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Agriturismo Il Castagnolino‎
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Tastings (organic Olive Oil & Saffron), light lunch, Tuscan dinners, Italian cooking lessons: discover the restaurant of our farmhouse with view on San Gimignano towers - Tuscany!
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Riprese aerea con drone dell'agriturismo il Castagnolino!
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prima alba 2015 a San Gimignano. Buon anno a tutti
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Offerta di Natale a San Gimignano
Tre pernottamenti  con colazioni e pranzo di Natale 
• Camera doppia 160 Euro a persona
• Camera singola 200 Euro
Menu di Natale 25 dicembre 2014
Antipasto 
Antipasto tipico toscano con crostini e salumi artigianali 
Primo
Tortellini in brodo di cappone
Pici fatti in casa al ragù bianco di cinta senese
Vernaccia biologica docg di San Gimignano
Secondo
Insalata di cappone
Faraona ripiena di castagne, funghi e salsicce con sformato di gobbi
Chianti biologico docg colli senesi
Dessert
Gelato allo zafferano di San Gimignano
Liquore della casa, caffè
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A partire dal 1° settembre sarà possibile visitare l’Orto Botanico dell’Università di Siena tutti i giorni dell’anno, con apertura giornaliera ampliata al pomeriggio, compreso il sabato, la domenica e i giorni festivi, con orario continuato.
La valorizzazione dell’Orto, con l’ampliamento degli orari di visita e l’organizzazione di numerosi eventi culturali al suo interno, è resa possibile dall’affidamento del servizio di gestione della struttura ad un concessionario esterno.
Il programma di gestione prevede visite guidate strutturate e un ricco calendario di eventi durante tutto l’anno (tra quelle già in programma, a settembre "Funghi e micologia"; ad ottobre "Vite e olivo"; a novembre "Legname come combustibile"; in primavera "Impollinazione e miele").
L’Orto Botanico dell'Università di Siena è un giardino ricreato artificialmente nel 1856 all'interno delle mura medievali della città, in via Mattioli 4. In una superficie di 2,5 ettari, dove si preserva la diversità biologica e si promuovono attività di conservazione ambientale, sono esposte oltre 1000 piante indigene ed esotiche per scopi didattici, divulgativi e scientifici.
L’impostazione ottocentesca nell’allestimento delle aiuole è stata mantenuta, ma negli ultimi 10 anni sono stati creati nuovi ambienti rappresentativi della flora della Toscana meridionale (scarpata umida, lago, giardino roccioso, ecc).
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A partire dal 1° settembre sarà possibile visitare l’Orto Botanico dell’Università di Siena tutti i giorni dell’anno, con apertura giornaliera ampliata al pomeriggio, compreso il sabato, la domenica e i giorni festivi, con orario continuato.
La valorizzazione dell’Orto, con l’ampliamento degli orari di visita e l’organizzazione di numerosi eventi culturali al suo interno, è resa possibile dall’affidamento del servizio di gestione della struttura ad un concessionario esterno.
Il programma di gestione prevede visite guidate strutturate e un ricco calendario di eventi durante tutto l’anno (tra quelle già in programma, a settembre "Funghi e micologia"; ad ottobre "Vite e olivo"; a novembre "Legname come combustibile"; in primavera "Impollinazione e miele").
L’Orto Botanico dell'Università di Siena è un giardino ricreato artificialmente nel 1856 all'interno delle mura medievali della città, in via Mattioli 4. In una superficie di 2,5 ettari, dove si preserva la diversità biologica e si promuovono attività di conservazione ambientale, sono esposte oltre 1000 piante indigene ed esotiche per scopi didattici, divulgativi e scientifici.
L’impostazione ottocentesca nell’allestimento delle aiuole è stata mantenuta, ma negli ultimi 10 anni sono stati creati nuovi ambienti rappresentativi della flora della Toscana meridionale (scarpata umida, lago, giardino roccioso, ecc).
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16 Agosto 2014 Palio dell’Assunta  Siena
La corsa si svolge nella piazza centrale Piazza del Campo; ad ogni Palio partecipano 10 contrade tra le 17 totali, scelte a sorte e secondo un particolare regolamento che consente la costante rotazione delle partecipanti. Corrono di diritto le 7 contrade con non hanno corso il Palio corrispondente dell'anno precedente, e un mese prima del Palio (l'ultima domenica di maggio per quello di luglio, e la prima domenica dopo il Palio di luglio per quello di agosto) vengono estratte a sorte le 3 contrade mancanti. Vengono inoltre estratte le altre 7 contrade rimanenti, per stabilire l'ordine di sfilata nel corteo storico; esse parteciperanno di diritto al corrispondente Palio dell'anno successivo. 
Le fasi della "mossa” 
Nel pomeriggio, prima della corsa, dal Duomo si snoda la passeggiata storica durante la quale sfilano i mazzieri, i figuranti e i cavalieri rappresentanti il Comune e le istituzioni storiche cittadine, oltrché le "comparse" delle contrade i cui figuranti indossando le "monture", ossia i costumi con i colori delle rispettive contrade.
Dopo il corteo storico (alle 19:30 a luglio, alle 19 ad agosto), i fantini escono a cavallo dall'entrone del Palazzo Comunale, ricevono il nerbo (tendine di bue essiccato per sollecitare il cavallo) e si portano nella zona della partenza, chiamata "mossa". Il punto di partenza si trova all'altezza del vicolo della Costarella dei Barbieri, cioè nel tratto precedente alla Fonte Gaia. A questo punto il "mossiere"[25], giudice unico della validità della partenza situato su un palco detto "verrocchio", riceve una busta contenente l'ordine di allineamento ai canapi, ossia due lunghe corde che delimitano la zona di partenza. Per accedere alla zona tra i due canapi, la corda posteriore è più corta ed è sorretta da un meccanismo chiamato "verrocchino"; in questo modo viene lasciato uno spazio attraverso il quale i cavalli fino al nono possono entrare e quello sorteggiato "di rincorsa" può determinare il momento di partenza
Cavalli e fantini escono dall'entrone del Palazzo comunale
L'ordine di ingresso è segreto fino all'ultimo momento, e viene determinato con un meccanismo automatico chiamato "fiasca". Esso è composto da un tubo verticale che termina dentro un serbatoio. Prima che i cavalli escano dall'entrone, i "Deputati della Festa" (i fiduciari del Comune nominati di Palio in Palio, garanti e responsabili del corretto svolgimento di tutte le operazioni legate alla corsa) pongono dieci sfere di legno, detti "bàrberi", raffiguranti i colori delle contrade partecipanti dentro il serbatoio, sul quale attaccano il tubo verticale dotato di dieci fori numerati. La "fiasca" viene poi agitata, così da far disporre casualmente le sfere, che vengono fatte scivolare nel tubo (nel frattempo coperto); il tutto viene poi sigillato. Nel momento in cui i cavalli e i fantini raggiungono la curva del Casato, il tubo viene scoperto e i sigilli vengono rimossi: l'ordine viene così appuntato su un foglio, fatto recapitare dal comandante della Polizia municipaledirettamente al "mossiere" in piazza.


A questo punto il "mossiere" chiama le contrade dentro i canapi secondo l'ordine stabilito. La decima contrada resta fuori, essendo quella "di rincorsa", che potrà entrare tra i canapi già al galoppo passando nello spazio fra il verrocchino e il lato esterno della pista, e dare così il via alla corsa. Di conseguenza chi decide il momento di inizio della corsa non è il "mossiere" ma il fantino del cavallo "di rincorsa". La capacità del "mossiere" sta nel riuscire a percepire per tempo l'azione della rincorsa e sganciare con un pedale il canape anteriore posto davanti alla linea degli altri nove cavalli con il giusto tempismo; giudice insindacabile è il mossiere stesso.
Proprio a causa della delicatezza della fase di partenza è comune che strategie, veti incrociati, tentativi di raggiungere accordi rendano le fasi della "mossa". Ogni fantino sa che deve cercare non solo le migliori condizioni per una buona partenza del proprio cavallo, ma anche cercare le condizioni sfavorevoli per le contrade rivali. Pertanto una delle preoccupazioni della "rincorsa" è quella di partire nel momento in cui le contrade rivali sono nelle condizioni peggiori al canape. Inoltre i momenti prima della partenza sono quelli in cui i fantini possono chiedere e cercare collaborazioni o aiuti ad altri fantini; tutta questa attività è detta "fare i partiti". Tali operazioni di partenza a volte risultano molto lunghe e si possono protrarre anche fino al calare della sera. Se la mossa si protrae a lungo e la visibilità diminuisce eccessivamente, il Palio può essere rinviato al giorno successivo, come accaduto ad esempio nel luglio 1991
Una volta entrata la "rincorsa", se considerata valida la partenza, prende il via la corsa. Il Palio viene vinto dal cavallo, con o senza fantino, dopo che per primo abbia compiuto tre giri della piazza in senso orario; la linea d'arrivo, segnalata da un bandierino, è nella stessa zona della partenza, pur non coincidendo esattamente (è leggermente più avanti rispetto alla mossa). In caso di arrivo di cavallo senza fantino, si parla di cavallo scosso. I fantini e i cavalli corrono con addosso rispettivamente il giubbetto e la "spennacchiera" con i colori della contrada.
Dopo la vittoria, i contradaioli festanti si precipitano sotto il palco dei Capitani a ritirare il drappellone, che sarà dapprima portato in chiesa (in luglio presso la Chiesa di Santa Maria di Provenzano, in agosto presso il Duomo) e poi conservato per sempre nel museo di Contrada. La Contrada festeggerà a partire dalla sera stessa e per settimane con una serie di cortei e cene nel proprio territorio ("cenini")
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Danza, Incontri, Musica, Performance,Teatro http://www.orizzontiverticali.net/web/
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