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Alessandro Stella
Attended Università degli Studi di Bari
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A quanti di noi "smanettoni" non è capitato di sentirsi dire dal proprio televisore: codec video non supportato.
Eppure il video sul PC si vede perfettamente!
Eh... ma un televisore non è un PC ;-)
Questo articolo risolve il problema...
#cocec   #mkv   #video  
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Il televisore non vuole sapere di riprodurre il file video MKV. Ecco come modificare il codec video e tenere contento il nostro televisore.
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Troppe disattenzioni!
Troppa gente che non ha un'idea di base di come funzionano le cose online quando si parla di #e-commerce che vendono #smartphone, #tablet e articoli tecnologici in generale.
Questo articolo mira ad evitare cocenti fregature!
Leggete e... distribuite la conoscenza!
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Cerchiamo di capire quali sono le tipologie di e-commerce di articoli tecnologici che possiamo incontrare in rete e in cosa differiscono tra loro.
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Sembra tutto così ovvio... ma ricordarlo può servire a chi ancora non sa, a chi sa ma dimentica, a chi ha 20 anni e non 40 e a chi ne ha 40... ma è rimasto a 20.
#goforzero
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Il video di un'associazione per invitare i giovani a guidare con prudenza
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Alessandro Littara's profile photo
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Animated 3D map of unemployment in Europe.

As the bastions of Catholicism and Orthodoxism , Italy and Greece are ascending to heaven.  It's a shame because they are the only two countries where I'd consider moving.  You may not make as much money here as you would in Milano but with 7.2% unemployment in April , at least you can find a job : you can't feed yourself only by reading stats on average wages. 
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Alessandro Littara's profile photo
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Un metodo da provare per condividere risorse nei propri progetti e... risparmiare molto tempo...
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Code Sharing
Sharing code between a web application and a PhoneGap/Cordova application using bower.
This could also be applied more generically.
I wrote this for a school project and thought I'd share it with the world...

When I started Bucket Streams, I quickly learned that a huge amount of code would be shared between the web and mobile applications. I didn’t want to duplicate that code because that would lead to a nightmare for maintainability and I didn’t want to waste time. So I set out to figure out a good way to manage sharing the code.

Because I was using Git-SCM for my source control management, I decided to look into some of the solutions it provides. Git has a concept of sub-projects that can be accomplished in a few ways. Everything online was saying that submodules were a terrible way to go and I should do a subtree instead. Well, I tried both, and they both failed pretty bad. I just had some really difficult problems with it.

Then, I was talking with someone on the #nodejs channel on IRC (Internet Relay Chat) and they mentioned that I could use Bower. I was using Bower already for my dependency management for front-end stuff, but I didn’t realize you could use Bower for private things as well. As long as my SSH keys were set up properly on my machine, then I could point Bower to my git repository and it would download the master branch into bower_components in my repo. It worked like a charm. Now I am sharing over 1,500 lines of code between my mobile and web applications! The one drawback with using bower is that I can’t commit changes upstream. Meaning I can’t be in the web project and commit changes to the shared repo. I have to go to the bs-js-common repo and make changes, then commit those, then update my dependency in both repos, but that’s a small price to pay…

This is what I did:
1. Create a repo called bs-js-common for all my common JavaScript pieces
2. Extract the directives/services/filters/etc. that I can from the bucketstreams repo into bs-js-common.
3. Change the templateUrls for the directives from: “/main/post/post.html” to “templates/post.html” (for example) so my directives are not dependant on directory structure for their templates (although they are dependant that the template is loaded into the template cache).
4. Move all the templates in the web project to a directory on my server.
5. Using Jade, automatically append those templates as an inline script tag on my main page with type="text/ng-template" and an id=”template/post.html” (for example). I do the same for the mobile application.
6. Add the bs-js-common repo as a bower dependency with "bower install {{URL to git repo}} --save"

And then this is how my flow works:
1. Develop in web/mobile repo.
2. Find I need something changed about a shared component (like the User object or the Post directive)
3. Make that change in the bower_components directory of the project I need the change for.
4. Iterate, test, make it do what I need it to do.
5. Delete all the files in my local clone of the bs-js-common repo.
6. Copy all the files from my bower_components/bs-js-common directory into the local clone of the repo.
7. Open up a git visualization tool (like Source Tree) to make sure nothing weird happened (or just run git status)
8. Commit those changes and push them.
9. In both the mobile and web repos, do a: bower update bs-js-common.
10. I have all the changes in both places! Yeah!

It works really well, and it makes my heart warm to know how much time/effort I’m saving myself.

#codesharing #shareingcode #angularjs #bower #blogpost #ionicframework  
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Have him in circles
304 people
 
Sul web la "verità" è quella del proprietario del dominio o del profilo. Le altre vengono semplicemente... cancellate.
Per cercare la verità diventa quindi necessario recepire informazioni dal maggior numero di domini/profili possibile. Solo che in pochi seguono questa pratica necessaria...
#web   #verità   #censura  
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Buona Pasqua... con #censura ;-)
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Ecco come censurare domande che non piacciono e che sono ritenute inutili e rendere parziale una verità...
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Definizione razionale di #socialnetwork :
quella rete di contatti sociali talmente sociali che se tu morissi non lo saprebbe nessuno.
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Giovanni Bordiga's profile photoAlessandro Stella's profile photo
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:-D you're ahead!
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Incontro un amico e iniziamo a chiacchierare. Argomento: viaggi, estero, confronti tra noi italiani e "gli altri". Ad un certo punto si entra nell'analisi di chi resta e di chi se ne va...
Ecco il risultato dell'analisi :D

Chi resta:
- chi ha forti legami sentimentali
- chi ha partner e figli
- chi ha più di 50 anni
- chi ha meno di 20 anni
- chi non ha una laurea

Chi se ne va:
- tutti gli altri

Conclusione.
Siamo di fronte a qualcosa che nulla ha a che fare con una "fuga di cervelli". Stiamo vivendo qualcosa di molto simile ad una #emigrazione di massa.
Entro 10 anni resteranno in Italia #manovali e #pensionati.
Quindi?
SCAAAAAAPPAAAaaaa...!!!
#TheEndOfItaly
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Alessandro Stella's profile photoAntonio Petrelli's profile photo
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Già... :(
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Della serie: #TheEndOfItaly  
«Uno può far finta di niente, ma è così, è già così...»
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Sergio Sansone's profile photo
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People
Have him in circles
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Work
Occupation
Consulente informatico, scrittore e programmatore (web - mobile)
Skills
html, css, javascript, j2ee, php, oop, mysql, oracle db. Molto altro...
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Lecce
Previously
Bari - Roma - Lucca - Pisa - Venezia - Torino - Milano - Parigi - Sydney - Melbourne
Story
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La natura punisce chi ha le ali e non vola
Education
  • Università degli Studi di Bari
    Informatica, 1999 - 2003
  • G. Vanini
    Liceo Scientifico
Basic Information
Gender
Male
Other names
starlock
Il Lido Venere è sostanzialmente diviso in 3 sezioni: ristorante, braceria, disco-bar. Non sono stato nel ristorante. Per il resto ecco le mie impressioni. Braceria. Buona la scelta di carni. Buona anche la qualità. Sufficiente la scelta di vini. Ambiente, a mio avviso, non adeguato. A forma di grossa L presenta troppi tavoli sparsi un po' alla rinfusa. Sembra un grosso camerone. Troppo bianco e non abbastanza rustico per essere una braceria. Circa i numeri la situazione è stata la seguente. In 3 persone abbiamo mangiato: - un assaggio di quasi ogni tipo di carne - 1 piatto di patatine fritte (un solo piatto per tutti e 3) - 1 piatto di patatine arrosto (un solo piatto per tutti e 3) - 1 piatto di insalata mista (un solo piatto per tutti e 3) - 1 bottiglia di vino rosso (primitivo) Totale: 90 euro. In definitiva la mia impressione è quella di un compromesso da 3 stelle. Bar sul terrazzo. Anche in questo caso l'estetica e l'arredamento non sembrano aver ricevuto la giuste attenzioni, ma a mitigare il tutto c'è una vista mare molto importante e romantica. La selezione musicale consente di scatenarsi e l'ampiezza del terrazzo consente, spostandosi dal centro pista, di comunicare senza grossi sforzi vocali. I prezzi delle bevande sono eccessivi: un whisky e cola costa 7 euro in un bicchiere da 25 cl. pieno di ghiaccio. Mi sembra ci sia almeno un euro di troppo. In questo caso forse 3 stelle sono troppe, ma la vista sul mare è davvero notevole...
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Public - 8 months ago
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