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Fratelli d'Italia - Alleanza Nazionale
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Sussidiarietà può sembrare un termine difficile, invece ha un significato semplice: affidare ai privati – con l’aiuto del Comune – la gestione di un bene pubblico. Noi partiremo dall’immenso patrimonio culturale di Roma, dai suoi siti abbandonati che, grazie a questa collaborazione con i privati, potranno rivedere luce e, nello stesso tempo, dare lavoro ai romani. #sceltadamore
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Oggi alle 18 vi aspettiamo al Giardino degli Aranci, uno dei luoghi più belli di Roma che con questo tempo regala uno splendido panorama, per celebrare insieme la nostra visione della cultura. Musica, canto lirica, teatro e un omaggio alla grandezza di Giorgio Albertazzi. #sceltadamore
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Vogliamo creare un marchio internazionale “Made in Rome” in grado di raccogliere tutte le eccellenze romane che potranno usare come vetrina espositiva la nuova Fiera di Roma. #sceltadamore
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Vi aspettiamo domani al Giardino degli Aranci, uno dei luoghi più belli di Roma, per celebrare insieme la nostra visione della cultura e per rendere omaggio alla grandezza di Giorgio Albertazzi.

Musica, canto lirica, teatro.
--#ConFabioRampelli, #Sceltadamore
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Comunali, Rampelli: “A Orfini, ricordati di Marino”
“Caro Matteo, il tuo sillogismo su Meloni-Alemanno indurrebbe a pensare che chi voterà per Giachetti è come se votasse per Marino. Sei troppo intelligente per fare ragionamenti del genere. O no?”.  È quanto replica il capogruppo di Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale Fabio Rampelli alle affermazioni rilasciate dal presidente del Pd  Matteo Orfini.
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Comunali, Mollicone a Fassina: “Teatro Valle con Giorgia Meloni tornerà ai cittadini”.
“Ha davvero un bel coraggio Fassina a scegliere il Teatro Valle come ‘riscossa culturale e morale ed economica della città’, dove i suoi amici ‘okkupanti’, peraltro da lui stesso difesi, hanno sequestrato un bene pubblico ai romani per fare pseudo attività culturali con modelli di gestione che hanno solo determinato mancati incassi  per il Teatro e la conseguenza di un ingente danno erariale”, dice Federico Mollicone, responsabile comunicazione nazionale e cultura Fdi-An Roma: “Una vicenda targata sinistra che Fratelli d’Italia ha denunciato agli organi competenti e a mezzo stampa in beata solitudine.

Con Giorgia Meloni sindaco di Roma il Valle non sarà mai degli occupanti, la struttura riaprirà e rassicuriamo il grande Proietti che continueremo a finanziare il Globe, che come ben sa il centrodestra rifinanziò e restaurò anni fa.

Così come gli ricordiamo che sempre il centrodestra ha potenziato i teatri di cintura e aperto centri culturali in periferia, strutture che la sinistra ha depotenziato o fatto chiudere. Di fatto, il centrodestra crede nella cultura e la promuove mentre il centrosinistra ne parla nei salotti ma oltre a riempirsene la bocca non va oltre”.
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Oggi facciamo festa a Tor Bella Monaca.

Già da questa mattina, in largo Gennaro Boltri, un’area ripulita dai nostri volontari di Fratelli d’Italia, ci saranno stand e uno spazio giochi per bambini.

Dalle 18, invece, appuntamento con tutti i romani con il candidato sindaco Giorgia Meloni. La serata proseguirà con spettacoli, cabaret e musica.

Vi aspettiamo #sceltadamore
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Prestiti Super's profile photo
 
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Lavoro, Rampelli: “Istat, aumenta il lavoro ma anche la disoccupazione. Tradotto: vietato dire la verità”.
“L’Istituto di Statistica, a pochi giorni dal voto, addomestica i dati sul lavoro per non danneggiare Renzi. Quanto diffuso oggi è un condensato di percentuali surreali che desta confusione e consente al ministro Poletti di dare fiato alle trombe. È proprio l’Istituto di via Cesare Balbo, infatti, a postare un comunicato che ha del kafkiano: l’occupazione aumenta (e ovviamente il governo si attacca solo a questo dato), ma aumentano anche i disoccupati. Per confondere ancora di più la realtà, l’Istat dice che ‘ad aprile si osserva una consistente crescita della partecipazione al mercato del lavoro determinata dall’aumento contemporaneo di occupati e disoccupati e un corrispondente calo degli inattivi tra i 15 e i 64 anni (-0,8%, pari a -113 mila)’. Insomma un’esilarante analisi che vede l’Italia solidamente appesa al -0,3% di inattivi. La tecnica del ‘ma anche’ di veltroniana memoria impallidisce di fronte a questa ambigua rappresentazione della realtà, talmente artefatta da nascondere l’unico dato certo e drammatico: l’incremento della disoccupazione giovanile”. È quanto dichiara il capogruppo di Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale Fabio Rampelli.
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Daniela Blue's profile photo
 
Ma se uno si chiama Pinocchio...
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Stasera alle 21 confronto su Sky TG24 tra i candidati sindaco di Roma.

Durante il dibattito sarà possibile rispondere alla domanda: “Chi ti sta convincendo di più?”. I telespettatori potranno esprimere la loro opinione – per un massimo di 5 voti per device –  tramite il decoder MySkyHD connesso a Internet e tramite l’App SkyTG 24 che può essere scaricata su iPhone, iPad e dispositivi Android. Durante il confronto si potrà twittare con l’hashtag ‪#‎ConfrontoSkyTG24.
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Gli edifici nati per essere caserme e ormai dismessi, inutilizzati e abbandonati devono diventare patrimonio di Roma. Saranno trasformati in luoghi dove i più giovani possono sperimentare, lavorare e far crescere le loro idee. #sceltadamore
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Stefano Savio92's profile photo
 
Se stiamo a guardare nel dettaglio tutto quello che dicono i candidati sindaci, si creerebbe una lista lunga alme un paio di km senza soffermarsi su quelli che sono davvero i problemi principali
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Domani alle 19 al Salone delle Fontane, incontro-aperitivo con FdI. Si parla di sport e di Roma. #sceltadamore
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Sito web del Movimento politico "Fratelli d'Italia - Centrodestra Nazionale". Il Movimento politico "Fratelli d'Italia - Centrodestra Nazionale" nasce perché La politica non è riuscita a essere all’altezza della propria funzione, ha fallito nel compito di modernizzare l’Italia e attrezzarla per le sfide future e, sotto il ricatto della crisi economica, ha abdicato ai cosiddetti tecnici la responsabilità di governare.  Siamo la sola democrazia occidentale ad avere avuto un governo non scelto dai cittadini. Si sta cercando con trucchi ridicoli di procrastinare questa sospensione della sovranità popolare con un Presidente del consiglio che si ostina a non volersi candidare e a voler fare il premier, come se quel ruolo fosse conferito da autorità diverse dal popolo italiano.

Per ripartire è necessario lanciare una sfida nuova, voltare pagina e liberare tutte le energie disponibili, talvolta sommerse, talaltra volutamente soffocate.

Serve rivoluzionare l’Italia, cambiare una classe politica non per selezione anagrafica, perché si rischia di perdere forze preziose e minare quel patto tra generazioni su cui si deve fondare un progetto comunitario, ma per merito, laboriosità, passione civica, competenza. 

Occorre mandare in pensione chi ha fallito, non chi è anziano, chi ha imbrogliato, ha avuto l’opportunità di risolvere i problemi e non l’ha saputo fare. Non vogliamo sfasciare, vogliamo rigenerare un’Italia all’altezza delle criticità del nostro tempo.

Pretendiamo che la politica torni a essere impegno civico, passione per le idee e la loro affermazione, volontà di costruire un modello sociale compatibile con i valori per cui ci si batte. Cerchiamo il confronto, ma non nascondiamo le differenze in ossequio ad un relativismo etico che annulla le identità. Vigiliamo perché l’impegno nella cosa pubblica non sia mai più veicolo per il raggiungimento di ambizioni personali.

Una rivoluzione che metta lo Stato al servizio della persona per liberare energie, far emergere le volontà e investire sul talento, per abbattere le mura di quei privilegi che la prima Repubblica ha stratificato e la seconda non ha saputo scalfire. L’Italia che abbiamo ereditato è una nazione bloccata, destinata alla senilità precoce, dove merito e capacità faticano a imporsi e l’impegno raramente è premiato. Chi può realizzare questa rivoluzione?

La sinistra non può restituire vitalità alla società. Il suo consenso passa tradizionalmente per l’alleanza con gruppi d’interesse (sindacati, magistratura, finanza, lobbies) che difendono chi è già garantito e vuole conservare un modello sociale che non c’è più. Il sistema dei diritti e dei doveri va riscritto sulla scorta delle modifiche epocali che hanno fatto irruzione nei vecchi riferimenti culturali del secondo dopoguerra, per ricomporre una solidarietà e un’equità tra categorie sociali e generazioni che è venuta meno con l’incalzare della crisi.

Il popolarismo, inteso come sintesi tra liberalismo cattolico e conservatore, patriottismo identitario e riformismo laico ha le radici e i valori per far convivere tradizione e modernità, produzione e socialità, merito e solidarietà, ma ha mostrato fin qui tutti i suoi limiti. Nessun guizzo creativo, scarsa capacità di mettersi in gioco, assenza di stimoli per nuove elaborazioni culturali e conseguente assenza di una ‘visione’, lacci e laccioli stretti con corporazioni ingessate che hanno soffocato l’entusiasmo delle origini, in Italia scaturito dal ‘ciclone del '94’. Insomma, i difensori dello status quo hanno fatto breccia tra noi e reso impossibili le riforme.

L’Europa, la casa comune in cui crediamo, è attraversata da una medesima crisi di legittimità. Gli stati nazionali hanno ceduto pezzi di sovranità, ma non sono stati compensati dall’avvento della sovranità dei popoli europei. Agisce su di noi il potere di un’Europa burocratica e oligarchica che privilegia spesso interessi distanti dal ‘bene comune’, niente a che vedere con  L’Europa politica e democratica che animava i sonni dei suoi padri fondatori.

Ma non dimentichiamo che ogni tempo di crisi porta con sé una possibilità nuova e unica. E’ anche per questo che la politica deve tornare credibile e riavvicinarsi ai bisogni di ciascuno, perché negli scenari di crisi si deve rifondare un’architettura, cogliere il meglio da ogni modello di società e inverarlo. L’esatto opposto della visione tecnocratica.  Giovani, persone, famiglie, imprese, devono diventare capisaldi di un nuovo equilibrio fatto di innovazione e coesione. 

C’è bisogno di più politica, non di meno, né di antipolitica o di tecnocrazia.

Politica come destino della comunità, spazio del legame e della relazione, luogo dove diverse visioni del mondo competono per lasciare un segno nella storia.

E’ arrivata l’ora di raccogliere le sfide del nostro tempo, per rigenerare l’ Italia.