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Fabrizio Callarà
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Fabrizio Callarà

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Ieri era felice come una bambina ✌🏼️✌🏼
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Fabrizio Callarà

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È arrivato il momento delle coperture RC Inquinamento ?
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DDL "ecoreati": dalla Camera il via ai nuovi delitti ambientali
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Fabrizio Callarà

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Nei primi quattro mesi del 2015 sono state circa 460 le domande di attribuzione del rating di legalità presentate all’Antitrust, con una media di oltre cento richieste al mese. In particolare, sul totale delle procedure istruttorie attivate nel periodo dall’Autorità garante per la concorrenza in oltre il 40% dei casi il risultato è stato favorevole.
Prosegue il trend positivo delle richieste di attribuzione del rating di legalità. L’Antitrust ha infatti reso noto che nei primi quattro mesi dell’anno sono state registrate, rispettivamente, 83 domande a gennaio (+14% rispetto a dicembre dello scorso anno), 133 a febbraio 2015 (+60%), 144 a marzo e 101 ad aprile, con una media di oltre cento richieste al mese.
Sulle 461 domande presentate nel primo quadrimestre 2015, sono stati chiusi 269 casi, 192 sono ancora in corso e 53 sono stati invece archiviati. Le attribuzioni risultano 198, quattro le conferme e due i maggior punteggi, dieci i dinieghi, con una revoca e una sospensione.
Approvato dal Parlamento alla fine del 2012, il rating di legalità è lo strumento “premiale” con cui è stato affidato all’Antitrust il compito di attribuire un punteggio, da una a tre “stelle”, alle imprese virtuose che hanno un fatturato superiore ai due milioni di euro annui e corrispondono a una serie di requisiti giuridici.
Del rating di legalità si tiene conto in sede di concessione di finanziamenti da parte delle pubbliche amministrazioni, nonché in sede di accesso al credito bancario. In forza della stessa normativa, gli istituti di credito che omettono di tener conto del rating attribuito in sede di concessione dei finanziamenti alle imprese sono tenuti a trasmettere alla Banca d'Italia una dettagliata relazione sulle ragioni della decisione assunta.
Richieste complessive oltre quota mille
Già nel corso del 2014, ricorda in una nota l’Autorità, le richieste erano più che raddoppiate rispetto al 2013. Dalle 142 pratiche del primo anno, quando entrò in vigore il Regolamento, l’anno scorso le domande sono state 402, per arrivare ora a un totale complessivo di 1042 (aprile 2015).
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Fabrizio Callarà

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Rimettere al centro i principi fondamentali dello Statuto del contribuente e ripristinare un carattere di proporzionalità degli adempimenti: sono gli auspici espressi oggi dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro, in audizione presso la Commissione di vigilanza dell’anagrafe tributaria. La vicenda riguardante il modello 730 precompilato, sottolineano i Consulenti del Lavoro, ha comportato un aumento di compiti e costi per imprese e professionisti, "in un quadro di adempimenti già troppo gravoso e che per la prima volta attribuisce in capo ai professionisti abilitati responsabilità di dubbia costituzionalità".
Si è svolta oggi l’audizione della Commissione Economia e Fiscalità del Consiglio Nazionale dell'Ordine dei Consulenti del Lavoro presso la Commissione parlamentare di vigilanza dell'anagrafe tributaria, per illustrare alcune proposte di modifica in materia fiscale.
L'auspicio della Categoria è che nella materia fiscale la legislazione torni a mettere al centro i principi fondamentali dello Statuto dei diritti del contribuente e ripristinare un carattere di proporzionalità degli adempimenti, così da restituire ai professionisti condizioni di lavoro dignitose nell’assolvimento delle proprie funzioni.
Cosa che - sottolineano i Consulenti del lavoro - non è avvenuta con la vicenda riguardante il modello 730 precompilato, che ha comportato un aumento di compiti e costi per imprese e professionisti, "in un quadro di adempimenti - si legge nel documento presentato in audizione - già troppo gravoso e che per la prima volta attribuisce in capo ai professionisti abilitati responsabilità di dubbia costituzionalità".
I Consulenti del Lavoro sollevano alcuni dubbi sulla effettiva opportunità “di stravolgere il sistema del 730 ormai consolidato ed apprezzato da anni”.
Difficoltà ed errori - sottolineano i CdL - continueranno ad esserci perché non vengono semplificate né le norme per determinare i redditi imponibili né quelle per determinare le relative imposte. Caricare automaticamente i dati nelle caselle del 730 precompilato non significa renderli esatti, non essendo state facilitate le norme che determinano la tassazione di un reddito o la detraibilità/deducibilità di un costo.
Di più: il controllo di tali dati e la responsabilità in caso di inesattezze è stata ribaltata totalmente sui professionisti e sui CAF, generando un’assurda concezione del rapporto tributario, con la nascita di un conflitto tra contribuente e professionista, diventando:
- il primo, totalmente disinteressato a quello che finirà all’interno del modello
- il secondo compresso tra responsabilità intrasferibili e costi crescenti.
In caso di errori, tutte le inefficienze del sistema di riscossione delle maggiori imposte e sanzioni ricadranno esclusivamente sui professionisti ai quali l’Amministrazione Finanziaria richiederà le somme dovute.
Secondo i CdL, la principale motivazione che ha introdotto il precompilato è quello di trovare con facilità il soggetto nei confronti del quale vanno recuperate le maggiori imposte e sanzioni in caso di controlli: il professionista.
Ne deriverà un aggravio di oneri per i contribuenti che si rivolgeranno agli intermediari: questi ultimi, dovendo far fronte alle garanzie poste a tutela dei terzi, dello Stato e degli enti impositori, saranno chiamati a sostenere maggiori spese per l'adeguamento delle relative coperture assicurative, che quindi potranno trovare ristoro solo attraverso l’incremento dei compensi per l’attività svolta.
I Consulenti del Lavoro concludono con un bilancio costi/benefici per i soggetti coinvolti nell’operazione 730 precompilato:
- l’Amministrazione Finanziaria avrà sicuri vantaggi sia nel caso il sistema funzioni pienamente (accettazione totale del precompilato) sia nel caso non funzioni e tutte le dichiarazioni si trasformino in 730 compilati dai professionisti o dai CAF;
- una ristretta parte dei contribuenti, che tra l’altro coincide con la popolazione che già in passato presentava gratuitamente il 730 precompilato presso un professionista od un CAF, potrà godere del risparmio di tempo di trovarsi un 730 già precompilato, ma che dovrà comunque controllare prima di confermare. I contribuenti che non hanno conoscenze tributarie tali da poter consapevolmente confermare o integrare un precompilato, dovranno necessariamente ricorrere ad un’assistenza a pagamento;
- professionisti, CAF, sostituti di imposta e soggetti terzi avranno solo maggiori oneri, costi e rischi.
A cura della Redazione
Copyright © - Riproduzione riservata

Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro, audizione 29/04/2015
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Esercizio delle attività di assicurazione e di riassicurazione (Solvency II)
Approvato in via definitiva, lo schema di decreto legislativo di attuazione della direttiva 2009/138/CE in materia di accesso ed esercizio delle attività di assicurazione e di riassicurazione (solvibilità II).
La direttiva, oltre a semplificare la normativa comunitaria vigente attraverso la codificazione delle precedenti direttive vita e danni (ad esclusione di quelle auto), introduce un nuovo regime di vigilanza prudenziale con l’obiettivo di fornire un quadro regolamentare finalizzato alla massima tutela degli utenti del servizio assicurativo e alla creazione di un nuovo sistema che fornisca alle Autorità di Vigilanza gli strumenti adatti per poter valutare la solvibilità globale di un’impresa di assicurazioni.
La finalità è creare un sistema di vigilanza armonizzato in tutta Europa .
A questo scopo si prevedono nuovi requisiti patrimoniali ancorati ai rischi effettivamente corsi, nuovi criteri di valutazione e nuove modalità per la misurazione e mitigazione dei rischi. Si interviene sulla governance delle imprese di assicurazione, responsabilizzandone il board ed introducendo nuove funzioni aziendali.
Il provvedimento specifica le attribuzioni IVASS in materia di vigilanza con possibilità di intervento sulla governance dell’impresa di assicurazione.
Il decreto stabilisce la possibilità di utilizzo da parte dell’IVASS delle società di revisione o dei revisori per le ispezioni in loco, prevedendo gli oneri a carico dei soggetti vigilati con riferimento ai soli modelli interni, come avviene in altri Paesi europei.
Stabilisce inoltre l’aggiornamento delle attribuzioni di CONSAP in ragione delle nuove competenze in materia di periti e centro di informazione italiano già attribuite alla CONSAP stessa, con riguardo alla forma di finanziamento del ruolo dei periti (il contributo viene pagato direttamente ed esclusivamente a CONSAP) e la completa sostituzione di CONSAP ad IVASS nella gestione del centro di informazione e nella tenuta del ruolo dei periti, con esclusione dei “poteri di vigilanza”, più correttamente ridotti a “funzione di gestione del ruolo”.
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E’ opera dello studente Xie Chenglin questo breve ma sapiente filmato d’animazione cinese sulla dipendenza da smartphone, vincitore nel 2014 del premio annuale della Central Academy of Fine Arts. I protagonisti, trasposizione grafica di ognuno di noi, sono ridotti a occhi e dita, le uni
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Fabrizio Callarà

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Child of Mine: Feeding With Love and Good Sense
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Nel 2015 si ferma la corsa ai fallimenti in Italia, netto infatti il calo rispetto all'ultimo anno, -0,5% rispetto ai dati del 1Q 2014. Guardando fino al 2009 i fallimenti sono cresciuti del 72,7%, e sono scomparse complessivamente quasi 80.000 imprese. Lombardia, Lazio e Veneto le regioni più colpite. Accedi alla CRIBIS Community e scarica l’analisi completa.
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