2011_08_14 Burg Hochosterwitz - Launsdorf, Kärnten, Österreich
Il Castello di Hochosterwitz, simbolo storico della Carinzia, ha dato il suo nome a tutta la regione.
Per la sua posizione particolare su una roccia ripida ed isolata è uno dei complessi fortificati più possenti dell‘Europa centrale e per i suoi 14 portoni che fortificano la salita dalla pianura alla cima è uno dei castelli più maestosi e visitati di tutta l’Austria. La sala delle armature, l‘armeria e l‘interessante collezione di quadri del Rinascimento testimoniano la ricchezza storica di questa particolare fortificazione militare. I visitatori hanno la possibilità di salire comodamente con una funicolare, oppure percorrere la salita verso i portoni.

Storia del Castello di Hochosterwitz
In una delle valli più belle della Carinzia si eleva, come nata dalla natura, una roccia calcarea di 150 metri, visibile dalle montagne e colline circostanti. Il panorama unico che il Castello di Hochosterwitz offre al visitatore è formato da la Saualpe, le montagne di Friesach e Gurktal, Ulrichsberg e Magdalensberg, le Alpi di Gerlitzen e Villach, una parte delle Caravanche, l’altopiano del Ducato di St. Veit e i numerosi castelli e rovine adiacenti (come Mansberg, Taggenbrunn, i Castelli Kraig, Nussberg, Liebenberg, Liebenfels e Karlsberg).
Nell’860, con il dono di una corte (curtis) ad Osterwitz (ad Astaruizza) all’episcopato di Salisburgo da parte del re Lodovico il Tedesco, il luogo viene documentalmente citato per la prima volta. Nei documenti più antichi, datati tra il XI e il XII secolo, è menzionato come castello (castrum) di rifugio per la popolazione durante gli attacchi dei popoli turchi dell’epoca. In un primo momento il castello è di proprietà del conte Ceizolf di Spanheim, un discendente dell’imperatore tedesco Arnulf di Karantanien e conosciuto come primo Coppiere di Osterwitz. Rimane in possesso della sua famiglia finché il coppiere Hans di Osterwitz, l’ultimo della sua stirpe, dopo la sua morte il 30 maggio 1478 restituisce i vecchi patrimoni come feudo al re Federico III.
Come ricompensa per il sostegno delle truppe imperiali nella guerra contro i turchi, il 22 novembre 1541 l’imperatore Ferdinando I affida i diritti di pegno della proprietà a Cristoforo Khevenhüller di Aichelberg, capo del governo regionale. A Cristoforo Khevenhüller sono dovuti gli impressionanti stabilimenti dei bastioni, usati a quel tempo per la prima volta per i lavori di fortificazione. La costruzione è forse stata eseguita da Domenico dell’Aglio, uno dei migliori progettisti di fortificazioni del suo tempo.
Dopo la morte di Cristoforo Khevenüller nel 1557, il suo figlio maggiore Giovanni V assume il diritto di pegno. È il costruttore dell’economato ai piedi della montagna del castello, come attesta una lastra di pietra con l’iscrizione “J. K. 1559” applicata in quel punto. A causa dei suoi impegni diplomatici e la sua residenza in Spagna, Giovanni V Khevenhüller cede il diritto di pegno al suo cugino Giorgio Khevenhüller che poi lo acquista dall’arciduca Carlo d’Austria il 18 marzo 1571. Come intimo consigliere dell’arciduca Carlo d’Austria e come capo del governo regionale, Giorgio Khevenhüller è all’apice della vita politica del suo tempo. Viene considerato l’artefice vero e proprio del castello. Con notevoli mezzi propri lo ingrandisce e fortifica (14 portoni, muraglie, baluardi, armeria) nel modo in cui ancora oggi lo possiamo ammirare. Una grande lapide di marmo nel cortile riporta il testamento di Giorgio Khevenhüller che dispone che il castello debba sempre rimanere in possesso della famiglia, obbligo scrupolosamente rispettato fino ai nostri giorni
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