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Bce, le paure di Draghi: "Temo nuovi shock, a rischio un'intera generazione"
Il rapporto annuale dell'Eurotower rivendica quanto fatto e sottolinea le sfide difficile per un 2016 che "non sarà meno impegnativo". Draghi: "Dubbi sulla direzione dell'Europa, ma non ci arrendiamo. La disoccupazione colpisce la generazione più istruita di sempre". Praet e Constancio: "Se necessario faremo di più"

IMILANO - La debolezza della ripresa economica sta intaccando anche l'inflazione di fondo, quella calcolata al netto del petrolio che è ai minimi da molti anni. La preoccupazione della Bce per il livello della ripresa e dei prezzi è concreto e per questo tutti i suoi massimi rappresentanti sono impegnati nel dire che - nonostante sia stato da poco lanciato un massiccio ritocco ai piani di sostegno dell'economia - l'Eurotower può fare ancora di più. Anche perché la tenuta dell'Unione è costantemente sotto pressione e di conseguenza è difficile dire se sarà in grado di resistere a nuove ondate di crisi.

Incertezza sull'economia globale, spinte deflazionistiche e interrogativi sul futuro dei giovani e dell'Europa sono dunque al centro del messaggio che il governatore della Bce, Mario Draghi, ha scritto nell'editoriale del Rapporto 2015 della Banca centrale. "Il 2016 non sarà meno impegnativo dell'anno appena passato per la Bce", ha rilevato il governatore. Draghi ha rivendicato come, grazie alle forti misure di stimolo adottate, la Bce abbia dimostrato "che non si arrende a una inflazione eccessivamente bassa, anche di fronte a forze deflazionistiche globali". Secondo il numero uno di Francoforte, gli stimoli varati consentono di aggiungere circa 1,5 punti percentuali al Prodotto interno lordo dell'area euro nel periodo 2015-2018, e hanno poi evitato che l'inflazione cadesse a valori ancora più bassi. In ogni caso, "le prospettive per l'economia mondiale sono circondate da incertezza" e "si pongono interrogativi riguardo alla direzione in cui andrà l'Europa e alla sua capacità di tenuta a fronte di nuovi shock". In questo senso Draghi ha messo l'accento sull'alta disoccupazione giovanile che colpisce "la generazione più istruita di sempre" e rappresenta un vulnus significativo: "Per evitare una generazione perduta dobbiamo agire velocemente".

PREFAZIONE AL RAPPORTO BCE. Le parole del governatore

Dal bollettino annuale sono emerse anche luci e ombre sull'Italia: da un lato, guardando ai Paesi dell'area euro su cui sono stati identificati "squilibri eccessivi", l'istituzione monetaria ha riconosciuto alla Penisola di aver mostrato un livello di adempimento "in qualche misura superiore" rispetto alle raccomandazioni avanzate dalla Commissione europea, rispetto a quanto fatto da altri Stati nella medesima situazione, come Portogallo e Francia. Posto che comunque, in generale, i progressi dei Paesi sono stati limitati su un grande numero di raccomandazioni. Dall'altro lato, nella stessa pubblicazione viene ricordato che l'Italia è tra i quattro Stati il cui bilancio 2016 è stato stimato "a rischio di non attuazione" rispetto alle regole del Patto di stabilità e di crescita (il giudizio definitivo dell'Ue è atteso dopo le previsioni economiche di primavera). Per quanto riguarda il risanamento delle Finanze pubbliche, però, la Bce invoca sempre una disciplina "favorevole alla crescita", schierandosi sul lato di coloro che credono nella flessibilità come strumento per rafforzare la ripresa. Senza le misure prese dalla Bce "la recessione italiana sarebbe finita solo nel 2017, e l'inflazione sarebbe rimasta negativa per l'intero periodo di tre anni" spiega il governatore Ingazio Visco.

Quanto alla situazione economica generale, il capo economista Peter Praet ha detto a un convegno di Francoforte che le misure di stimolo della Banca centrale europea possono essere ulteriormente aumentate se l'economia della zona euro dovesse essere colpita da nuove scosse: "Se ulteriori shock avversi dovessero materializzarsi, le nostre misure potrebbero essere ricalibrate una volta di più, in modo commisurato alla forza del vento contrario, tenendo conto anche dei possibili effetti collaterali" ha spiegato Praet. In una intervista a Repubblica aveva confermato la possibilità di ampliare la soglia negativa dei tassi d'interesse. Gli stessi verbali del consiglio direttivo della Bce, relativi alla riunione del mese scorso in cui ha varato un pacchetto di nuove misure anti-deflazione, mostrano che il board non ha escluso futuri ulteriori tagli dei tassi d'interesse, che potrebbero essere necessari nel caso di shock economici.

I timori sull'andamento dei prezzi, che per la Bce devono essere vicino al +2% e sono invece ora schiacciati verso lo zero, sono stati sottolineati anche dal vicepresidente Vitor Constancio al Parlamento Ue: la bassa inflazione generale sta ora "contaminando" la dinamica di fondo dei prezzi al consumo, in pratica "l'inflazione di fondo", ovvero l'indice depurato da energia e beni alimentari, che risultano particolarmente volatili. Dopo l'ennesimo invito a istituire uno schema europeo comune di garanzia dei depositi bancari, per completare l'unione del credito, ha garantito che la Bce "ha fatto e, nell'ambito del suo mandato, continuerà a fare tutto quello che è necessario per perseguire il suo obiettivo, che ora implica anche cercare di rilanciare la crescita in modo da chiudere il divario tra potenziale di crescita e crescita effettiva che sta creando pressioni al ribasso sull'inflazione". Ma come fa sempre Draghi ha sferzato la politica: "Tuttavia - ha aggiunto il numero due della Bce - altre politiche devono agire a loro vola per garantire un miglioramento sostenibile e duraturo delle prospettive economiche".

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SHARING ECONOMY
Sabato 3 ottobre nell'ambito del FESTIVAL INTERNAZIONALE 2015 a FERRARA - www.internazionale.it/festival/programma - si parla di sharing economy all'incontro da titolo " CONDIVIDERE E' UN AFFARE? " delle 17 presso l'aula magna della facoltà di giusrisprudenza dell'Università di Ferrara.

L'evidente successo dei Business Center, fra i pionieri della sharing economy, portano sicuramente una risposta positiva al tema dell'incontro.

Resoconto in un prossimo post, chi può partecipi !

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park & work al DOP,  ampio e comodo parcheggio convenzionato
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al DOP #noleggiouffici #coworking e attiva la convenzione per parcheggio #ferrara "centro storico" per 2 euro/giorno
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