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BioAgriturismo La Quercia
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CAMMINARE NELL’ACQUA: UNA SEMPLICE PRATICA PER CURARE SÉ STESSI

La Natura ci viene sempre incontro e ogni minimo approccio ad essa può portare benefici inaspettati, anche con piccole pratiche possono davvero contribuire al nostro benessere quotidiano.

L’importanza di camminare a piedi scalzi è risaputa, in quanto vengono stimolati tutti i punti riflessi del piede e quindi l’intero corpo con i suoi organi e apparati.

Camminare a piedi nudi nell’acqua è una pratica estremamente positiva per la salute è la cosiddetta Idrodeambulazione.

Sebastian Kneipp, il padre dell’idroterapia occidentale, riteneva che uno dei mezzi per guadagnare in salute è ridurre la sensibilità agli agenti esterni del nostro corpo in modo da essere meno vulnerabili ad essi.

Oltre alle varie pratiche idroterapiche, egli consigliava vivamente l’idrodeambulazione in acqua fredda meglio ancora se in fiumi o ruscelli con i sassolini o la sabbia sul fondo.

Camminare nel mare ha ovviamente un plus di vantaggi in quanto l’acqua salata è antibatterica e attiva per osmosi molti processi utili alla guarigione (vedi talassoterapia).

Dato che in estate quando l’afa morde si accede molto più volentieri all’acqua fredda per la sua azione rinfrescante, potremmo approfittarne per avvicinarci alle pratiche di idroterapia e testarne gli innumerevoli benefici sulla salute.

testo proveniente: www.greenme.it
autore: Christine Michel Fayek
foto proveniente: www.greenme.it
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LA FAMIGLIA CHE PRODUCE 2700 KG DI CIBO ALL’ANNO IN 370 METRI QUADRATI

Una famiglia vicino a Los Angeles nel proprio giardino di soli 370 mq in un anno riesce ad ottenere oltre 2000 chilogrammi di ortaggi a cui si aggiungono la frutta di stagione e le uova delle galline che allevano.
Oltre che a raggiungere la propria autosufficienza alimentare, la loro produzione è così abbondante da generare un reddito di circa 20 mila euro all'anno.
Coltivano 400 varietà diverse di frutta, verdura e fiori edibili.
Tutti i prodotti sono bio. La loro merce è considerata di ottima qualità e i prezzi di vendita ne rispecchiano il valore. 
Grazie alle proprie coltivazioni, questa famiglia mangia sempre seguendo la stagionalità dei prodotti. La vendita degli ortaggi avviene a livello locale ed è rivolta soprattutto ai ristoranti della zona.
Si tratta di un esempio davvero interessante che mostra come con molta buona volontà e con l’aiuto di tutta la famiglia sia davvero ancora possibile autoprodurre il proprio cibo coltivando la terra.

testo proveniente: www.greenme.it
autore: Marta Albè
foto proveniente: Urban Homestead
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IL LAGO DI CAMPOTOSTO

Il lago di Campotosto è il più grande lago artificiale d'Abruzzo. Situato interamente in provincia dell'Aquila, presenta una superficie di 1400 ettari e raggiunge una profondità massima di 30-35 metri.
Il lago fa parte della riserva naturale statale omonima, istituita su una superficie di 1.600 ettari nel 1984 a tutela dell'ambiente naturale e del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga.
Il lago artificiale fu creato negli anni trenta-quaranta con la costruzione di tre dighe, con lo scopo di utilizzarne le acque per il funzionamento delle centrali idroelettriche site nella valle del Vomano.
È stato ipotizzato che la realizzazione di tale bacino artificiale possa aver modificato le condizioni climatiche dell'area contribuendo all'innalzamento delle temperature medie. Nonostante ciò, non è raro che il lago si presenti completamente ghiacciato nella stagione invernale.
Il lungolago si estende per oltre 40 km e consente il collegamento tra i vari centri abitati; essendo pressoché pianeggiante, si presta bene al cicloturismo. Altre attività frequenti sono il footing, il trekking e soprattutto l'equitazione, quest'ultima ben sviluppata grazie all'inserimento di Campotosto nell'itinerario dell'ippovia del Gran Sasso per un totale di circa 300 km attrezzati. In acqua è anche possibile fare Windsurf, Kitesurf, e kayak.

testo proveniente: Wikipedia
foto: caricato da Krysis
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I GRANDI PATRIARCHI DELLA NATURA, VERI MONUMENTI NATURALI 

L'Abruzzo è una regione che vanta alberi monumentali di incredibile bellezza, custodi di memorie e tradizioni, pezzi di storia della regione. Ora, 370 piante sono state dichiarate monumenti naturali protetti e inserite in un ricercato elenco che salvaguardia questo inestimabile patrimonio fino al divieto di abbattimento. Nell'elenco sono presenti anche piante a cui siano legati particolari avvenimenti storici o tradizioni locali. Di seguito, alcune località con alberi eccezionali per la loro circonferenza:
Villetta Barrea (AQ), faggio di circonferenza di 8,45 mt; 
Vasto (CH), loc. Madonna dei Sette Dolori, olivo circ. m 3,50;
A Palombaro (CH)  in provincia di Chieti, nella villa comunale del paese vi è un pioppo bianco di 4,6 metri di circonferenza 
A Pescocostanzo (AQ), nel fiabesco  bosco di sant'antonio  vi sono numerosi alberi di grandi dimensioni, nell'elenco ne  troviamo cinque tra cui  un acero di m.4,90 di circonferenza, un tiglio di circ. m.4,79 e un frassino di circ. m. 4,51.
A Pescasseroli (AQ) sono ben 12 gli alberi monumentali.
A Sante Marie (AQ), vi è un castagno con una circonferenza di m. 8,10.
A San Vito Chietino (CH), fa bella mostra di sè un gelso che ha una circonferenza di m. 4,60.
A Penne ben 16 sono gli alberi  tutelati, tra questi troviamo un cedro dell'Atlante che misura m. 4,52 di circ.
A Valle Castellana (TE) vi è un castagno con una circonferenza di ben m. 12,23! 

testo e foto proveniente: http://conoscere.abruzzoturismo.it/
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LA FERROVIA DEL PARCO

La linea ferroviaria Sulmona - Carpinone (che unisce anche Pescara a Napoli) attraversa luoghi di grande bellezza  paesaggistica e di forte attrazione. Un percorso che sale dalla Valle Peligna sino a toccare la quota massima di 1.268 metri alla stazione di Rivisondoli - Pescocostanzo. La quota più alta dell'intera rete ferroviaria italiana dopo quella del Brennero. Il primo tratto della Sulmona-Isernia, lungo 25 chilometri, fino alla  stazione di Cansano, fu completato nel 1892. La costruzione del successivo tratto sino ad Isernia durò 5 anni e la Società per le Strade Ferrate Meridionali realizzò una ferrovia di servizio, a scartamento ordinario, ma con numerosi tratti a cremagliera, tra Cansano e Roccaraso, per facilitare il trasporto dei materiali.
Alcuni anni fa questo tratto, come tanti altri, finì tra i cosiddetti "rami secchi": linee ferroviarie economicamente passive in relazione ai costi di gestione. Da qualche tempo però la Sulmona - Carpinone è nota come la  Ferrovia dei Parchi ed è tornata alla ribalta sulla tendenza  del turismo ferroviario e dello slow travel. 
Un tempo non troppo lontano, soprattutto d'inverno, era il treno a vapore a salire, sbuffando, su questo percorso, che attraversa molti piccoli centri del Parco Nazionale della Majella e del Parco Nazionale d'Abruzzo.  Il trenino che corre su un binario unico piace anche ai ragazzi. Quando sbuca fischiando dalle numerose gallerie, dai finestrini è possibile ammirare un paesaggio da fiaba: monti, vallate, boschi e praterie d'alta quota dove fioriscono narcisi a primavera e pascolano ancora greggi di pecore e cavalli. Dove in inverno il bianco diventa infinito. Un modo "antico" di viaggiare; un treno senza affanni, che dolcemente ti porta lontano attraverso un territorio tante volte raccontato.

testo e foto proveniente: http://conoscere.abruzzoturismo.it/
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ROCCA CALASCIO

Il posto è di quelli magici, da cartolina, e sembra dipinto per quant’è bello: vi portiamo a Rocca Calascio, una fortificazione medievale a 1.464 m d’altezza, nel territorio del comune di Calascio. Immersa nel Parco Nazionale del Gran Sasso e dei Monti della Laga, la rocca, interamente in pietra bianca e raggiungibile attraverso viuzze pittoresche e tortuose che arrampicano sulle rocce, è stata scelta come set di film quali "Il nome della rosa", con Sean Connery, o "Lady Hawke", con Michelle Pfeiffer. Sul sentiero che porta a Santo Stefano di Sessanio, uno dei Borghi più belli d’Italia che pure vi consigliamo di visitare, si trova la chiesa di Santa Maria della Pietà, che potrete ammirare dalla rocca, proprio sotto al Corno Grande del Gran Sasso: da qui il panorama è davvero impressionante, vi sembrerà di essere fuori dal tempo. E un po’ più vicini al cielo.

testo e foto proveniente: www.skyscanner.it

visita il nostro sito: www.agriturismolaquerciabio.com
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RISERVA NATURALE PUNTA D'ERCE - VASTO (CH)

La Riserva di Punta Aderci comprende un tratto di costa dalla foce del Sinello a Punta della Lota, nel Comune di Vasto (Chieti). 
La falesia di Punta Aderci si affaccia sul mare con dirupi alti anche decine di metri e con pendenze relativamente dolci (Spiaggetta contigua al Porto di Vasto). 
È possibile distinguere la zona pianeggiante, sovrastante la falesia, dai terreni in pendenza verso i valloni, seguendo idealmente la linea di costa. 
Le spiagge sono gli habitat abruzzesi più rari, continuamente ripulite per esigenze turistiche. 
Le piante della costa subiscono una continua selezione, che le rende sempre più specializzate, adattate, nel corso della loro storia evolutiva, a vivere in condizioni severe quali l'aridità e la mobilità della sabbia, la carenza di elementi nutritivi, l'aerosol e gli spruzzi del mare, il vento e il forte irraggiamento estivo.
Questa splendida riserva tutela il tratto di costa naturalisticamente più pregevole dell'intero Abruzzo. 
Punta Aderci è un susseguirsi di spiagge di sabbia e ciottoli, di falesie e scogliere, di paesaggi agricoli e macchia mediterranea, di tonalità marine verdi e blu, di ambiente dunale integro e di un rosso tramonto che retroillumina le montagne di tre parchi nazionali (Majella, Gran Sasso-Laga e Monti Sibillini).
Punta Aderci è da scoprire al passo lento dei nostri piedi, in bicicletta, in canoa godendosi la tranquillità delle spiagge e del mare di "Libertine" o Mottagrossa.
La riserva si estende per 5 km di costa su circa 285 ettari che arrivano a 400 con l'Area di protezione esterna. 
I suoi simboli sono il fratino, che nidifica sulle dune, lo sparto pungente, protagonisti della vita animale e vegetale della spiaggia di Punta Penna. 

testo e foto proveniente: www.vastospa.it  
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2015-07-03
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LE MIGLIORI TERME IN ABRUZZO

CARAMANICO TERME (PE)
Le Terme di Caramanico in provincia di Pescara, Abruzzo, cinque le sorgenti sulfuree, tra le più ricche di idrogeno solforato d’Europa, ed oligominerali che sgorgano, a 700 metri, in una valle del Parco Nazionale della Maiella. Pur conosciute dal 1541, le sorgenti furono inglobate in un complesso termale nel 1901. 
Le acque delle terme di Caramanico, salsobromoiodiche, che sgorgano a 30°, sono antinfiammatorie e sono efficaci quindi nella cura delle patologie otorinolaringoiatriche, respiratorie, osteoarticolari, dermatologiche, gastroenteriche ed epatiche. Alle Terme di Caramanico si praticano anche trattamenti estetici e massaggi con fango termale.

POPOLI (PE)
Il primo stabilimento delle terme di Popoli risale al 1885, in questa cittadina considerata, per le sue numerose sorgenti, “la città delle acque”. Bombardata e semidistrutta durante la seconda guerra mondiale, la struttura è stata recentemente ricostruita, a poca distanza, in un grandissimo parco, con strutture modernissime.
Le acque sulfuree delle terme di Popoli sono utilizzate per curare le malattie reumatiche e locomotorie, quelle cardiovascolari, otorinolaringoiatriche e respiratorie tramite aerosol, inalazioni, nebulizzazioni, ventilazioni polmonari, docce nasali, bagni e fanghi. Lo stabilimento è anche dotato di una palestra attrezzata, un reparto di terapia fisica, una piscina riabilitativa termale, vasche di idromassaggio e percorsi idrovascolari per il benessere fisico. 

RAIANO (AQ)
Le Terme di Raiano in provincia di Aquila, Abruzzo, frequentate già dalla Roma imperiale, come è ampiamente dimostrato dai reperti archeologici. 
Dalla sorgente denominata “La Solfa” scaturiscono acque sulfuree usate per terapie idroponiche ed inalatorie indicate per le infiammazione delle vie respiratorie, per la sordità rinogena, per le patologie dell’apparato urinario. Molte altre patologie sono curate con fanghi, bagni, idromassaggi, massaggi ed immersioni. Le Terme di Raiano, riattivate nel 2000, sono dotate di un centro di medicina estetica all’avanguardia per attrezzature e trattamenti. 

CANISTRO (AQ)
Le Terme di Canistro-Sorgente Santacroce in Località Cotardo, a 750 metri di altezza, sulla Valle Rovereto in Abruzzo. La sua acqua è una oligominerale fredda (sgorga a 6°C) particolarmente indicata nelle patologie dell’apparato gastroenterico, dell’apparato urinario, nelle intossicazioni e nell’obesità grazie anche al suo basso contenuto di sodio. Favorisce l’eliminazione dell’acido urico ed agisce sul metabolismo epatico. Per aerosol è indicata nelle patologie dermatologiche e per mantenere giovane la pelle. E’ un’ottima cura contro le calcolosi biliari e renali. 

testo proveniente: www.benessereviaggi.it 
foto: www.agriturismo.abruzzo.it 
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QUALI SONO LE SPIAGGE MIGLIORI E MENO INQUINATE DELL'ABRUZZO? TE LO DICE UN APP

 Come monitorare e conoscere la qualità del mare con un click. Da Arta Abruzzo arriva un nuovo servizio online per monitorare la qualità del mare. Dal pc e dallo smartphone si possono selezionare le spiagge con il mare migliore.
Al momento il servizio riguarda soltanto i comuni di Pescara, Montesilvano, Giulianova e Ortona. L'idea è di mettere a disposizione a cittadini e turisti una app che permetta di conoscere la qualità delle acque di balneazione nel proprio stablimento balneare navigando direttamente dal telefonino. 
L'Arta è probabilmente la prima agenzia ambientale italiana a realizzare questa idea. Si tratta di un'applicazione web accessibile direttamente dal sito dell'Arta, a costo zero, utilizzando lo smartphone o il computer. Basta scegliere la più adatta al proprio dispositivo tra le due versioni presenti. 
L'applicazione è stata sviluppata dagli informatici dell'Ente e permette di visualizzare gli esiti delle analisi dell'Agenzia proprio a partire dagli stablimenti balneari presenti lungo la costa abruzzese. Si tratta di un progetto ancora in fase sperimentale che si spera possa essere ben accolto da turisti e cittadini. 

 testo proveniente: greenme.it 
autore: Marta Albe'
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LE CASCATE DEL RIO VERDE

La Riserva Cascate del Rio Verde rivela interessi naturalistici paesaggistici e scientifici. Il Rio Verde, nasce in località Quarto fra Abruzzo e Molise e dopo un breve percorso si congiunge al Sangro con un notevole dislivello che crea delle spettacolari cascate articolate in tre salti consecutivi di circa 200 metri.
Queste cascate naturali sono di grande rilevanza scientifica, per posizione e per il microclima esistente. Sono le più alte dell’Appennino, seconde in Italia e tra le più alte in Europa e nel Mondo . Vengono alimentate da acque perenni anche se variabile nella portata durante l’anno. L’area, coperta da una rigogliosa vegetazione fra bastioni di roccia poderosi e pareti a strapiombo, si affaccia sul Sangro. 
Le cascate si trovano in un ampio canyon destinato con il tempo a diventare sempre più profondo grazie all’azione erosiva dell’acqua.
Le pareti rocciose che circondano queste meravigliose e suggestive cascate sono coperte da una fitta vegetazione mediterranea, ma in alcuni versanti, in particolare nelle aree di forra, con un clima più fresco ed umido troviamo specie tipicamente montane, come il faggio e l’abete bianco.
Le acque del Rio verde sono ricche di fauna Bentonica, cioè di insetti acquatici che rappresentano una delle principali risorse per altri animali. 
Il merlo acquaiolo e la ballerina gialla sono sensibili all’inquinamento La lontra è presente nella Riserva Naturale Regionale Cascate del Verdedelle acque e specialmente dei corsi montani freschi e ricchi di ossigeno. Altri animali indicatori biologici sono i granchi di fiume, ed i gamberi di fiume, che qui rappresentano una delle popolazioni più consistenti. Non sono nemmeno da tralasciare l’importanza e la numerosa presenza della trota fario che ha caratteristiche genetiche pure del ceppo appenninico. Altre specie legate all’acqua sono gli anfibi: rane verdi e rana italica oltre ai rettili che vivono nelle aree circostanti le cascate. Molto interessante tra gli uccelli è la presenza dei rapaci: Poiana comune, Sparviero, Nibbio Reale, Falco Pellegrino e tra i notturni il Gufo comune.
Nei boschi circostanti vivono e si mimetizzano rari mammiferi come la puzzola ed il gatto selvatico.

testo proveniente: www.cascatedelverde.it 
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