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Avv. Matteo Santini
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titolare dello Studio Legale Santini e Consigliere dell'Ordine degli Avvocati di Roma
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Avvocato Roma Studio Legale Santini

L'avvocato Matteo Santini opera a Roma dal 2001 ed esercita la professione di avvocato a Roma occupandosi di diritto di famiglia, minorile, diritto civile, diritto di autore, trust, diritto societario, diritto immobiliare, diritto dello spettacolo e contrattualistica. E' iscritto all'Ordine degli avvocati di Roma con il numero di tessera A28218. Nella home page del presente sito sono indicate, nel dettaglio, tutte le materie ed i settori di competenza dello studio legale.
La metodologia operativa dello studio dell'avvocato Santini si basa su un approccio multidisciplinare che consente al cliente di ricevere un'assistenza e consulenza legale completa mediante l'intervento, ove necessario, di diverse figure professionali che collaborano con lo studio quali notai, commercialisti, avvocati tributaristi, mediatori familiari, avvocati ammistrativisti, psicologi e medici. La collaborazione (interna o esterna) di avvocati esperti nei singoli settori del diritto permette allo studio di offrire servizi legali "mirati" e di seguire il cliente (privato o società) passo dopo passo in tutte le problematiche di natura legale.
 
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PROFILO DELLO STUDIO LEGALE ROMA
Lo Studio dell'avvocato Matteo Santini si trova a Roma in Via Maria Cristina 2 ed opera nei seguenti settori: diritto civile, diritto immobiliare, diritto di famiglia, diritto penale della famiglia (violazione obblighi di assistenza familiare, art. 570 codice penale), consulenza aziendale, diritto societario, trust, colpa medica. Presta attività di consulenza legale in tutta Italia. Lo Studio dell'avvocato Matteo Santini è composto da vari avvocati esperti nelle diverse branche del diritto e si articola in tre Dipartimenti:
1) Dipartimento di Diritto di Famiglia (separazioni, divorzi, stalking, affidamento condiviso)
2) Dipartimento di Diritto Condominiale, Diritto Societario e Immobiliare (istituzione di trust, cause condominiali, impugnative delibere condominiali, locazioni, contratti commerciali, affitti di azienda, patti parasociali, franchising, consulenza aziendale, due diligence, franchising, Information Technology, diritto immobiliare, compravendita yacht)
3) Dipartimento Proprietà Intellettuale (marchi, brevetti, diritto televisivo, diritto di autore, privacy)
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Avvocato Roma

L'avvocato Matteo Santini esercita l'attività di avvocato a Roma occupandosi di diritto civile, diritto di famiglia, minorile, immobiliare, societario e condominiale.

L'avvocato Matteo Santini riceve nel proprio studio di Roma in Via Maria Cristina 2 (zona Piazza del Popolo) ma opera anche fuori Roma su tutto il territorio nazionale grazie ad una fitta rete di avvocati domiciliatari.

L'avvocato Santini opera a Roma dal 2001 ed è iscritto all'Ordine degli avvocati di Roma con il numero di tessera A28218.

Lo Studio Legale dell'avvocato Matteo Santini si avvale della collaborazione di avvocati interni allo studio e di consulenti esterni quali mediatori familiari, psicologi forensi, criminologi, notai, commercialisti e medici. L'approccio multidisciplinare dello studio legale dell'avvocato Matteo Santini consente al cliente di usufruire di un'assistenza legale completa ed esaustiva. Ciò avviene anche in virtù della collaborazione, nel singolo caso, di diverse figure professionali così garantendo un lavoro di squadra ed un esame delle problematiche sotto tutte le angolazioni e punti di vista.

L'avvocato Matteo Santini utilizza il sistema della parcellazione oraria secondo i parametri indicati nella bozza allegata: clicca qui

Nel caso in cui avesse necessità di avvalersi dell'assistenza o consulenza di un avvocato a Roma può contattare lo Studio Legale Santini al numero 063208106 o tramite email all'indirizzo: studiolegalesantini@hotmail.com
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PROFILI FISCALI DEL TRUST
Il Trust si considera residente nel territorio dello Stato al verificarsi di almeno una delle condizioni indicate per la maggior parte del periodo di imposta:
• sede legale nel territorio dello Stato;
• sede dell'amministrazione nel territorio dello Stato;
• oggetto principale dell'attività svolta nel territorio dello Stato.
L'articolo 73 del Tuir (comma 3), prevede due casi di attrazione della residenza del trust in Italia:
a) Si considerano residenti nel territorio dello stato, salva prova contraria, i trust e gli istituti aventi analogo contenuto istituiti in Paesi che non consentono lo scambio di informazioni quando almeno uno dei disponenti ed almeno uno dei beneficiari siano fiscalmente residenti nel territorio dello Stato;
b) Si considerano, inoltre, residenti nel territorio dello Stato i trust istituiti in uno Stato che non consente lo scambio di informazioni, quando, successivamente alla costituzione, un soggetto residente trasferisca a favore del trust la proprietà di un bene immobile o di diritti reali immobiliari ovvero costituisca a favore del trust dei vincoli di destinazione sugli stessi beni e diritti. In tal caso, è proprio l'ubicazione degli immobili che crea il collegamento territoriale e giustifica la residenza in Italia
Il Trust come soggetto passivo d'imposta, è obbligato a porre in essere specifici adempimenti previsti per i soggetti Ires, (come ad esempio presentare annualmente la dichiarazione dei redditi e dotarsi di un proprio codice fiscale).
Attività commerciale
Qualora eserciti attività commerciale dovrà dotarsi anche di partita Iva.
Ai sensi del comma 76 dell'articolo unico della finanziaria 2007, sono obbligati a tenere le scritture contabili sia i trust che hanno per oggetto esclusivo o principale l'esercizio di attività commerciale sia i trust che non hanno per oggetto esclusivo o principale l'esercizio di attività commerciale.
In materia di imposte dirette l'art. 1, commi da 74 a 76 della 27.12.2006 n. 296 ha incluso i trust tra i soggetti passivi dell'imposta sul reddito delle società (Ires). È stata così riconosciuta ai trust un'autonomia soggettività tributaria rilevante ai fini dell'imposta tipica delle società, degli enti commerciali e non commerciali.
I beneficiari
La suddetta norma ha altresì individuato, ai fini della imposizione dei redditi, due principali tipologie di trust: trust con beneficiari individuati, i cui redditi vengono imputati per trasparenza ai beneficiari stessi (trust trasparenti) e trust senza beneficiari individuati, i cui redditi vengono tassati direttamente in capo al trust (trust opachi).
I redditi imputati al beneficiario sono stati qualificati come redditi di capitale.
Dopo aver individuato il reddito del trust, il trustee indicherà la parte di esso attribuito al trust – sulla quale il trust stesso assolverà l'Ires – nonché la parte imputata per trasparenza ai beneficiari – su cui questi ultimi assolveranno le imposte sul reddito.
Nei casi in cui i beneficiari del Trust siano individuati, i redditi conseguiti dal Trust sono imputati in ogni caso ai beneficiari in proporzione alla quota di partecipazione individuata nell'atto costitutivo del Trust o in altri successivi documenti ovvero in loro mancanza in parti uguali.
Imposte
In materia di imposizione indiretta, l'articolo 6 del decreto legge 3 ottobre 2006, n. 262 ha previsto l'applicazione dell'imposta di registro sulla costituzione dei vincoli di destinazione sui beni e diritti. Poi, la legge di conversione 24 novembre 2006, n. 286 ha invece assoggettato la costituzione dei vincoli di destinazione sui beni e diritti all'imposta sulle successioni e donazioni. Sono state successivamente introdotte alcune franchigie ed esenzioni.
Secondo l'Agenzia delle entrate (circolare n. 48/E/2007 e circolare n. 3/E/2008), l'atto di costituzione del trust, che realizza il trasferimento della proprietà dei beni segregati, integra la fattispecie impositiva del tributo sulle successioni e donazioni. Qualora, invece, l'atto istitutivo di trust non sia anche atto di dotazione patrimoniale, avvenendo la segregazione dei beni in un momento successivo, lo stesso, se redatto per atto pubblico o scrittura privata autenticata, è tassato con imposta fissa di registro, in quanto atto privo di contenuto patrimoniale.
Nei casi di trust senza beneficiari diretti (trust di scopo), così come quando non vi è nessun rapporto di parentela tra i soggetti indicati, la tassazione si realizzerebbe, secondo l'Agenzia, con l'aliquota più elevata, senza applicazione di franchigie. La circolare n. 3/E/2008 ha, infatti, affermato che il rapporto tra il disponente e beneficiario deve essere considerato all'atto di segregazione del patrimonio, il beneficiario dovendo essere determinato in questo momento. Quando, invece, all'atto di segregazione il beneficiario non sia ancora determinato (nel caso in cui il disponente si riserva di nominare il beneficiario o quando l'atto istitutivo prevede una successiva individuazione da parte del trustee), l'imposizione non può tenere conto di alcun legame di parentela e sarà, di conseguenza, quella più alta.
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Nel processo civile telematico integra una mera irregolarità e non è motivo di nullità il deposito del reclamo effettuato in formato PDF ricavato da un'immagine e non dal testo (Trib. Vercelli 04.08.2014)
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Cassazione Civile: Medico responsabile della morte del paziente se non lo avvisa dei rischi legati all'esame endoscopico
Il sanitario che viola il consenso informato provoca un danno alla salute e una lesione del diritto all'autodeterminazione
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Il Consiglio di Stato in materia di specializzazioni degli avvocati ha osservato che 50 cause di settore l’anno per il titolo, sono troppe, invitando il Ministero a trovare una soluzione più equilibrata.
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