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gajarda
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tecnologie per la depurazione
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Incrostazioni: che danni!
Perché si formano e come evitarle
Quando il problema è semplice da risolvere
Parlando di uno degli elementi più subdoli che si trova disciolto nell’acqua, il calcare. Mentre altre sostanze possono essere rilevate a occhio nudo, la presenza del calcare si manifesta soprattutto attraverso i suoi effetti: il meno evidente ma più oneroso è il maggior consumo di energia necessaria per scaldare un’acqua che ne è particolarmente ricca; molto più evidenti sono invece le incrostazioni che si formano per effetto di un processo chimico di precipitazione dei carbonati. 
La presenza di calcare viene espressa in gradi francesi. Un grado francese corrisponde a dieci grammi di carbonato di calcio per ogni metro cubo di acqua. Più calcare è disciolto nell’acqua e più un’acqua risulta essere particolarmente dura. La tecnica più efficace per ridurre la durezza è sicuramente quella dell’addolcimento a scambio ionico. Sviluppato in ambito industriale, i risultati ottenuti hanno indotto i produttori delle attrezzature ad applicare le stesse tecniche anche in ambito domestico. Sono nati così degli addolcitori in formato ridotto, apparecchi da applicare alla tubazione di ingresso dell’acqua nelle abitazioni, contenenti resine per uso alimentare. Queste resine, chiamate resine cationiche, trattengono il calcare scambiando ioni di calcio con ioni di sodio di cui sono cariche. L’acqua dura attraversa lo strato di resine ed esce dall’addolcitore priva del calcio che conteneva, rimanendo tuttavia quantitativamente mineralizzata come era prima del passaggio nell’addolcitore.
Trattenendo il calcio le resine si saturano progressivamente e perdono la capacità di addolcire. Tuttavia, non occorre sostituirle ma è possibile rigenerarle con acqua e sale (salamoia) per ripristinare la capacità di scambio. Tale operazione di rigenerazione è importantissima e si sostanzia in più fasi: lavaggio delle resine, passaggio dell’acqua salata e risciacquo finale. Tali procedure sono completamente automatizzate. É però fondamentale che vengano scelti addolcitori proporzionati alle effettive necessità e installati secondo le prescrizioni legislative perché solo in questo modo è assicurato il loro corretto funzionamento con una minima manutenzione.
Chi vive in condominio ha la possibilità di scegliere se adottare soluzioni personali o centralizzate. Sarebbe buona norma, almeno da un punto di vista etico, che i costruttori prevedessero già in fase di realizzazione degli immobili l’impianto di tali apparecchiature. Purtroppo così non è, ma è sicuro che l’addolcimento dell’acqua è un investimento sicuro per qualsiasi bilancio famigliare perché offre una serie di vantaggi, non solo economici. Nel prossimo numero cercheremo di individuare e quantificare questi vantaggi confrontandoli anche con i costi di gestione.
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2015-07-16
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Campagna informativa per un cittadino consapevole
Arsenico: un nuovo nemico ma… di vecchia data

In quest’ultimo periodo, sui quotidiani scorre più inchiostro sul tema della qualità dell’acqua potabile che acqua nei fiumi: tutti discorsi inerenti la presenza di arsenico disciolto in acqua solo perché è l’argomento più di moda, come lo è stato un tempo l’aviaria e ieri la suina. Ognuna la pandemia del secolo e oggi sparite?
Bisognerebbe affrontare con più cautela certi delicati argomenti, cercando di creare meno allarmismo nelle persone. Ma, si sa, l’informazione in Italia ha le sue regole e spetta al singolo l’onere di formarsi una corretta opinione. Per fortuna siamo nel terzo millennio e godiamo di enormi vantaggi apportati dalle nuove tecnologie. Basta digitare su un qualsiasi motore di ricerca la combinazione acqua-arsenico che si apre un mondo infinito. Si scopre, ad esempio, che una Direttiva Comunitaria ha abbassato da 50 a 10 milligrammi al litro la soglia massima di arsenico ammessa per le acque potabile, facendo sì che molte acque da sempre utilizzate nel viterbese siano state dichiarate “fuorilegge”. Oppure, digitando il link www.disinformazione.it/acqua2.htm si scopre che i parametri previsti per l’acqua potabile non siano gli stessi che regolano le acque in bottiglia, sebbene entrambe destinate a essere consumate dalle persone. 
In realtà, se volessimo discutere di problematiche legate al mondo dell’acqua, le questioni da risolvere sono tante altre e di diversa natura. Inutile dire che ingerire un’acqua priva di veleni è meglio, ma anche lasciare tranquilli i consumatori e non costringerli a sopportare l’inutile peso delle bottiglie per scopi politici o economici è segno di grande civiltà, almeno per noi che, paesi sviluppati, abbiamo la fortuna di avere acqua potabile dentro ogni abitazione.

tutte le informazioni su:
http://www.gajarda.com/
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2015-07-16
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