Carcere di Via Tasso, marzo 1944
"Cara Marcella, quando leggerai questa che sarà l'ultimo mio contatto con te, io sarà nel mondo dove almeno troverà un po' di pace se il buon Dio che tutto può lo permette. Dunque Marcellina mia quando la leggerai non voglio assolutamente che il tuo caro visino venga rigato dalle lacrime solo ti prego di aggiungere alle tue preghiere serali una piccola preghierina per l'anima mia te lo chiedo perché so che questo non ti costerà nessun sacrificio.
Ora vengo a giustificare questo mio scritto, sappi Marcella che ti volevo bene, ma molto bene e da molto tempo solo ho saputo far tacere il mio cuore, perché non era degno, secondo la mia idea, fino a che non avessi avuto aperta la via di un avvenire sicuro per poter raggiungere il mio ideale, perciò cara ora che è impossibile che possa realizzare il mio sogno ho voluto confidarti il mio segreto "

Si interrompe così, l'ultima lettera che Orlando Orlandi Posti, detto "Lallo", scrive alla sua Marcella dal carcere di Via Tasso.
Parole struggenti, cariche di speranze infrante per sempre da una delle più gravi stragi naziste della storia del nostro Paese.
Le speranze di Lallo si infransero per sempre alle Fosse Ardeatine il 24 marzo 1944, dove perse la vita insieme ad altre 334 persone, fucilate dalle SS come rappresaglia dell'attentato di Via Rasella.

Orlando aveva solo 18 anni e come unica colpa aveva quella di essersi ritrovato nel posto sbagliato in un momento maledetto.
Imprigionato nel carcere di Via Tasso scriverà alla mamma e a Marcella lettere nascoste nella biancheria da lavare, per sfuggire ai controlli.

Oggi le sue parole, divenute simbolo ed emblema di quei tragici fatti della nostra Storia, si possono rileggere integralmente nel libro edito da Donzelli editore in occasione dei 60 anni dall'eccidio delle Fosse Ardeatine:
https://www.attivalamemoria.it/tag-prodotto/fosse-ardeatine/

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