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Alessandro Fumagalli
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c'è chi dice che son matto / chi mi chiama menestrello
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Quindi:

- 1 controllo antidoping su 10 in Italia va buco
- si controllano maggiormente gli sport "a rischio" anziché quelli più praticati (altrimenti si suppone che ci siano più ciclisti che calciatori, e non è certo corrispondente al vero); questo probabilmente succede perché, con risorse disponibili in quantità limitata, ci sta focalizzarsi sulle situazioni più calde

Altre considerazioni che vi vengono in mente?
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Ho capito più guerra in #Siria qui che in 7 anni di telegiornali (durante i quali, comunque, molto spesso non è stata menzionata). Per chi sta cercando una spiega della posizione dei “bombardatori”, consiglio
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Cedo la parola al me consigliere comunale 😄
Quando provo a spiegare queste cose a mio padre, mi risponde che sarà perché abbiamo mal amministrato.
Per qualcosa sarà anche vero, del resto chi non sbaglia mai? Nel complesso, però, siamo soprattutto vittime di questa scelta, perché abbiamo fatto e facciamo i salti mortali (tipo un assessore che fa il vice operatore ecologico) per tenere le aliquote basse (3’ più basse di tutta MB), stanziare circa il 20% delle uscite al sociale (nelle nostre scuole, per capirci, la carta igienica non si porta da casa) e vederci “premiati” per questo con tagli e ostacoli.
Per passare l’esame con la prof. Merkel, l’alunno fa sistematicamente fare i compiti al compagno di classe più diligente
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Ancora sulla retail apocalypse, ecco una riflessione che ho intercettato su Medium e che trovo molto interessante: qualcuno vorrebbe che si incentivasse il passato, ma siamo sicuri che sia la soluzione migliore?
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Noi geografi (sì, perché io nasco geografo con i miei studi) ormai siamo come i carbonari: ci tocca andare di notte, quasi clandestinamente, perché la conoscenza del territorio non è più materia di studio (poi ci si chiede perché la gente lo disprezza, lo insozza e lo abbandona: mah..). Però, come cantava Venditti (in una delle poche sue canzoni che sopporto), "questa notte è ancora nostra", perché la notte tra il 6 e il 7 aprile è la "notte europea della geografia" #geonight. In Italia sono 22 le città che hanno accolto l'invito e organizzato degli eventi a tema, il programma lo trovate qui http://www.ageiweb.it/nottedellageografia/
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le crisi aziendali di tanti big, tra cui persino MediaWorld, devono suonare come un campanello d'allarme: i centri commerciali sono troppi, o quantomeno sono più di quanti effettivamente ne servano (specie se gli acquisti online si affermano); negli USA si parla già (e già da tempo) di "retail apocalypse" ( http://bit.ly/2vfoCcy ) e ci si pone il problema di ripensare quegli enormi spazi vuoti all'interno delle città. In Italia ci arriveremo, perché ci arriveremo, ma pur sempre con i nostri tempi; lo capiremo in tempo per prepararci o sarà un'altra crisi, l'ennesima, che gestiremo solo dopo che si sarà manifestata? http://bit.ly/2EiI8sc
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In questo spettacolare post, c’è qualcuno che si è preso la briga di censire tutti i punti in cui Google e Facebook (e Windows 10, e potrei continuare) immagazzinano una serie di dati personali con il nostro esplicito consenso. La considerazione della chiusa è un’amara realtà che non si può non sottoscrivere
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lo vediamo bene anche con la storia dei #vaccini, che sono diventati obbligatori fomentando le teorie del complotto #antivax anziché mettendole a tacere: se la gente cerca informazioni, e non ha la capacità di trovarne di attendibili, la risposta non può essere segnalare il fake, il falso, ma rafforzare la comunicazione del vero (e non lo scrivo solo perché mi auguro che mi faccia gioco :P )
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beh, sì: dal momento che ancora tantissimi si trincerano dietro l'anonimato, spesso per potersi permettere di dire le peggio cose rimanendo impuniti, forse è davvero arrivato il momento che a ogni identità digitale ne corrisponda una reale, con anche il suo bagaglio di responsabilità. O no?
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«Su ciò di cui non si è in grado di parlare, si deve tacere»
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