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Studio Legale Internazionale Bertaggia
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TRUST SEQUESTRABILE? SI' QUASI SEMPRE
Trust sequestrabile? Sì. Il trust sembra essere divenuto, in questi tempi, un presunto veicolo di tutela del patrimonio delle persone, la sua fama (e noi aggiungeremo, la sua inutilità) stanno superando quella dell'altrettanto inutile fondo patrimoniale e creando false ed inutili aspettative in soggetti che credono di effettuare un uso distorto di tale strumento anglosassone, mai accettato realmente dai Tribunali italiani, come la costante giurisprudenza conferma.

Molti infatti ci pongono domande in merito al pignoramento beni trust, al trust per evitare pignoramento, al trust e creditori, e molte altre domande sempre in materia di inviolabilità del trust. Ma come stanno realmente le cose? Trust sequestrabile? Scopriamolo assieme.

Sei interessato alla tutela patrimoniale? Puoi scriverci o telefonare allo 0532 24 00 71, per parlare con uno dei nostri avvocati patrimonialisti.
SEQUESTRO DI BENI CONFERITI IN TRUST
I beni conferiti in trust, ben lungi dal'essere protetti da pretese di terzi (come capita spesso di leggere sul web) sono assolutamente e comunemente sequestrabili, e senza neppure particolari difficoltà.

Il perchè è facile da capire, il trust non produce un effetto segregativo sui beni allo stesso conferiti, pertanto, in tema di sequestro conservativo, ai fini della verifica dell'appartenenza di beni mobili ed immobili all'imputato, non rileva la formale intestazione degli stessi, ma la circostanza che l'imputato ne abbia la disponibilità "uti dominus", indipendentemente dalla titolarità apparente del diritto in capo a terzi, conseguentemente, in applicazione del principio la Corte (Cassazione penale, sez. V, 27/06/2014,  n. 40286) ha ritenuto validamente operato il sequestro conservativo di beni conferiti in trust dei quali l'imputato continuava di fatto a disporre. La giurisprudenza in materia è assolutamente costante, fra le tante citeremo: Cass. Pen., sez. 02, del 15/10/2010, n. 44660 e Cass. Pen., sez. 06, del 27/02/2014, n. 21621. Attenzione quindi a credersi tutelati quando i propri beni sono all'interno di un trust, non serve a nulla! Ma perché vi hanno detto che non era così? Cosa è il trust? Come funziona e perchè può essere oggetto di sequestro?

ART. 316 C.P.P. - SEQUESTRO CONSERVATIVO E TRUST
Facciamo parlare la Suprema Corte di Cassazione:  Cassazione penale, sez. V, 24/06/2014,  n. 46137 "Posto che il trust si sostanzia nell’affidamento ad un  terzo di determinati beni affinchè questi li amministri e gestisca quale proprietario per poi restituirli alla fine del periodo di durata del trust ai soggetti indicati dal disponente, ne consegue che presupposto coessenziale alla natura stessa dell’istituto è che il disponente perda la disponibilità di quanto conferito in trust, al di là di determinati poteri che possano competergli in base alla norme costitutive. In difetto di tale condizione, ineludibile, la perdita del controllo dei beni da parte del disponente è da ritenersi solo apparente, il trust nullo e, pertanto, incapace di produrre l’effetto segregativo che gli è proprio." Nel concreto significa che in Italia quasi mai viene costituito un trust che possa avere i reali requisiti (anche se sempre temporanei) segregativi, spesso per la resistenza del disponente, il quale vuole mantenere il reale possesso sui beni, ed il risultato è questo. L'inutilità di tale strumento.

TRUST SEQUESTRATO: L'ESEMPIO CONCRETO
Il sig. "Tizio" le cui attività erano di scarsa floridità, costituiva un trust indicando se stesso, la propria madre e la propria moglie quali disponesti e trustee.
La costituzione avveniva in un contesto temporale in cui le società, poi fallite, si trovavano in stato di dissesto, occultato artatamente.
I beneficiari del trust venivano indicati nei familiari dell’imprenditore e la durata era determinata a partire dalla data di costituzione “fino alla morte di tutti i beneficiari nominati” con l’atto stesso e comunque “per un periodo non superiore a cinquanta anni” dalla data di costituzione.
Il trust, una volta costituito, veniva trasferito in Romania.
Sui beni immobili conferiti nel trust veniva disposto sequestro conservativo da parte del GIP, confermato dal tribunale del riesame, ritenendo sussistenti nel caso di specie il requisito del fumus boni juris, ravvisato nel decreto di giudizio immediato emesso nei confronti dell’imprenditore, e non necessario un collegamento determinato e diretto tra il bene oggetto di sequestro ed il reato ipotizzato posto il fine esclusivo di garanzia patrimoniale della misura cautelare applicata. Il Sig. Tizio ricorreva alla Corte di Cassazione, eccependo violazione di legge in riferimento agli articoli 316, 325 c.p.p., 194 c.p. e 11 della Convenzione sulla legge applicabile ai trust e sul loro riconoscimento, adottata all’AJA in data 1.7.1985, e 602 e seguenti c.p.c., lamentando l’inesistenza delle ipotesi di fatto legittimanti l’esercizio dell’azione revocatoria.

TRUST SEQUESTRABILE: LE MOTIVAZIONI GIURIDICHE DEL SEQUESTRO
La Corte innanzitutto dà atto dell’inesistenza assoluta di una base normativa e/o di una giustificazione razionale, in relazione all’esigenza di esperire azione di accertamento e di dichiarazione della simulazione del trust, o che ne revochi i conferimenti ai fini di procedere all’adozione della misura cautelare. Pensateci bene quando vi propongono un trust dicendo che è uno strumento di tutela patrimoniale! La Corte di Cassazione lo tratta (si dirà, giustamente) per quello che è, ovverosia un nulla giuridico.
Il sequestro conservativo dei beni infatti (il trust sequestrabile), può e deve invece trovare fondamento e ragione nella accertata trasparente finalità elusiva del trust, che appare pacificamente provata dalla natura e dalla qualità dei disponenti e dei beneficiari (tutti legati da stretto vincolo di parentela o di coniugio), dalla durata dello stesso, dalle modalità temporali di conferimento dei beni e dal successivo trasferimento del trust senza apparente motivazione in altro Stato.

Tutto ciò sta a significare che anche dal punto di vista strettamente civilistico il trust così creato è radicalmente nullo, quindi giustamente il giudice della cautela può concludere che l’imprenditore disponente continuava a mantenere la piena disponibilità dei beni medesimi.
TRUST: LIMITI ED EFFETTI
La sentenza in esame è illuminante, e ci fornisce modo di comprendere quali sono gli enormi ed insormontabili limiti che il trust soffre in Italia, nonchè della sua concreta inutilità come strumento di tutela patrimoniale. La Corte infatti, nel fornire risposta alle questioni poste dall’imputato/ricorrente coglie l’occasione per definire e delimitare caratteristiche, funzioni ed effetti del trust.
Nella vicenda giuridica assume particolare importanza la convenzione dell’Aja (1.7.1985) che ha consentito il riconoscimento del trust nel diritto Italiano.
Proprio basandosi sul tenore della Convenzione e sull'esame della struttura giuridica dell’istituto, tipico del diritto inglese, la Corte ha potuto fornire una precisa e puntuale risposta alla pretesa di non poter procedere al sequestro conservativo dei beni conferiti nel trust ex artt. 316 e 321 c.p.p.

La Corte, sulla scorta delle norme citate, ha dichiarato assolutamente sottoponibili al sequestro i beni conferiti nel trust, posto che, di fatto,  detti beni non erano mai stati sottratti alla disponibilità del conferente e, quindi, erano e rimanevano beni da considerarsi di proprietà dell’imputato. In definitiva, o il trust viene utilizzato per esigenze assistenziali nei confronti di soggetti meritevoli di tutela dall'ordinamento giuridico, o è uno strumento che non serve a nulla, alla pari del fondo patrimoniale.
TRUST SEQUESTRABILE: LE CONCLUSIONI
Comunque la si pensi, il trust in Italia è uno strumento inutile ai fini di tutele patrimoniali (e lo stesso discorso è possibile fare in ambito di controversie civilistiche): leggi il nostro articolo in materia di trust sequestrabile anche in controversie civili.
Si appalesa con forza la volontà della Corte di legittimità di sottoporre ad attenta analisi la funzione, la finalità e gli organi d’amministrazione del trust affinché l’istituto non si trasformi in comodo e semplice paravento per dar corso ad operazioni finalizzate esclusivamente ad eludere o ad aggirare norme dettate a tutela dei creditori, fra le quali l'art. 2740 c.c. Ponete quindi particolare attenzione a creare dei trust, e se proprio desiderate farlo, esigete di trattare solo con professionisti realmente esperti in tale settore.
Sei interessato alla tutela patrimoniale? Puoi scriverci o telefonare allo 0532 24 00 71, per parlare con uno dei nostri avvocati patrimonialisti, potrai avere una consulenza completa ed esaustiva.
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CASA PIGNORATA COME BLOCCARE LA VENDITA
Casa pignorata: considerazioni in merito all'art. 164 bis disposizioni attuazione codice procedura civile: chiusura anticipata del processo esecutivo.

Gentili lettori, la casa pignorata sta diventando un problema sempre più grave in questi anni; in quest'ambito cerchiamo di capire se possono esservi rimedi per reagire giuridicamente ai tristi episodi in cui una persona si trova la casa pignorata. Vediamo come.

Se hai avuto la casa pignorata e vuoi informazioni e consulenza in materia di esecuzioni immobiliari e vendite di case all'asta chiama il 0532 24 0071 oppure scrivici clicca qui
ESECUZIONI IMMOBILIARI: ART. 164-BIS DISP. ATT. CODICE PROCEDURA CIVILE
In materia di casa pignorata ed esecuzioni immobiliari, l'art.  164 bis Disp. Att. Trans. Codice Procedura Civile, ( così recita: " OMISSIS-

b) al titolo IV, capo I, dopo l'articolo 164 e' aggiunto il seguente:

«Art. 164-bis (Infruttuosità dell'espropriazione forzata). -
Quando risulta che non e' più possibile conseguire un ragionevole soddisfacimento delle pretese dei creditori, anche tenuto conto dei costi necessari per la prosecuzione della procedura, delle probabilità di liquidazione del bene e del presumibile valore di realizzo, e' disposta la chiusura anticipata del processo esecutivo.»
LE APPLICAZIONI PRATICHE DELLA CHIUSURA ANTICIPATA DEL PROCESSO ESECUTIVO
Tale norma, in realtà, è un'importantissima novità legislativa che ha rivoluzionato il sistema delle esecuzioni immobiliari: d'ora in poi le esecuzioni immobiliari che comporteranno una perdita di prezzo eccessivo rispetto al valore di stima dell'immobile pignorato potranno essere annullate. Il processo esecutivo immobiliare si potrà estinguere per eccessi di ribasso che comportano un eccessivo deprezzamento del valore del bene. Tutti coloro quindi che hanno la casa pignorata potranno avere concreti vantaggi da tale riforma, anche se, è bene ricordarlo, la normativa di legge in esame è stata studiata per favorire il creditore, non il debitore.

Detta novità costituisce un accadimento di particolare rilevanza, che potrà fare cessare per sempre le migliaia di procedure di esecuzione forzata, concernenti il pignoramento di case e immobili vari (terreni, fabbricati, quote di comproprietà su beni indivisi, etc.). Le procedure esecutive immobiliari infatti, sono estremamente lunghe (normalmente possono superarsi i 10 anni) nella considerazione che sono subordinate all'eventuale presentazione di offerte, alle varie aste, da parte dei potenziali acquirenti, ad opposizioni etc.. La casa pignorata, nel frattempo, resta pignorata.

Ora non sarà più possibile attendere i vari esperimenti d'asta per ribassare il prezzo in maniera incontrollata: difatti la riforma citata prevede che, se a seguito di una eccessiva serie di ribassi di asta, il prezzo battuto come “base d’asta” per l’esecuzione forzata dell’immobile si discosterà eccessivamente dal reale valore di mercato, il giudice deve (non può: deve) ordinare la chiusura anticipata del processo esecutivo.

La nuova norma recita: “Quando risulta che non è più possibile conseguire un ragionevole soddisfacimento delle pretese dei creditori, anche tenuto conto dei costi necessari per la prosecuzione della procedura, delle probabilità di liquidazione del bene e del presumibile valore di realizzo, è disposta la chiusura anticipata del processo esecutivo”. Precedentemente il giudice poteva “sospendere” l’esecuzione forzata qualora mancassero offerte vantaggiose. Ma si trattava pur sempre di una semplice “sospensione” e, oltretutto, non obbligatoria, con la conseguenza che il  debitore veniva comunque allontanato dall'immobile destinato all'asta. Con la riforma in esame, al contrario, il giudice ordinerà la chiusura definitiva della procedura, non la sospensione, quindi, dell'esecuzione immobiliare, ma la sua definitiva cessazione.
Nel concreto quindi il debitore viene liberato dall'ulteriore prosecuzione dell’esecuzione forzata sul suo immobile e può tornare nella piena disponibilità del proprio bene, abitandovi nuovamente.
Per inciso specifichiamo che sarebbe meglio, prima di arrivare a situazioni così incresciose come la vendita all'asta del proprio immobile di residenza, affrontare per tempo le problematiche attraverso opportuni percorsi di tutela patrimoniale.
CHIUSURA ANTICIPATA DELL'ESECUZIONE IMMOBILIARE: LA GIURISPRUDENZA
Purtroppo però, come sempre accade in Italia ove la precisione nelle leggi è spesso omessa al fine di lasciare spazio interpretativo, non vi è la chiara indicazione di quale deve essere la differenza fra il valore di stima ed il valore di vendita che possa considerarsi sufficiente e necessario affinché sia possibile chiedere la chiusura della procedura, con la conseguenza che ogni Tribunale deciderà in autonomia e ciò che è vero a Milano non lo potrebbe essere a Venezia...Varrà comunque la pena tentare di bloccare definitivamente l'esecuzione, affidando la relativa vertenza ad avvocati che conoscano detta materia.

Segnaliamo che tale norma è applicabile anche alla casa pignorata ed ai pignoramenti effettuati da  Agenzia Entrate Riscossione.

Nel caso di casa pignorata e di prima vendita all'incanto, nella norma in esame si rinviene un'ulteriore testo molto particolare: si specifica, in particolare, che nel caso di vendita all'asta, l’incanto può essere disposto solo quando il giudice ritiene probabile che la vendita con tale modalità abbia luogo ad un prezzo superiore della metà rispetto al valore del bene: " OMISSIS - h-bis) all'articolo 569, terzo comma, il secondo periodo e' sostituito dai seguenti: "Il giudice con la medesima ordinanza stabilisce le modalita' con cui deve essere prestata la cauzione e fissa, al giorno successivo alla scadenza del termine, l'udienza per la deliberazione sull'offerta e per la gara tra gli offerenti di cui all'articolo 573. Il giudice provvede ai sensi dell'articolo 576 solo quando ritiene probabile che la vendita con tale modalita' possa aver luogo ad un prezzo superiore della meta' rispetto al valore del bene, determinato a norma dell'articolo 568";

h-ter) all'articolo 572, terzo comma, il primo periodo e' sostituito dal seguente: "Se l'offerta e' inferiore a tale valore il giudice non puo' far luogo alla vendita quando ritiene probabile che la vendita con il sistema dell'incanto possa aver luogo ad un prezzo superiore della meta' rispetto al valore del bene determinato a norma dell'articolo 568".

Recentemente (anno 2015), in ambito di casa pignorata, il Tribunale di Como Sezione I, in data 15/02/15, ha dato piena applicazione a tale nuova norma, disponendo la chiusura anticipata della procedura esecutiva immobiliare dopo 6 tentativi d'asta con una decisione veramente importante e particolare anche per quanto riguarda l'entrata in vigore della norma. La riporteremo per intero:

R E P U B B L I C A  I T A L I A N A IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Tribunale Como PRIMA SEZIONE CIVILE IL GIUDICE, sciogliendo la riserva che precede, visto l'art. 164 bis disp. att. c.p.c., osservato che tale disposizione normativa, introdotta dall'art. 19, comma 2, lett. b) del d.l. 132/2014, convertito con modificazione dalla legge 162/2014, recita: "Art. 164-bis (Infruttuosità dell'espropriazione forzata). Quando risulta che non è più possibile conseguire un ragionevole soddisfacimento delle pretese dei creditori, anche tenuto conto dei costi necessari per la prosecuzione della procedura, delle probabilità di liquidazione del bene e del presumibile valore di realizzo, è disposta la chiusura anticipata del processo esecutivo";

Fatto considerato che ai sensi dell'art. 23 del D.L. 132/2014, convertito con modificazioni dalla legge 162/2014, "il presente decreto entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana";
che l'art. 19, comma 6 bis del citato decreto legge prevede una disciplina transitoria stabilendo che "le disposizioni del presente articolo, fatta eccezione per quelle previste al comma 2, lettera a), limitatamente alle disposizioni di cui all'articolo 155 - sexies, e lettera b), e comma 5, si applicano ai procedimenti iniziati a decorrere dal trentesimo giorno successivo alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto";

che la legge di conversione è stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 10.11.2014 e, pertanto la novella legislativa è entrata definitivamente in vigore il 10.12.2014;

che tuttavia, con particolare riferimento all'ipotesi di infruttuosità dell'espropriazione forzata, la disciplina transitoria espressamente non trova applicazione, giusta il dispositivo di cui all'art. 19, c.6-bis, D.L. 132/2014;

osservato pertanto che in virtù del principio per cui in ambito processuale vale la regola del tempus regit actum e che, dunque, l'art. 164 bis disp. att. c.p.c. trova immediata applicazione anche nell'ambito della presente procedura;

osservato che costituisce un serio indizio di infruttuosità dell'espropriazione forzata la circostanza per cui, pure a seguito di molteplici esperimenti di vendita, il bene non ha suscitato interesse nel mercato, e ciò nonostante l'ampia pubblica attuata ed il fatto che sia stato posto in vendita ad un prezzo estremamente esiguo in valori assoluti;

rilevato che nella specie sono stati esperiti ben sei tentativi di vendita, con un prezzo iniziale pari ad Euro 63.000,00= e successivi ribassi, ciascuno di un quarto, sicché il prezzo base dell'eventuale prossimo incanto risulterebbe così minimo da apparire non idoneo a soddisfare, neppure in minima parte, la ragione creditoria azionata in executivis, di gran lunga superiore, anche e soprattutto alla luce dei costi della procedura già sostenuti (per pubblicazione aste, per C.T.U. il cui solo costo ammonta ad Euro 1.650,00= per onorari ed 850,00= per spese, giusto decreto del 19.11.2012) ovvero da sostenere (quali le spese di custodia giudiziale liquidante, nonché ulteriori pubblicazione delle aste);

rilevato che ai sensi dell'art. 172 disp. att. c.p.c., il Giudice deve sentire le parti per provvedere sulla cancelleria della trascrizione del pignoramento; 

P.Q.M.

Visto l'art. 164 bis disp. att. c.p.c., dispone la chiusura anticipata del processo esecutivo per infruttuosità della espropriazione forzata;
visto l'art. 172 disp. att. c.p.c., fissa per la declaratoria di cancellazione della trascrizione del pignoramento la udienza del 09.04.2015, h 12:00.
Si comunichi

Como 12.02.2015

Depositata in Cancelleria il 15/02/2015

Segnaliamo anche però che:  Tribunale Roma, 01/10/2015, "In tema di espropriazione immobiliare, ai fini della pronuncia di chiusura anticipata del processo esecutivo per infruttuosità, la valutazione in ordine alla sproporzione tra il giusto prezzo ed il prezzo offerto nella vendita non può in alcun modo essere connessa all'originario prezzo di stima fissato dal perito, ma deve essere parametrata al prezzo di vendita in assenza di illecite interferenze o violazioni delle disposizioni codicistiche sull'andamento del processo esecutivo." Aggiungendo inoltre che: " In tema di espropriazione immobiliare, la pronuncia di chiusura anticipata del processo esecutivo per infruttuosità presuppone che sia divenuta irragionevole la pretesa del creditore in termini di estrema esiguità del recupero della stessa, la quale, tuttavia, va valutata non soltanto in termini relativi, ovvero in relazione alla percentuale del credito soddisfatto rispetto a quello azionato, ma anche in termini assoluti (nella specie, il ricavato dall'esecuzione, detratte le spese di procedura, superava euro 50.000, sicché non poteva essere considerato, in termini assoluti, irrisorio)."

Il tutto a significare che non è possibile avere una solida certezza di poter arrivare all'estinzione della procedura esecutiva per eccesso di ribasso: ogni caso è a se stante e come tale andrà studiato e valutato.
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CROAZIA FISCALITÀ ED IMPRESE
Croazia fiscalità. La Croazia, paese europeo assolutamente moderno ed efficiente, in cui in molte regioni si parla correntemente l'Italiano, offre agli investitori stranieri un quadro fiscale di assoluto interesse, grazie al quale è possibile, fino a 10 anni, abbattere completamente le imposte, trasformandolo, nella legalità, in una giurisdizione a no tax area, pur agendo nella più completa ed assoluta legalità. Una "offshore" legale nel cuore dell'Europa: ovviamente rispettando determinate condizioni e parametri.

Attualmente è possibile affermare, in tema di Croazia fiscalità, come oggi la Croazia offra agli imprenditori ed agli investitori un quadro fiscale di particolare interesse, in grado di essere concorrenziale con ogni realtà economica a fiscalità ridotta-nella legalità più assoluta-(Gran Bretagna-Malta-Austria-Irlanda-Lussemburgo-Cipro-Slovenia, per restare in ambito europeo) e quindi particolarmente interessante per ogni imprenditore desideroso di internazionalizzare la sua attività imprenditoriale.
Se cerchi un avvocato italiano in Croazia e un avvocato in Croazia che parla italiano, puoi contattarci. Per info ed appuntamenti numero unico +39 0532 24 0071, oppure scrivici, per creare la tua azienda in Croazia.
SOCIETÀ SEMPLICE A RESPONSABILITÀ LIMITATA CROATA
Grazie ai cambiamenti ed alle modifiche della Legge sulle Società Commerciali del 2012 è possibile fondare una società di capitale che potrà avere un massimo di tre attività, tre soci ed un solo membro d'amministrazione. Questa società si chiama società semplice a responsabilità limitata o, in breve, S.r.l. semplificata.
L'importo minimo del capitale sociale è di 10,00 kune, mentre la minima quota di partecipazione è 1 kuna. Il capitale sociale e le quote di partecipazione devono essere denominate in kune intere. Se la società effettua dei profitti alla fine dell'anno deve costituire a riserva un quarto del profitto registrato nelle riserve statutarie. In questo modo la società aumenta il suo capitale sociale fino a 20.000,00 kune, momento a partire dal quale la S.r.l. semplificata diventa la S.r.l. regolare.
Nella S.r.l. semplice ogni quantità di 1,00 kuna del valore nominale delle partecipazioni di S.r.l. rappresenta un voto, finché il capitale sociale non raggiunge almeno 20.000,00 kune.

LA LEGGE PER LA PROMOZIONE DI INVESTIMENTI E IL MIGLIORAMENTO DEL CLIMA DEGLI INVESTIMENTI IN CROAZIA
Il Governo della Repubblica di Croazia ha, nel corso del 2012, promulgato la nuova Legge per la promozione degli investimenti ed il miglioramento del clima degli investimenti. Gli incentivi esistenti sono, allo stato, veramente interessanti e pongono la Croazia come un paese con la tassazione globale complessiva veramente concorrenziale con quella delle giurisdizioni offshore, senza tuttavia averne gli svantaggi.

CROAZIA FISCALITÀ PER LE IMPRESE
In Croazia l’aliquota delle imposte sul reddito è così suddivisa:

12% se nel periodo di imposta è stato realizzato un fatturato inferiore ai 3.000.000 di kune (circa € 400.000). Coloro che rientrano in questa categoria possono scegliere se pagare l’imposta sull’utile effettivamente incassato (principio di cassa) oppure sui redditi di competenza.
18% se nel periodo di imposta è stato realizzato un fatturato superiore ai 3.000.001  di kune. In questo caso la tassazione è determinata attraverso il principio competenza e non per cassa.
1. Incentivi per micro imprenditori
Per gli investimenti dei microimprenditori che ammontano nel minimo a 50.000,00 € in equivalente di kune, al titolare degli incentivi (quindi l'imprenditore) è ridotta il 50% dell'imposta sul reddito (IRE)  per un periodo di 5 anni a partire dall'inizio del investimento, con la condizione che tre nuovi posti di lavoro, in relazione a questo progetto di investimento, vengano aperti entro un anno dall'inizio dell'investimento. Pertanto, in questo caso, l'imposta sul reddito è diminuita per il micro imprenditore al 10% per un periodo massimo di 5 anni dall'inizio dell'investimento.

Sono considerati microimprenditori gli imprenditori che hanno meno di 10 dipendenti e un fatturato annuo inferiore a 2 milioni di kune (circa 270.000 euro).

Ciò pone l'imprenditore in una situazione addirittura più vantaggiosa a quella che si può avere (per restare in ambito europeo) in Irlanda od in Gran Bretagna, con le ltd.

2. Incentivi fiscali per le società
Coerentemente con lo stesso principio, per gli investimenti fino a 1 milione di euro l'imposta sul reddito è ridotta al 10% per un periodo di 10 anni con la condizione che 5 nuovi posti di lavoro, in relazione a questo progetto di investimento, siano aperti.
Inoltre, e proseguendo, per gli investimenti da 1 a 3 milioni di euro l'imposta sul reddito è diminuita al 5% per un periodo di 10 anni con la condizione che almeno 10 nuovi posti di lavoro, in relazione a questo progetto di investimento, siano aperti.
Alla fine, per gli investimenti superiori a 3 milioni di euro l'imposta sul reddito è condonata 100% per il periodo di 10 anni con la condizione che almeno 15 nuovi posti di lavoro, in relazione a questo progetto di investimento, siano aperti. Pertanto, in questo caso, l'investitore non pagherebbe l'imposta sul reddito per il periodo di 10 anni dall'inizio dell'investimento. No tax area.

Vengono infine concessi incentivi fiscali anche senza l’obbligo della creazione di nuovi posti di lavoro a seguito della modernizzazione del processo tecnologico della linea di produzione o degli impianti industriali esistenti

È anche possibile conseguire questi incentivi fiscali senza l'obbligo di apertura di nuovi posti di lavoro, ma con la condizione che l'imprenditore conduca la modernizzazione del processo tecnologico della linea di produzione o della propulsione già esistenti. Sempre per restare in tema di Croazia fiscalità.

3. Incentivi per le spese giustificate per l'apertura di nuovi posti di lavoro connessi al progetto d'investimento
Il titolare degli incentivi che assicura l'apertura di nuovi posti di lavoro connessi al progetto d'investimento in quelle provincie della Repubblica di Croazia, dove il tasso registrato di disoccupazione è 10%, in confronto con i dati dell'anno precedente dell'Istituto nazionale di statistica, avrà aiuti finanziari non rimborsabili fino al 10% delle spese giustificate per l'apertura di nuovi posti di lavoro in relazione con l'investimento, in quantità massima di 3.000,00 euro equivalente in kune per ogni nuovo posto di lavoro aperto.
Per proseguire in Croazia fiscalità si dirà che, allo stesso modo, in quelle province in cui il tasso di disoccupazione registrato è dal 10% al 20%, saranno acconsentiti aiuti finanziari non rimborsabili in quantità massima di 6.000,00 € per ogni nuovo posto di lavoro aperto, e nelle provincie in cui il tasso di disoccupazione registrato è superiore al 20%, si attribuiscono aiuti finanziari non rimborsabili in quantità massima di 9.000,00 € per ogni nuovo posto di lavoro aperto.

III NUOVA LEGGE DI ESECUZIONE DEL 2012 RAPIDITÀ E CERTEZZA NEL RECUPERO CREDITI IN CROAZIA
Croazia fiscalità. Secondo la Nuova Legge di esecuzione del 2012, l'esecuzione dei decreti di esecuzione sui conti del debitore è condotta dell'Agenzia finanziaria – FINA, invece che dal Tribunale. corte. FINA è l'agenzia finanziaria incaricata per tutti i pagamenti nella Repubblica di Croazia. Il passato ha dimostrato che la FINA è molto più efficiente al sequestro dei mezzi finanziari che non il Tribunale. Pertanto FINA sta conducendo tutte le esecuzioni sui conti dei debitori.
Non appena FINA riceve un titolo di pagamento non onorato, un decreto di esecuzione o qualche altro titolo esecutivo (come una sentenza definitiva), confisca tutti i conti e depositi a risparmio del debitore in tutte le banche in Croazia usando il Numero di identificazione personale. Eventuali gravami d'impugnazione del debitore non impediscono l'esecuzione.

In questo modo il creditore ha la possibilità di realizzare il suo credito in un breve periodo di tempo, dai fondi finanziari che il debitore ha in tutte le banche in Croazia.
Se invece, il debitore non ha fondi sufficienti sui conti finanziari per realizzare completamente il debito, secondo il mandato della FINA, la banca impedirà tutte le disposizioni sui conti e sui depositi a risparmio del debitore, fino al valore previsto nel mandato della FINA.
La Nuova Legge di esecuzione regola anche l'esecuzione del titolo esecutivo europeo. Il titolo d'esecuzione che, secondo la normativa esistente in uno degli Stati membri dell'Unione europea, è valido ed efficace, viene applicato in Croazia alle stesse condizioni di un titolo esecutivo nazionale. Non c'è alcuna necessità di condurre un procedimento separato per il riconoscimento e l'esecuzione di un certificato straniero. L'ambito del recupero crediti internazionale in Croazia è quindi particolarmente positivo.
Croazia fiscalità: tutte queste condizioni rendono la Croazia un paese dove investire diviene assolutamente vantaggioso e conveniente per l'imprenditore sia piccolo che grande.

Lo Studio Legale Internazionale Bertaggia, tramite i suoi uffici e fiduciari croati a Rijeka (Fiume) è in grado di coadiuvare tutte le imprese italiane e, comunque, straniere, desiderose di allocare la loro produzione o la loro attività in Croazia in regime di ottimizzazione fiscale.
Se cerchi un avvocato italiano in Croazia e un avvocato in Croazia che parla italiano, puoi contattarci. Per info ed appuntamenti numero unico +39 0532 24 0071, oppure scrivici, per creare la tua azienda in Croazia.
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SOCIETÀ CROAZIA D.O.O.: FARE SOCIETÀ IN CROAZIA
Gentili lettori, nel variegato settore del diritto societario internazionale e nell'ambito dell'internazionalizzazione delle imprese, non vi sono soltanto ltd: molte altre forme di società, in Europa, e non solo, possono essere utilmente utilizzate per creare una valida struttura operativa che coniughi i vantaggi fiscali con l'internazionalizzazione societaria. Esamineremo la più classica società Croazia, la d.o.o. (Družba z omejeno odgovornostjo).

La d.o.o. di diritto Croato è un ottimo e duttile strumento lavorativo per le imprese italiane desiderose di delocalizzare la loro attività andando a lavorare ed a produrre in uno Stato serio, in forte espansione economica, con buone infrastrutture, con un sistema giuridico aziendale certo e rapido (al contrario di quanto accade in Italia), e con un sistema fiscale e di incentivi di reale interesse, la Croazia. Per la fiscalità croata ed il sistema di incentivi leggi l'articolo sul nostro sito, clicca qui.
Il 12 luglio 2012 il parlamento croato ha recepito la proposta di Legge che modifica la Legge sulle Società Commerciali che permette di creare una società d.o.o. con il capitale sociale di 10 kn.

Se desideri consulenza in merito alla società Croazia d.o.o., chiama il +39 0532 24 00 71, oppure scrivici, per fare una società in Croazia
COME FARE UNA SOCIETÀ IN CROAZIA
L'obiettivo principale di questi cambiamenti è concedere ai cittadini ed ai non residenti, considerata l'adesione croata all'Unione Europea, di fondare in modo più facile una società in Croazia ed ad incoraggiare l’autoimpiego. Una società commerciale con sede in altri Stati membri acquisterà quindi  il diritto di stabilimento in Croazia e potrà agire liberamente sul territorio croato senza dover stabilire altre forme organizzative. Dato che quasi tutti gli altri Stati membri dell’ Unione hanno maggiori richieste del capitale sociale minimo per la costituzione di una società, la norma sul capitale sociale delle d.o.o. croate permettono agli imprenditori esteri di fondare in maniera semplificata e con un capitale sociale minore una società a responsabilità limitata (d.o.o.) nella Repubblica di Croazia.

La d.o.o. semplificata, chiamata società semplice a responsabilità limitata, ha le stesse disposizioni che valgono per la società a responsabilità limitata (d.o.o.). La società semplice potrà essere costituita con un minimo capitale sociale di 10kn, pagato in contanti, mentre la minima quota di partecipazione è 1 kn. I costi per la costituzione della società semplice saranno ridotti grazie ai moduli preparati in anticipo, che in questo modo faciliteranno ed accelereranno la costituzione.

La società semplice potrà avere un massimo di tre soci ed un solo un membro d’amministrazione. La società semplice dovrà mettere a riserva un quarto del profitto registrato nei conti annuali diminuiti delle perdite nel'anno precedente nelle riserve statutarie. Se si manifesta la possibilità d'incapacità dell’impresa di far fronte agli impegni di pagamento assunti si convoca l’assemblea generale obbligatoria dei soci. Quando il capitale sociale della società semplice raggiunge la quantità di capitale sociale della società limitata classica, sulla società semplice verranno applicate le norme della società a responsabilità limitata.

Crediamo che la società Croazia d.o.o. semplificata sia un ottimo, poco costoso, e duttile strumento per tutti quegli imprenditori che desiderano avviare un'attività economica all'estero in modo semplice ed immediato, minimizzando i costi e potendo altresì lavorare senza problemi, con stabilità, anche in Italia (salva e necessaria la creazione in loco della stabile organizzazione), sicuramente è uno strumento alternativo, per certi versi migliore, e meno costoso che non le ltd anglosassoni: anzi è possibile affermare che, data la vicinanza culturale e linguistica, per certi versi è più semplice operare dalla Croazia che non dall'Inghilterra.
Chiaramente per lavorare dalla Croazia e per operare con una società croata, sarà necessario seguire numerose regole fiscali internazionali che la nostra struttura legale è in grado di specificarvi, sopratutto al fine di non incorrere in problematiche di esterovestizione. Il nostro Studio dispone di adeguate strutture e supporti, in Croazia, per poter coadiuvare gli imprenditori desiderosi di internazionalizzare la loro azienda.
Puoi rivolgerti ad un avvocato italiano in Croazia per ogni tua esigenza societaria ed anche per avere preventivi per costituire una società in Croazia con avvocato italiano in Croazia.
Se desideri consulenza in merito alla società Croazia d.o.o., chiama il +39 0532 240071, oppure scrivici, per fare una società in Croazia
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FONDAZIONE PRIVATA MALTESE: COSA E'
Molto spesso di sente parlare di fondazioni estere, fra cui la Fondazione Privata Maltese, enti poco conosciuti in Italia, ma cosa sono, a cosa servono, e quale è il loro scopo? Lo Studio Legale Internazionale Bertaggia, cerca di farvi chiarezza con questo articolo, esaminando la Fondazione di diritto Privato Maltese, una delle fondazioni, a nostro parere, maggiormente duttile ed adatta a molti scopi, fra cui quello della tutela patrimoniale. La Fondazione privata maltese è un ente avente personalità giuridica costituito da un complesso di beni destinato al perseguimento di uno scopo: in altre parole La Fondazione è, sostanzialmente, un patrimonio governato unicamente dalla volontà del fondatore, come indicata nello Statuto e nell’atto di Fondazione, e tre sono le figure da cui è costituita: il fondatore, i beneficiari e il protector della Fondazione. Da notare che il fondatore non ha diritti patrimoniali sui beni della Fondazione, mentre i beneficiari ricevono vantaggi dalla Fondazione, in attuazione degli scopi per cui essa è istituita. Nulla impedisce, d’altra parte, che il fondatore figuri tra i beneficiari e questa circostanza fa sì che il fondatore ottenga alcuni ovvi vantaggi dal punto di vista fiscale, separando il godimento dei beni dalla titolarità. Le Fondazioni Private Maltesi vengono costituite, nella più totale legalità, sia del diritto Maltese, che di quello comunitario, a norma del titolo III del Secondo Paragrafo del Capitolo 16 del Codice Civile Maltese ed hanno personalità giuridica, nonché autonomia patrimoniale.

Se desideri costituire una Fondazione Privata Maltese od avere consulenza per ciò che concerne la fondazione privata maltese, puoi contattare lo Studio Legale Internazionale Bertaggia. Se cerchi un avvocato italiano a Malta per creare una fondazione privata maltese, ci puoi contattare, ti riceveremo presso i nostri uffici degli avvocati per italiani a Malta.
Per richieste di colloquio in Studio in materia di Fondazione Privata Maltese e preventivi info line +39 0532 240071. Oppure scrivici per costituire una Fondazione Privata Maltese.
CREAZIONE DI UNA FONDAZIONE PRIVATA MALTESE: COME FARE
Una Fondazione Privata Maltese viene costituita per atto pubblico o per testamento privato e viene altresì iscritta nel registro delle persone giuridiche: non esiste però l'obbligo di identificare i beneficiari della fondazione nei citati documenti. Qualora gli stessi vengano dichiarati (ciò varia a seconda della residenza fiscale dei reali beneficiari), ben potendo una fondazione maltese riservarsi di nominare in futuro il od i beneficiari del suo patrimonio; gli stessi resteranno anonimi e tali informazioni saranno in possesso soltanto all'amministratore della fondazione, nonché alle autorità statali per gravi illeciti di natura penale e fiscale. Chiaramente se il reale beneficiario di una Fondazione è un residente fiscale italiano, vi sarà l'obbligo di effettuare la relativa dichiarazione nel quadro RW della dichiarazione dei redditi. Ma a parte le autorità fiscali, nessuno sarà mai in grado di conoscere chi siano i reali proprietari della fondazione maltese. La Fondazione viene costituita dal fondatore (persona fisica o giuridica), il quale esprime la sua volontà mediante un atto costitutivo e con la dotazione di un fondo. Gli atti con cui si effettua la costituzione della Fondazione hanno la seguente forma:

· negozio giuridico unilaterale tra vivi;
· disposizione di ultima volontà;
· patto successorio.
L’atto di Fondazione deve recare , al minimo, le seguenti informazioni:
· nome e sede;
· scopo o oggetto;
· ammontare del capitale della Fondazione e utilizzo del patrimonio in caso di scioglimento della medesima;
· modalità e titolarità del diritto di firma;
· ufficio di revisione, prescritto, però, solo per le Fondazioni svolgenti attività commerciale in forma diretta.
L’iscrizione nel registro pubblico determina, con effetto costitutivo, l’acquisto della personalità giuridica. Mentre gli altri tipi di Fondazioni (non commerciali) acquistano immediatamente la personalità morale, per effetto della semplice costituzione. Queste ultime devono, però, in ogni caso, depositare l’atto di Fondazione. Tale deposito non rende i documenti accessibili al pubblico né ha effetti costitutivi della personalità giuridica, ma serve al fine esclusivo di consentire i controlli amministrativi per la prevenzione di Fondazioni illecite o immorali. Una Fondazione Privata Maltese deve essere costituita tramite una donazione iniziale di un minimo di € 1.200,00. Una Fondazione Privata Maltese può altresì essere costituita per un tempo indefinito ma, in tale ipotesi, per non più di 100 anni dalla data di registrazione.

FONDAZIONE PRIVATA MALTESE: I FONDATORI
Il fondatore può essere alternativamente una persona fisica o giuridica e non esiste limite al numero di fondatori che possono costituire la fondazione privata.
Il fondatore può essere anche uno solo ed esserne altresì l'unico beneficiario.
Il fondatore può essere investito di una serie di poteri, risultanti nell'Atto Costitutivo, fra i quali, esemplificativamente:

sorvegliare l'attività degli Amministratori, nominare un Protettore della Fondazione o un Comitato di controllo che supervisioni gli atti degli amministratori con la possibilità di nominare, rimuovere, sostituire o aggiungere gli stessi.
Può avere il potere esclusivo di terminare la Fondazione anche anticipatamente. II fondatore è colui che decide di conferire una parte, più o meno consistente, del proprio patrimonio alla Fondazione, a beneficio di una o più persone chiamate beneficiari e per un fine specifico. Nel momento in cui il fondatore conferisce i beni alla Fondazione, egli provvede a redigere lo statuto e l’atto di Fondazione della Fondazione, ai quali il director della fondazione maltese dovrà scrupolosamente attenersi nella gestione del patrimonio. Finché il fondatore vive, egli è libero di cambiare lo statuto, gli scopi e i beneficiari della Fondazione. In tal caso il potere di modifica deve essere previsto nell'atto costitutivo, ma la maggior parte dei fondatori optano per questa clausola. Soltanto dalla data del decesso le sue disposizioni diventano definitive.

FONDAZIONE PRIVATA MALTESE: COSA PUO' FARE
Come regola generale, una Fondazione Privata Maltese non può essere costituita per soddisfare scopi commerciali, sebbene la legge consenta le seguenti eccezioni:

Possedere immobili, anche commerciali o azioni e/o diritti di proprietà di un'impresa, di un franchising, di un marchio di fabbrica o un qualsiasi bene fonte di reddito, come anche un'imbarcazione.

Operare come veicolo di investimento collettivo ed emettere quote per gli investitori.
Operare come veicolo per la cartolarizzazione.
Operare come SVI.

In particolare per ciò che concerne l'oggetto della Fondazione, innanzitutto, è bene precisare che il fondatore, al momento della costituzione, può determinarlo liberamente purché esso non sia illegale.
Uno degli scopi più comuni è quello che prevede il supporto finanziario dei membri della propria famiglia, o l'aiuto economico e lasciti a soggetti indicati specificatamente dal fondatore.
L'oggetto può includere, in modo misto, attività commerciali, solo se necessarie a raggiungere gli obiettivi non commerciali della Fondazione, ma tale attività mista oppure la partecipazione in imprese commerciali, per controllare i propri interessi, non implica che l’oggetto della Fondazione sia commerciale. Per il resto, la Fondazione ha, nell’ambito dei limiti prefissati come scopo, piena capacità giuridica, piena capacità d’agire, è abilitata a concludere negozi giuridici di ogni genere e può diventare titolare di diritti reali su beni mobili ed immobili.

FONDAZIONE PRIVATA MALTESE: IL PATRIMONIO
La Fondazione normalmente viene costituita da una persona fisica o giuridica tramite il conferimento di beni.
Il fondatore trasferisce tutta o parte della proprietà del suo patrimonio (mobile od immobile, anche liquido) alla Fondazione, affinché questa possa conseguire l'obiettivo per cui è stata costituita.
Il capitale minimo della Fondazione è di 1.200 € da versare interamente. Però, lo si rammenti, qualsiasi bene patrimoniale donato formalmente dal fondatore diventa proprietà della Fondazione. A partire da questo momento il capitale della Fondazione è interamente separato da quello del fondatore. Ciò non impedirà, eventualmente, al fondatore di usufruire dei frutti della proprietà anche senza essere il reale proprietario: sarà sufficiente essere uno dei beneficiari o il beneficiario della Fondazione.

Basilare però è comprendere che l'effetto segregativo della fondazione è assoluto e perfetto: la Fondazione è un'entità giuridica distinta, avente un nome, uno scopo e un’organizzazione interna per la realizzazione di un obiettivo, che non condivide più nulla con il suo fondatore, il quale è per l'effetto completamente spossessato di tutti i beni conferiti in fondazione.
Altrettanto importante è comprendere la distinzione fra il capitale ed il patrimonio della fondazione: Il capitale, si differenzia dal patrimonio della Fondazione. La distinzione è la seguente: il capitale è l’ammontare versato inizialmente e dichiarato nell’atto di Fondazione e nello statuto.
Tutti gli altri beni, successivamente conferiti o acquisiti, inizialmente o successivamente, provenienti da terzi o dal fondatore conformemente agli obblighi di versamento posti a suo carico dall’atto di Fondazione, sono patrimonio.

FONDAZIONE PRIVATA MALTESE: LA RESPONSABILITA' PER DEBITI DEL FONDATORE, I DEBITI DELLA FONDAZIONE
Questo aspetto è di particolarissima importanza, ai fini della salvaguardia del patrimonio della Fondazione: per i debiti della Fondazione risponde soltanto il patrimonio della Fondazione medesima. Non vi è alcuna responsabilità, quindi, né in capo al fondatore né nei confronti dei beneficiari, e questo neppure per versamenti supplementari al patrimonio della Fondazione.
Si ricordi che quando lo scopo della Fondazione sia familiare, i creditori dei beneficiari non possono iniziare esecuzioni, né in via ordinaria né in via fallimentare, sui redditi percepiti dalla Fondazione, né nella misura in cui occorrano per far fronte al sostentamento del beneficiario nè nel loro intero ammontare, se il beneficio è ottenuto a titolo gratuito da una Fondazione familiare e se così è stabilito dall’atto di Fondazione.

FONDAZIONE PRIVATA MALTESE: GLI AMMINISTRATORI
Una Fondazione Privata Maltese deve essere amministrata con una licenza autorizzata dal Malta Financial Service Authority.
La Fondazione Privata Maltese deve avere almeno un Amministratore e quando questa carica è ricoperta da una società allora gli Amministratori di quest'ultima devono essere almeno tre.
Gli Amministratori possono avere il diritto discrezionale di nominare o rimuovere i Beneficiari della fondazione secondo i poteri stabiliti nell'atto di costituzione della Fondazione.

FONDAZIONE PRIVATA MALTESE: I BENEFICIARI
Il Fondatore può provvedere a nominare il Beneficiario della fondazione o una classe di Beneficiari, o riservarsi tale nomina per il futuro.
La nomina può essere soggetta a condizione sospensiva, di natura temporale o relativa al verificarsi di uno specifico evento.
Può essere previsto che il titolo di Beneficiario sia trasferibile per alienazione o per testamento.
I Beneficiari possono avere il potere di revocare e terminare la Fondazione in accordo con il Fondatore. I beneficiari sono quindi coloro che, designati nello statuto o nell’atto di Fondazione, diventano destinatari di un beneficio presente o futuro proveniente dal patrimonio e dai profitti della Fondazione. I proventi del beneficio sono, per loro natura, gratuiti ed i beneficiari non hanno, salvo legami contrattuali diversi, nessun diritto legale o altro diritto equivalente per esserne i designatari. In ogni caso, una volta nominati, i beneficiari acquisiscono, oltre ai diritti, così come previsti nel contratto di designazione, di ricevere una quota dei profitti e una quota del patrimonio della Fondazione, il diritto ad esigere una specchiata amministrazione del patrimonio della Fondazione. Vi è prò da notare che, data la gratuità della concessione dei diritti ai beneficiari, tali diritti possono essere limitati nel tempo oppure assoggettati a certe condizioni. Il fondatore ha un notevole potere discrezionale nello stabilire condizioni e limitazioni.

FONDAZIONE PRIVATA MALTESE: LE CELLE
Una Fondazione Maltese può avere delle subcelle, ognuna con completa autonomia patrimoniale ed un proprio regime fiscale e distinti Beneficiari. Questo è un notevolissimo vantaggio poichè consente ad un nucleo familiare di dividere beni mobili od immobili ai rispettivi beneficiari (moglie-marito-figli e chiunque altro si voglia beneficare) con un'unica Fondazione Maltese, dividendo le quote in celle ognuna dotata di una completa e totale autonomia patrimoniale.

FONDAZIONE PRIVATA MALTESE: IL TRATTAMENTO FISCALE
Trattamento fiscale vantaggioso per le Fondazioni Private Maltesi con beneficiari non residenti.
Possibilità per le Fondazioni Private Maltesi di beneficiare dell'esteso network di Trattati contro le doppie imposizioni siglati da Malta. La LN 312 del 2010 è la legge che regola la tassazione delle Fondazioni Private Maltesi: avendo personalità giuridica e autonomia patrimoniale, sono automaticamente identificate come una società sotto l'aspetto fiscale secondo l'Income Tax Rate: è facoltà degli Amministratori di chiedere alla Commissione dell'Agenzia delle Entrate Maltesi che la Fondazione sia fiscalmente considerata come un Trust secondo le regole dell' Income Tax Rate. Questa opzione può essere esercitata una sola volta ed è irrevocabile.

FONDAZIONE TRATTATA COME SOCIETA'
La Fondazione sarà tassata secondo il principio di "tassazione su base mondiale" (worldwide), ma potrebbe beneficiare dei vantaggi fiscali della legislazione Maltese se i beneficiari della fondazione maltese fossero non residenti a Malta.
Pertanto, una Fondazione Privata Maltese che fiscalmente è considerata una società, può usufruire delle regole della PEX riservate alla Holding Company o avvantaggiarsi dei trattati nell'ipotesi in cui questi prevedano come condizione che il soggetto sia imponibile nel paese di residenza.
La Fondazione Maltese Privata potrebbe inoltre, beneficiare di alcune direttive EU, includendo quelle sulle Royalties e sugli Interessi, laddove la condizione per l'esenzione da imposta e, dunque, da ritenuta, sia anche in questa ipotesi che il ricevente debba essere tassato nel paese di residenza fiscale.

FONDAZIONE TRATTATA COME TRUST
Quando tutti i redditi attribuiti alla Fondazione derivano da fonti straniere o altre fonti di reddito proveniente fuori da Malta, il reddito ricevuto a Malta, come ad esempio Interessi e Royalties, o guadagni o profitti sulla cessione di quote, per esempio, in schemi di investimento collettivo e tutti i Beneficiari della Fonazione non siano domiciliati in Malta o non siano ordinari residenti in Malta o altrimenti siano totalmente esenti per la legge Maltese, allora tale reddito non sarà attribuito alla Fondazione, ma per trasparenza, direttamente ai Beneficiari.
In questi casi l'Amministratore è obbligato a notificare ai Beneficiari tali redditi, quindi esisteranno obblighi di quest'ultimi ai sensi della Legge Maltese.
Quando tutti i redditi attribuiti alla Fondazione fiscalmente optata come un Trust, derivano da:

A. il reddito menzionato nei sopra descritti casi
B. dividenti distribuiti da profitti allocati nel FIA di una società Maltese o dividenti distribuiti da profitti risultanti da attività di trading e tutti i Beneficiari non sono residenti a Malta, la Fondazione diventerebbe un soggetto giuridico fiscalmente neutrale.

Dal punto di vista fiscale, quindi, si dovrà tenere presente quanto segue:

se ipotizziamo di fare assumere alla Fondazione Maltese il ruolo di holding, anziché da una società o da un trust, visto che la gestione e la detenzione delle partecipazioni non costituiscono una attività commerciale, potrà assolvere, nell'ambito di una struttura di gestione patrimoniale societaria, quella di recipiente del gruppo. Ciò significa che essa potrà detenere le azioni di una holding intermediaria e il risultato sarà che la Fondazione diverrà la beneficiaria della eventuale distribuzione di dividendi operata dalla sua diretta controllata.

FONDAZIONE PRIVATA MALTESE: I VANTAGGI PATRIMONIALI
In definitiva, la Fondazione Privata Maltese può effettivamente considerarsi una struttura particolarmente flessibile, che si presta a diverse soluzioni di tutela patrimoniale. In estrema sintesi possono esservi notevoli vantaggi di tutela patrimoniale utilizzando correttamente lo strumento della Fondazione Privata Maltese: tipico il caso della tutela patrimoniale. Rammentiamo che la fondazione maltese, a differenza del Trust, non necessita della segregazione del fondo del trust dal patrimonio del trustee o da altri beni da esso detenuti in altri trusts: infatti la fondazione non abbisogna di ulteriori segregazioni patrimoniali, essendo la fondazione maltese stessa la diretta proprietaria dei beni ad essa conferiti o comunque acquisiti, che si sposteranno dal patrimonio del fondatore per entrare in quello di una distinta ed autonoma persona giuridica, dotata della sua ben precisa autonomia patrimoniale.

Se desideri costituire una Fondazione Privata Maltese od avere consulenza per ciò che concerne la fondazione privata maltese, puoi contattare lo Studio Legale Internazionale Bertaggia. Se cerchi un avvocato italiano a Malta per creare una fondazione privata maltese, ci puoi contattare, ti riceveremo presso i nostri uffici degli avvocati per italiani a Malta.
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TRADING ONLINE TRUFFA: NON SEMPRE. COME CAPIRLO.

Trading online: diventare ricchi in poco tempo con pochi soldi, massimizzare i profitti, minimizzare le perdite, lavorare con un pc da una spiaggia esotica e guadagnare: ma è proprio così? Si guadagna realmente facendo trading online? Si guadagna senza rischi affidando i propri soldi a gestori di trading, magari conosciuti attraverso piattaforme internet e senza informarsi se gli stessi hanno le debite autorizzazioni CONSOB per poter operare in Italia? Cerchiamo di capirlo assieme se trading online truffa è vero oppure no.
TRADING ONLINE: IL COMPORTAMENTO CORRETTO

Come deve comportarsi l'operatore corretto di trading online? Ad esempio può utilizzare i soldi dell'investitore senza avvisarlo delle perdite? Sembrerebbe di no: ad esempio, in ipotesi di operazioni finanziarie in strumenti warrant, disposte per finalità diverse da quelle di copertura, l'intermediario, quantanche regolarmente autorizzato ad effettuare tale attività, per escludere la propria responsabilità risarcitoria nel caso di perdite, deve dar prova dell'avvenuta informazione dell'investitore, sul sito internet, circa la natura, i rischi e implicazioni delle operazioni stesse, la cui conoscenza era necessaria per effettuare consapevoli scelte di investimento.
L'obbligo di informazione posto a carico dell'intermediario è di carattere continuativo e non si esaurisce in occasione della prima operazione, né risultano a tal fine sufficienti le modalità informative standardizzate che l'intermediaria abbia procurato mediante i propri sistemi di trading on line. Tramite l'internet va altresì anticipata la comunicazione di eventuali perdite, effettive o potenziali, pari o superiori al cinquanta per cento del valore dei mezzi costituiti a titolo di provvista e garanzia, derivanti da operazioni in strumenti derivati e in warrant, disposte per finalità diverse da quelle di copertura.
TRADING ON LINE TRUFFA: LE TUTELE DELL'ORDINAMENTO. CHI PUO' FARLO LEGALMENTE.

La necessità di approntare rimedi normativi per tutelare una delle due parti del rapporto contrattuale (ed evitare il trading online truffa) conosce ormai dai primi anni '90 del secolo scorso l'introduzione di numerose regole di salvaguardia formale e sostanziale del consumatore, inteso qui genericamente come soggetto non professionale, ovvero in situazioni di inferiorità informativa, economica o contrattuale, che entra in "contatto sociale" con controparti rispetto alle quali il rapporto è asimmetricoo squilibrato sotto i predetti profili, in un campo in cui informazione e comunicazione assumono valore per sè stesse in relazione alle scelte che possono consentire (si pensi all'investimento e al disinvestimento), tanto più in un'organizzazione dei pagamenti e in un mercato dei titoli ormai formalmente e sostanzialmente "dematerializzati" o permeati dal trading on line. Ci riferiamo in particolare alla comunicazione Consob DI/30396 del 21 aprile 2000 sul trading on line; e, sui contratti a distanza prima inseriti negli artt. 30 e 32 t.u.f., i previgenti artt. 71 ss. Reg. Consob n. 11522 del 1998 (ora art. 79-82 reg. Consob n. 16190 del 2007). La materia è stata ridefinita, dopo la Dir. 2002/65/CE sulla commercializzazione a distanza dei servizi finanziari ai consumatori, prima dal d. lgs. n. 190/2005 e quindi dagli artt. 67- bis ss. cod. cons.

Secondo il nostro diritto, la consulenza finanziaria può essere prestata da diverse figure professionali, soggette a regimi tutt'altro che omogenei; precisamente:

dagli intermediari finanziari abilitati (ai sensi dell'art. 18 t.u.f., e quindi): banche; SGR; società di gestione armonizzate; se ancora ne esistono, agenti di cambio; ma soprattutto imprese di investimento, tra le quali si è sviluppata la categoria specializzata delle SIM di sola consulenza, ed infine "remisier" ma questo è dubbio e sarà oggetto di unulteriore approfondimento.
dai consulenti finanziari di cui all'art. 18-bis t.u.f.;
dalle società di consulenza finanziaria ex art. 18-ter t.u.f.;
dai promotori finanziari che operano, fuori sede, per conto degli intermediari abilitati.

TRADING ONLINE LE FIGURE ABILITATE SECONDO LA NUOVA NORMATIVA

La legge di stabilità per il 2016, la quale ha istituito un unico albo dei consulenti finanziari, che ricomprende anche i consulenti finanziari e le società di consulenza previsti dagli artt. 18-bis e 18-ter del t.u.f., soggetti restati a lungo sprovvisti di effettiva disciplina che ne regolamenti l'accesso e l'esercizio dell'attività.

Viene così istituito l'Organismo di vigilanza e tenuta dell'Albo unico dei consulenti finanziari, al quale per legge saranno trasferite le funzioni di tenuta dell'Albo, per quanto riguarda i promotori finanziari, i consulenti finanziari e le società di consulenza finanziaria.

A tale Organismo saranno altresì affidate le funzioni di vigilanza e quelle sanzionatorie sugli iscritti all'Albo, funzioni che, dunque, non competeranno più alla Consob.

La nuova disciplina ha anche provveduto a modificare la denominazione dei promotori finanziari e dei consulenti finanziari. I promotori finanziari sono ora qualificati « consulenti finanziari abilitati all'offerta fuori sede »; i consulenti finanziari di cui all'art. 18-bis t.u.f. assumono invece la denominazione di « consulenti finanziari autonomi »; le società di consulenza finanziaria dell'art. 18-ter t.u.f. non mutano nome.

Proviamo dunque a riassumere la parabola della evoluzione normativa: gli originari « consulenti porta a porta », divenuti per 25 anni « promotori finanziari », sono ora tornati ad essere denominati « consulenti finanziari », con l'aggiunta del seguente attributo: « abilitati alla offerta fuori sede ».

In definitiva quindi:

La consulenza finanziaria, da attività liberamente esercitabile, è divenuta (se prestata professionalmente e nei confronti del pubblico) attività riservata ai soli soggetti autorizzati.
I promotori, da professionisti ai quali era preclusa la consulenza, sono divenuti prima di ogni altra cosa consulenti; ciò significa che da figure necessariamente ed esclusivamente commerciali essi si sono evoluti in veri e propri consulenti per il risparmio.
La consulenza, da attività accessoria, è stata posta al centro o alla base della prestazione degli altri servizi di investimento

Occorre valutare beno questo cambio normativo e verificare se chi vi offre mirabolanti guadagni con il trading on line è perona abilitata secondo la normativa vigente oppure soggetto sprovvisto di autorizzazioni che lavora a suo esclusivo vantaggio e con il fondato rischio che trasmormi i vostri soldi in u utile per lui ed in un trafing online truffa per voi.
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TRADING ONLINE TRUFFA: PROMOTORE FINANZIARIO TRUFFATORE

In tema di responsabilità del soggetto preponente per i danni arrecati a terzi dal promotore finanziario, ai sensi dell'art. 31, comma terzo, T.U.F., il compimento da parte di quest'ultimo di condotte dolosamente volte a dissimulare il reale negativo andamento delle gestioni patrimoniali a lui affidate - accertato dal giudice, autonomamente valutando in sede civile la sentenza di applicazione della pena ai sensi degli artt. 444 e 445 cod. proc. pen. per il reato di truffa - fa presumere il nesso di causalità tra detto illecito del promotore finanziario ed il danno subito dall'investitore consistito nella perdita, parziale o totale, del capitale investito.

È fatta salva la prova contraria, spettante al promotore finanziario od al soggetto preponente, che il profilo di rischio del cliente è stato rispettato ovvero che le perdite si sarebbero ugualmente verificate, in pari o diversa misura, anche se il profilo di rischio del cliente fosse stato rispettato o se l'illecito del promotore finanziario non vi fosse stato, ovvero che il cliente non avrebbe disinvestito pure se fosse stato reso edotto del reale negativo andamento della gestione patrimoniale.
TRADING ONLINE TRUFFA: LA GIURISPRUDENZA

La Corte di Legittimità (a prescindere da coloro che neppure hanno le specifiche autorizzazioni- e che sono la quasi totalità delle attività reperibili online con siti mirror) ha insegnato che la violazione di specifici obblighi di informazione, volti a consentire al risparmiatore il compimento di scelte oculate e la prevenzione dei rischi connessi all'investimento, lascia presumere che questi rischi non sarebbero stati corsi se vi fosse stata un'adeguata informazione (cfr. Cass. n. 14056/10 e n. 29864/11, nonché di recente Cass. n. 12544/17, secondo cui dall'inadempimento degli obblighi di informazione che gravano sull'intermediario consegue in via presuntiva l'accertamento del nesso di causalità del danno subito dall'investitore).

Più specificamente, facendo applicazione dei principi generali in tema di nesso di causalità in ambito civile (per i quali l'affermazione della sua sussistenza ben può essere basata su una prova che lo renda probabile, a nulla rilevando che tale prova non sia idonea a garantire una assoluta certezza al di là di ogni ragionevole dubbio: cfr. Cass. S.U. n. 576/08), la Corte Suprema ha affermato che la prova del nesso di causalità tra l'inadempimento dell'intermediario finanziario e i danni lamentati dall'investitore può essere anche presunta (cfr., Cass. n. 3773/09, n. 29864/11 e n. 5089/16).

La corretta applicazione del principio dell'onere della prova. Ad avviso della Suprema Corte, bisogna far gravare sul promotore finanziario (e sull'istituto di credito responsabile del suo operato ai sensi dell'art. 31, comma terzo, TUF) l'onere di provare che, malgrado tutto, il profilo di rischio dei clienti era stato rispettato; ovvero che le perdite patrimoniali erano state determinate da cause indipendenti dall'operato del promotore finanziario; e/o che si sarebbero prodotte anche se il profilo di rischio dei clienti fosse stato assecondato o se il promotore finanziario non avesse operato con modalità truffaldine (cfr. Cass. 29864/11 e 28810/13).
TRADING ONLINE TRUFFA: LE CONCLUSIONI
In definitiva, come abbiamo già scritto nei nostri precedenti articoli in materia, è bene che l'investitore eviti assolutamente di dare somme di danaro a soggeti non abilitati ad effettuarne la raccolta e privi delle relative autorizzazioni. Spesso (per non dire sempre) tali soggetti si rilevano strutture societarie offshore prive di qualsiasi possibilità di reintegro patrimoniale in capo all'investitore truffato o soggetti italiani impossidenti, nullafacenti (se non truffatori) contro i quali qualsiasi azione civile di risarcimento del danno è destinata a concludersi con un nulla di fatto.
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FONDAZIONE MALTESE TUTELA PATRIMONIALE
Fondazione Maltese tutela patrimoniale: impariamo come utilizzare la Fondazione Maltese per proteggere il patrimonio.
Gentili lettori, abbiamo già parlato dell'assoluta inutilità del fondo patrimoniale ad essere uno strumento di tutela patrimoniale: ora affronteremo un altro argomento, e cioè se la Fondazione di Diritto privato Maltese può essere considerata uno strumento, legale ed efficace, di tutela patrimoniale.

PATRIMONIO PERSONALE SEGREGATO
Cominceremo con lo specificare che, all'estero, è normale e scontato che i beni personali (a differenza di quelli aziendali) siano tutelati e segregati in un ente diverso e distinto dalla persona fisica che li utilizza. Basti pensare che in Gran Bretagna, i beni stessi della Corona sono all'interno di un trust. Quindi, per approcciarsi a questi istituti, fra cui la Fondazione Maltese tutela patrimoniale, occorre uno sforzo culturale e conoscitivo che non è di poco conto, occorre comprendere che quel che conta è avere il concreto utilizzo del proprio patrimonio ed evitare che lo stesso possa costituire un compendio atto ad essere attratto in un patrimonio di terzi. Occorre tutelare e difendere i propri beni, specialmente quelli da destinare ai propri eredi.

TUTELA PATRIMONIALE: QUANDO FARLA?
Inizieremo con lo specificare che uno strumento utile di tutela patrimoniale deve essere effettuato quando non sussistono posizioni debitorie, al contrario di quanto fanno la maggioranza delle persone che, nel momento in cui sono ricoperte di debiti, hanno avuto le case ipotecate, hanno i creditori che li cercano ovunque, cercano strumenti di tutela patrimoniale che, in quel momento sono inutili, errati e controproducenti. 
Un conto è pianificare una sicurezza per un evento che si spera non debba mai avvenire, un conto è cercare di tutelarsi nel momento in cui la tutela è diventata impossibile da aversi. Anche questo significa l'utilizzo di uno strumento giuridico altamente performante come la Fondazione Maltese tutela patrimoniale.
Se vuoi informazioni in merito alla Fondazione Privata Maltese tutela patrimoniale, chiamaci allo 0532 24 00 71, oppure scrivici, clicca qui
FONDAZIONE PRIVATA MALTESE COME STRUMENTO DI TUTELA PATRIMONIALE
Ora parleremo della Fondazione di Diritto Privato Maltese e del perché riteniamo sia uno strumento migliore e decisamente superiore per la protezione del patrimonio rispetto all'inutile fondo patrimoniale.
La Fondazione Maltese è un ente costituito da un patrimonio preordinato al perseguimento di un determinato scopo: attualmente, la Fondazione, è sempre più utilizzata per la salvaguardia patrimoniale, grazie anche allo sviluppo professionale della sua gestione e grazie alla netta distinzione che si viene a creare fra il patrimonio del fondatore e la fondazione stessa. La Fondazione è un contratto tra il Fondatore, (colui che è l'originario proprietario dei beni), e il Director (amministratore fiduciario) dei beni conferiti in Fondazione, cioè colui che amministrerà i beni. In questo contratto, verranno nominati dei Beneficiari, cioè coloro che beneficeranno dei beni; ma potrebbe anche esserci una riserva del fondatore in punto alla nomina dei beneficiari: gli stessi possono anche non essere nominati subito, con riserva di nominarli in seguito. In questo contratto, sottoscritto di fronte ad un notaio, nel caso nostro a Malta, si andranno ad impartire precise istruzioni al Director della Fondazione, alle quali lo stesso dovrà attenersi scrupolosamente. 

FONDAZIONE MALTESE: I BENEFICIARI
I beneficiari della Fondazione possono essere persone fisiche, enti di carità, enti giuridici in genere, ma anche persone che non sono ancora nate, o persone nate che in futuro il fondatore possa decidere essere i reali beneficiari del patrimonio della Fondazione. 
Nella costituzione della Fondazione Maltese ben si potranno mettere determinate condizioni per i beneficiari, ad esempio; si potrà disporre che i figli siano i beneficiari al raggiungimento dei trentacinque anni, qualora  si impegnino a sostenere i genitori nella vecchiaia. In caso contrario, i beni potranno essere resi disponibili per delle attività benefiche o dati ad altri soggetti da nominare.

FONDAZIONE ESTERA E TUTELA PATRIMONIALE: QUANDO FARLA
In ogni caso, con una Fondazione fatta in tempi privi di problematiche finanziarie ed economiche, il fondatore potrà disporre dei suoi beni in modo autonomo e secondo la sua precisa volontà, nella certezza che eventuali (e non desiderate) problematiche economiche, non avranno come effetto quello di vedere pignorati i beni inseriti nella Fondazione di Diritto Privato Maltese, che, quindi, dimostra di essere un eccellente strumento di tutela patrimoniale. Vi è anche, inoltre, la possibilità di nominare un beneficiario che non ha nulla a che vedere con la propria parentela ed i propri eredi, in questo caso, i legittimi eredi potrebbero anche non ottenere la parte spettante della loro eredità se l'atto è stato fatto in vita e senza beneficiare un erede in preferenza di un altro. La Fondazione, nel caso di morte del fondatore, non sconta spese nell'asse ereditario. Importante, per comprendere appieno la duttilità dello strumento, è sapere che, una volta istituita la Fondazione Maltese, si potrà sempre comunque (nel rispetto di determinati parametri) disporre del bene per una eventuale vendita, e questo al contrario del trust, in cui i beni saranno vincolati allo scopo fino alla fine del trust, e quindi non disponibili per una vendita. Il Director, seguendo le disposizioni del fondatore, può sempre intervenire nel patrimonio della fondazione. 

La Fondazione costituisce pertanto un patrimonio completamente separato da quello del suo fondatore e i suoi beni risulteranno segregati e non potranno essere confusi con il patrimonio del fondatore.
In definitiva è possibile affermare come la fondazione maltese sia un attuale ed efficace sistema di tutela patrimoniale. Per saperne di più clicca qui
Se vuoi informazioni in merito alla Fondazione Privata Maltese, con consulenza tramite avvocato patrimonialista, chiamaci allo 0532 24 00 71, oppure scrivici, clicca qui
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ITALIANI DETENUTI ALL'ESTERO
Gli italiani detenuti all'estero sono molto di più di quello che comunemente si pensi: incastrati tra processi privi di reale civiltà giuridica, abusi di potere e, soprattutto, maltrattamenti carcerari, sono oltre tremila gli italiani detenuti all'estero, 2.300 dei quali in attesa di giudizio: (cifre in continuo mutamento).
L'India, ad esempio (molto nota in questo periodo per la vicenda dei due coraggiosi Marò ivi ingiustamente detenuti, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone) è uno fra gli 85 stati del mondo dove sono incarcerati degli italiani.
Abbiamo consultato l'ultima relazione del Ministero degli Affari Esteri, in India sono detenuti 17 italiani. Condizioni carcerarie disatrose, vessazioni quotidiane, torture, esecuzioni sommarie, percosse continue caratterizzano il sistema carcerario della maggior parte dei paesi extraeuropei.
Quando si va in vacanza in India od in Vietnam, in Brasile od in Perù, ma anche molto più semplicemente in Slovenia, in Croazia, in Austria od in Spagna, oppure nella Repubblica Dominicana, raramente si pensa che comportamenti che da noi sono reputati "innocenti", il fumare lo "spinello", fare il "gay", fare "a botte", compiere il "furtarello" al supermercato, molestare le donne; e tanti altri episodi di microcriminalità che in Italia vengono reputati quasi insignificanti, all'estero, in molti stati, vengono invece puniti con pene severissime, con anni e anni di carcere dopo processi senza garanzie e con intere vite rovinate, sia economicamente che psicologicamente. questa purtroppo è la realtà per molti italiani in prigione all'estero.

Se vuoi consulenza ed assistenza penale internazionale in materia di detenuti italiani all'estero, +39 329 57 24 694, attivo h 24, oppure scrivici, per avere informazioni ed assistenza per italiani arrestati all'estero.
SITUAZIONE CARCERARIA ESTERA DEI DETENUTI ITALIANI
Molti paesi extraeuropei sono ancora particolarmente arretrati sul piano della tutela dei detenuti: persistono torture ed altri tipi di maltrattamenti, esecuzioni extragiudiziali, morti in custodia delle forze dell'ordine e detenzioni arbitrarie. Purtroppo la civiltà giuridica come la si intende normalmente in Italia non è prerogativa esistente in molti stati del mondo. Sostanzialmente la troviamo quasi solo in Europa, e non ovunque.
Queste condizioni disastrose si trovano in più della metà degli stati esteri in cui si trovano incarcerati gli italiani.
Le situazioni peggiori e più pericolose che i detenuti italiani all'estero devono affrontare si trovano in Sud America, Medio Oriente, Asia e Africa. In Sud America sono incarcerati 494 italiani, la maggior parte dei quali in Brasile, Venezuela e Perù, tutte nazioni ad altissimo tasso delinquenziale e con condizioni carcerarie al limite dell'umano. Il traffico e lo spaccio internazionale di droga sono la principale causa degli arresti e dei relativi processi degli italiani arrestati all'estero: un terzo degli italiani viene arrestato in Sud America, poco più della metà in Europa. Sorprendentemente, guardando le statistiche si evidenzia che anche il tasso di reclusi per omicidio è alto: 28,6% nelle Americhe, il 59,2% in Europa.

Gli stati dove vengono arrestati degli italiani dove ci sono degli italiani incarcerati all'estero, e che hanno prigioni e posti di polizia più pericolosi, dove si rischia la vita, si trovano in Venezuela, dove 591 persone sono morte nel 2012 proprio a causa di violenze, torture o scontri in carcere, in Brasile, dove le Nazioni Unite evidenziano un eccessivo uso della forza da parte delle autorità, e, infine, (contrariamente a quello che comunemente si pensa) negli Stati Uniti. Amnesty International, ha denunciato l'abuso dei taser da parte della polizia, che nel 2012 ha cagionato la morte di 42 persone. Si stima che dal 2001 la pistola a scariche elettriche abbia ucciso 540 persone.
Anche, ad ogni buon conto, nella nostra cara e vecchia Europa, dove si concentra la stragrande maggioranza degli italiani detenuti all'estero, si rilevano condizioni di detenzione molto severe nelle carceri del Portogallo, dove viene denunziato l'abuso del Taser.
Per restare in Europa, problemi di sovraffollamento, maltrattamenti e pessima gestione dei detenuti, sono comuni a diversi Stati, tra cui Belgio, Irlanda, Grecia, Romania e Spagna. In Europa almeno si può contare su un processo bene o male equo e con garanzie di legge, (anche se con garanzie diverse a seconda degli stati), inoltre in Europa, per i cittadini italiani, vale la legge n. 69 del 2005, in materia di Mandato d'Arresto Europeo, ma se usciamo dall'Europa la situazione precipita.
In Asia ed in Africa (posti lontanissimi dalla civiltà giuridica, pur non perfetta, europea) gli arresti arbitrari, le percosse ed i maltrattamenti dei detenuti, nonchè i processi sommari, spesso in assenza di avvocati effettivi e di prove, sono piuttosto frequenti. Libia, Marocco, Sudan, Uganda, Kazakistan, Thailandia e Sri Lanka sono fra le nazioni in cui si evidenziano notevoli problematiche in tal senso.

DIFESA PENALE DELL'ITALIANO ARRESTATO ALL'ESTERO
Purtroppo la difesa penale di un italiano all'estero è, spesso, una questione economica: lo stato italiano è praticamente assente: non mette (se non in casi rarissimi e praticamente impossibili a verificarsi) a disposizione soldi per pagare la difesa degli italiani imprigionati all'estero, né mette a disposizione strutture atte comunque ad alleviare le sofferenze carcerarie degli italiani in prigione all'estero.

Importante è quindi rivolgersi, tempestivamente, appena si è stati arrestati, ad un avvocato italiano esperto di diritto penale internazionale e con conoscenze fidelizzate fra i migliori avvocati del paese straniero in cui è avvenuto l'arresto dell'italiano all'estero. La rapidità dell'intervento può fare la differenza fra il restare a lungo in carcere all'estero e l'uscirne con rapidità. Ambasciate e consolati fanno quello che possono, e non possono nulla.
Ovviamente non è colpa né demerito dei funzionari, è lo stato italiano che funziona così. Si limitano ad effettuare visite nelle carceri per verificare se le condizioni detentive sono idonee. "Gli standard sono quelli del Paese ospitante, non quelli italiani. Noi ci limitiamo a verificare che non vengano discriminati rispetto ai detenuti del posto", spiegano, all'Ufficio italiani all'estero del ministero degli Esteri.

Il problema principale per un italiano arrestato all'estero che non si rivolga subito ad un avvocato italiano esperto di diritto penale internazionale è quello che lo vede entrare in un tunnel di frustrazione, di maltrattamenti e di tracollo economico, se non adeguatamente assistito. In molti Paesi (specie del c.d. "terzo mondo") un italiano in carcere all'estero viene visto come una fonte di notevoli guadagni dagli avvocati del luogo, un vero e proprio portafoglio dotato di gambe, in molti casi viene fatto di tutto per prolungare il più possibile la detenzione dell'italiano all'estero, al fine di massimizzare i profitti dei rispettivi difensori locali d'ufficio.
La presenza di un difensore italiano esperto di diritto penale internazionale che conosca, coordini, controlli, valuti e monitori il comportamento dell'avvocato locale è di fondamentale importanza per un detenuto italiano all'estero.
Diversamente si cade nella trappola del consiglio dell'amico detenuto (e prezzolato per passare il nome di un determinato difensore) di quello che conosce il giudice, dell'altro che chiede i soldi garantendo l'assoluzione ed ogni altro modo per estorcere danari al detenuto italiano all'estero ed ai suoi familiari. Leggi qui cosa fare se sei stato arrestato all'estero.

Un italiano arrestato all'estero deve rivolgersi immediatamente ad un avvocato italiano esperto di diritto penale internazionale.

Lo Studio Legale Internazionale Bertaggia può esserti d'aiuto se sei stato arrestato all'estero: se sei un cittadino italiano e sei stato arrestato all'estero chiama subito il numero di urgenza penale internazionale attivo h 24: se hai bisogno di parlare in italiano +393295724694, if you have been arrested abroad and looking for a lawyer to a criminal defense international, just call: +386 40 589 547, o se non riesci a telefonare (in molti stati non lo consentono) dì all'ambasciata italiana che si metta subito in contatto con noi; a seconda della nazione in cui sei stato arrestato, in poche ore o, al massimo entro 3 giorni dall'arresto (un conto è essere arrestati in una capitale, un altro in un microscopico paese della provincia), saremo in grado di farti ottenere un colloquio con uno dei nostri avvocati fiduciari ed organizzare la tua difesa penale internazionale all'estero.
Il nostro Studio Legale Internazionale è presente direttamente, con avvocato, per organizzare la difesa penale degli italiani arrestati all'estero nelle seguenti giurisdizioni dove forniamo il servizio di avvocato che parla italiano in: Austria, Germania, Gran Bretagna, Perù, Repubblica Dominicana, Thailandia, Malta, Croazia, Slovenia, Spagna, Iran. In queste nazioni siamo in grado di intervenire immediatamente entro 24 ore dal mandato d'incarico, nelle altre giurisdizioni possono occorrere fino a 48 ore. Siamo in grado di risolvere con efficienza e rapidità il tuo problema di arresto in uno stato estero.
Se vuoi consulenza ed assistenza penale internazionale in materia di detenuti italiani all'estero, 329 57 24 694, attivo h 24, oppure scrivici, per avere informazioni ed assistenza per italiani arrestati all'estero.
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Italiani detenuti all'estero
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ESTEROVESTIZIONE FALSA RESIDENZA FISCALE
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Esterovestizione falsa residenza fiscale. Un connubio più comune di quel che si pensi, specie in ambito di coloro che costituiscono società estere e poi lavorano in Italia. Cerchiamo di capire meglio i rischi connessi a esterovestizione falsa residenza fiscale.
ESTEROVESTIZIONE: COME POSSO FARE PER EVITARLA?

Cominciamo col riportare una interessante sentenza della suprema corte, precisamente la Cassazione civile sez. trib. del 07/02/2013, Numero: 2869, in cui si evidenzia in maniera palese il costante orientamento giurisprudenziale, che esige che, in tema di società residente fiscalmente all'estero (quale un LTD, ma anche una DOO, una GMBH, una SA, una LLC, etc), sia necessario verificare se detto trasferimento vi sia effettivamente stato o se, al contrario, si è in presenza soltanto di un artificioso trasferimento che non ha nulla di reale, quale la sede legale presso un centro uffici, la mancanza di reale presenza ed attività lavorativa all'estero, ed altri elementi analoghi (stupidamente molto diffusi da chi crede di fatturare in Inghilterra e lavorare in Italia).
"Ai fini della configurazione di un abuso del diritto di stabilimento, nell'ipotesi di esterovestizione, ossia di fittizia localizzazione della residenza fiscale di una società all'estero, non è necessario accertare la sussistenza di ragioni economiche diverse da quelle relative alla convenienza fiscale, ma, invece, occorre verificare se il trasferimento in realtà vi è stato, o no, cioè se l'operazione sia meramente artificiosa, consistendo nella creazione di una forma giuridica che non riproduce una corrispondente e genuina realtà economica."
Se desideri evitare l'esterovestizione e vuoi un consulto professionale in materia di costituzione di ltd e di società estere puoi chiamare lo 0532 24 00 71 oppure scriverci, clicca qui
ESTEROVESTIZIONE: COSA E'?
Ricordiamo che per esterovestizione falsa residenza fiscale si intende la fittizia localizzazione della residenza fiscale di una società all'estero, in particolare in un Paese con un trattamento fiscale più vantaggioso di quello nazionale, allo scopo, ovviamente, di sottrarsi al più gravoso regime nazionale.

Si tratta di un tipico fenomeno di abuso del diritto, il cui divieto può dirsi ormai pacificamente riconosciuto come principio generale nel diritto tributario Europeo (che oltrepassa i confini delle imposte armonizzate) e va, di conseguenza, riconosciuto, almeno in via tendenziale, come principio generale anche nel diritto dei singoli Stati membri (cfr., per tutte, Cass., Sez. un., n. 30055 del 2008, secondo la quale il divieto di abuso del diritto si traduce in un principio generale antielusivo che trova fondamento, in tema di tributi non armonizzati, nei principi costituzionali di capacità contributiva e di progressività dell'imposizione).
Con particolare riferimento al fenomeno della localizzazione all'estero della residenza fiscale di una società, la sentenza della Corte di giustizia del 12 settembre 2006, C-196/04, Cadbury Schweppes e Cadbury Schweppes Overseas, ha affermato, in tema di libertà di stabilimento, che la circostanza che una società sia stata creata in uno Stato membro per fruire di una legislazione più vantaggiosa non costituisce per se stessa un abuso di tale libertà; tuttavia, una misura nazionale che restringe la libertà di stabilimento è ammessa se concerne specificamente le costruzioni di puro artificio finalizzate ad eludere la normativa dello Stato membro interessato.
ESTEROVESTIZIONE E SOCIETÀ ESTERA: ATTENTI ALLE FACILI PROMESSE E ALLA LIBERTÀ DI STABILIMENTO
Tutti coloro che, specialmente in questo periodo storico improntato alla crisi economica, cercano facili scappatoie pretendendo di creare ltd da poche sterline (il "pacchetto" ltd chiavi in mano...di cui la rete abbonda), dovrebbero, prima di effettuare scelte sconsiderate e penalmente rilevanti, valutare bene la loro volontà contattando dei professionisti realmente esperti in diritto societario internazionale, al fine di portare a compimento un reale business e non un disastro.

Difatti l'obiettivo della libertà di stabilimento è quello di permettere a un cittadino di uno Stato membro di creare uno stabilimento secondario in un altro Stato membro per esercitarvi le sue attività e di partecipare così, in maniera stabile e continuativa, alla vita economica di uno Stato membro diverso dal proprio Stato di origine e di trarne vantaggio. Nulla a che vedere con esterovestizione falsa residenza fiscale. La nozione di stabilimento implica, quindi, l'esercizio effettivo e concreto di un'attività economica per una durata di tempo indeterminata, tramite l'insediamento in pianta stabile in un altro Stato membro: presuppone, pertanto, un insediamento effettivo della società interessata nello Stato membro ospite e l'esercizio quivi di un'attività economica reale. Ne consegue che, perchè sia giustificata da motivi di lotta a pratiche abusive, una restrizione alla libertà di stabilimento deve avere lo scopo specifico di ostacolare comportamenti consistenti nel creare costruzioni puramente artificiose, prive di effettività economica e finalizzate ad eludere la normale imposta sugli utili generati da attività svolte sul territorio nazionale.
In definitiva, deve ritenersi che quel che rileva, ai fini della configurazione di un abuso del diritto di stabilimento, non è accertare la sussistenza o meno di ragioni economiche diverse da quelle relative alla convenienza fiscale, ma accertare se il trasferimento in realtà vi è stato o meno, se, cioè, l'operazione sia meramente artificiosa (wholly artificial arrangement), consistendo nella creazione di una forma giuridica che non riproduce una corrispondente e genuina realtà economica.
ESTEROVESTIZIONE FALSA RESIDENZA FISCALE: LA GIURISPRUDENZA EUROPEA

I concetti esposti sono stati ribaditi dalla sentenza della Corte di giustizia 28 giugno 2007, C-73/06, Planzer Luxembourg Sarl, la quale, nell'interpretare l'ottava e la tredicesima direttiva in materia di IVA (rispettivamente, 6 dicembre 1979, 79/1072/CEE, in tema di rimborso dell'imposta ai soggetti passivi non residenti all'interno del paese, e 17 novembre 1986, 86/560/CEE, in tema di rimborso ai soggetti passivi non residenti all'interno della Comunità), premesso che gli interessati, secondo la costante giurisprudenza, non possono avvalersi fraudolentemente o abusivamente del diritto comunitario, ha affermato che ciò accadrebbe se un soggetto passivo intendesse fruire del sistema di rimborso alle condizioni enunciate dalle citate direttive, quando l'indirizzo dell'impresa non corrisponde ad alcuna realtà economica, cioè nè alla sede dell'attività economica del soggetto, nè ad un centro di attività stabile dal quale quest'ultimo svolge le sue operazioni.
Questo, a ben pensarci è esattamente quello che accade a tutti coloro che sono convinti di creare una ltd all'estero e lavorare in e dall'Italia, ignorando le conseguenze di ciò che fanno e, soprattutto, ignorando che vi è il modo, legale, di lavorare con ragione sociale estera: basta conoscerlo.

La sentenza della Corte di giustizia del 28 giugno 2007, Planzer Luxembourg Sarl, ha affermato che la nozione di sede dell'attività economica, ai sensi dell'art. 1, punto 1, della tredicesima direttiva del Consiglio 17 novembre 1986, 86/560/CEE (in materia di rimborsi IVA a soggetti passivi non residenti nel territorio della Comunità), indica il luogo in cui vengono adottate le decisioni essenziali concernenti la direzione generale della società e in cui sono svolte le funzioni di amministrazione centrale di quest'ultima (punto 60). La determinazione del luogo della sede dell'attività economica di una società implica la presa in considerazione di un complesso di fattori, al primo posto dei quali figurano la sede statutaria, il luogo dell'amministrazione centrale, il luogo di riunione dei dirigenti societari e quello, abitualmente identico, in cui si adotta la politica generale di tale società.
Possono essere presi in considerazione anche altri elementi, quali il domicilio dei principali dirigenti, il luogo di riunione delle assemblee generali, di tenuta dei documenti amministrativi e contabili e di svolgimento della maggior parte delle attività finanziarie, in particolare bancarie (punto 61). Di conseguenza un insediamento fittizio, come quello caratterizzante una società "casella postale" o "schermo", non può essere definito sede di un'attività economica ai sensi dell'art. 1, punto 1, della tredicesima direttiva (punto 62).
Se desideri evitare l'esterovestizione falsa residenza fiscale, e vuoi un consulto professionale in materia di costituzione di ltd e di società estere puoi chiamare lo 0532 24 00 71 oppure scriverci, clicca qui.

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SERVIZI ESTERI PERCHE' CON STUDIO BERTAGGIA
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Trasferirsi all'estero, lavorare all'estero, pagare le tasse all'estero, chi non ci pensa? Si ma come si fa? Mi conviene veramente? E se sbaglio qualcosa? Cerchiamo di capire come fare coincidere i desideri con la realtà.
Gentili utenti, e' importante affidarsi ad un avvocato competente per i servizi legali esteri? o vanno bene i consigli dell'amico al bar o dello sconosciuto "consulente" a basso costo? cercheremo di affrontare un tema molto dibattuto, nell'ambito del diritto societario internazionale, valutando ciò che più comunemente ci viene chiesto, ovvero la costituzione di una società estera, ovvero la costituzione di una LTD (tuttora la più richiesta fra le innumerevoli forme societarie che il diritto internazionale consente) in qualunque giurisdizione del mondo che la consenta, e la sua successiva gestione, è un'operazione semplice che si può affidare a chiunque? è un'operazione in cui ciò che conta è il prezzo e basta? è importante oppure no avere degli interlocutori affidabili e, soprattutto, esistenti e rintracciabili in un luogo fisico raggiungibile? In poche parole, cercheremo di rispondere a questa domanda, che le comprende tutte: "è preferibile rivolgersi a dei professionisti per costituire una società estera, oppure è meglio, o equivalente, risparmiando, rivolgersi ad una delle tante strutture che, nel web, promettono di darti: "la tua ltd chiavi in mano a 150.00 €!", ovvero il "pacchetto completo ltd-lavora in Italia e fattura dall'estero!"?

Evita di mettere il tuo futuro lavorativo nelle mani di persone che cercano solo di attrarti con il prezzo basso! o con proposte assurde del genere "non pagherai le tasse da nessuna parte": avrai solo buttato i tuoi soldi e conquistato problemi penali e fiscali!
Per richieste di colloquio in Studio e preventivi per costituire ltd e società estera, info line clienti italiani +39 0532 240071, oppure per clienti esteri +386 40 589 547. Oppure scrivici clicca qui. Se invece vuoi una consulenza on line in materia di ltd o di società estera clicca qui ed ottieni la consulenza on line che desideri.
DIRITTO SOCIETARIO INTERNAZIONALE: COME DISTINGUERE IL PROFESSIONISTA DALL'IMPROVVISATO
Rispondere a questa domanda, e trovare l'interlocutore giusto nel settore del diritto societario internazionale, non è nè facile né breve, ma per noi è importante, visto che vogliamo garantirvi il massimo successo nella vostra operatività internazionale: cerchiamo di spiegarci. Sicuramente, in rete, come ben sapete si trova di tutto, da società serissime, operative da anni e che fanno effettivamente quello che dicono, a società che altro non sono che vere e proprie trappole per gli sprovveduti che incappano nei loro "servizi". Quotidianamente veniamo contattati da ingenui clienti che sono incappati in questi problemi, e non sanno più come risolverli. Se ragioniamo bene, rivolgersi a società dietro le quali neppure si sa chi sia che effettivamente gestisce l'attività, per farsi costituire una società estera, basandosi solo sul prezzo basso è come dare i propri soldi ad un soggetto che promette rendimenti "impossibili" (il 10% mensile garantito.....). Nel caso dell'investitore attratto dagli alti rendimenti, si perderanno i propri soldi; nel caso di costituzione di società estera affidata a soggetti privi di concrete garanzie professionali ed operative, oltre a perdere i soldi si avranno problematiche sia civili che penali che fiscali che accompagneranno l'incauto acquirente di società estere per molti anni a venire. Nella migliore delle ipotesi, si sarà acquistato un pezzo di carta inutilizzabile, non di rado un certificato di incorporazione falso, creato con lo scanner. Costituire una società estera è un'operazione professionale, complessa e difficoltosa, non solo nella fase di iniziale costituzione, ma, soprattutto, in tutta la fase successiva di gestione della stessa per tutta la sua durata. Pare sicuramente essere preferibile rivolgersi ad un professionista iscritto ad un Ordine professionale sia italiano che estero, poiché ciò di per sé è garanzia non solo di reale esistenza professionale dell'iscritto, ma anche di serietà e continuità nell'esercizio della professione, oltre che dell'esistenza di una assicurazione professionale, obbligatoria per legge in capo ai professionisti iscritti nei rispettivi albi.

Questo però, è solo l'inizio, possono esserci (non ne dubitiamo) avvocati o commercialisti regolarmente iscritti agli albi che, poi, si rivelano pessimi professionisti, così come possono esserci società che costituiscono ltd, serie ed affidabili: il cliente ha però, rivolgendosi ad un professionista iscritto agli albi, la tutela dell'assicurazione professionale obbligatoria, e la certezza che il professionista scelto sia abilitato ad esercitare la professione, con tutti gli obblighi (e le garanzie) che da ciò discendono: serietà-incensuratezza-formazione obbligatoria, e quant'altro dalla Legge determinato, a tutela dell'utente dei servizi legali. Inoltre un avvocato, esperto in diritto internazionale, fornito di adeguata struttura e di verificabile curriculum, con una sede fissa in un determinato territorio (magari in più nazioni), fornisce una garanzia in più rispetto a quella che può essere offerta da una società magari composta (dietro altisonanti nomi anglosassoni) da qualche italiano emigrato che cerca di sfruttare i bisogni dei connazionali vendendo promesse a pochi soldi. Ciò senza nulla togliere, ovviamente a società che operano nel settore del diritto societario internazionale con la massima serietà e rigore.

COSTITUZIONE DI UNA SOCIETA' ESTERA: COME FARE, DISTINGUERE FRA I PROFESSIONISTI ED EVITARE TRUFFE
Cerchiamo comunque di comprendere appieno il ragionamento: un'operazione professionale di costituzione di società estera esige numerose fasi, per essere garanzia di raggiungimento delle aspettative del cliente. Quante volte ci sentiamo scrivere, o telefonare, da persone che chiedono: "avvocato, devo fare una ltd, quanto costa? Non voglio spendere più di 500.00 €, su internet ho trovato anche a meno, lei quanto fa?" Ci sarebbe quasi da ridere se non fosse che, con tali ragionamenti, non solo non si ottiene nulla, ma si rischia fortemente la commissione di svariate tipologie di atti illeciti. Una cosa è importante da capire e comprendere: la costituzione di una società estera, la gestione di una società estera, sono attività professionali, non fasi di acquisto di un oggetto. Se chi desidera internazionalizzarsi non comprende tale assunto basilare, non riuscirà mai a concretizzare alcunché, nel settore internazionale, perderà tempo e danaro, tante vale che cambi subito strada.

Molte volte incauti clienti, attratti dal miraggio del prezzo basso, incappano in strutture non all'altezza di effettuare quanto promesso, o che, peggio, fanno commettere degli illeciti agli ignari "acquirenti di società estera" o che non rilasciano i documenti attestanti la proprietà della neo costituita ltd o che, peggio ancora, fidando dell'ingenuità di chi crede di ottenere molto spendendo poco, effettuano vere e proprie truffe trafugando somme, intestandosi immobili, e quant'altro possa essere possibile in un settore che ultimamente, complice il mutato orientamento finanziario mondiale, sta attraendo molte figure che cercano di sfruttare le esigenze delle persone a loro vantaggio.

Rivolgetevi sempre ad un avvocato od ad un commercialista di vostra fiducia (od ad un altro professionista competente in materia) prima di effettuare qualunque operazione societaria estera. Se pensate di spendere troppo, fatevi fare un preventivo scritto e confrontatelo: se finanziariamente non riuscite, rinunziate all'operazione: in ogni caso non decidete mai sulla base del prezzo.
Le procedure internazionali in tema di costituzione di ltd o di società estera hanno dei costi sotto i quali non è possibile andare.
Chi vi promette di fare tutto spendendo poco, o non fa quello che dice-o vi truffa, non riuscirà mai a seguirvi adeguatamente, a farvi aprire il conto corrente societario, in breve, non riuscirà mai a fare operare realmente la società estera costituita. Non vi sono alternative.

Cosa è necessario fare affinché la costituzione di una società estera o di una ltd diventi un reale vantaggio per il cliente, e non un mezzo per perdere inutilmente tempo e danaro?: di seguito le risposte che lo Studio Legale Internazionale Bertaggia vi offre, spiegandovi la sua operatività in tema di costituzione e gestione di società estere.

Per richieste di colloquio in Studio e preventivi per costituire ltd e società estera, info line clienti italiani +39 0532 240071, oppure per clienti esteri +386 40 589 547. Oppure scrivici clicca qui. Se invece vuoi una consulenza on line in materia di ltd o di società estera clicca qui ed ottieni la consulenza on line che desideri.
COLLOQUIO PRELIMINARE IN MATERIA DI SOCIETA' ESTERA
In quest'ambito si inquadreranno i bisogni e le aspettative del cliente, si raccoglieranno tutte le informazioni necessarie a comprendere quali sono le esigenze di cui il cliente necessita. Il cliente ha bisogno di tutela immobiliare? O invece desidera gestire le sue attività con una società fiduciaria estera? Il cliente deve lavorare all'estero ivi aprendo uno stabilimento industriale od una sede operativa od una stabile organizzazione? Il cliente ha dei marchi o dei brevetti da registrare? Il cliente ha bisogno anche di operare finanziariamente all'estero? Solo ad esito di un colloquio consulenziale preciso e puntuale in cui il cliente dirà all'avvocato od al commercialista di riferimento tutto ciò di cui abbisogna, sarà possibile inquadrare il problema ed iniziare a valutare la questione relativa alla convenienza o meno di costituire una società estera.

CONSULENZA SULLA FATTIBILITA' OPERATIVA PER COSTITUIRE LA SOCIETA' ESTERA E PREVENTIVO
Ad esito del colloquio preliminare (che può avvenire anche in videoconsulenza ) l'avvocato potrà dipanare i dubbi del cliente, discernendo fra ciò che è possibile e legale (tutto è possibile, ma non tutto ciò che è possibile è anche legale....) fare e ciò che non lo è: tipico e frequente il caso di coloro che vogliono costituire una ltd per operare in Italia e fatturare dall'estero (e vogliono anche spendere poco, hanno visto sul web che con 100,00 € hai la ltd chiavi in mano.....), non si può! È illegale e contro ogni norma nazionale ed internazionale. Le tasse si pagano dove si svolge l'attività e dove si risiede, salve le norme sulle doppie imposizioni. Nonostante ciò, le richieste assurde e monotematiche "lavorare in Italia e fatturare dall'estero", insistono sempre: leggete le domande postate ad un articolo nel nostro blog per rendeverne conto, leggete le risposte alle domande su ltd come funziona. Le leggi bisogna conoscerle, e, solitamente, chi di professione deve conoscere le leggi sarà più affidabile di chi di mestiere fa il venditore di certificati della Companies House. Si consiglierà al cliente la forma societaria internazionale più consona alle sue esigenze, gli si prospetteranno varie opzioni e varie giurisdizioni, specificando per ognuna i vantaggi e gli svantaggi, in definitiva si chiarirà ogni dubbio, anche quello più residuale, in proposito, in modo tale che il cliente sia posto di fronte a notizie certe, sicure, affidabili sia dal punto di vista civile che da quello fiscale che da quello operativo e finanziario, e possa effettuare la sua scelta di fare una ltd in modo intelligente ed a ragion veduta. Si spiegherà al cliente cosa è lecito fare e cosa non lo è, in modo tale da evitare che lo stesso, magari mal consigliato, violi norme penali o fiscali internazionali. Contemporaneamente alla consulenza, verrà fatto un accurato preventivo, per iscritto, che distinguerà chiaramente le voci:

COSTI VIVI PER FARE SOCIETA' ESTERA
TASSE E FISCO DELLA SOCIETA' ESTERA
ONORARI E COMPETENZE PER LA SOCIETA' ESTERA
COSTI DI MANTENIMENTO DELLA SOCIETA' ESTERA
Il cliente saprà esattamente cosa spenderà, conformemente alla politica dei costi dello Studio Bertaggia, e saprà a cosa serviranno quei soldi, voce per voce sarà in grado di conoscere esattamente il costo totale ed omnicomprensivo dell'operazione di costituzione di ltd o società estera, senza ambiguità, ed alla luce del sole. Quindi, ora, il cliente saprà esattamente:

I) che tipo di struttura societaria estera è adatta alle sue esigenze internazionali;
II) quanto spenderà per effettuare la pratica di costituzione di società estera;
III) quanto spenderà per gli anni futuri per fare vivere la struttura societaria estera.
Un avviso: spendendo poco si ottiene poco, molto spesso nulla. Per creare strutture societarie estere complesse si può spendere poco (ma solo perché quel poco è sufficiente a garantire le esigenze del cliente) o molto (quando molte e variegate sono le esigenze del cliente). Non esiste un prezzo standard, ogni caso di costituzione di società estera è a sé, e come tale merita di essere trattato. Un caso unico ed importante, che, spesse volte, vede coinvolto il futuro lavorativo e finanziario di un cliente. Noi vi rispettiamo e vogliamo fornirvi la massima competenza, ad un prezzo che contemperi le vostre esigenze e quelle di farvi avere un servizio professionale assolutamente adeguato a quanto vi è stato detto in sede di colloquio preliminare. Un servizio professionale non è l'acquisto di un oggetto. Non bisogna mai scordarselo.
EFFETTUAZIONE DELLA PRATICA DI COSTITUZIONE DI SOCIETA' ESTERA: OPERATIVITA' INTERNAZIONALE
Fatto ciò, raccolto il mandato, la pratica può iniziare. Gli esperti dello Studio Legale Internazionale Bertaggia effettueranno tutto quanto pattuito e preventivato, costituiranno la società estera o la ltd, apriranno il conto corrente societario, effettueranno le operazioni di cessione o conferimento di quote, gli aumenti del capitale sociale (coinvolgendo il Notaio ogni volta che tale professionista debba intervenire), le intestazioni fiduciarie, le declarations of trust (The act by which an individual acknowledges that a property, the title of which he holds, does in fact belong to another, for whose use he holds the same. The instrument in which the acknowledgment is made, is also called a declaration of trust; but such a declaration is not always in writing, though it is highly proper it should be so.) e quant'altro di assolutamente necessario affinché il cliente ottenga, nella più totale trasparenza e legalità, quanto pattuito e preventivato.

Ricordiamo che siamo in grado di offrire i servizi di costituzione di societa' estera e di fornire il servizio di avvocato societario internazionale direttamente nelle seguenti giurisdizioni: Austria, Croazia, Malta, Gran Bretagna, Slovenia, Spagna, Iran, Peru', Repubblica Dominicana, Romania, Ungheria. Nelle altre giurisdizioni lavoriamo con professionisti fidelizzati alla nostra struttura che rendono il servizio di costituzione di società estere sempre agevole e professionale.
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