Profile cover photo
Profile photo
Cristiano Carriero
1,081 followers -
Scrivo markette per campare e romanzi per passione. Ma un giorno invertirò la tendenza.
Scrivo markette per campare e romanzi per passione. Ma un giorno invertirò la tendenza.

1,081 followers
About
Cristiano's interests
View all
Cristiano's posts

Post has attachment
Quando l’Inter ha acquistato Roberto Gagliardini, affidandogli la maglia numero 5 di Felipe Melo, mi sono tornate in mente le parole di Fernando Redondo: «Tutto quello che succede in campo passa per i piedi di chi gioca in quel ruolo. Se Gesù Cristo avesse giocato a calcio, avrebbe scelto la maglia numero 5». Parole che per tanti anni sono sembrate esotiche, come la scelta di affidare ad un centrocampista un numero che, per noi italiani, è sempre appartenuto ai difensori, con qualche rara eccezione, e Falcao e Junior non vengono dallo stesso Paese per caso. Quello che è accaduto al centrocampo dell’Inter è qualcosa di molto simile a un’epifania. Ci aveva provato anche Frank De Boer, in realtà, arretrando Joao Mario di trenta metri, ma essere numero 5 è un’altra cosa.


Post has attachment
Produrre semplici contenuti e diffonderli online con un blog o attraverso i canali social non significa fare content marketing, né tanto meno storytelling. Possiamo parlare di marketing dei contenuti quando ogni elemento utilizzato (testi, immagini, video) prende forma in funzione di obiettivi precisi e rispetta linee guida che sono il frutto di un’analisi. Facile dedurre che per fare marketing a livello locale questa strategia diventa ancora più serrata, legata ad abitudini, modi di dire, cultura del luogo, conoscenza. Non si tratta quindi di “scrivere bene”, ma di produrre quei contenuti che ci aiuteranno a raggiungere l’obiettivo desiderato.

https://it.semrush.com/blog/local-marketing-come-si-crea-una-strategia-locale/

Post has attachment
Io mi occupo di content marketing, di formazione e di storytelling: per costruire una storia ci vuole pazienza, bisogna entrare in empatia, e l’azienda ha un ruolo importantissimo, che non è soltanto quello del committente. L’azienda racconta i propri valori quando manda una mail, quando scrive su Facebook, quando sposa un progetto, quando organizza un’evento. Quando paga un fornitore. Oggi non è difficile trovare persone competenti, ma è molto difficile trovare un’empatia, una linea comune di narrazione, è molto difficile trovare amore. Il digital marketing funziona come tutte le metafore del mondo: non basta avere i migliori musicisti per avere una grande band, e non basta radunare i migliori undici calciatori per avere una squadra imbattibile. Certo aiuta, ma non è di per sé sufficiente.

#ContentMarketing
#Storytelling


Post has attachment
Eccezionalmente per questo numero Senza Filtro esce di martedì: è il giorno di San Valentino. Ma come è cambiato "il mercato dell'amore" in questi anni? Ne ho parlato con chi San Valentino l'ha praticamente inventato: Baci Perugina.

Se è vero che l’amore muove il sole e le altre stelle, come sosteneva Dante, è altrettanto vero che muove il mercato. “Il mercato dell’amore” è uno dei più importanti, sopratutto in un Paese come l’Italia, romantico per eccellenza rispetto ad altri mercati europei. Antropologicamente parlando l’amore è cambiato nel corso degli anni, così come gli archetipi dell’uomo e della donna sentimentali, e le stesse aziende hanno dovuto rivedere alcune delle loro strategie di marketing e comunicazione. Comunicare l’amore, oggi, è più complesso di quanto sembri, perché la percezione dello stesso è condizionato dall’influenza di tv, cinema, cultura e abitudini. Il target, o come si suol dire oggi le “personas”, si è frammentato, e ognuno ha la sua idea di amore. I millennials, segmento importantissimo per le aziende, lo vivono in maniera diversa, e anche il loro modo di comunicare si differenzia e diventa motivo di analisi per le aziende.



Post has attachment
Elena viveva a Fossato di Vico, ma era originaria di Castelluccio di Norcia. Mi ha detto mille volte che avremmo dovuto andarci, ma non è mai stata troppo convincente all’epoca. Forse, se fosse riuscita ad inventare una storia come quella dei francesi di mio padre, di cui non ho mai trovato traccia su Wikipedia perché era evidentemente una puttanata, mi avrebbe persuaso a visitare quella piana.

Ma allora non c’era Instagram e io ero uno stolto, e sinceramente non ricordo nemmeno quali scuse accampai per evitare l’uscita fuori porta. In compenso mangiai tutte le lenticchie, cucinate ad arte, e realizzai che non aveva avuto senso il mio negazionismo verso il legume della piana durante tutti quegli anni.

----

Disclaimer: la storia è ambientata a Castelluccio di Norcia, uno dei luoghi maggiormente segnati dal terremoto. Castelluccio deve rinascere dai suoi prodotti e dalle sue bellezze, più bella di prima. Con i suoi colori.

#RinascitaCastelluccio è un progetto promosso dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali e Regione Umbria, per il quale Perugina si impegna a dare il proprio supporto. Ognuno ha la possibilità di contribuire con una donazione attraverso una piattaforma online. Il nostro contributo alla causa è spontaneo e gratuito.

Dona anche tu —> www.rinascitacastelluccio.it

Post has attachment

Post has attachment
La vita è fatta di percorsi strani. Percorsi che, nel nostro caso, attraversano dei vicoli. E i vicoli sono quelli di Jesi. Questa storia inizia proprio qui, in un posto per me inaspettato, visto che la prima volta che sono venuto ho cercato sulla mappa "Jesolo" e verso Bologna mi sono reso conto che avevo sbagliato strada. Graziano Giacani l'ho conosciuto nel 2007. Aveva mandato una mail nell'agenzia dove lavoravo Lamponemedia.

Dissi alla mia capa (una di che di talenti se ne intendeva) che quel tipo doveva lavorare con noi. E così fu. Nacque un rapporto bellissimo: da quel giorno ho capito il significato di "coppia creativa". Lui metteva le immagini, io le parole. Ci siamo separati tre anni più tardi, ma abbiamo continuato a collaborare a distanza. Poi ci siamo ritrovati in quella splendida avventura che è stata Questagenzianonhanome.

Quando sono andato via non potevo pensare che un anno dopo ci saremmo ritrovati, io con un'attività e lui con un'altra tutta sua, davanti ad una birra e davanti ad un'idea impossibile.
"Facciamo il primo Festival del Brand a Jesi?" - mi fa?
"Sei un pazzo" gli rispondo.
Ma è un "sì".

Perché quando Graziano mi chiede una cosa, io non ci penso due volte. L'1 e il 2 Aprile non prendete impegni.
Il Brand Festival è a Jesi (nelle Marche, non in Veneto) grazie al buon Giacani, a Riccardo Silvi e a Cristian Brunori.
Credetemi, ne vale la pena.
Gli ospiti ve li sveliamo un altro giorno, sennò mettete tutti "parteciperò" e non sappiamo dove mettervi.
#BrandFestival

https://www.facebook.com/brandfestivalitalia/ 

Post has attachment
Castelluccio di Norcia è uno dei borghi più antichi d’Italia, celebrato per le sue lenticchie uniche al mondo e per la Piana, che ogni anno tra maggio e luglio dà vita al fenomeno della fioritura.

Ma è anche uno dei luoghi maggiormente segnati dal terremoto, per cui è giunto il tempo di rimettersi in moto concretamente, far ripartire l’economia grazie ad un "villaggio” che permetterà ai piccoli produttori e commercianti locali di continuare la propria attività in attesa della ricostruzione.

Nasce così #RinascitaCastelluccio, il progetto promosso dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali e Regione Umbria, per il quale Perugina si impegna a dare il proprio supporto. Ognuno ha la possibilità di contribuire con una donazione attraverso una piattaforma online (www.rinascitacastelluccio.it) appositamente creata, dove il progetto sarà raccontato passo dopo passo e dove tutti potranno seguire anche da lontano la rinascita del borgo.

Castelluccio deve rinascere dai suoi prodotti e dalle sue bellezze, più bella di prima. Con i suoi colori. Con la collaborazione di tutti. Perché è un patrimonio di tutti. Perché la terra tornerà a fiorire (è una cosa naturale), ma c'è bisogno del supporto di tutti perché torni ad essere "fertile".

Dona anche tu --> www.rinascitacastelluccio.it

*Disclaimer: il mio supporto all'iniziativa è totalmente spontaneo, volontario e del assolutamente gratuito.
Photo

Post has attachment
È un lavoro difficile, lungo, che deve passare da prove e feedback spietati, che sto già ascoltando. Ma soprattutto deve passare dalla consapevolezza che il 2017 è l’anno dei video, ma l’anno dei miei video può essere pure il 2018. Caso mai non dovessi riuscirci, potete continuare a leggermi.

Intanto vado a finire il video per +6sicuro


Credits:+Riccardo Scandellari +Marco Montemagno +Robin Good +Leonardo Prati

http://cristianocarriero.me/2017/01/24/lanno-dei-video-anche-no/ 

Post has attachment
Due parole sull'evento di ieri sera, i 50 anni di Granoro: lasciatemi ringraziare la famiglia Mastromauro per avermi voluto tra le persone che hanno avuto il piacere e l'onore di partecipare a questo anniversario. Dal primo momento ho pensato che non potevo mancare. Ed ho avuto ragione: un'azienda multinazionale che mantiene il legame con la propria terra, non solo a parole, è un prodigio. Altro che storytelling. Ci sono due particolari che voglio raccontare, e riguardano entrambi i dipendenti e i collaboratori: 500 persone che alle 2 di notte non avevano nessuna voglia di andare a casa.

Erano, eravamo, lì per la gioia di esserci. La seconda: ho contato tre standing ovation, tutte sentite, nessuna fatta per piaggeria. Chi ha costruito questo capolavoro dovrebbe esportarne il modello, un modello che nasce nel Sud (o se volete chiamarlo "Mezzogiorno" fate pure) di un Paese con mille problemi, per arrivare in tutti i continenti, compreso quello dove questa storia è iniziata: l'America. Perché ogni storia che si rispetti è quella di un ritorno. Una visione chiara fin dall'inizio: produrre la pasta più buona del mondo. Capite bene che, con delle premesse così, il mio mestiere non può che essere semplice.

Auguri a Granoro, e viva la Puglia.

#50yearsGranoro
Photo
Wait while more posts are being loaded