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Alessio Giandomenico Mameli
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Alessio Giandomenico Mameli

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Alessio Giandomenico Mameli

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Commenti sull'educazione sessuale nelle scuole:

--Nicola Bulla

Il compito della scuola è "istruire" da cui derivano termini quali "Ministero della pubblica istruzione". Il compito dei genitori è "educare"!Mi piace · Rispondi · 5 · 6 marzo alle ore 8.19

--Alessio Giandomenico Mameli

E se tu figilio o tua figlia fosse omosessuale che cosa gli (O le) diresti?
E se avesse una disforia di genere , cioè fosse transessuale (quindi sentisse di essere del sesso opposto al proprio sesso anatomico, fenomeno del tutto involontario e per fortuna alquanto raro) che cosa sosteresti? che è uno scherzo della natura?

Se dei genitori sostenessero che per essere normali occorra essere eterosessuali, non sarebbe educazione, ma totalitarismo; ognuno è ciò che è, non ciò che i suoi genitori vorrebbe che fosse.

Consiglio quindi di leggere e poi di condividere capillarmente questa mia nota, compreso il post introduttivo:
___________________

Commenti:

--- Alessio Barbata

I matrimoni gay purtroppo porteranno a questo:
-adozioni di bambini (uno schifo i bambini prf crescere sani hanno bisogno di un padre ed una madre una figura maschile ed una femminile)
-compravendita di bambini e di uteri per soddisfare capricci di adulti capricciosi che vogliono giocare con le bambole
-legalizzazione di pedofilia, poligamia, zoofilia ecc....
-lavaggio del cervello gender nelle sciole con relativi possibili disturbi di identità nei bambini con conseguenti danni psicologici permanenti ecc.....
In conclusione mi spiace per i gay ma NO AI MATRIMONI GAY IN ITALIA!
Mi piace · 20 min

__

--- Alessio Giandomenico Mameli

"I bambini per crescere sani hanno bisogno di una figura maschile e una femminile" E chi lo ha sancito? quali sono le ricerche scientifiche serie, non fomentate da associazioni cristiane fondamentaliste?

Stai mettendo sul tavolo cose che non c'entrano nulla tutte insieme.
In nessun paese occidentale la pedofilia è stata legalizzata (neppure nei Paesi Bassi); nulla a che vedere con i matrimoni combinati dei paesi islamici, con ragazzine di meno di 13 anni, letteralmente vendute a vecchiacci....

Comunque la pedofilia è una parafilia sessuale che non c'entra con l'omosessualità più di quanto centri con l'eterosessualità (tanto più che la maggioranza dei pedofili è eterosessuale, vale a dire che è attratta dalle bambine).

Le parafilie sessuali sono forme della sessualità che completano l'orientamento sessuale di ogni persona; esistono migliaia di parafiie sessuali e solo alcune sono vietabili (le più gravi, per fortuna rare, sono: pedofilia, necrofilia, zoofilia), in quanto ledono la dignità delle persone che vengono coinvolte loro malgrado (nel caso sia della pedofilia, sia della zoofilia, le persone umane e non umane che sono oggetto di interesse sessuale, non possono dare un consenso informato al rapporto sessuale; nel caso della necrofilia, viene lesa la dignità dei superstiti, parenti del defunto posto che i cadaveri non provano più alcuna sensazione).

In quanto alla poligamia, la sua legalizzazione sarebbe possibile solo con il consenso di tutte le parti nubendi, da trattare paritariamente. In realtà, anche nei paesi islamici, la poligamia è ormai rara, dato che solo i ricchi possono permettersela. Comunque, se persone maggiorenni e consenzienti volessero condividere il matrimonio civile in più di due persone, che male ci sarebbe? CHE CAZZO TE NE FREGA???

Ma parliamo di un punto fondamentale: l'orientamento sessuale che cosa è? è l'attrazione verso persone di un certo sesso, si suddivide in tre tipi (eterosessualità, bisessualità, omosessualità) e non è affatto vero che solo l'eterosessualità sia "presente in natura" (l'omosessualità se fosse "contro natura" non esisterebbe affatto). In ogni caso, gli orientamenti sessuali non si apprendono con l'educazione, ma sono innati.

Un bambino per crescere bene ha solo bisogno di essere amato; non serve affatto che le figure che si occupano della sua educazione siano necessariamente di sesso opposto, e comunque i bambini è bene che non siano messi sotto una campana di vetro; la differenza sessuale è una cosa ovvia, che impareranno subito, appena metteranno piede in un asilo. Invece, se stessimo dietro alle vostre idiozie, avremmo ancora classi divise per sesso, e nessuna educazione sessuale nelle scuole.

In quanto alla teoria del gender, tu non hai capito neppure di che cosa si tratta. Nessuno ha mai detto che non esistano i sessi, ma l'identità sessuale non si riduce al sesso anatomico. Ti rimando a questa mia nota, per farti una cultura, che non hai.
Siccome esistono le persone omosessuali e anche le persone transessuali, nelle scuole non si può fingere che non ci siano. Occorre parlarne apertamente. Solo con l'informazione si può limitare l'ignoranza in cui l'omofobia trova il suo humus.

https://www.facebook.com/notes/alessio-giandomenico-mameli/nota-esplicativa-sullidentit%C3%A0-sessuale-e-sullequivoco-dei-cattolici-conservatori/900024536704573?pnref=lhc
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Alessio Giandomenico Mameli's profile photoAntonella Rapisarda's profile photo
3 comments
 
GIOCARE CON LE BAMBOLE?!?!?!
MA STATE SCHERZANDO?
IO DEVO PAGARE TRENTAMILA EURO
MA VOI POTETE ABORTIRE AMMAZZANDO VITE A VOSTRO PIACIMENTO? CASOMAI SIETE VOI CHE GIOCATE CON LE BAMBOLE.
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Alessio Giandomenico Mameli

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Sei COMPLETAMENTE fuori strada. 

Non esistono i "veri" e "falsi" omofobi", esistono omofobi violenti ed omofobi non violenti, ma sempre di omofobia si tratta. 


L'omofobia non è una prerogativa delle persone che professano una religione; inoltre è vero che le religioni sono strumentalizzate dagli omofobi per legittimare la propria omofobia (con frasi ridicole come "maschio e femmina dio li creò",come se l'omosessualità mettesse in discussione la differenza sessuale), ma l'omofobia comunque è un fenomeno indipendente, scaturito dall'ignoranza su cosa sia davvero l'omosessualità.

In quanto alla disquisizione su "natura" e "contro natura", dovrebbe essere ovvio che l'omosessualità, se fosse contro natura, non esisterebbe affatto. La Natura coincide con la realtà e anche con il possibile; una cosa che fosse innaturale non potrebbe neppure esistere.

Chi sostiene che l'omosessualità sia contro natura confonde la natura con la morale e crede che l'omosessualità sia qualcosa che si sceglie deliberatamente contro le norme che regolamentano la società e contro la salvaguardia della specie (e con ben 7.000.000.000 di esemplari della specie Homo Sapiens attualmente in vita, anche questa posizione è alquanto risibile).

Si confonde la natura con la morale, "ciò che è", con "ciò che dovrebbe essere secondo un certo sistema di valori" (ad esempio, che le famiglie siano solo quelle composte da una donna, un uomo e i loro figli biologici). 

https://www.facebook.com/notes/alessio-giandomenico-mameli/perch%C3%A9-serve-una-legge-contro-lomofobia/208725602501140?pnref=story  

Allego anche un altro commento:


Fabio Longo ha scritto: <<<Si tutti bravi a parole, tutti moralisti e falsi perbenisti, io in ogni caso cercherei di curare il problema e di far rispettare la vita di un figlio ( ipotetico se volessero adottare perché poi sfocia in altro) e soprattutto far conoscere cos'è la vera famiglia, cosa che voi perbenisti ( e santi) non sapete più neanche cosa sia, e quello da curare sarei io? Malati sareste voi che andate contro natura, è come appoggiare l'isis perché amano il loro credo, che mondo perso, mah>>>

Che cosa vuol dire "perché poi sfocia in altro"? stai insinuando che l'omosessualità sia connessa alla pedofilia?
Allora che ne dici se si vietasse ai maschi eterosessuali di adottare bambine, non si sa mai che le possano violentare?

Lo sai che a pedofilia è una parafilia sessuale e che la maggioranza dei pedofili consta di uomini attratti sessualmente dalle bambine e non dai bambini? 

In quanto alla "vera famiglia" ma di che caspita parli? la famiglia cattolica (che è solo un artificio culturale) non riguarda altro che coloro che ancora professano il cattolicesimo. La famiglia come la vuole ancora oggi la Chiesa Cattolica è quella che in sociologia viene descritta come "famiglia mononucleare", ma l'istituzione della famiglia è molto più vasta ed è cambiata nel tempo. 

Il matrimonio è un'istituzione che attiene alla cultura; quindi è anche parte della natura (dato che siamo animali che producono cultura e ogni cosa che l'uomo fa, dice o pensa è parte della Natura) , ma non è affatto immutabile, bensì è mutevole nel tempo a seconda di come cambia la mentalità collettiva. 

Pensiamo al ruolo delle donne; ancora fino al 1975 le donne italiane erano soggette al marito. 

In molti paesi erano vietati i matrimoni interrazziali.

Sino a tempi recenti il matrimonio era una questione tra famiglie e non un atto fondato sull'amore tra due individui; in pratica ci si sposava con la persona stabilita dai genitori. Bella merda. 

Le cose sono cambiate e lo faranno ancora; il matrimonio (almeno quello chiamato "matrimonio civile", che nulla ha a che vedere con il matrimonio religioso) è un istituto con cui lo stato riconosce giuridicamente le coppie come nuove famiglie. Non è funzionale alla riproduzione, che infatti non è un requisito della sua validità; nessuna coppia eterosessuale vien costretta a procreare per mantenere valido il suo matrimonio civile. Non c'è quindi una ragione plausibile per impedire il riconoscimento giuridico delle coppie omosessuali. 

https://www.facebook.com/photo.php?fbid=856144397777856&set=a.124082707650699.20859.100001469123450&type=3&theater    


Ulteriori commenti:

---Luisa Fasano ha scritto

<<<Ormai è diventata una moda essere gay... è questo il problema! Non sopporto l'ostentazione dei sentimenti...>> 

ottobre 2013 alle ore 19.09 

La mia risposta:

---Alessio Giandomenico Mameli 

Mi auguro quindi che tu con la tua compagna o con il tuo compagno non ti faccia mai vedere in giro, altrimenti sei solo un'ipocrita, nonché un'omofoba. In pratica hai scritto che vuoi che le persone omosessuali vivano nascoste e che non ti piacerebbe se le coppie omosessuali fossero visibili pubblicamente. E non sarebbe omofobia anche questa? Si tratta di "omofobia liberale" secondo Daniel Borrillo.

__

La legge che è stata emanata (ma per fortuna non ancora approvata) non va bene in nessuno dei suoi punti 

Il concetto di omofobia non viene esplicitato e si limita ad usarlo come aggravante intendendo che gli atti di violenza commessi contro persone 
omosessuali siano più gravi se commessi proprio per via 
dell'orientamento sessuale "non tradizionale" (per usare un aggettivo 
caro a molti omofobi, ma che non condivido). 
Insomma: non ci vuole molto a capire che un eterosessuale non viene mai
picchiato per via della sua eterosessualità; se però un omosessuale 
viene picchiato proprio perché è omosessuale, il reato ha un'aggravante 
che la legge intende finalmente riconoscere. Ciò però non basta, dato 
che l'omofobia non è solo la violenza fisica, ma anche le idee sbagliate
e insensate che sparate contro di noi, credendovi pure dalla parte 
della ragione, opinioni che però non sono sanzionate da questa legge, se
dette da persone afferenti a confessioni religiose o addirittura a 
partiti e movimenti politici. 
I cattolici si erigono a difensori della morale e paventano pericoli 
inesistenti quando parlano dell'omosessualità e secondo loro dovremmo 
pure permettere loro di continuare così, a spalare merda contro di noi.
Il termine omofobia è una parola macedonia (da "homosexuality phobia") e 
per essere più precisi si dovrebbe parlare semplicemente di "avversione 
contro l'omosessualità". Le cause dell'omofobia sono l'ignoranza e, 
nella maggioranza dei casi (come il suo) è il fondamentalismo religioso.

invito tutti e tutte a leggere questo libro. 

http://www.ibs.it/code/9788822055132/omofobia-storia-critica/borrillo-daniel.html

Descrizione:  


L'omofobia, per dirla con Foucault, è un dispositivo e, come tale, viene sottoposta da Borrillo a un incessante lavoro critico che convoca non solo il 
diritto ma, al tempo stesso, l'intero spettro delle scienze umane: 
antropologia, filosofia, storia delle religioni, psicoanalisi. È solo a 
questa condizione, in effetti, che diventa possibile procedere a una 
vera e propria decostruzione dell'atteggiamento omofobo. 
Attraverso le quattro grandi sezioni in cui si articola il testo, l'autore 
interroga l'odio dell'omosessuale come fenomeno che attraversa e 
struttura una gran parte della nostra storia e dei nostri comportamenti 
quotidiani; l'omofobia si situa, al tempo stesso, sul piano 
dell'irriflesso e del simbolico, dell'habitus e dell'immaginario: in 
altre parole, di quell'ideologia dominante che Daniel Borrillo mette 
radicalmente in questione.
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Alessio Giandomenico Mameli

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Il convegno sulla Famiglia da difendere dalle coppie omosessuali che vogliono sposarsi di questo trattava) è solo una cagata cattofacista. 

Sarà anche per questo che non c'è un video integrale su youtube.
___________________________________

 
Adinolfi, Amicone, Maroni & C. grazie per il miglior spot al mondo sull’omofobia.
32 Repliche 

Cari cattolici fondamentalisti, vi devo dire grazie, grazie, grazie!
Davvero, ve lo dico col cuore.

Per l’incontro che avete fatto alla Regione Lombardia sulla famiglia, a Milano, il 17 gennaio 2015. È stata l’apoteosi di tutto quello che cerchiamo di spiegare da decenni sull’omofobia. Non sapete che regalo ci avete fatto. Volevate riunirvi per un convegno sulla famiglia. E invece ci avete regalato il più bel documentario al mondo su cosa significhi “omofobia istituzionale”, che neanche se l’avessimo ideato noi a tavolino sarebbe venuto così bene. E ci avete fatto risparmiare pure i soldi della produzione. Siete dei tesori.

Tutto quello che gira ora in rete su questo evento è stupendo. Non vi ringrazieremo mai abbastanza perché quando qualcosa entra nella rete, non esce più, ragazzi. Mai più. Pensavate di fare un convegno, invece avete fatto un macello lungo un mese. Se lo racconto ai miei amici, non smettono dal ridere. Provo a riassumere la barzelletta.
Prima vi siete fregati di nascosto il logo di Expo2015 attirandovi la reazione di mezzo mondo. Quando le istituzioni vi han chiesto di rimuoverlo, avete reagito come quei bambini isterici che gridano che il giochino è loro e non lo mollano. Poi ve la siete presa coi giornalisti che vi avevano scoperto, e che a vostro dire vi avrebbero attribuito intenzioni per così dire omofobe. Avete giurato e spergiurato che “no no no non è un convegno contro le famiglie gay”.

Noi ci siamo seduti e abbiamo aspettato. Sapevamo che non ci sarebbe stato bisogno di fare nulla, avreste fatto tutto da soli. Siete riusciti a resistere con sta balla del convegno sulla famiglia per quattro giorni. Poi è stato più forte di voi e avete gettato nel cesso pure questa bugia di anime belle che avevate messo in giro. Appena è stato possibile, una di voi ha gettato la maschera ammettendo che l’intero incontro era proprio contro le famiglie omosessuali. Non riuscivamo a smettere di ridere all’idea che provate così tanto disprezzo per noi che non siete riusciti a fingere di essere gente civile ed equilibrata neanche per una settimana.

E come se non bastasse, da quel momento avete iniziato a spararvi sui piedi. Da soli. Alla vostra riunione blindata come neanche quelle del G8, vi siete casualmente dimenticati di includere almeno una voce critica alla vostra idea davvero povera di famiglia (un uomo più una donna, necessariamente sposati e con figli). Un convegno è un momento di confronto. Voi invece avete chiamato preti (che ne sanno del matrimonio? non sono sposati), divorziati (con una famiglia devastata alle spalle), psicologi (che non si occupano di terapia familiare), giornalisti (che dovrebbero fare le domande, non dare le risposte). Insomma, avete fatto un comizio. Vi divertite così, il tempo è vostro, va bene.

Avreste potuto fare un bel convegno, ma proprio non ce la fate a nascondere quanta rabbia, quanto bullismo, quanta mancanza totale di etica avete dentro. Mi riferisco allo spot involontario sull’omofobia, quei pochi secondi di intervento non programmato che sono stati registrati dalle tv presenti. È fantastico. Siete stati fantastici.
Vedere in quei video la vostra rabbia furiosa è impagabile. Una violenza esplosa senza controllo perché un ragazzo (uno) ha fatto una domanda (una) sulle vostre famiglie. Le grida animali in quel video ci mostrano cinquecento adulti (cinquecento, forse più) che impediscono di parlare a un ragazzo (uno solo). Mentre pure il moderatore insulta il ragazzo, da solo. Mentre degli adulti gli mettono le mani addosso senza dire se siano pubblici ufficiali e lo portano fuori e politici nazionali gli gridano “culattone”.

No, aspettate, il delirio non è ancora finito. I video sul Corriere della Sera e Repubblica mostrano il moderatore che insulta il ragazzo, che gli urla in faccia, che ne sminuisce l’intervento a prescindere. E poi c’è la parte più eccezionale, che fino ad ora è passata inosservata. Un prete, lì accanto, che prima fa il distratto, quasi non c’entrasse nulla con quello che succede in quell’aula, su quel palco. Però il bello viene venti secondi dopo, quando quel prete letteralamente si nasconde. Come un ladro. Per non farsi chiamare in causa, per non dover prendere la parola ed esigere quel rispetto che pretendete dagli altri ma non date mai. Guardatelo, nel video, l’uomo della morale come fa finta di non esserci, quel lurido uomo di fede, quello squallido gregario che non ha il coraggio di dire nulla a cinquecento contro uno.Cinquecento contro uno. E lui zitto. I nazisti sicuramente avevano amici del genere.

Quella violenza è il più bello spot su cosa sia l’omofobia istituzionale che sia mai stato prodotto. L’avete prodotto voi. Avete fatto tutto da soli. Non avete idea di come vi ringraziamo profondamente per tutto ciò.

Ora volete fare un altro evento, durante Expo 2015. Non vediamo l’ora.

Vi amiamo, vi prego, restate colmi di disprezzo per noi almeno fino a maggio, quando comincia l’Esposizione Universale. Poi ripetete la magnifica figura fatta ieri. Dico sul serio. Abbiamo ancora bisogno di voi.

http://pontilex.org/2015/01/adinolfi-amicone-maroni-c-grazie-per-il-miglior-spot-al-mondo-sullomofobia/
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Alessio Giandomenico Mameli

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La legge che è stata emanata (ma per fortuna non ancora approvata) non va bene in nessuno dei suoi punti. 

Il   concetto di omofobia non viene esplicitato e si limita ad usarlo come  aggravante intendendo che gli atti di violenza commessi contro persone 
omosessuali siano più gravi se commessi proprio per via 
dell'orientamento sessuale "non tradizionale"  (per usare un aggettivo 
caro a molti omofobi, ma che non condivido, dato che l'orientamento sessuale non deriva dall'educazione). 

 Insomma: non ci vuole molto a capire che un eterosessuale non viene mai picchiato per via della sua eterosessualità; se però un omosessuale 
viene picchiato proprio perché è omosessuale, il reato ha un'aggravante che la legge intende finalmente riconoscere.  Ciò però non basta, dato che l'omofobia non è solo la violenza fisica, ma anche le idee sbagliate e insensate che sparate contro di noi, credendovi pure dalla parte della ragione, opinioni che però non sono sanzionate da questa legge, se dette da persone afferenti a confessioni religiose o addirittura a partiti e movimenti politici. 

L'omofobia, in realtà, è molto più estesa, ma tutte le forme di omofobia hanno lo stesso nucleo ideologico, che consiste nel considerare l'omosessualità un problema. 

 I cattolici si erigono a difensori della morale e paventano  pericoli 
inesistenti quando parlano dell'omosessualità e secondo loro dovremmo pure permettere loro  di continuare così, a spalare merda contro di noi.

Il termine omofobia è una parola macedonia (da "homosexuality phobia") e per essere più precisi si dovrebbe parlare semplicemente di "avversione contro l'omosessualità". Le cause dell'omofobia sono l'ignoranza e, nella maggioranza dei casi  è il fondamentalismo religioso. 

Invito tutti e tutte a leggere questo libro.   

http://www.ibs.it/code/9788822055132/omofobia-storia-critica/borrillo-daniel.html  

Descrizione:  
L'omofobia, per dirla con Foucault, è un dispositivo e, come tale, viene sottoposta da Borrillo a un incessante lavoro critico che convoca non solo il diritto ma, al tempo stesso, l'intero spettro delle scienze umane: 
antropologia, filosofia, storia delle religioni, psicoanalisi. È solo a 
questa condizione, in effetti, che diventa possibile procedere a una 
vera e propria decostruzione dell'atteggiamento omofobo. 
Attraverso le quattro grandi sezioni in cui si articola il testo, l'autore 
interroga l'odio dell'omosessuale come fenomeno che attraversa e 
struttura una gran parte della nostra storia e dei nostri comportamenti 
quotidiani; l'omofobia si situa, al tempo stesso, sul piano 
dell'irriflesso e del simbolico, dell'habitus e dell'immaginario: in 
altre parole, di quell'ideologia dominante che Daniel Borrillo mette 
radicalmente in questione.
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Alessio Giandomenico Mameli

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La verità è solo che non hanno risposto, perché  Antinoro ha colpito nel segno.  Per quelle persone, avere un figlio omosessuale sarebbe una tragedia. La violenza è quella che vivono le persone omosessuali, a partire dalla "presunzione di eterosessualità", cioè il considerare ovvio che il proprio figlio sia eterosessuale, mentre magari è omosessuale e non sa se possa fare coming out coi propri genitori senza subire ripercursioni negative.  E ammiro Angelo Antinoro per il coraggio di provare a confrontarsi con gente che, purtroppo, non ha alcun interesse a darci spazio.  

L'omosessualità forse non è stata trattata negativamente in modo esplicito nel convegno, ma solo perché sarebbe stato controproducente dal punto di vista politico.

In quell'articolo di cui il link,  sono scritte le tesi omofobiche che sono la base ideologica del convegno "Difendere la famiglia per difendere la comunità".

Difendere la famiglia da che cosa?  E adesso mi rivolgo a tutte le persone che hanno partecipato a questo INUTILE e ridicolo convegno.  C'èra il gotha del confessionalismo e del cattolicesimo fondamentalista italiano, a partire da Massimo Introvigne. 

Se pensate che l'omosessualità sia un problema e che i vostri figli, per essere normali, debbano essere eterosessuali, allora siete omofobi.  Se vi ostinate a considerare come famiglie solo quelle delle coppie eterosessuali, siete omofobi.  Chi sostiene che le coppie omosessuali non abbiano diritto ad essere riconsociute giuridicamente, dice una cavolata, dato che il riconoscimento giuridico delle coppie esula dalla loro capacità e volontà di procreare.  Per il riconoscimento (cioè per  l'accesso al matrimonio civile), è necessario solo il consenso recriproco; non è necessario che i coniugi siano di sesso opposto,  anche se la legge lo prevede --- legge che potrebbe essere modificata, se non fosse che in parlamento gli omofobi sono ancora in maggioranza).

Il nostro concetto di famiglia include anche il vostro ma per voi la famiglia è solo uomo, donna e figli, quindi anche le coppie eterosessuali senza figli non sono una famiglia, ma per noi si; e anche le famiglie con un solo genitore per voi non sono una famiglia;  Buttiglione disse che i figli delle ragazze-madri siano "figli di donne non troppo buone..." .  Fu redarguito da un omofobo come lui, ma meno fondamentalista: Cossiga, il quale rispose che in realtà una ragazza madre è una donna eroica dato che non ha abortito anche se doveva crescere da sola il suo bambino.  

Per finire, a me fa specie che il convegno sia stato registrato solo in streaming; dovreste pubblicarlo su Youtube in modo che sia sempre disponibile.  Grazie. 

__ 

Per comodità, incollo il testo dell'articolo:

Quattro tesi per difendere la famiglia
18-01-2015 


Pubblichiamo la relazione introduttiva di Massimo Introvigne al convegno "Difendere la Famiglia per difendere la Comunità", promosso e organizzato dalla Regione Lombardia. Al convegno hanno partecipato circa 3mila persone, mentre qualche centinaio di attivisti pro-gay - che spalleggiati dal quotidiano "Repubblica" hanno montato una campagna menzognera contro il convegno - hanno manifestato all'esterno del Pirellone. All'interno, in prima fila a manifestare solidarietà alla Regione che non ha ceduto di fronte a contestazioni di ogni genere, oltre al governatore Maroni e al presidente del Consiglio regionale Cattaneo, c'erano il ministro Lupi, l'ex governatore Formigoni, Ignazio La Russa e il deputato siciliano Alessandro Pagano.


Buon pomeriggio dai mostri di Milano. 

Grazie alla Regione Lombardia per avere promosso e organizzato questa iniziativa, e ancora di più per avere tenuto duro di fronte a una colossale mistificazione che ha trasformato un convegno sulla famiglia in una sorta di clinica degli orrori dove si accusano gli omosessuali di essere malati e se ne organizza a forza la cura. Ma grazie anche ai mistificatori. Temevo di trovarmi di fronte a un convegno sulla famiglia come se fanno tanti, forse anche un po' noioso, e - da sociologo - mi si offre invece un'occasione straordinaria per studiare quello che ho sempre studiato, i panici morali alimentati dalla diffusione di notizie false.

Il pubblico però è qui per sentir parlare del tema del convegno, cioè della famiglia. Lo introduco proponendo quattro tesi.

La prima è che la famiglia non è solo - come ha detto Papa Francesco - «il motore del mondo e della storia» ma è anche, forse più modestamente, l'ancora di salvezza dell'Italia. Le statistiche sul nostro Paese sono terrificanti. Siamo ai primi posti tra i Paesi industrializzati nelle classifiche sul debito pubblico, sulla corruzione, sull'inefficienza della pubblica amministrazione, sui ritardi burocratici, sul cattivo funzionamento della scuola. Nonostante tutto questo, il nostro tenore di vita e la nostra economia, pure aggredite dalla crisi, rimangono tra le prime dieci al mondo. Com'è possibile questo? È la nostra fortuna, il famoso stellone d'Italia? No, c'è una spiegazione. Finora ci ha salvato la famiglia. Il debito pubblico mostruoso è stato compensato dal credito privato, cioè dal risparmio di tante famiglie, e la famiglia si è fatta carico delle inefficienze dello Stato, tanto spesso assistendo in casa i suoi anziani e curando i suoi malati. In Italia non abbiamo né oro né argento, ma abbiamo l'oro del XXI secolo che non è il petrolio, ma la famiglia: non l'oro nero, ma l'oro blu, blu come i nostri cieli e i nostri mari e blu, per i cattolici, come il manto della Madonna Regina della Famiglia.

La seconda tesi - cito ancora Papa Francesco, nel suo discorso al Movimento di Schoenstatt - è che oggi la famiglia è "bastonata da tutte le parti". Anche qui non cedo alla tentazione professionale di proporvi delle statistiche, ma vi assicuro che fanno paura. Anche a Milano e in Lombardia, come in tutta Italia, diminuiscono a vista d'occhio i matrimoni, aumentano i divorzi, e quello della denatalità, con l'Italia fanalino di coda del mondo per numero di figli per donna, è ormai un dramma che giustifica la definizione di san Giovanni Paolo II, «suicidio demografico». Non è solo un problema morale, è il problema centrale della politica e dell'economia. Meno figli oggi significa domani meno produttori, meno consumatori, meno contributori per pagare le pensioni degli anziani, se non vogliamo ammazzarli tutti con l'eutanasia. E meno matrimoni significa meno figli. Trovo spesso, quando espongo questa tesi, chi alza la mano per comunicarmi che una donna non sposata ha la stessa capacità di fare figli di una donna sposata. Ringrazio sempre l'interlocutore per la rivelazione: se non me lo avesse detto lui, non lo avrei mai sospettato. Però questa è una verità da ginecologi. I sociologi hanno invece anche loro una rivelazione da fare: le donne sposate fanno più figli di quelle non sposate. Negli Stati Uniti il governo tiene serie statistiche da cento anni, e il dato è fra i più sicuri che conosca. Non perché siano fatte diversamente dalle donne non sposate, ma perché la stabilità del matrimonio aiuta a resistere alle sirene del «non conviene fare figli» e dell'aborto.

Terza tesi. La famiglia non si bastona da sola. C'è qualcuno che la aggredisce. Qui fuori stanno manifestando per assicurarci che il primo nemico della famiglia non sono i gay. Sono d'accordo anch'io. È il fisco. La Banca Mondiale ci informa che le famiglie italiane - calcolando tutte le forme di imposte dirette e indirette - hanno pagato in media negli ultimi cinque anni al fisco il 67% del loro reddito, contro il 46% degli Stati Uniti e della Germania e il 25% della Svizzera. Il nostro fisco è quello meno a misura di famiglia di tutta l'Europa Occidentale. Non vinciamo più i campionati del mondo di calcio, ma quelli per il fisco più vorace è più ostile alle famiglie sì.

Quarta tesi. Il 12 gennaio il Papa ha ricevuto il Corpo Diplomatico e ha denunciato le «legislazioni che privilegiano diverse forme di convivenza piuttosto che sostenere adeguatamente la famiglia per il bene di tutta la società». Lo stesso Papa Francesco l'11 aprile 2014, ricevendo l'Ufficio Internazionale Cattolico dell’Infanzia, ha affermato che «occorre ribadire il diritto dei bambini a crescere in una famiglia, con un papà e una mamma capaci di creare un ambiente idoneo al loro sviluppo e alla loro maturazione affettiva. Continuando a maturare in relazione alla mascolinità e alla femminilità di un padre e di una madre». Si dirà che sono citazioni del Papa: che c'entrano con lo Stato o la regione che sono laici? Ma sono citazioni del buon senso, che non è né laico né cattolico né buddhista. 

So che questo è il tema più controverso. Ne dirò tre cose. 

Primo: non so voi, ma io mi identifico con la famosa battuta dello stesso Papa Francesco, «chi sono io per giudicare le persone omosessuali?». Come cattolico so che le persone non vanno mai giudicate in quanto persone. Abbiamo spiegato fino alla noia che l'omosessualità in quanto tale non è mai stata e non è il tema del convegno, ma - come si dice - mi è gradita l'occasione di dire che non considero l'omosessualità una malattia. Ne avessi avuto bisogno, questa tesi me l'hanno insegnata, per il poco che conosco la loro associazione, gli amici di Obiettivo Chaire e anche un medico straordinario e indimenticabile, un amico che non c'è più, il dottor Bruto Bruti, che ha fatto tanto per spiegare i problemi dell'omosessualità all'interno della mia associazione, Alleanza Cattolica. Qualche mese fa, intervistata da me per un quotidiano, un'esponente di Obiettivo Chaire ha dichiarato di considerare «ridicola» la tesi che equipara l'omosessualità a una malattia. Bruti scriveva nel libro che ci ha lasciato in preziosa eredità: «l'orientamento omosessuale non è dovuto a una malattia fisica, né mentale». Se poi invece si vuole impedire a quella frazione di omosessuali che si sentono a disagio con la loro omosessualità di rivolgersi a Obiettivo Chaire per un accompagnamento pastorale e spirituale allora sì, c'è in giro una malattia, ma non è né l'omosessualità né l'omofobia, è una vecchia malattia e si chiama totalitarismo, dittatura del pensiero unico, negazione della libertà religiosa.

Secondo: chi sono io per giudicare le persone omosessuali? Ma chi sono io per non giudicare le leggi, venendo meno al mio dovere di cristiano e di cittadino? Non si manca di rispetto a nessuno se si ripete, con lo stesso Papa Francesco del «chi sono io per giudicare?» - non è un altro, non è un omonimo - che i bambini hanno diritto a crescere con un papà è una mamma.

Terzo: ma allora i conviventi sono figli di un dio minore? Nossignore. Il cartello di associazioni che rappresento, Sì alla famiglia, ha presentato mercoledì a Roma un disegno di legge in trentatré articoli. Un testo unico che mette insieme tutti i diritti di cui i conviventi già godono in Italia, coordinandoli con piccoli aggiustamenti ma senza introdurre nulla di nuovo rispetto alle leggi e alla giurisprudenza della Corte Costituzionale e della Cassazione. Sono elencati tutti i diritti dei conviventi relativi agli ospedali, alle carceri, ai contratti di locazione. Perfino i risarcimenti per le vittime della mafia defunte vanno al convivente, anche omosessuale. Ci sono già queste cose nelle leggi? Ci sono. Pochi le conoscono? È vero. Volete questi diritti - s'intende per tutte le convivenze stabili, perché non c'è nessuna ragione di discriminare chi convive con una persona di sesso diverso? Li vogliamo anche noi, ecco qui la nostra proposta di testo unico.

Se invece volete il «matrimonio» omosessuale, con le adozioni di bambini che avranno due mamme e due papà, anziché un papà e una mamma, allora non siamo d'accordo. Se volete impedirci di dirlo, introducendo nelle vostre leggi sull'omofobia norme non contro chi picchia le persone omosessuali - quelle sono sacrosante - ma contro chi organizza convegni come il nostro o ne sostiene le tesi, allora non siamo d'accordo e siamo tutti Sentinelle in piedi. Se volete chiamare «unioni civili» i matrimoni omosessuali non siamo d'accordo, e per questo noi parliamo di convivenze e non di unioni civili. Lo diciamo noi? No, lo dite voi, lo dice l'onorevole Scalfarotto intervistato da «Repubblica» il 16 ottobre 2014: «L’unione civile non è un matrimonio più basso, ma la stessa cosa. Con un altro nome per una questione di realpolitik».

Noi vogliamo riconoscere i diritti e i doveri che nascono dalla convivenze, nel rispetto delle persone conviventi omosessuali e non. Ma non vogliamo il «matrimonio» omosessuale con le adozioni, né sotto vero nome né sotto falso nome. Perché la compresenza di diversi tipi di matrimonio - ci sarebbe anche quello poligamo, praticato in Europa da tanti musulmani, ma ne parliamo un'altra volta - fa male al matrimonio. Perché parlare di famiglie e non di famiglia fa male alla famiglia. E chi fa male alla famiglia fa male alla società e fa male all'Italia, che è stata salvata dalla famiglia e sarà salvata solo dalla famiglia. 

Ieri il Papa nelle Filippine ha denunciato le «colonizzazioni ideologiche che cercano di distruggere la famiglia» e che pretendono di «ridefinire la stessa istituzione del matrimonio mediante il relativismo». Ha anche esaltato una figura molto legata a Milano e alla Lombardia, il beato Paolo VI, che nella sua enciclica «Humanae vitae», da buon pastore, «allertò le sue pecore sui lupi in arrivo». Ora i lupi sono arrivati.

È sempre Papa Francesco, ma non quello dei giornali: quello vero. Che dalle Filippine ci manda una cartolina, ci lancia un appello. Ascoltiamolo: «Proclamate la bellezza e la verità del matrimonio cristiano ad una società che è tentata da modi confusi di vedere la sessualità, il matrimonio e la famiglia. Come sapete queste realtà sono sempre più sotto l’attacco di forze potenti che minacciano di sfigurare il piano creativo di Dio e di tradire i veri valori che hanno ispirato e dato forma a quanto di bello c’è nella vostra cultura». Questo convegno vuole parlare esattamente di queste cose. Sì alla famiglia!

 

http://www.lanuovabq.it/it/articoli-quattro-tesi-per-difendere-la-famiglia-11537.htm
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Alessio Giandomenico Mameli's profile photo
 
Un mio vecchio commento:

<< Ieri dal medico di mia nonna (da cui vado per prendere le ricette delle sue medicine) ho incontrato un ragazzo carino (snello, atletico, il viso in realtà non era bellissimo, ma neppure brutto, però comunque nel complesso quel ragazzo meritava la mia attenzione). 

Egli si è accorto che lo stavo guardando. Ho avuto la sensazione che anche lui poi mi stesse guardando, ma non con l'aria minacciosa di chi non vuole essere ammirato da un altro uomo, ma con un'aria preoccupata, come se avesse qualcosa da nascondere, come se non volesse farmi capire che anche lui mi guardava. 
Ma vi rendete conto voi eterosessuali di quante occasione dobbiamo perderci noi omosessuali per via del fatto che, per quieto vivere e per la nostra incolumità, dobbiamo presumere che qualcuno che ci piace, ma che non conosciamo, sia eterosessuale e che potrebbe pure reagire male se osassimo esprimere il nostro apprezzamento? 
Di questa "presunzione di eterosessualità" si discute in vari siti ed eccone uno:
:::
Presunzione di eterosessualità 
Posted on ottobre 24, 2012 di kalisoamr  

In questo mondo esiste il principio per cui ogni essere umano è eterosessuale, fino a prova contraria. Ciò significa che se non sei etero, prima o poi devi dichiararlo. Questo fatto mette gli omosessuali o bisessuali in difficoltà. Fin da piccolo ti insegnano che esistono le coppie formate da un maschio e da una femmina, ma pochi bambini sanno che esistono le coppie formate da due persone dello stesso sesso. E quando a una persona arrivano i primi segnali, li maschera perché pensa che non sia giusto, non sia normale. Ma i segnali piano piano si fanno sempre più forti e insieme ai segnali arrivano le domande, mille domande che ti animano la mente. Stai male, non sai più chi sei. E quando finalmente capisci chi sei. E quando finalmente capisci chi sei, non stai bene.
Ammetterlo a sé stessi è solo il primo passo, perché poi c’è da ammetterlo agli altri. E neanche questo è facile. Ti senti sbagliato, diverso dagli altri.

Qualcuno se ne vergogna, qualcuno pensa di non essere accettato, qualcuno si sente spaventato.
Poi si fa il cosiddetto “coming out”. A qualcuno è andata bene e ha avuto dei begli amici e una bella famiglia. Ma non tutti sono così fortunati. C’è chi ha perso degli amici, c’è chi è stato insultato, chi ha subito persino violenze fisiche. C’è chi l’ha ammesso ai propri amici, ma non può ammetterlo alla propria famiglia, perché ha una famiglia omofoba.

Ci sono genitori di omosessuali che non sanno che il proprio figlio o la propria figlia non sono eterosessuali e che ammettono che “mio figlio non può essere omosessuale”. C’è chi scappa tutti i giorni perché ha avuto il coraggio di ammetterlo ma non ha avuto una risposta positiva.

Ma anche coloro che vivono serenamente nel proprio ambiente, non sono certi di essere sempre sicuri. Si sentono spesso in pericolo.
C’è chi è felice e passeggia mano per la mano con la persona che amano a volte sono costretti a subire insulti o intimidazioni. E molti pensano “ma io amo, amare è qualcosa di bello, non odio, non sono pericoloso, ma molti mi considerano un pericolo”.
In altri paesi c’è chi ancora oggi viene ucciso perché ama, viene condannato a morte perché ama. Una mia amica mi disse che questo mondo non è fatto per gli omosessuali. Forse aveva ragione, ma io cosa posso farci?

È colpa mia se amo qualcuno che è del mio stesso sesso? È colpa mia se non sono come la società vorrebbe? L’omosessualità non è una scelta, non è neanche uno stile di vita. Se una persona è omosessuale è perché è così, non può essere diversamente. Non può amare qualcuno contro la sua volontà. Se un uomo ama un altro uomo, se una donna ama un’altra donna, credete che quell’amore sia sbagliato?
Nessuno può decidere chi amare.

http://kalisoamr.wordpress.com/2012/10/24/148/
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Alessio Giandomenico Mameli

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Spero che sia stata fatta una registrazione integrale del convegno, anche se sono sicuro che non sarà stato detto niente di nuovo; dicono sempre le stesse cose inesatte e pretestuose. 

A Cagliari, lo scorso maggio, è stato svolto un convegno simile ed io mi presi la briga di andare a sentire che cosa avessero da dire, anche se sapevo già i contenuti del convegno, dato che si rifaceva alle tesi di ciarlatani come Joseph Nicolosi o come Tony Anatrella.

In quel convegno c'era tra i relatori l'omofobo cattolico fondamentalista Gianfranco Amato. Non ho potuto avere un contraddittorio con lui, quindi parlai con gli altri spettatori. Persone come Gianfranco Amato sono pericolose e andrebbero fermate. L'associazione "Giuristi per la Vita" da lui fondata è contro i diritti delle persone omosessuali (oltre a quelli delle donne) e quindi va chiusa.

https://www.facebook.com/photo.php?fbid=771349022924061&set=a.124082707650699.20859.100001469123450&type=3&theater
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Alessio Giandomenico Mameli's profile photoGiuseppe Lanzani's profile photo
5 comments
 
+Alessio Giandomenico Mameli
non è così facile purtroppo fare grabbing di quel video che è hostato su dacast e vi sarà solo per altri due giorni. Io stasera vorrei provare a fare un grab e magari ne caricherò alcuni spezzoni su youtube.
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Alessio Giandomenico Mameli

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sai farlo anche in senso orario?
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Alessio Giandomenico Mameli

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Incollo una piccola conversazione in cui spiego che non esiste alcun pericolo nell'estensione del matrimonio civile alle coppie omosessuali.

--- Alessio Barbata 

I matrimoni gay purtroppo porteranno a questo:
-adozioni di bambini (uno schifo i bambini prf crescere sani hanno bisogno di un padre ed una madre una figura maschile ed una femminile)
-comora vendita di bambini e di uteri per soddisfare capricci di adulti capricciosi che vogliono giocare con le bambole
-legalizzazione di pedofilia, poligamia, zoofilia ecc....
-lavaggio del cervello gender nelle sciole con relativi possibili disturbi di identità nei bambini con conseguenti danni psicologici permanenti ecc.....
In conclusione mi spiace per i gay ma NO AI MATRIMONI GAY IN ITALIA!
Mi piace · 20 min 

__

--- Alessio Giandomenico Mameli 

"I bambini per crescere sani hanno bisogno di una figura maschile e una femminile" E chi lo ha sancito? quali sono le ricerche scientifiche serie, non fomentate da associazioni cristiane fondamentaliste? 

Stai mettendo sul tavolo cose che non c'entrano nulla tutte insieme. 
In nessun paese occidentale la pedofilia è stata legalizzata (neppure nei Paesi Bassi); nulla a che vedere con i matrimoni combinati dei paesi islamici, con ragazzine di meno di 13 anni, letteralmente vendute a vecchiacci.... 

Comunque la pedofilia è una parafilia sessuale che non c'entra con l'omosessualità più di quanto centri con l'eterosessualità (tanto più che la maggioranza dei pedofili è eterosessuale, vale a dire che è attratta dalle bambine).

Le parafilie sessuali sono forme della sessualità che completano l'orientamento sessuale di ogni persona; esistono migliaia di parafiie sessuali e solo alcune sono vietabili (le più gravi, per fortuna rare, sono: pedofilia, necrofilia, zoofilia), in quanto ledono la dignità delle persone che vengono coinvolte loro malgrado (nel caso sia della pedofilia, sia della zoofilia, le persone umane e non umane che sono oggetto di interesse sessuale, non possono dare un consenso informato al rapporto sessuale; nel caso della necrofilia, viene lesa la dignità dei superstiti, parenti del defunto posto che i cadaveri non provano più alcuna sensazione). 

In quanto alla poligamia, la sua legalizzazione sarebbe possibile solo con il consenso di tutte le parti nubendi, da trattare paritariamente. In realtà, anche nei paesi islamici, la poligamia è ormai rara, dato che solo i ricchi possono permettersela. Comunque, se persone maggiorenni e consenzienti volessero condividere il matrimonio civile in più di due persone, che male ci sarebbe? CHE CAZZO TE NE FREGA??? 

Ma parliamo di un punto fondamentale: l'orientamento sessuale che cosa è? è l'attrazione verso persone di un certo sesso, si suddivide in tre tipi (eterosessualità, bisessualità, omosessualità) e non è affatto vero che solo l'eterosessualità sia "presente in natura" (l'omosessualità se fosse "contro natura" non esisterebbe affatto). In ogni caso, gli orientamenti sessuali non si apprendono con l'educazione, ma sono innati. 

Un bambino per crescere bene ha solo bisogno di essere amato; non serve affatto che le figure che si occupano della sua educazione siano necessariamente di sesso opposto, e comunque i bambini è bene che non siano messi sotto una campana di vetro; la differenza sessuale è una cosa ovvia, che impareranno subito, appena metteranno piede in un asilo. Invece, se stessimo dietro alle vostre idiozie, avremmo ancora classi divise per sesso, e nessuna educazione sessuale nelle scuole.

In quanto alla teoria del gender, tu non hai capito neppure di che cosa si tratta. Nessuno ha mai detto che non esistano i sessi, ma l'identità sessuale non si riduce al sesso anatomico. Ti rimando a questa mia nota, per farti una cultura, che non hai. 
Siccome esistono le persone omosessuali e anche le persone transessuali, nelle scuole non si può fingere che non ci siano. Occorre parlarne apertamente. Solo con l'informazione si può limitare l'ignoranza in cui l'omofobia trova il suo humus. 

https://www.facebook.com/notes/alessio-giandomenico-mameli/nota-esplicativa-sullidentit%C3%A0-sessuale-e-sullequivoco-dei-cattolici-conservatori/900024536704573?  

::::::::::::::::::

Nota esplicativa sull'identità sessuale e sull'equivoco dei cattolici conservatori sulla, cosiddetta, Teoria del Gender.
22 gennaio 2015 alle ore 14.23
Si fa tanto parlare di "Ideologia del Gender" e di "i gay distruggeranno la famiglia"; almeno i detrattori dei diritti LGBT dicessero cose sensate! invece vogliono solo avere la licenza di discriminare le coppie omosessuali in base ai loro pregiudizi. Oltretutto, non esiste alcuna ideologia di genere, ma solo una spiegazione dell'esistenza di ben quattro componenti per l'identità sessuale individuale.
 
La Chiesa considera la teoria di genere un'ideologia, quando invece si tratta solo della spiegazione di un mero fatto e ad essere ideologica è la Chiesa, che si ferma al sesso anatomico, senza tener conto degli altri tre fattori.  
Le persone hanno un'identità sessuale che consta di 4 elementi:
 
1) Sesso anatomico (quasi sempre evidente, ma in alcuni casi è ambiguo, come nei casi di intersessualità e in quelli di ermafroditismo).
 
2) Identità di genere (o "sesso psicologico", il sesso a cui la mente sente di appartenere, anche contro l'evidenza anatomica; la quasi totalità dell'umanità è "cissessuale", cioè la sua identità di genere coincide con il sesso anatomico).
 
3) Orientamento sessuale (l'attrazione costante e involontaria per persone di un certo sesso o di un altro, o di entrambi; in prevalente l'umanità è bisessuale, ma una cospicua minoranza è esclusivamente eterosessuale; solo il 10% dell'umanità è omosessuale).
 
4) Inoltre, le persone sono spinte ad apprendere ruoli legati al loro genere, dalla cultura e dall'educazione: il ruolo di genere è il quarto elemento dell'identità sessuale ed è l'unico a non essere innato. Quando il genere corrisponde al sesso, generalmente il ruolo di genere (anche quando sia improntanto a una diseguaglianza tra uomini e donne, come nelle civiltà non occidentali) non comporta gravi disagi psichici; immaginiamo però una persona che si sente del sesso opposto al proprio e che però deve imporsi di rispettare il ruolo di genere proprio del suo sesso anatomico; un uomo e che si senta donna, dovrebbe comportarsi in modo virile, anche se si sente una donna. Un uomo, che pur sentendosi uomo, si senta attratto da altri uomini, se vive in una società con ruoli di genere molto rigidi e con una cultura contraria alla libertà individuale (cioè una società comunitarista e non individualista), come si dovrebbe sentire secondo voi?
Cosa c'è di ideologico in queste constatazioni? NULLA.
 

 
 
Riguardo all'identità sessuale, occorre riconoscere che la maggioranza degli esseri umani è "cisessuale bisessuale", cioè sente di appartenere al proprio sesso anatomico ed è attratta da persone del sesso opposto e da quelle dello stesso sesso (in un grado di prevalenza che varia da persona a persona).
 
Poi ci sono le persone cissessuali eterosessuali e le cissessuali omosessuali.
 
Ma esistono anche le persone transessuali, cioè quelle che si sentono del sesso opposto al loro sesso anatomico; non si tratta di scegliere il proprio genere, come sostengono i detrattori di questa teoria, ma solo di sentirsi parte di un certo genere.
 
Il genere, quindi, non è il sesso anatomico, ma il sesso psicologico: ciò che si sente di essere.
 
Anche le persone transessuali hanno orientamenti sessuali diversi da persona a persona; quindi abbiamo, per esempio, le persone transessuali eterosessuali che nel sesso comune sono confusi coi cissessuali omosessuali; per esempio, un uomo che si sente donna ed è attratto da uomini, è un transessuale eterosessuale, ma per il senso comune è confuso totalmente con gli omosessuali, perché la gente non pensa alla sua identità di genere, ma solo al fatto che è di sesso maschile, anatomicamente.
 
La Chiesa non vuole riconoscere questa varietà di identità di genere e di orientamenti sessuali, ma vorrebbe che tutti fossero eterosessuali e cissessuali.
 
Ribadisco che non esiste alcun dogma del gender, ma solo una descrizione del fatto che le persone hanno un'identità di genere che, solitamente, coincide con il sesso anatomico, ma che in una minoranza della popolazione umana è invece opposto al sesso anatomico; in pratica nessuno sceglie la propria identità di genere, come invece credono questi invasati.
 
Con l'identità di genere ci si nasce, ma le persone transessuali hanno un'identità di genere opposta al proprio sesso anatomico; ciò senza che loro possano evitarlo.
 
Faccio inoltre notare che troppe persone confondono ancora l'omosessualità e la transessualità, perché credono che le transessuali non siano altro che omosessuali che vogliono cambiare sesso per trovare più facilmente degli uomini.
 
Nulla di più falso! e anzi, è doveroso rendersi conto che le transessuali (cioè le persone nate fisicamente maschi, ma psicologicamente femmine) non sono quasi mai omosessuali; se un uomo si sente donna ed è attratto da uomini, quell'uomo non si considera omosessuale, ma semmai un transessuale eterosessuale.
 
Io invece, per chiarire meglio il concetto, sono omosessuale, ma non sono transessuale, bensì sono cisessuale (cioè la mia identità di genere coincide con il mio sesso anatomico).
Per valutare il reale orientamento sessuale di una persona occorre quindi considerare la sua identità di genere.
 
La somma del sesso biologico, dell'identità di genere, dell' l'orientamento sessuale e del ruolo sessuale costituiscono l'identità sessuale.
 
Ciò non implica affatto che ci sia la volontà (nel senso di deliberazione trasgressiva dalla norma biologica) di essere del sesso opposto da parte delle persone transessuali; la loro è proprio una condizione mentale irrisolvibile.
 
Non è neppure vero che si voglia mettere in discussione la differenza sessuale; ma l'identità sessuale delle persone non si limita al sesso anatomico.
 
In ogni caso, le persone transessuali sono solo l'1% della popolazione mondiale e non è una percentuale che possa aumentare. Io mi auguro che possa diminuire, dato che non è bello vivere con una mente prigioniera del corpo sbagliato. Cioè, se si trovasse un rimedio alla disforia di genere, che riuscisse a far sentire del proprio sesso anatomico chi ne è colpito, sarebbe sicuramente meglio, ma dubito proprio che verrà mai trovato.
 
Forse la transessualità è la prova dell'esistenza dell'anima. :D 
 
 
http://www.cpsico.com/identit%C3%A0_sessuale.htm
http://it.wikipedia.org/wiki/Studi_di_genere
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Alessio Giandomenico Mameli

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Fintanto che il parlamento sarà ancora pieno di cattolici conservatori e di omofobi di varia risma, non ci sarà alcuna legge contro l'omofobia. 
In Parlamento cercano di ridurre l'omofobia alla sua fattispecie violenta, ma in realtà sotto di essa c'è un nucleo ideologico, che, sia pure in modo non violento, discrimina le persone omosessuali. Già il mero fatto di considerare l'omosessualità un problema è omofobia. 

Confondere la natura ("tutto ciò che esiste o che potrà farlo") con la morale ("ciò che dovrebbe essere secondo un certo sistema di valori") e in base a questa confusione tra natura e morale, recriminare contro il riconoscimento giuridico delle coppie omosessuali, è omofobia. 


Poco importa se poi, e mi rivolgo agli omofobi (anche quelli "non violenti), per dire una frase che vi mostri più intelligenti di ciò che siete, sostenete che "i gay possono convivere" (e ci mancherebbe altro che glielo vietaste) .... "meglio che non si bacino per strada, ci sono i bambini e possono vederli" ( come se i bambini potessero diventare omosessuali vedendo due uomini che si baciano; e, soprattutto, come se si potesse diventare omosessuali e non semplicemente esserlo e basta). "ho tanti amici gay":(e chi se ne frega se poi li consideri inferiori a te?) .

https://www.facebook.com/notes/alessio-giandomenico-mameli/perch%C3%A9-serve-una-legge-contro-lomofobia/208725602501140?pnref=lhc
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Alessio Giandomenico Mameli

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Commenti tratti da Facebook:

---Giorgia Michelon
Pensi d essere un saggio tu? L avvocato g franco amato è una persona che sa ascoltare ma che ha la franchezza e la conoscenza per replicare contro le persone che vogliono eliminare la vera famiglia e vogliono insegnare le perversioni delle Lgbt e di altri pervertiti


---Marialuisa Montedoro Aurigo
A me gli invasati sembrate voi.
Perversioni?!! uhahahahah! 


---Alessio Giandomenico Mameli

Dalle cose che è riuscito a dire al convegno (ha persino paragonato le associazioni LGBT ai nazisti e non si è lasciato sfuggire l'occasione di sostenere la tesi fallace che l'omosessualità sia da considerare un disturbo del comportamento umano e una malattia mentale..) posso assicurarti che non è per niente saggio; caso mai saccente e arrogante.

Gianfranco Amato e le persone come lui possono fare breccia su persone di bassa cultura o di mentalità molto chiusa.

Nessuno vuole eliminare le famiglie eterosessuali (quelle che tu chiami "vera famiglia"), ma solo che siano riconosciute come famiglie anche le coppie omosessuali. Laddove è già accaduto, non è successo niente di catastrofico.

Oltretutto, è riscontrato che proprio gli stati che riconoscono le coppie omosessuali sono anche gli stati che sono più attenti alla famiglia; vuoi mettere la situazione italiana (disastrata) a confronto con quella dei paesi scandinavi? con quella tedesca, quella francese e quella olandese? e anche quella inglese?

Si fa tanto parlare di sostegno alla famiglia, ma nessun politico fa niente di concreto. E comunque uno stato laico deve fare entrambe le cose: sostenere le persone che hanno figli a carico (poco importa se siano o meno sposate o fidanzate; esistono anche famiglie monogenitoriali) e al contempo riconoscere tutte le forme di famiglia, anche quelle che non piacciono ai cattolici fondamentalisti.

Il quotidiano Avvenire pubblicò un articolo in cui tesseva le lodi dei paesi che si interessavano dl sostegno economico alla procreazione; peccato che abbia tralasciato il fatto, per nulla irrilevante, che quegli stessi stati son anche gli unici, in Europa, ad aver contemporaneamente riconosciuto giuridicamente le coppie omosessuali.
Ne parlo in questa foto-diario. 


https://www.facebook.com/photo.php?fbid=824537740938522&set=a.124082707650699.20859.100001469123450&type=3&theater 

Fonte dei commenti:

https://www.facebook.com/photo.php?fbid=10205960103745418&set=a.2040028484059.125072.1344717874&type=1
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