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Davide Baventore
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Se guidassi una scuola, darei un voto mediocre a coloro che mi forniscono le risposte esatte, per essere dei buoni pappagalli. Darei un voto alto a coloro che fanno un sacco di errori e me ne parlano e poi mi dicono che cosa hanno appreso da essi. R.B.F.
Se guidassi una scuola, darei un voto mediocre a coloro che mi forniscono le risposte esatte, per essere dei buoni pappagalli. Darei un voto alto a coloro che fanno un sacco di errori e me ne parlano e poi mi dicono che cosa hanno appreso da essi. R.B.F.

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Ho letto l'articolo e naturalmente concordo sul tema della bassa partecipazione che è sempre da stigmatizzare perché denuncia una cultura del tipo "tanto non cambia niente".

Non mi sento invece in sintonia con l'ironia nei confronti del tema del referendum. Specifico - per evitare le solite strumentalizzazioni - che non faccio formazione di alcun tipo, ma penso che il quesito sull'articolo 21 vada in una direzione facile, quella del protezionismo, che potrebbe non essere così premiante come molti sperano.

Chiedere a una categoria che fa fatica a lavorare come la nostra se vuole eliminare dei possibili concorrenti ti espone a un risultato certo. Ricordando una pubblicità mi verrebbe da chiedere: "ti piace vincere facile?"

Non mi interessa se qualche scuola di psicoterapia o di formazione perderà allievi nei suoi corsi di counseling, coaching o di altro genere. Mi preoccupa però il fatto che lo strumento punitivo sia l'unico che ci è rimasto per dare risposta a una situazione che è difficile, probabilmente in maniera strutturale.
Invece di chiederci perché la gente va dal cristalloterapeuta per farsi curare invece di andare da uno psicologo noi cerchiamo di svuotare il mare con il cucchiaino.
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