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Pagina di ControInformazione - Tenere lontano dalla portata di debunker e gatekeeper
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WannaCry – Il “The Wall Street Journal” afferma che il ramsomware deriva da un malware già utilizzato nell’attacco #hacker alla #Sony del 2014, erroneamente attribuito alla Corea del Nord.

Nell’articolo del 15 Maggio del The Wall Street Journal intitolato “Ricercatori individuano un indizio che collega l’assalto ransomware ad un gruppo legato alla Corea del Nord“, si afferma che alcuni bit di codice di #WannaCry, il ramsomware assurto alle cronache in questi giorni, sono identici a pezzetti di sequenze informatiche presumibilmente utilizzate in un attacco hacker alla Sony datato 2014.
Probabilmente alla Redazione del The Wall Street Journal è sfuggito un piccolissimo particolare: da tre anni è risaputo che la Corea del Nord non fu implicata in quell’attacco hacker. Nell’articolo della #CNN del 27 Dicembre 2014, dall’eloquente titolo “Esperti dubitano che ci sia la Corea del Nord dietro l’attacco alla Sony“, si possono leggere frasi come “è chiaro […] in modo inequivocabile che non sono responsabili per aver orchestrato o avviato l’attacco a Sony” che non lasciano adito a dubbi.

http://www.controinformo.info/controinformo/2017/05/18/wannacry-pyongyang/6371

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Social network – Le Nazioni stanno cominciando a prendere più seriamente il controllo dei rispettivi spazi di #informazione?

Secondo un recente articolo apparso su “Geektime“, il Governo vietnamita ha invitato le imprese regionali a sviluppare piattaforme in grado di competere con #Facebook e #Google. La chiusura, all’inizio dell’anno, di popolari pagine vietnamite di Facebook, misteriosamente scomparse dalla piattaforma, avrebbe spinto il Governo a contrastare la censura attuata dai social network con la creazione di altre reti sociali, al fine di riequilibrare il monopolio delle informazioni.

Nate come semplici piattaforme, questi social network hanno collaborato con il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti nel perseguimento di obiettivi geopolitici in tutto il Mondo, dal crollo del Governo libico ai più recenti tentativi di cambio di regime in Siria, aiutando Wall Street e Washington nella manipolazione della percezione in favore del raggiungimento di obiettivi socio-politici...

http://www.controinformo.info/controinformo/2017/05/16/social-network-governi-google-facebook/6304

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POLITICA ESTERA - La Corea del Nord è uno Stato vassallo degli Stati Uniti d’America?

Nell'articolo "La Corea del Nord è uno vassallo Stato del #Pentagono", realizzato da Frederick William Engdahl nel Novembre 2016 per il sito "New Eastern Outlook", si prende in considerazione l'ipotesi che le schermaglie tra gli #USA ed il Governo di #Pyongyang siano, in realtà, una messa in scena.

http://www.controinformo.info/controinformo/2017/05/09/corea-del-nord-usa-falsi-opposti/6248

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AFGHANISTAN - #USA sganciano la più potente bomba non nucleare al Mondo per colpire i tunnel dell'#Isis... finanziati dalla #CIA!!

Un articolo del "The New York Times Magazine" datato 2005, spiega come i tunnel ora bombardati dagli USA in Afghanistan contengano "bunker e campi base, scavati in profondità nelle pareti rocciose" facenti "parte di un complesso finanziato dalla CIA e costruito per i mujaheddin".
Negli anni Ottanta, infatti, la CIA finanziava e armava i ribelli jihadisti in Afghanistan, utilizzandoli nella "guerra per procura" ("proxy war") contro la Russia sovietica, più o meno quello che sta avvenendo ora in Siria; un finanziamento stimato in "3 miliardi di Dollari in #armi e fondi che la CIA ha investito nella #jihad", soldi finiti nei conti della "Saudi Binladin Group", una delle imprese edili più prospere in Arabia Saudita e in tutto il Golfo Persico, appartenente a Salem Bin Laden, erede del secondo patrimonio saudita in ordine di grandezza, nonché socio in affari di George W. Bush.

http://www.controinformo.info/controinformo/2017/04/14/moab-isis-cia/6105

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False Flag #Syria – Cancellato dal Daily Mail online l’articolo intitolato “Piano degli Stati Uniti per attaccare la Siria con #armi chimiche e dare la colpa al regime di Assad“

Il 29 gennaio 2013, il “Daily Mail“, il quotidiano più popolare in Gran Bretagna, pubblicava un articolo, nella sua versione online, dall’inquietante (e premonitore?) titolo “Piano degli Stati Uniti per attaccare la #Siria con armi chimiche e dare la colpa al regime di #Assad“, pezzo molto attuale per chi crede che l’attacco chimico in Siria si sia trattato di una false flag e prontamente rimosso qualche giorno dopo la realizzazione, la cui cache è ancora visionabile accedendo al sito “archive.org“.

Lo staff del “Daily Mail online”, non ha però cancellato un altro articolo in cui Carla Del Ponte, procuratore capo del Tribunale Penale Internazionale per l’ex-Jugoslavia dal 1999 al 2007, ambasciatrice svizzera in Argentina dal 2008 al 2011 e, all’epoca, funzionario delle Nazioni Unite, affermava che i responsabili degli “attacchi con gas sarin” erano “i ribelli siriani e non le truppe governative” di Bashar al-Assad; gli stessi ribelli che ricevono ingenti risorse dall’Ue e dagli Stati Uniti d’America, dal momento che l’Unione europea acquista, da loro, petrolio e che sono armati dagli USA per una “guerra per procura”, come affermato in un articolo del “The Washington Post“ risalente sempre al 2013.

Nello stesso anno, è importante ricordare che Israele concede i diritti di esplorazione di #petrolio all’interno della Siria, nelle alture del Golan occupate dall’esercito israeliano, alla “Genie Energy Ltd.”, Società energetica americana di esplorazioni, holding che comprende una serie di aziende con interessi nello shale #gas e nello shale #oil negli Stati Uniti d’America, in Mongolia ed in Israele e che annovera, tra i suoi principali azionisti, Rupert #Murdoch e Lord Jacob #Rothschild.

http://www.controinformo.info/controinformo/2017/04/12/false-flag-syria/6081

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#Trump, #Putin, #Assad e il gioco delle 3 carte

Tutto ciò che dobbiamo sapere sul ruolo vitale dei principali mezzi d'#informazione nel perseguimento della ricerca della verità e nel proseguimento delle campagne mediatiche rivolte contro o a favore dei Governi, lo possiamo imparare osservando come funziona il gioco delle tre carte.
Si tratta di un gioco evidentemente truffaldino in cui il cartaio dispone tre carte su di un tavolino pieghevole, ci mostra che una di esse è la regina di picche, le capovolge e le sposta rapidamente. Siamo sicuri di sapere dov'è la regina e abbiamo visto il tizio prima di noi vincere facilmente un paio di volte, così scommettiamo i nostri soldi. Se quel tipo dall'aria un pò tonta può vincere, possiamo farlo anche noi. Eppure, incredibilmente, abbiamo puntato sulla carta sbagliata. Abbiamo perso. Abbiamo fatto la figura del pollo.
I polli del gioco delle tre carte non possono vincere, perché è risaputo che è tutto un imbroglio, eppure, mentre ce ne andiamo, vediamo che si è formata una fila di altri polli, con gli occhi sgranati, la bocca aperta, le mani in tasca, affascinati da quello spettacolo e pronti a tirar fuori i soldi non appena il cartaio riesce ad acchiapparli. Perché? Perché anche loro hanno visto vincere quello stesso tizio dall'aria un pò tonta. Quello che non sanno è che si tratta di un complice.

A Khan Sheikhun abbiamo assistito ad un attacco missilistico perfettamente riuscito, voluto da Donald Trump, in risposta all'attacco chimico con gas sarin sferrato da Bashar al-Assad (con la complicità del fiancheggiatore Vladimir Putin), confermato dai "Syrian Civil Defence", noti anche come "White Helmets".
Oppure abbiamo assistito ad un attacco missilistico farsa in cui, dei 59 missili lanciati dal Presidente degli Stati Uniti d'America, da sempre contrario ad interventi USA in Syria, ben 36 sono stati abbattuti da Bashar al-Assad, accusato di aver attaccato la città di Khan Sheikhun con il gas sarin dai "White Helmets", sin dalla nascita legati ad una società inglese di nome "Purpose", il cui responsabile europeo Tim Dixon è anche il cofondatore di "The Syria campaign", fondato e finanziato dalla "Fondazione #Rockefeller". Gas sarin che le truppe di Assad negano di possedere e che, secondo fonti russe, sarebbe da attrubuire alla fuoriuscita di sostanze chimiche da un deposito colpito durante l'attacco ai ribelli.
Il tutto a pochi giorni di distanza dall'intervista a Noam #Chomsky in cui il linguista, filosofo, storico e teorico della comunicazione spiega come ci si debba aspettare il probabile utilizzo del terrorismo internazionale al fine di ridare brillantezza all'ormai sbiadita immagine di Donald Trump; lo stesso Chomsky che definisce le teorie alternative alla versione ufficiale dell'11 Settembre 2001 ad un "livello così basso di credibilità che rischia di danneggiare chi lo sostiene".

Cosa sia realmente successo in #Syria, probabilmente, non lo sapremo mai, sappiamo però che, come sosteneva il presentatore televisivo tedesco Dieter Hildebrandt, "Crediamo soltanto a ciò che vediamo, perciò, da quando c'è la televisione, crediamo a tutto".

http://www.controinformo.info/controinformo/2017/04/11/syria-trump-putin-assad/6048

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Come ciclicamente accade, cercando di sfatare "teorie del complotto" riguardanti l'11 Settembre, il #Pentagono rende pubblici, a più riprese, video e foto che, oltre a non essere "inediti", nella migliore delle ipotesi si limitano a non mostrare assolutamente nulla, se non a confermare i dubbi di coloro che criticano la "versione ufficiale" dei fatti.
Nel 2006, quando ci fu il "via libera dal Pentagono per le immagini shock del volo 77", fotogrammi (in realtà un singolo frame) in cui l'aereo si presentava all'approccio con il suo bersaglio volando raso-erba, in perfetta orizzontale col Pentagono, in barba alle leggi della Fisica, ai rulli di cavo elettrico alti un metro e mezzo posti proprio davanti alla facciata del Pentagono e non abbattuti ed al dislivello di circa 15 metri presente tra il Penatagono e il limitrofo svincolo autostradale "a quadrifoglio" che mai avrebbe permesso ad un Boeing 757 che vola ad oltre 850 Km/h di riposizionarsi in perfetta orizzontale col Pentagono prima dell'impatto.

Manovre impossibili e mancanza di foto, filmati, motori e timone di coda, sono solamente alcune delle incongruenze riguardanti "AA 77", definito dal Washington Post del 12 Settembre 2001, come "insolitamente privo di passeggeri", i quali, oltre ad essere solamente in 59, erano dipendenti o ex dipendenti del Dipartimento della Difesa, dell'US Navy, dell'US Army, dell'US Air Force e di aziende private che intrattenevano e intrattengono rapporti di collaborazione con il Governo come la BAE System, la Lockheed Martin Corp., la Xon Tech, la Veridian Corp. e la Boeing.

Il "Los Angeles Times", in un articolo del 16 Settembre 2001, faceva notare come, a causa dei lavori di ristrutturazione, la parte dell’edificio colpita dal Boeing era scarsamente occupata poiché i lavori di ristrutturazione non permettevano, in quei giorni, la presenza delle oltre 4500 persone che normalmente prestavano servizio presso le zone più colpite. Quella zona dell'edificio, inoltre, grazie al rifacimento, era l'unica area ad essere attrezzata con un sistema anti-incendio, ed era stata ricostruita con una rete di colonne in acciaio, barre e finestre "blast-resistant", resistenti quindi all'esplosione di bombe e simili.
Insomma, l'11 Settembre, lo schianto ebbe luogo proprio nel bel mezzo dell'unica sezione in fase di rinnovamento del Pentagono, adattata a sostenere un attacco grazie al un nuovo sistema anti-incendio, installato esclusivamente in quel settore, a soli cinque giorni di distanza dal suo completamento, proprio accanto ad una nuova stazione dei pompieri, con camion anti-incendio parcheggiati a pochi metri dall'impatto e pronti ad intervenire.

http://www.controinformo.info/controinformo/2017/04/03/11-settembre-pentagono/5972

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L’Università di Harvard studierà i rischi e i benefici derivanti da iniezioni di aerosol nella stratosfera come sistema per contrastare il surriscaldamento globale.
Sebbene sia stato dimostrato in più occasioni che alcuni scienziati, in palese conflitto di interesse, abbiano alterato i dati esagerando la minaccia del cambiamento climatico, secondo alcuni studiosi, il nostro pianeta si sta surriscaldando a una velocità senza precedenti e la sola riduzione delle emissioni dei gas serra potrebbe non essere sufficiente a risolvere il problema dell’“Anthropogenic Global Warming” (Agw).
Una soluzione drastica arriva dalla scuola di Ingegneria e Scienze Applicate “John A. Paulson” dell’Università di Harvard, attraverso un progetto di “#geoingegneria solare”.

Secondo David Keith, co-autore della pubblicazione, “questa ricerca rappresenta un punto di svolta e un passo importante nell’analisi e riduzione dei rischi della geoingegneria solare”.
Janos Pasztor, già segretario di Ban Ki-moon per i cambiamenti climatici, ora alla guida dell’iniziativa governativa di geoingegneria, assicura che gli scienziati di Harward disperderebbero solo una minima quantità di composti durante i loro test, sotto lo stretto controllo dell’università.

Secondo Frank Keutsch, professore di scienze atmosferiche ad Harvard, questo approccio non affronta le cause del problema perché “la geoingegneria è come prendere antidolorifici: quando si sta davvero male possono aiutare, ma non affrontano la causa di una malattia e possono causare più male che bene”.

http://www.controinformo.info/controinformo/2017/03/30/geoingegneria/5957

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Grande Kurdistan - Il piano di #Washington per "sconfiggere" l'#ISIS con l'appoggio dei curdi passa attraverso la creazione di un nuovo Stato "indipendente"?

Secondo alcuni documenti messi a disposizione dal sito “Inside #Syria Media Center“, le autorità degli Stati Uniti d’America e dei curdi siriani starebbero per raggiungere un accordo, grazie all’incontro avuto non più tardi della scorsa settimana, sui confini dell’autonomia curda nel territorio della #Siria, che era stato garantito ai curdi in caso di occupazione di Raqqa e Al-Tabqah (34 miglia ad ovest di Raqqa). La notizia della creazione di un Grande Kurdistan confermerebbe i rapporti riguardanti l’idea, da parte degli #USA, di dividere la Siria.

L’intenzione del Governo degli Stati Uniti sarebbe quella di occupare Raqqa entro Aprile per poi procedere all’eliminazione definitiva dell’ISIS in Siria ed in Iraq alla fine dell’estate. L’attuazione di questi piani richiede la preparazione di concessioni ai curdi e la promessa dello Stato indipendente del Grande Kurdistan, in caso di vittoria, rientrerebbe tra gli accordi.

http://www.controinformo.info/controinformo/2017/03/29/grande-kurdistan-washington-lisis/5946

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Il #terrorismo come conquista delle menti?

Le operazioni psicologiche consistono nell'utilizzo pianificato della #propaganda, della #persuasione e di altre azioni psicologiche al fine di favorire il raggiungimento di obbiettivi.

Le operazioni psicologiche fanno parte di quella che è una vera e propria "#guerra dell'informazione" (Information Werfare), una metodologia di approccio al conflitto armato, imperniato sulla gestione e l'uso dell'informazione in ogni sua forma e a qualunque livello con lo scopo di assicurarsi il decisivo vantaggio militare.

Le operazioni psicologiche sono ormai di dominio pubblico al punto che, sul sito del Ministero della Difesa, è possibile leggere che "da almeno trent'anni, gli Stati Uniti hanno raggiunto e mantenuto una netta leadership nel settore sotto tutti i punti di vista tanto da farne non solo un punto di forza per loro stessi, ma una risorsa da condividere con gli alleati. Le Forze Armate #USA, infatti, non lesinano di organizzare corsi di istruzione ad appannaggio dei partners d’oltreoceano, dispensando anche buoni consigli laddove osservano che i Paesi amici ed alleati stanno cominciando a valorizzare le PSYOP con la creazione di specifiche Unità".

Non stiamo parlando di complotti indimostrabili o di fantascienza ma di quella che Noam Chomsky ha definito "fabbrica del consenso", dimostrando, dati alla mano, come sia un lucido consenso d'élite a dare forma alle notizie che leggiamo e ascoltiamo ogni giorno e svelando il meccanismo attraverso cui il mondo dell'informazione mobilita l'opinione pubblica per sostenere e difendere gli "interessi particolari" dominanti nella società.

http://www.controinformo.info/controinformo/2017/03/28/operazioni-psicologiche-terrorismo/5909
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