicata in pazienti portatori di pace-maker cardiaci o di altri dispositivi elettromedicali, in pazienti gastroresecati o con restringimenti noti a carico dell'apparato digerente. Nei casi in cui ci sia il sospetto di una stenosi intestinale per pregressa chirurgia o per malattie infiammatorie, si può somministrare preventivamente al paziente la “Patency o capsula fantasma”. Questa non richiede alcuna preparazione e la sua utilità è quella di controllare la pervietà dei tratti intestinali. Infatti la capsula Patency è costituita da metilcellulosa, lattosio e solfato di bario ed inizia a dissolversi a contatto con il contenuto intestinale dopo 40 ore dall’ingestione. Nel caso non si ritrovi nelle feci dopo un certo periodo è possibile confermare la sua persistenza nell’intestino con un sistema di rivelazione a radiofrequenze o con una verifica radiologica.
L'utilizzo della capsula endoscopica del tenue deve essere riservata a pazienti selezionati, dopo valutazione specialistica e negatività degli esami endoscopici più routinari, anche in considerazione dei costi che non sono trascurabili. Per la videocapsula del colon bisogna ancora attendere miglioramenti tecnici.
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La capsula endoscopica (PARTE PRIMA)
La capsula endoscopica è un esame diagnostico incruento che permette di esplorare il tratto dell'intestino tenue. Questo tratto intestinale, lungo dai 6 agli 8 metri, decorre dal legamento di Treitz al...la valvola ileocecale. Non è raggiungibile né dal Gastroscopio né dal Colonscopio. Per fare questa endoscopia si deve utilizzare l’Enteroscopio a doppio pallone, che è un endoscopio molto lungo. Questa procedura si chiama enteroscopia e le manovre per arrivare così in profondità sono difficoltose e necessitano di una sedazione profonda. Essa viene riservata ad esami operativi.
La videocapsula endoscopica invece è un esame non invasivo, esclusivamente diagnostico, in quanto non consente interventi operativi né i prelievi bioptici. Essa ha tuttora come specifica indicazione lo studio del piccolo intestino. Recentemente si sta cercando di mettere a punto questa metodica per valutare il colon, ma questa seconda indicazione non è ancora operativa.
La microcapsula viene ingoiata e trasmette le immagini al computer durante il suo tragitto nel canale digerente. La capsula viene espulsa con le feci nelle successive 24-48 ore e non è riutilizzabile. Essa contiene una batteria e una fonte di luce. La durata dell'endoscopia capsulare è di 8 ore, il paziente può svolgere le sue normali attività: potrà bere dopo 2 ore dall'assunzione della capsula e mangiare dopo 4 ore.
Le dimensioni della capsula sono di mm. 11 × 26; pesa 3,7 grammi e cattura un'immagine sul monitor con angolo di 140°. L'involucro esterno è trasparente nella parte frontale davanti all'obbiettivo ed è composto di materiale plastico biocompatibile ed indigeribile. La capsula endoscopica è in grado di acquisire due immagini al secondo, per la durata di circa otto ore dalla sua attivazione che corrisponde all'autonomia delle batterie.
Le immagini vengono trasmesse ad un registratore digitale per mezzo di otto sensori applicati all'addome del paziente. Il registratore è sostenuto da un apposito involucro.
L'esplorazione del piccolo intestino può essere effettuata con esami della radiologia tradizionale, come il Rx Digerente Tenue Seriato o il più selettivo Clisma del tenue. Naturalmente le metodiche radiologiche non consentono la visione diretta della mucosa intestinale. Più recenti metodiche sono la Entero-TC e la Entero-RM, che hanno tuttavia la medesima limitazione.
L'indicazione alla videocapsula per lo studio dell'intestino tenue viene posta quando la gastroscopia e la colonscopia hanno dato risultato negativo. La metodica è utilizzata in caso di sanguinamenti occulti ed oscuri, per il morbo celiaco refrattario, per il morbo di Crohn, per il sospetto tumore del tenue, per sospetti danni da FANS o radioterapia, per sospetta poliposi intestinale.
Controindicazioni dell'esame sono la presenza di un restringimento del tratto gastrointestinale, di disfagia, di fistola intestinale, di diverticoli, di gravidanza, di presenza di pace-maker.
Preparazione alla videocapsula del tenue.
La preparazione prevede il digiuno per 12 ore prima dell'esame. Essa comprende l’assunzione di lassativi osmotici la sera prima, a dosaggio ridotto rispetto alla preparazione intestinale per la colonscopia. In particolare si consiglia l’assunzione di 2 litri della diluizione di Selg Esse 1.000. La mattina dell’esame il paziente sarà digiuno ed assumerà 3-4 cucchiani di Mylicon gocce per ridurre il gas intestinale. Dopo aver ingoiato la videocapsula, potrà bere dopo due ore dopo e mangiare 2 fette biscottate 4 ore dopo. Durante l'esame il paziente può dedicarsi alle sue abituali attività, ma deve evitare l'esposizione a campi magnetici, come il metal detector delle banche. Dopo otto ore il paziente consegnerà il registratore, dal quale si scaricheranno le otto ore di registrazione in un apposito computer, con un software che compatta le immagini in un video di 45 minuti. La capsula verrà espulsa insieme alle feci nelle 24-48 ore seguenti.
Dal 2010 è in commercio una capsula con una angolo di ripresa di 360° e una regolazione dinamica dei fotogrammi al secondo che varia a seconda della velocità della capsula nell'intestino, influenzata dai movimenti peristaltici. Con queste innovazioni tecnologiche l'endoscopia capsulare sta provando ad essere utilizzata anche per il colon, che ha maggiore diametro del tenue.
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Enteroscopia
È la metodica endoscopica per l'esplorazione del piccolo intestino o intestino tenue. L'intestino tenue è lungo dai 6 agli 8 metri e decorre dal legamento di Treitz, dopo il duodeno, fino alla valvola ileocecale. Esso non è ra...ggiungibile né dal Gastroscopio dall’alto (Gastroscopia) né dal colonscopio dal basso (Colonoscopia).
Per eseguire l'Enteroscopia si deve utilizzare l’Enteroscopio, che è un endoscopio molto lungo. Le manovre per arrivare così in profondità sono piuttosto cruente e necessitano di una sedazione profonda.
L'esplorazione del piccolo intestino può essere radiologica, utilizzando gli esami della radiologia tradizionale, che sono il Rx Digerente Tenue Seriato o il più selettivo Clisma del tenue, che presentano limiti tecnici oggettivi in quanto non consentono la visione diretta della mucosa intestinale. Più recenti alternative ed utili complementi di indagine diagnostica, sono la Entero-TC e la Entero-RM. Anche queste più evolute indagini radiologiche hanno la medesima limitazione funzionale.
Metodica endoscopica wireless per esplorare questo tratto di intestino è quella della videocapsula endoscopica. Questa consente di visualizzare su monitor le immagini della mucosa catturate dalla microcamera, ma la limitazione in questo caso è legata all'impossibilità di telecomandare la capsula dall'esterno, di eseguire biopsie, di utilizzare questo strumento per procedure operative come dilatazione di stenosi, polipectomie, infiltrazioni mucose di vasocostrittori o sclerosanti per il trattamento di lesioni.
L'enteroscopia ha la possibilità di arrivare nel tratto di intestino tenue con lo strumento endoscopico, dotato di canale operatore, ed è indicata per le procedure operative.
Le sonde enteroscopiche tradizionali a spinta (push enteroscopia) riescono a progredire limitatamente poichè la lunghezza e la tortuosità del piccolo intestino creano la formazione di anse. L'enteroscopio a doppio pallone previene la formazione di volute e lo stiramento dei mesi, consentendo l’esplorazione completa del piccolo intestino. Il doppio pallone è un endoscopio flessibile, del diametro di 9 mm, con un tubo di plastica morbida di calibro superiore, chiamato overtube, entro il quale esso avanza. Sulla punta sia dell’endoscopio che dell’overtube è posizionato un palloncino gonfiabile. Un dispositivo elettronico, comandato manualmente, fa gonfiare e sgonfiare alternativamente i due palloncini. Facendo avanzare prima l’endoscopio e poi l’overtube e viceversa, con questa tecnica del doppio pallone, è possibile far progredire l’endoscopio lungo tutto l’intestino.
L’esame viene eseguito in sedazione profonda con assistenza anestesiologica e la procedura è indolore. Il paziente è posto sul fianco sinistro e durante l’esame sono possibili cambiamenti di posizione e sbarramenti manuali sull'addome, come avviene durante la colonscopia tradizionale. Viene insufflata aria all’interno dell’intestino per distenderlo e rendere reale la sua cavità virtuale. Questo tipo di indagine endoscopica può richiedere 1 o 2 ore per la sua esecuzione. Può essere eseguita sia per via orale che per via anale, a seconda che la sospetta lesione sia sospettata o documentata radiologicamente nella parte alta o bassa del piccolo intestino. L'esame consente di documentare o escludere la presenza di varie patologie come polipi, lesioni vascolari displasiche, ulcere, erosioni, infiammazioni, lesioni tumorali e di trattarle contestualmente. Più spesso l'esame nasce operativo per il trattamento di lesioni già documentate alla TAC o alla videocapsula del tenue.
Lo strumento è dotato di un canale operativo, come tutti gli endoscopi, dove si inseriscono gli accessori necessari per i trattamenti endoscopici. Le pinze sono necessarie per fare biopsie, le anse per eseguire polipectomie, gli aghi per infiltrare le lesioni fonti di emorragie, i palloncini dilatatori per il trattamento di stenosi, le endoclip per suturare o chiudere orifici fistolosi.
L’esplorazione completa del piccolo intestino con l'enteroscopio per la sola via orale è rara, ma questa può essere ottenuta con la via combinata (orale ed anale) in una percentuale compresa tra il 40 e l’80% dei casi.
La preparazione per l'enteroscopia consiste nel digiuno dalla sera prima, come per la gastroscopia, se l’esame è fatto dalla bocca. Se l’esame viene effettuato per via retrograda dall’ano sarà necessaria una pulizia intestinale, secondo le stesse indicazioni previste per la colonscopia.
I rischi e le complicanze della metodica possono derivare dalla sedazione in pazienti anziani o con patologie cardiorespiratorie.
Le complicanze legate all’atto endoscopico diagnostico sono rare e consistono in piccole emorragie autolimitantisi o controllate con tecnica endoscopica e perforazioni, più rare, che possono rendere necessario l’intervento chirurgico.
Se l'enteroscopia è operativa, come spesso accade, (dilatazioni, polipectomia, infiltrazioni antiemorragiche) l’incidenza delle complicanze è maggiore.
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STIPSI O STITICHEZZA
La propulsione del materiale fecale arriva al retto, distende l'ampolla, crea stimolo sul pavimento pelvico, si rettilineizza l'angolo retto-anale, si rilascia lo sfintere anale interno, si determina la progressione d...el bolo fecale nel canale anale e quindi si ha l'espulsione.
Si parla di stipsi quando si hanno due o meno evacuazioni a settimana, quando c'è necessità di forzare la defecazione, quando le feci sono dure ed è presente la sensazione di evacuazione è incompleta.
La stipsi è funzionale o idiopatica quando non è dovuta ad una malattia organica, come un tumore o un’ostruzione o malattie sistemiche o metaboliche.
La stipsi funzionale può a sua volta distinguersi in stipsi da rallentato transito, se il transito è lento lungo tutto l'intestino o da defecazione ostruita, se esistono difetti espulsivi a livello della regione ano-rettale.
La stipsi cronica idiopatica si presenta con difficoltà evacuativa, assenza di stimolo o ambedue i sintomi.
Diagnosi di stipsi
Il Gastroenterologo indagherà su altre eventuali cause di stipsi, che possono essere relative a patologie endocrinologiche, a gravidanza, a patologie gastrointestinali come tumori o neoplasie. In tali casi si tratta di stipsi secondaria.
Per la diagnosi della stipsi lo specialista Gastroenterologo valuterà clinicamente il paziente, con la sua anamnesi, che comprende la storia personale, le abitudini dietetiche, l'eventuale utilizzo di farmaci. Egli farà un esame fisico al paziente per escludere cause secondarie, ispezionando la regione perineale ed interna del retto. L'anoscopia permette di visualizzare gli ultimi centimetri del retto e l'orifizio anale.
L'esame radiologico che valuta il tratto finale dell'intestino è il clisma opaco, che si esegue iniettando dall'ano un liquido radiopaco per visualizzare l'interno del colon e per documentare eventuali ostruzioni. Più moderno e sovrapponibile al Clisma Opaco è la TC-Colografia o Colonscopia Virtuale, che visualizza anche gli organi viciniori al colon.
L'esame radiologico più utile per capire se la stipsi è dovuta ad un transito rallentato è quello definito “Tempo di Transito Intestinale”. Si fanno assumere al paziente alcune palline radiopache e dopo 96 ore si verifica con una lastra all'addome dove esse si trovano all'interno del canale digestivo. Sulla base di ciò si deduce il tipo di stipsi dalla quale il paziente è affetto.
Il metodo endoscopico, cioè la colonscopia, rimane l'esame gold standard di primo livello perchè fa vedere direttamente l'interno del viscere, verifica un'eventuale ostruzione o restringimento di natura meccanica e permette di prelevare campioni di tessuto per esame istologico e di resecare i tumori piccoli che si chiamano polipi.
Il test fisiopatologico per la funzionalità anorettale è la manometria dell'anoretto. La manometria si esegue inserendo un piccolo catetere con un palloncino gonfiabile dentro l'ano e misurando la pressione dello sfintere. Si esegue contestualmente la prova di espulsione del palloncino. La registrazione radiologica dell'atto defecatorio o defecografia e la defeco-RM forniscono le immagini che documentano il disturbo e le anomalie anatomiche createsi a seguito del disturbo. Si eseguono riempendo il retto con bario ed invitando il paziente a defecare. Retto e canale anale sono integrati con il pavimento pelvico e tutti insieme preservano la continenza e favoriscono l'evacuazione al momento desiderato.
Terapia della Stipsi
Le terapie della stipsi consistono in misure dietetico – comportamentali in prima istanza. Successivamente si prescriveranno terapie farmacologiche e riabilitative del pavimento pelvico. In casi molto selezionati la terapia chirurgica è opportuna, per la correzione di anomalie anatomiche, createsi per ponzamenti errati. Ma una terapia medica ed una rieducazione pelvica vanno previste per evitare che il danno organico si ripeta.
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MALASSORBIMENTO
Il termine malassorbimento può indicare maldigestione degli alimenti, mancato assorbimento dei nutrienti o alterato trasporto dei nutrienti lungo i vasi linfatici.
Sono tre differenti meccanismi che determinano problemi nut...rizionali e possono coesistere. I problemi nutrizionali possono avere altre cause: per esempio l'anoressia nervosa oppure disfunzioni ghiandolari o disfunzioni metaboliche. Per una buona nutrizione gli enzimi, che sminuzzano e idrolizzano le grosse molecole, devono essere regolarmente immessi nel tubo digestivo, dove l'ambiente chimico deve essere idoneo. In alcune malattie risulta ridotta la presenza di questi enzimi: le infiammazioni del pancreas, il cancro pancreatico, il morbo di Zollinger-Ellison, la fibrosi cistica determinano queste problematiche. Interventi chirurgici sullo stomaco possono comportare una ridotta concentrazione di enzimi pancreatici e bicarbonati. Malattie del fegato e delle vie biliari come le ostruzioni biliari, interventi chirurgi di resezioni intestinali ed infezioni intestinali, come la contaminazione batterica del tenue, possono determinare ridotto rilascio di enzimi dagli enterociti e creare alterazione del circolo enteroepatico della bile.
Sintomi di Malassorbimento.
Il ridotto assorbimento dei grassi dà diarrea, perchè gli acidi grassi a catena lunga non assorbiti stimolano l'intestino. Una malattia che colpisce l'intestino tenue determina una riduzione degli enterociti e malassorbimento generalizzato di tutti i nutrienti. Ma il malassorbimento può distinguersi in:
1.Malassorbimento generalizzato, se coinvolge le tre principali classi di nutrienti (proteine, zuccheri e grassi) e causa diarrea di feci grasse.
2.Malassorbimento selettivo, se riguarda solo una classe di nutrienti.
3.Malassorbimento totale, se riguarda tutto l'intestino tenue.
4.Malassorbimento parziale, se riguarda solo un tratto di intestino e non c'è diarrea perchè i tratti di intestino sano suppliscono.
Altri sintomi di Malassorbimento sono il dimagramento e le evacuazioni abbondanti, l'anemia da carenza di ferro, il gonfiore addominale, i dolori, la flatulenza, l'intolleranza ad alcuni alimenti.
Un esempio di malassorbimento selettivo è quello determinato dal deficit di enzima lattasi, la cui carenza impedisce l'assorbimento del lattosio. In questo tipo di malassorbimento selettivo il problema si presenta se il paziente assume alimenti contenenti il lattosio.
Diagnosi di Malassorbimento.
E' opportuno rivolgersi allo specialista Gastroenterologo che valuterà l'assorbimento dei grassi con un esame delle feci, il loro peso ed il dosaggio dei grassi eliminati. Valuterà la funzionalità pancreatica, l'assorbimento delle vitamine e l'assorbimento degli zuccheri con esami del respiro che sono il breath test all'idrogeno, che valuta la capacità assorbitiva degli amidi ed il breath test al lattulosio, che indaga la contaminazione batterica del tenue. Il test allo xilosio, con il dosaggio ematico e urinario dopo somministrazione dello zucchero, dà la misura della buona funzionalità assorbitiva degli enterociti.
Valutazione radiologica e di imaging.
Indagine radiologica è il clisma del tenue, che studia il piccolo intestino dopo somministrazione di bario attraverso un sondino dal naso. La radiografia dell'intestino con il tenue seriato studia lo stesso tratto, ma è meno dettagliato. A giudizio dello Specialista può essere opportuna la Entero-TAC o la Entero-RM.
E' essenziale la gastroscopia con biopsia intestinale che permette la diagnosi differenziale tra le sindromi di malassorbimento. E' in particolare l'esame istologico che fa diagnosi: se si tratta di celiachia, di morbo di Whipple, di linfangectasia, di linfoma o di enterite eosinofila.
Terapia del Malassorbimento.
Naturalmente è differente a seconda di quale ne sia la causa e di quale sia l'organo malato: il fegato, il pancreas, il tenue.
La dieta sarà programmata di conseguenza. In casi gravi potrà essere necessaria l'alimentazione enterale integrativa o quella parenterale totale.
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LE EPATITI: PARTE SECONDA...

Le transaminasi elevate possono indicare un’epatite virale cronica o una cirrosi epatica?
Un’epatite virale cronica può determinare questo valore ematico, ma ci sono altre cause di aumento delle transaminasi, c...ome un'intossicazione da farmaci, una steatosi, la malattia celiaca e un cattivo deflusso della bile. Nella cirrosi, invece, le transaminasi sono spesso poco alterate o nella norma, perchè il processo infiammatorio e di necrosi delle cellule epatiche si è esaurito, per far posto alla fase successiva di fibrosi epatica.

L'epatite virale A fa alzare le transaminasi?
L'epatite virale A è un’epatite virale acuta, causata dal virus A detto HAV. Il virus si trasmette per via orale con alimenti infetti (frutti di mare, verdure non ben lavate e contaminate da escrementi di pazienti infetti). In questo caso le transaminasi sono molto elevate.

Come sono le transaminasi nell'epatite virale B?
L'epatite B è quella causata dal virus B dell'epatite (HBV). Questo virus si trasmette attraverso contatto con sangue o con secrezioni infette (sperma, secrezioni vaginali, saliva). La forma acuta passa spesso inosservata e guarisce completamente nel 95% dei casi, con la formazione di anticorpi, come se ci si fosse vaccinati. Nel 5% dei casi il virus e l'infiammazione rimangono, determinando il quadro dell'epatite virale cronica da virus B.
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