Pasta di stelle
Spiacente, ma questa volta non c’è una bella immagine ad arricchire il mio post. Già so che questa scelta rischia di dirottare verso lidi esteticamente più appaganti una buona fetta di chi è solito passare da queste parti in cerca di emozionanti panorami celesti. Correrò il rischio.
Al cuore del mio commento c’è una tabella. Arida, a prima vista. Forse addirittura spiacevole per qualcuno che, riconoscendovi la Tavola periodica degli elementi, torna con la mente a poco esaltanti momenti della sua vita scolastica. E torna anche a lanciare tardivi improperi all'indirizzo di un incolpevole Dmitrij Ivanovič Mendeleev, geniale chimico russo reo di averci regalato un comodo e funzionale sistema di classificazione degli elementi chimici.
La Tavola periodica che riporto qui, però, è decisamente insolita. Non v’è traccia delle caratteristiche tipiche di ogni elemento che affollano quella di Mendeleev (massa atomica, numero atomico, configurazione elettronica, …). La struttura è la stessa, ma di ogni elemento chimico viene riportata solamente l’indicazione della sua origine. Possiamo riconoscere dunque gli elementi nati nel calderone del Big Bang, quelli sintetizzati dai processi di nucleosintesi stellare, quelli forgiati grazie alle immani energie delle supernovae e persino quelli prodotti artificialmente nei laboratori terrestri.
E allora? Allora guardiamo agli elementi che davvero ci interessano. No, non l’Oro, l’Argento o gli altri metalli preziosi. Guardiamo l’Ossigeno, cruciale per chi vive sul pianeta Terra; guardiamo il Ferro, indispensabile perché il sangue possa portare quell’Ossigeno a tutto l’organismo; guardiamo il Calcio, il Fosforo e il Magnesio, preziosi mattoni della struttura scheletrica; guardiamo il Carbonio, base della chimica che incontriamo nelle strutture viventi. E poi lo Zolfo, il Sodio, il Magnesio e tutti gli altri elementi dei quali chi si occupa di medicina potrebbe decantare il ruolo cruciale nei processi vitali.
Tutto materiale stellare. Tutto quanto sintetizzato dalle fucine stellari e poi disperso. Soffiato nello spazio da potenti venti stellari o dalle apocalittiche esplosioni di supernova, appariscenti e devastanti conclusioni del ciclo vitale di una stella. Materiale che generazioni successive di stelle, almeno fino a quando riusciranno a formarsi, ricicleranno senza sosta, impiegandolo efficacemente persino per dotarsi di un prestigioso codazzo di pianeti.
E da qualche parte - chissà con quale frequenza? - quelle ceneri stellari, quegli inutili scarti di lavorazione della complessa catena di montaggio delle fucine stellari verranno impiegati per costruire qualcosa di più nobile. Qualcosa di vivo.
Ecco: noi, per esempio…

Fonte immagine
https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Nucleosynthesis_periodic_table.svg
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