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Facciamo il Presepe
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"...dal principio della sua creazione non fu che un sogno" e se vorrai seguirmi in un pugno d'argilla ti mostrerò le immagini eterne
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La “Cantata dei pastori” fu rappresentata per due secoli sui palcoscenici dei teatri popolari di Napoli e mostra l’eterna lotta fra bene e male, che si fa più violenta al momento della nascita di Gesù. Tra questo “dramma sacro” e il presepe popolare napoletano vi sono dei rapporti molto stretti...

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Continuando il discorso, ti mostro ora l’intero testo del “Cantico” di Sant’Alfonso, con una mia versione in italiano. Premetto due avvertenze: la prima, come ho già detto,  che essa non può rendere i valori fonici e semantici del testo, ma può solo aiutarti a comprendere l’originale; la seconda che il napoletano è difficile a scriversi, per cui potrai trovare delle differenze grafiche tra questa ed altre redazioni. Alla fine, aggiungerò un breve commento per qualche passaggio di maggiore rilievo.
Ecco, dunque, il testo e la “traduzione”...

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Certamente conosci il canto di Natale “Tu scendi dalle stelle” di Sant’Alfonso Maria de’Liguori, vescovo e Dottore.
Più difficile è che tu conosca anche la versione in napoletano: tra i Napoletani stessi non è facile trovare chi ne sia a conoscenza.
(continua a leggere...)

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Fare il presepe è un’operazione molto delicata, che va fatta, anche all’ultimo minuto, perché si mantenga la tradizione, possibilmente alla presenza e con l’aiuto dei bambini, che ne avvertono tutta l’importanza e, forse, tutta la sacralità, come ho potuto constatare io stesso.

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La lavandaia, connessa al simbolismo del fiume e dell’acqua, completa in una triade la coppia cacciatore-pescatore. Nel suo aspetto di levatrice, rinvia non solo alla purificazione, ma anche alla rinascita, invitando a proseguire il “cammino” della vita: il monito stesso che ci viene dalle pagine del Padre Dante.

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Il fiume, nel presepe popolare napoletano, rappresenta il passaggio dalla realtà quotidiana ad una diversa dimensione, come avviene per Dante che attraversa l’Acheronte. A questo elemento sono legate le figure del pescatore e della lavandaia.

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Il pescatore nel presepe popolare napoletano si contrappone al cacciatore come immagine della Vita contrapposta a quella della Morte. Il simbolismo si ritrova in molte tradizioni religiose e folcloristiche. 
Ed è un altro personaggio fondamentale del Presepe Popolare Napoletano

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Il cacciatore, sul presepe popolare napoletano, a prima vista anacronistico e sconcertante, è tuttavia un personaggio fortemente significativo, in collegamento con il pescatore e la lavandaia, con i quali costituisce una triade inscindibile. 

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A Napoli, il Museo di San Martino conserva uno dei più celebri presepi con “pastori” del Settecento. I “pastori” furono collezionati da una poliedrica personalità dell’Ottocento napoletano, Michele Cuciniello, che donò la sua collezione al Museo e si occupò personalmente di allestire lo “scoglio” del presepe.
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