INAUGURATA LA MOSTRA ALLO STRINGHER “EPPUR SI MANGIA"

Sabato 25 gennaio scorso è stata inaugurata la rassegna “Eppur si mangia … Alimentazione, conservazione e cottura del cibo, distribuzione del rancio nella Prima Guerra Mondiale”. Organizzata dal Laboratorio di Storia dell’Istituto “Stringher” di Udine, la mostra - come ha detto il Dirigente scolastico, Anna Maria Zilli - evidenzia “il valore formativo e didattico di questa iniziativa che si collega direttamente ad uno degli indirizzi dell’Istituto, la Ristorazione, e che coinvolge gli studenti sia nel loro percorso di studi che come realizzatori di un approfondimento sulla storia e la tecnica di conservazione del cibo”.
All’incontro ha parlato anche Francesca Musto, assessore alla Cultura della Provincia di Udine, non senza nascondere un pizzico di nostalgia, visto che prima di laurearsi, era proprio una studentessa dello Stringher. È intervenuto poi Paolo Pascolo, del Centro Interdipartimentale di Ricerca sulla cultura e la lingua del Friuli (Cirf), ricordando l’importante tematica dell’umanità dentro la guerra e dei pellegrinaggi sui luoghi del conflitto. La professoressa Renata Capria D’Aronco, presidente del Club UNESCO di Udine, ha portato l’importante notizia che l'Istituto stesso entra a far parte della Rete delle Scuole Associate UNESCO per il corrente anno scolastico, in considerazione delle importanti attività didattiche organizzate.
L’esposizione, programmata in occasione del primo anno della ricorrenza dei cento anni dallo scoppio della Prima Guerra Mondiale, fa parte integrante del progetto “Il Novecento in Friuli Venezia Giulia”, cofinanziato dal Fondazione CRUP. La scuola ha ricevuto in questa occasione il patrocinio del Kobariški Muzej, Museum 1915-18 vom Ortker bis zur Adria Kotschac Mauthen, Dolomitenfreunde, Museo della Battaglia e del Comune di Vittorio Veneto, nonché del Comune di Udine e dei Civici Musei cittadini ed è all’interno del Centenary partneship programme dell’Imperial War Museum di Londra.
 “Eppur si mangia…” ha una parte espositiva di oggetti messi a disposizione da Luca Azzini, recuperante e restauratore. Il materiale, spesso di notevole rarità, permette di conoscere come il cibo per il rancio veniva preparato, conservato e trasportato fino in prima linea. Scaldarancio, gavette, borracce, bottiglie e scatolette di cibo vario sono sia italiane che austro-ungariche, questo permette un confronto immediato tra i due eserciti, ma permette di fare alcuni approfondimenti sulle capacità tecnologiche e produttive.
Una seconda sezione è dedicata a fotografie di entrambi gli schieramenti, in molti casi le immagini sono inedite e permettono di dare uno sguardo alle condizioni di vita dei soldati nel corso del conflitto, anche ad alta quota.
L’esposizione, curata e allestita da Luca Azzini, dai professori Maria Pacelli, Giancarlo Martina e Elio Varutti sarà aperta al pubblico fino al 28 febbraio ogni giorno, esclusa domenica, da lunedì a venerdì dalle ore 9,00 alle 12,00 e dalle15,00 alle 17,00, il sabato solo la mattina. Sono previste visite guidate su prenotazione.
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2014-01-27
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