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Andrea Kantos
Lives in scritte e segni si confondono con le crepe....le pareti sono sconfinate, da una finestra sottile come una fessura, entra la notte
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Work
Occupation
Un corpo che è tutt'uno col marmo, con la polvere. Le falangi sono consumate sulle pareti della cella
Employment
  • Malta e scaglie, muta sul dorso del drago, present
Basic Information
Gender
Male
Story
Tagline
Flâneur (Otium's Empire)
Introduction
Kantos. Un nome, un cognome, un soprannome, un sottonome, un nomignolo, e anche l’innominabile, il numinoso, una lunga nomenclatura di sensi e controsensi. Non tanto un identità quanto un processo: Kantos è un moto irriverente: 
“No-Me”, negazione incessante e molesta, affermazione impossibile dell’auto-inconscienza. 
“Me-No”, un numero irrazionale e circense, fuga dai punti fissi, lacrima da clown nel cerchio infuocato. Kantos è contrazione del linguaggio, rebus e fabula. Qualcosa di antico, vecchi mobili colmi di pizzi, tetti di legno e fango, le volte delle caverne coperte di guano, un rettile che guada il brodino primordiale. Dio è “colui che è”, l’uomo “non è quello che non è”, allora Kantos è “io non sono quello che sono”.  Metamorfosi e simulacri, il sonno del fauno, argento onirico (non si ossida, e cola dalla luna come latte). Kantos è persona, luogo e omissione. Prose e disegni s’intersecano in un linguaggio notturno, articolato fra cave, seppie mentali e forme umbratili. Pensieri, parole e segni. Non esistono che ipertesti, vibranti come barattoli di vermi. I periodi si attorcigliano sulle orbite dei teschi.  Memento mori, morie, memorie e remore. 
La persona: è una maschera, eccola sorridente o annoiata nei soliti balletti, decadence, danze macabre e altri banchetti. 
Il luogo: una sala, dal soffitto colano polpi avvinghiati a bulbi iridescenti e opachi. L’omissione impossibile è quella della coscienza. La mente centellina i centrini, l’anima li ricopre di polvere. Nella gran festa le dame decollate sono appese al soffitto assieme a puttini di stucco. E’ tutto una cipria. Merletti e corvi, gazze ladre, monili d’accatto e tessuti fini come garze.
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E' nato e morirà. E il mistero non è nemmeno il centro fra questi due termini, ma ciò che gli sta attorno
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