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Associazione Mandala
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Yoga Evolutivo, Meditazione, Meditazione Relazionale
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“Partecipare volontariamente alla propria evoluzione” è questo, secondo Paolo Menghi, “il progetto più centrale di cui ci si possa occupare”. Questo circa 30 anni fa. Su questo principio elaborò un sistema complesso di pratiche che potesse aiutare la persona a perseguire questo scopo: il metodo Normodinamico. A distanza di anni il concetto che l’evoluzione dell’uomo sia sempre di più sganciato dalla sua dimensione biologica e genica a favore di una prospettiva più culturale legata ai comportamenti, alle relazioni e alle scelte dell’individuo, si fa sempre più strada. L’evoluzione dell’uomo è connessa a tutto questo e, in estrema sintesi, dipende dal grado di coscienza che si sviluppa nel corso della vita. L’articolo di Deepak Chopra che vi presentiamo si muove in questo territorio e mostra come l’evoluzione umana sia strettamente connessa con lo sviluppo della consapevolezza e si emancipi sempre di più dalla prospettiva evoluzionistica con cui è stata considerata dai tempi di Darwin e che una certa cultura sembra ancora voler riaffermare. #paolomenghi #normodinamica
https://www.scienceandnonduality.com/if-you-want-to-evolve…/
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Il percorso fatto nella notte di meditazione è stato accompagnato e guidato da alcune letture tratte dai libri di Paolo Menghi, Clarissa Pinkola Estés e Simone Weil . Rileggendo questi brani sarà possibile, per chi lo desidera, ripercorrere quei momenti e il percorso personale ad essi legato.
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"Mi sono abbandonata alla pratica come veniva, affidandomi, semplicemente godendo l’opportunità che avevo di essere lì.”

“....mi do un permesso: per la prima volta dormo rimanendo nel gruppo cullata e vegliata da chi continua la pratica."

"Non riuscivo a stare ferma sono usciti tutti i fantasmi interiori...il combattimento mi toglie energia e me la ridona sotto altra forma....”

“Gli sguardi, i sorrisi, le strette di mano, gli abbracci silenziosi sono stati il nutrimento che mi ha permesso di lasciarmi andare, di sentire l'energia del gruppo come un balsamo vivificante nei momenti più faticosi e difficili. …..Non ho vissuto la notte come una maratona. Era come un accampamento di consapevolezza.”

“Una lunga notte di profonda pace, finalmente. I pensieri che scorrevano sullo schermo erano talmente insignificanti da non riuscire a portarmi via se non per un nanosecondo. Il corpo si è arreso, morbido, tranquillo e quando un dolore si imponeva invece di resistere me ne sono presa cura. Mi sentivo davvero un frammento di vita in viaggio verso l'infinito.”

Questi alcuni estratti dai commenti dei molti partecipanti che si sono riuniti sabato per la notte di meditazione. Diverse persone hanno contribuito all’organizzazione dell’evento, e molte altre hanno partecipato, condividendo l’esperienza insolita di una intera notte di pratica.
Nella Normodinamica si insiste molto sulla metodicità dell’impegno e la regolarità nella pratica, sapendo che la pratica costante prepara ad una trasformazione dell’individuo. I cambiamenti però non avvengono quasi mai un poco alla volta ma per salti, per trasformazioni repentine che si manifestano nella singolarità dell’istante, del presente. Una esperienza come quella della notte di meditazione, a volte, crea un terreno fertile per quegli eventi. Ci auguriamo che lo sia stato per più di uno dei partecipanti.


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09/05/17
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Quando vai alla ventura, lascia qualche traccia del tuo passaggio, che ti guiderà al ritorno: una pietra messa su un’altra, dell’erba piegata da un colpo di un bastone. Ma se arrivi a un punto insuperabile o pericoloso, pensa che la traccia che hai lasciato potrebbe confondere quelli che ti seguissero. Torna dunque sui tuoi passi e cancella la traccia del tuo passaggio. Questo si rivolge a chiunque voglia lasciare in questo mondo tracce del proprio passaggio. E anche senza volerlo, si lasciano sempre delle tracce. Rispondi delle tue tracce davanti ai tuoi simili. (Il Monte Analogo, p. 139-40)

Il Monte Analogo, di René Daumal, è uno di quei libri che si legge e si rilegge. Ogni volta una frase può agganciarsi alla fase di vita che si sta attraversando, e la stessa frase, in tempi diversi, può svelare molteplici strati e sfumature di comprensione. Lo abbiamo letto durante lo yatra a Santiago, nei ritiri di primavera, e la lettura di diversi passaggi ci ha accompagnati durante la scorsa notte di meditazione.

Ogni volta che sfoglio il libro mi soffermo sul passo citato qui sopra. L’ultima frase in particolare risuona come un monito, ricorda quanto illusoria sia l’idea di essere persone separate le cui azioni riguardano solo se stessi. Mi sembra un invito a portare attenzione alle proprie azioni, parole e pensieri, prendendo coscienza di quali segni si stanno lasciando, e a chiedersi, nel profondo, quali semi si vogliono piantare. Stefania Merzagora #normodinamica #yogaevolutivo
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Si è concluso il Ritiro di primavera. Torniamo con una sensazione di tempo dilatato, un viaggio di quattro giorni che sembra essere durato settimane. Abbiamo toccato diversi temi, il desiderio, il dolore, lo sguardo su noi stesse, sugli altri. E abbiamo lavorato attraverso la meditazione, il canto, il movimento libero, raggiungendo luoghi interiori sconosciuti, e scoprendo che anche un dettaglio può aprire un mondo. Una condivisione profonda, intima, in un clima intenso eppure leggero. E un senso di gratitudine per l'esperienza vissuta. Federica Cervini e Stefania Merzagora. #normodinamica www.mandala.it
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28/04/17
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