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Legge di stabilità 2017: pubblicata nella G.U. 297/2016 la L. 11/12/2016, n. 232.
Entrata in vigore: 1/1/2017.

A seguito dell'entrata in vigore della Legge 4 agosto 2016, n. 163, i contenuti della legge di bilancio e della legge di stabilità sono ricompresi in un unico provvedimento, costituito dalla nuova legge di bilancio, riferita ad un periodo triennale, la quale si articola in due sezioni:
la prima sezione svolge in sostanza le funzioni dell'ex disegno di legge di stabilità;
la seconda sezione ricalca quelle del disegno di legge di bilancio.

Alla manovra (il cui valore ammonta a complessivi 27 miliardi di euro con un disavanzo per i conti pubblici che nel 2016 salirà al 2,3% sul PIL) è collegato il cd. Decreto Fiscale (Decreto Legge 22 ottobre 2016 n. 193, convertito in Legge 1° dicembre 2016, n. 225) contenente misure di particolare urgenza, tra le quali l’avvio del processo di chiusura di Equitalia.

Di seguito alcuni dei punti più rilevanti.
Casa Italia: al via il piano di interventi relativi alle abitazioni, alla riqualificazione delle perifierie, alla prevenzione del dissesto idrogeologico e di ricostruzione post-sismica;
Edilizia: proroga di un anno per l'incentivo del 50% (ristrutturazioni) e di 5 anni per l'incentivo del 65% (ecobonus);
Equitalia: viene abolita la società le cui competenze vengono trasferite all'Agenzia delle Entrate;
Famiglia: dotazione di circa 600 milioni di euro per il sostegno ai nuclei familiari;
Industria 4.0: proroga del superammortamento; viene inoltre stabilito un "iperammortamento" al 250% per i beni digitali;
Ires: l'imposta sulle imprese scende dal 27,5% al 24% a partire dal 1° gennaio 2017 (il rinvio del taglio era previsto dalla Legge di Stabilità 2016);
Pensioni: nasce la cosiddetta APE, l'anticipo della pensione per chi ha versato 20 anni di contributi e decide di ritirarsi dal lavoro 3 anni prima; estensione della no tax area e della platea che godrà della cosiddetta quattordicesima;
Produttività: l'importo soggetto alla cedolare secca del 10% viene innalzato da 2mila a 3mila euro (e da 2.500 a 4.000 nel caso di aziende con coinvolgimento paritetico dei lavoratori);
Pubblico impiego: impegno pari a 1,9 miliardi di euro per il rinnovo dei contratti nella pubblica amministrazione, per le retribuzioni di forze armate, dei corpi di polizia e per nuove assunzioni;
Rai: il canone tv scende nel 2017 a 90 euro;
Studi di settore: al via la riforma che li trasforma in "indicatori di compliance", ossia indicatori della fedeltà fiscale del contribuente relativa agli anni precedenti con l'obiettivo di creare un sistema premiale;
Università: no tax area per gli studenti a basso reddito e borse di studio più consistenti (15mila euro) per quelli più meritevoli;
Voluntary disclosure: prorogato il regime dell'emersione volontaria con un gettito stimato di circa 2 miliardi di euro.
(Fonte: Altalex)
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LEGGE 11 dicembre 2016, n. 232. Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2017 e bilancio pluriennale per il triennio 2017-2019. (16G00242) (GU n.297 del 21-12-2016 - Suppl. Ordinario n. 57 ). note: Entrata in vigore del provvedimento: 01/01/2017.
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Attraverso l’opera «La pensione ai superstiti. Il trattamento di reversibilità tra realtà e riforme» della collana Previdenza&Futuro di Exeo Edizioni, l’avv. Monica Boschetti intende effettuare un breve excursus storico, normativo e giuridico su un argomento di notevole importanza e che sempre suscita grande interesse.
In particolare, dopo i necessari cenni storici (un abbozzo di pensione di reversibilità era già previsto in un decreto luogotenenziale emanato negli anni Venti) ci si addentrerà nel fulcro delle disposizioni relative a questa forma previdenziale. Si analizzeranno gli aspetti introdotti con l’art. 22 della legge 21/7/1965 n. 903 («Avviamento alla riforma e miglioramento dei trattamenti di pensione della previdenza sociale»), in particolare il novero dei soggetti beneficiari con un focus più approfondito sulla figura del coniuge.
Nel nostro ordinamento, infatti, il coniuge riveste un ruolo centrale tanto sotto l’aspetto della tutela giuridica quanto in materia previdenziale, dove si annoverano diverse pronunce giurisprudenziali – tanto di legittimità, quanto di merito e costituzionali – con le quali i Tribunali e le Corti hanno progressivamente ampliato la sua tutela e hanno attuato un adeguamento con i tempi.
Non mancheranno i necessari cenni alle posizioni dei figli, degli ascendenti e dei nipoti minorenni (titolari di una quota della pensione di reversibilità dei nonni anche in assenza di una pronuncia di affidamento formale da parte del Tribunale, grazie ad una sentenza della Corte Costituzionale), oltre che del convivente more uxorio. Si vedrà, in particolare, come nel nostro ordinamento di fatto sia assente una tutela specifica per il convivente superstite, nonostante le progressive aperture del legislatore (si pensi alla legge sulle unioni civili, c.d. legge Cirinnà, 20/5/2016 n. 76) e della giurisprudenza di merito (la sentenza n. 58/2015 del Tribunale Civile di Roma), anche in rapporto a due importanti e storiche pronunce della Corte di Giustizia dell’Unione Europea del Lussemburgo. Si tratta di due sentenze con le quali la Corte ha riconosciuto il diritto del convivente omosessuale e del convivente transessuale a percepire la pensione di reversibilità del dante causa negli Stati di appartenenza (rispettivamente, la Germania e il Regno Unito).
Di recente dibattito pubblico è la riforma paventata dal Governo Renzi nello scorso inverno con la quale si intendeva collegare l’ammontare della quota di reversibilità alla Dichiarazione Sostitutiva Unica (il vecchio ISEE).
Non sfuggirà infatti a chi legge come l’argomento in questione sia piuttosto spinoso, soprattutto negli ultimi tempi: i mass-media non fanno che parlare dell’aumento dell’età pensionabile e della pensione anticipata, ma fino a qualche mese fa il tema principale era il collegamento che il Governo Renzi (il ministro Poletti, in particolare) aveva intenzione di creare tra la l’ISEE (l’Indicatore della Situazione Economica Equivalente) e la reversibilità.
Per i «non addetti ai lavori» questa connessione forse non aveva il significato di una riforma pregnante, come di fatto sarebbe stata, nel nome della salvaguardia della finanza pubblica. Nell’ISEE infatti rientrano non solo i redditi, ma anche il patrimonio mobiliare (i risparmi) e immobiliare dell’intero nucleo familiare convivente: mettere in stretta relazione la reversibilità e quell’indicatore avrebbe significato – di fatto – annullare la pensione di reversibilità per la maggior parte dei beneficiari.
Fortunatamente, l’insorgere dei sindacati e degli appartenenti al settore ha fatto desistere il Governo, che ha cancellato tale previsione con un emendamento all’interno dello stesso disegno di legge, senza nemmeno farlo arrivare in Aula.
Numerose poi sono le sentenze in materia: merita un’analisi particolare la recente pronuncia della Corte Costituzionale (n. 174 del 15/6/2016) che ha abrogato le disposizioni c.d. anti matrimoni di comodo (il d.l. n. 98/2011) per violazione, tra gli altri, dell’art. 3 Cost. Il Governo Berlusconi aveva introdotto la previsione per cui – in caso di matrimonio con il dante causa contratto ad età del medesimo superiore a settanta anni, differenza di età tra i coniugi superiore a venti anni e assenza di figli minori, studenti o inabili – la pensione di reversibilità in favore del coniuge superstite più giovane avrebbe visto una riduzione del 10 per cento in ragione di ogni anno di matrimonio con il dante causa mancante rispetto al numero di 10. La Corte Costituzionale, in un giudizio incidentale di legittimità, ne ha dichiarato la contrarietà rispetto alle disposizioni della Costituzione, tanto in punto di non discriminazione quanto in punto di ratio della pensione ai superstiti direttamente collegata ai principi di solidarietà familiare.
Naturalmente, fonte primaria per la redazione di quest’opera (oltre alla già citata legge n. 903/1965) è data dalle varie circolari INPS, con le quali l’istituto ha cercato di adeguare ai tempi (e alle pronunce della giurisprudenza della Cassazione, soprattutto a Sezioni Unite) il tema della pensione di reversibilità.
In conclusione, pertanto, grazie all’analisi approfondita dell’argomento, soprattutto con riguardo ai temi più legati all’attualità – che poi sono quelli di maggior interesse – con quest’opera si cerca di fornire una qualche risposta alle domande annose che riguardano il trattamento di reversibilità. Si vedrà in particolare come questo tema diventi particolarmente interessante quando viene «staccato» dal mondo economico e fiscale ed ancorato a tutti i risvolti sociali che lo interessano.
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Pubblicato sulla G.U. n. 120 dell'8 settembre 2016 il decreto legislativo 19 agosto 2016, n. 175, recante “Testo unico in materia di società a partecipazione pubblica”.
Tale decreto costituisce l'attuazione di alcune delle deleghe che la legge 7 agosto 2015, n. 124 (la c.d. “Riforma Madia”) aveva conferito al Governo in materia di riorganizzazione della pubblica amministrazione.
Esso si struttura in modo da prendere in considerazione l'intero fenomeno della “vita” delle società a partecipazione pubblica che rientrano nell'ambito di applicazione del decreto stesso.
Vengono così individuate le ipotesi in cui una P.A. Può assumere o mantenere una partecipazione societaria e, di converso, le ipotesi in cui invece una P.A. Sia obbligata a dismettere una partecipazione. E nel far ciò viene introdotto uno specifico corpo di regole procedimentali che disciplinano il momento genetico dell'assunzione della partecipazione.
Vengono dettate poi regole in ordine alla governance della società partecipata ed ai rapporti fra competenze degli organi della P.A. Ed esercizio dei diritti societari.
Vengono inoltre dettate disposizioni specifiche in ordine al personale delle società partecipate e alla vita “economica-finanziaria” di tali soggetti, disciplinando, in questo senso, anche uno specifico procedimento relativo alla crisi d'impresa.


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Collegamento permanente · Guida in linea; Chiudi questa finestra. DECRETO LEGISLATIVO 19 agosto 2016, n. 175. Testo unico in materia di societa' a partecipazione pubblica. (16G00188) (GU n.210 del 8-9-2016 ). note: Entrata in vigore del provvedimento: 23/09/2016.
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Il Codice delle Pianificazione Urbanistica - Nuova edizione 2016. Raccolta di provvedimenti nazionali e regionali di rango normativo ed attuativo in materia di PIANIFICAZIONE URBANISTICA. Tutti i testi sono presentati in versione consolidata che ne assicura la corretta lettura nel contesto delle numerose modifiche intervenute nel tempo. Il compendio di giurisprudenza a corredo del corpus normativo completa efficacemente la panoramica giuridica della materia, rendendo la presente opera indispensabile agli operatori del settore.
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Antonio Iovine, "Osservatorio dei Valori Agricoli - Rapporto statistico 2016"
L’ebook pubblica e commenta il rapporto statistico 2016 delle quotazioni del valore dei terreni agricoli, rilevati da Exeo Edizioni s.r.l. di Padova e riferiti all’anno precedente.
I dati sono stati validati dal Comitato Scientifico dell’Osservatorio dei Valori Agricoli di Exeo s.r.l., composto da sei esperti d’estimo noti a livello nazionale. L’elaborazione ha riguardato a 237.230 quotazioni (articolate per singola qualità di coltura e per ciascun comune) e n. 8.056 ambiti geografici. Sono monitorate le 6 qualità di coltura più diffuse sul territorio nazionale e, da questo anno, sono riportate informazioni sintetiche anche sulle residue altre colture.
Le informazioni presenti nel rapporto sono utili per fini di conoscenza e di studio; ad esempio, il rapporto è in grado di evidenziare quale possa essere ordinariamente la qualità di coltura più e meno apprezzata a livello nazionale, di macroregioni (Italia settentrionale, centrale, meridionale e insulare), di regione e per provincia.
Per una stima puntuale, informazioni tecnicamente più dirette non possono che essere desunte dai listini regionali, le cui quotazioni sono riferite all’ambito territoriale comunale.
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Il Codice del Paesaggio - Nuova edizione 2016. Raccolta di provvedimenti normativi ed attuativi in materia di PAESAGGIO. Tutti i testi sono presentati in versione consolidata che ne assicura la corretta lettura nel contesto delle numerose modifiche intervenute nel tempo. Il compendio di giurisprudenza a corredo del corpus normativo completa efficacemente la panoramica giuridica della materia, rendendo la presente opera indispensabile agli operatori del settore.
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Pubblicato nella G.U. 16/11/2016, n. 168 il "Regolamento Edilizio Tipo": Intesa Conferenza Unificata 20/10/2016 n. 125/CU.

Le Regioni hanno 180 giorni per recepirlo, ed assegnare altri 180 giorni ai Comuni che dovranno adottare i regolamenti edilizi sulla base dello schema tipo. Entro ottobre 2017 il panorama delle normative edilizie dovrebbe quindi apparire notevolmente semplificato.

Resteranno intatte le previsioni dimensionali degli strumenti urbanistici vigenti. Nel recepimento del regolamento edilizio tipo, le Regioni e i Comuni potranno quindi effettuare degli adattamenti in base alle loro specificità territoriali.

In fase di recepimento, le Regioni potranno specificare e semplificare l’indice del Regolamento edilizio tipo, ma anche individuare le definizioni standardizzate in grado di incidere sulle previsioni dimensionali contenute negli strumenti urbanistici e, in via transitoria, adottare indicazioni tecniche per la loro corretta interpretazione.

Le Regioni a Statuto Speciale si adegueranno solo se non si creeranno conflitti con le norme interne già esistenti.

In ogni Comune il Regolamento edilizio si dividerà in due parti: un capitolo dedicato ai princìpi generali e uno alle disposizioni regolamentari comunali.

Tra i princìpi generali ci saranno la definizione dei parametri urbanistici ed edilizi, la definizione degli interventi edilizi e delle destinazioni d’uso, le procedure da seguire per ottenere e depositare i titoli abilitativi, la modulistica unificata completa di elaborati da allegare, i requisiti generali delle opere edilizie, cioè limiti di altezza, densità e distanze tra edifici, le regole per gli immobili vincolati.

Le disposizioni regolamentari comunali conterranno invece le procedure interne, le norme su qualità, sostenibilità e requisiti tecnici complementari. Ad ogni modo, si legge nel decreto, bisognerà perseguire gli obiettivi di semplificazione, igiene pubblica, estetica, incremento della sostenibilità ambientale, superamento delle barriere architettoniche e riqualificazione urbana.
(Fonte: Edilportale)
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Carlo Alberto Nebbia Colomba, "Europa e concessioni turistico-ricreative - dalle contestazioni alle soluzioni"
La problematica del rilascio e del rinnovo delle concessioni demaniali con finalità turistico-ricreative continua ad essere al centro dell’attenzione nazionale e dell’Unione.
La sentenza della Corte di Giustizia Europea del 14 luglio 2016 ha circostanziato alcuni capisaldi che impongono un urgente intervento normativo interno al fine di uniformare la materia ai principi ed alle direttive europee, necessità ben nota ma ancora non direnta.
Con la presente opera, l’Autore, dopo aver tratteggiato l’evoluzione delle vicende, analizza nel dettaglio relazione dell’Avvocatura Generale e la sentenza della CGE, la posizione della Commissione Europea e le situazioni di Spagna e Portogallo, fornendo dettagliati riferimenti normativi comparati al fine di individuare possibili soluzioni interpretative.
Inoltre, esamina i dispositivi “tampone” introdotti con le modifiche all’articolo 24 del D.L. 113/2016 apportate dalla legge di conversione n. 160/2016 e commenta i contenuti del presumibile testo normativo predisposto per costruire le nuove basi giuridiche su cui innestare il nuovo sistema di regolazione della materia, focalizzando l’attenzione sulle necessità del settore, sugli aspetti di ipotizzabile criticità e sulle tematiche al momento non affrontate.
In sintesi si tratta di un lavoro di sicuro interesse non soltanto per le varie parti pubbliche e private coinvolte nella questione (dai concessionari agli amministratori locali, dai professionisti del diritto amministrativo ai funzionari degli enti concedenti), ma anche per tutti coloro che, senza essere esperti, intendano approfondire la materia basandosi su concreti dati di fatto.
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Corte di Giustizia U.E., sentenza n.C-458/14 del 14/07/2016
Il diritto dell’Unione osta a che le concessioni per l’esercizio delle attività turistico-ricreative nelle aree demaniali marittime e lacustri siano prorogate in modo automatico in assenza di qualsiasi procedura di selezione dei potenziali candidati
Tale proroga prevista dalla legge italiana impedisce di effettuare una selezione imparziale e trasparente dei candidati
La direttiva servizi 2006/123/CE concretizza la libertà di stabilimento nonché i principii di non discriminazione e di tutela della concorrenza. Il suo articolo 12 disciplina l’ipotesi specifica in cui, tenuto conto della scarsità delle risorse naturali o delle capacità tecniche utilizzabili, il numero di autorizzazioni disponibili per una determinata attività sia limitato. In tale contesto, essa prevede che gli Stati membri possano subordinare un’attività di sfruttamento economico a un regime di autorizzazione. In Italia, la normativa nazionale ha disposto una proroga automatica e generalizzata della data di scadenza delle concessioni rilasciate, anche senza previa procedura di selezione, per lo sfruttamento turistico di beni demaniali marittimi e lacustri (spiagge in particolare). La scadenza è stata da ultimo rinviata al 31 dicembre 2020. Nonostante tale legge, ad alcuni operatori privati del settore turistico è stata negata da parte delle autorità italiane la proroga delle concessioni. Essi hanno quindi presentato ricorso contro tali provvedimenti di diniego. I giudici italiani aditi si sono rivolti alla Corte di giustizia per ricevere chiarimenti in merito alla compatibilità della normativa italiana con il diritto dell’Unione. Con l’odierna sentenza, la Corte sottolinea, anzitutto, che spetta al giudice nazionale verificare, ai fini dell’applicazione della direttiva, se le concessioni italiane debbano essere oggetto di un numero limitato di autorizzazioni
2 per via della scarsità delle risorse naturali. Nel caso in cui la direttiva sia applicabile, la Corte precisa, poi, che il rilascio di autorizzazioni relative allo sfruttamento economico del demanio marittimo e lacustre deve essere soggetto a una procedura di selezione tra i potenziali candidati, che deve presentare tutte le garanzie di imparzialità e di trasparenza (in particolare un’adeguata pubblicità). Orbene, la proroga automatica delle autorizzazioni non consente di organizzare una siffatta procedura di selezione. Certamente l’articolo 12 della direttiva consente agli Stati membri di tener conto, nello stabilire la procedura di selezione, di motivi imperativi di interesse generale, quali, in particolare, la necessità di tutelare il legittimo affidamento dei titolari delle autorizzazioni di modo che essi possano ammortizzare gli investimenti effettuati. Tuttavia, considerazioni di tal genere non possono giustificare una proroga automatica, qualora al momento del rilascio iniziale delle autorizzazioni non sia stata organizzata alcuna procedura di selezione. L’articolo 12 della direttiva osta, pertanto, a una misura nazionale che, in assenza di qualsiasi procedura di selezione tra i potenziali candidati, prevede la proroga automatica delle autorizzazioni di sfruttamento del demanio marittimo e lacustre per attività turistico-ricreative.
La Corte precisa, infine, che, nel caso in cui la direttiva non fosse applicabile e qualora una concessione siffatta presenti un interesse transfrontaliero certo, la proroga automatica della sua assegnazione a un’impresa con sede in uno Stato membro costituisce una disparità di trattamento a danno delle imprese con sede negli altri Stati membri e potenzialmente interessate a tali concessioni, disparità di trattamento che è, in linea di principio, contraria alla libertà di stabilimento. Il principio della certezza del diritto, che mira a consentire ai concessionari di ammortizzare i loro investimenti, non può essere invocato per giustificare una siffatta disparità di trattamento, dal momento che le concessioni sono state attribuite quando già era stato stabilito che tale tipo di contratto (che presenta un interesse transfrontaliero certo) doveva essere soggetto a un obbligo di trasparenza.
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SENTENZA DELLA CORTE (Quinta Sezione). 14 luglio 2016 (*). «Rinvio pregiudiziale – Appalti pubblici e libertà di stabilimento – Articolo 49 TFUE – Direttiva 2006/123/CE – Articolo 12 – Concessioni di beni demaniali marittimi, lacuali e fluviali che presentano un interesse economico – Proroga ...
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Il Codice degli Abusi Edilizi - Nuova edizione 2016. Raccolta di provvedimenti nazionali e regionali di rango normativo ed attuativo in materia di ABUSI EDILIZI. Tutti i testi sono presentati in versione consolidata che ne assicura la corretta lettura nel contesto delle numerose modifiche intervenute nel tempo. Il compendio di giurisprudenza molto ampio ed esauriente, a corredo del corpus normativo, completa efficacemente la panoramica giuridica della materia, rendendo la presente opera indispensabile agli operatori del settore.
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Fabio Doro, "SCIA e DIA", quarta edizione: una guida per orientarsi nelle semplificazioni nella materia edilizia

Semplificare complicando: con questo ossimoro potrebbe essere riassunto il risultato raggiunto dai recenti interventi del legislatore che hanno modificato la legge sul procedimento amministrativo e il Testo Unico dell’Edilizia, nel tentativo di rilanciare l’economia.
In effetti, il quadro che si trova di fronte l’operatore del settore dell’edilizia e dell’urbanistica è sconfortante, perché da un sistema basato su due titoli (permesso di costruire e d.i.a.) si passa ad un sistema che contempla almeno cinque diverse modalità di assenso alle opere edilizie (comunicazione, comunicazione asseverata, s.c.i.a., «super d.i.a.» e permesso di costruire), in perfetta contraddizione con l’intento di semplificazione.
Altrettanto difficoltosa può rivelarsi, a volte, la distinzione tra le categorie degli interventi edilizi, profondamente incisa dai dd.ll. nn. 69/2013 e 133/2014, sui quali non vi sono ancora indicazioni certe da parte della giurisprudenza.
In attesa che la giurisprudenza si consolidi e chiarisca i principali nodi problematici derivanti dai recenti interventi di semplificazione, si è scelto di proporre il libro “SCIA e DIA” in una nuova versione aggiornata, dopo le precedenti edizioni del 2010, del 2012 e del 2015, quest’ultima presto superata dalla legge n. 124/2015 (c.d. “legge Madia”).
L’opera si concentra principalmente sugli istituti della denuncia e della segnalazione certificata di inizio attività perché questi strumenti di semplificazione pongono rilevanti problemi sul piano applicativo, in particolare sotto il profilo della configurazione dei poteri di autotutela della P.A. e della tutela dei soggetti che intendono opporsi all’esecuzione delle opere oggetto della d.i.a. o della s.c.i.a..
Si vedrà, in particolare, come il legislatore ha affrontato queste problematiche e quella che è stata la reazione di dottrina e giurisprudenza, che per rimediare all’imperfetta tecnica legislativa hanno spesso adottato soluzioni non del tutto rispondenti alla lettera delle disposizioni ma di grande rilevanza pratica.
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Pubblicato nella G.U. 91/2016 il Nuovo Codice dei Contratti e Appalti Pubblici: D.Lgs. 18 aprile 2016, n. 50.

Alcune novità:
- rafforzamento dell’ANAC nel sostegno alla legalità;
- declinazione di pianificazione, programmazione e progettazione, fasi fondamentali per la stazione appaltante, modalità di affidamento individuando i principi comuni a tutti i tipi di affidamento: trasparenza, economicità, efficacia, correttezza, tempestività, libera concorrenza, non discriminazione, applicabilità dei contratti collettivi al personale impiegato nei lavori, servizi e forniture oggetto dei contratti, applicabilità della legge 241/1990, il RUP, le fasi delle procedure, i controlli sugli atti di affidamento e i criteri di sostenibilità energetica e ambientale;
- disciplina delle regole procedurali per ogni tipologia contrattuale: appalto, concessioni, altre tipologie quali quelle in house, contraente generale, strumenti di partenariato pubblico-privato, ricomprendendo in quest’ultimo il project financing, strumenti di sussidiarietà orizzontale, il baratto amministrativo;
- disciplina dei passaggi: verifica della soglia comunitaria e requisiti di qualificazione della stazione appaltante, modalità di affidamento e scelta del contraente, bandi, avvisi, selezione delle offerte, aggiudicazione, esecuzione, della verifica e collaudo;
- superamento della Legge Obiettivo attraverso strumenti di programmazione delle infrastrutture, insediamenti prioritari e l’espresso richiamo all’applicazione delle procedure ordinarie;
- introduzione di una forte limitazione all'appalto integrato, ammesso solo in casi eccezionali quali la finanza di progetto o il contraente generale;
- introduzione sul contenzioso di un nuovo rito abbreviato in camera di consiglio sull’impugnativa dei motivi di esclusione;
- disciplina dei rimedi alternativi alla tutela giurisdizionale;
- introduzione del Documento di gara unico europeo;
trasparenza e dematerializzazione (gare elettroniche, banche dati);
- rivisitazione del general contractor e albi per direttori lavori e collaudatori.
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DECRETO LEGISLATIVO 18 aprile 2016, n. 50. Attuazione delle direttive 2014/23/UE, 2014/24/UE e 2014/25/UE sull'aggiudicazione dei contratti di concessione, sugli appalti pubblici e sulle procedure d'appalto degli enti erogatori nei settori dell'acqua, dell'energia, dei trasporti e dei servizi ...
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Un buon libro è quello che viene aperto con trepidazione e chiuso con profitto. (Amos Bronson Alcott)
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Exeo è una casa editrice digitale attiva dal 2002. La sua produzione ha inizio con la pubblicazione di esproprionline.it, una rivista telematica professionale rapidamente affermatasi grazie alla collaborazione di numerosi studiosi ed esperti, e all’ampia comunità di abbonati.

L'attività editoriale e culturale di Exeo si è estesa in anni più recenti a materie limitrofe all'espropriazione per pubblica utilità (urbanistica ed edilizia, demanio e patrimonio pubblico, topografia e catasto, estimo), fino ad allargarsi nel 2011 a una vasta gamma di tematiche giuridiche e tecniche che hanno trovato la forma di riviste bimestrali, monografie, libri.

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