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ActivTrades Italia
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ActivTrades è un broker leader di mercato, pluripremiato e specializzato nella negoziazione di Forex e CFD.
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ATTESA E DISARMONIA.
Continua la nostra disamina settimanale sui principali temi evidenziati dai mercati finanziari delle scorse sedute.
L’avversione al rischio pare più evidente in Europa rispetto all’America, dove il nuovo governo Trump sta cercando di non rafforzare troppo il dollaro, giocando quindi le sue carte tra il livello di 1,0500 e la resistenza di 1,0630. In ogni caso, nelle ultime cinque sedute abbiamo visto di nuovo un rafforzamento dei Bond High Quality, sia europei che statunitensi, e anche dello yen.
Non vorremmo che questa sia una anticamera di spostamento liquidità/risorse, magari momentaneo, dalle borse verso attività ritenute meno rischiose. Di certo un Bund a 166 fa riflettere su quali possano essere le prospettive di rendimento, ma probabilmente la bassa volatilità e le pressioni in spread fra debito tedesco e quello degli altri paesi europei giocano in questo senso.
Per l’Italia settimana si è chiusa con una performance negativa di quasi 2 punti percentuali, tre volte superiore all’incremento che abbiamo visto su SP 500 ( + 0,68%).
Questo la dice lunga sulla correlazione che c’è fra performance e volatilità; il rapporto fra oscillazioni medie FtsemIb40/Sp500 negli ultimi 20 giorni è di 4 a 1.
Quindi più si rischia meno si guadagna: anzi si scende. Sicuramente pesano anche le vicende politiche, dove in Italia si assiste al balletto dentro il partito di maggioranza governativa, mentre negli Stati Uniti, che piaccia o meno, comanda uno solo. A 18.500 passa la media mobile a 200 settimane che per la borsa italiana sarà un importante livello da monitorare, onde non vedere una accelerazione in aria 18.220 e successivamente 18.100-17.950.
In questa ottava escono numerosi dati macro, ed in considerazione del discorso che farà Trump sarà opportuno monitorare con grandissima attenzione tutti i movimenti da domani in poi. Saranno giorni dove probabilmente le oscillazioni aumenteranno, e pertanto potrebbe essere il caso di mettere un allarme sull’oro sopra 1260 (supporti 1250/1245/1242/1239) sopra l’area dei massimi di febbraio per il T Bond in zona 3,75.

Buon trading.
Giovanni Lapidari

I prodotti finanziari negoziati in marginazione presentano un elevato rischio per il tuo capitale.
ActivTrades PLC è autorizzata e regolata dalla Financial Conduct Authority. Registrazione presso la FCA n. 434413.
ActivTrades Plc. Via Borgonuovo 14/16 20121 Milano – iscritta all’Albo delle imprese di investimento comunitarie con succursale al numero 97.
I livelli di prezzo utilizzati in questa analisi, si riferiscono ai contratti CFD presenti nell’offerta di Activtrades.
Qualsiasi previsione ivi fornita non è un indicatore affidabile di risultati futuri.
I pensieri e le opinioni espresse sono esclusivamente quelle dell’autore e non riflettono necessariamente le opinioni di ActivTrades Plc. Questa analisi è solo a scopo informativo e non deve essere considerata una consulenza finanziaria. La decisione di agire in base alle idee ed ai suggerimenti presentati è a sola discrezione del lettore.


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GRAFICI E REALTA’.
Vi è s’a sempre crescente disparità fra l’andamento delle borse statunitensi e di quelle europee. Per adesso gli operatori comprano dollaro, certi che sia molto più affidabile la serie di promesse da parte di Trump piuttosto che il penoso trascinarsi dell’Europa fra qe e deflazione (tolta la Germania, i dati macro sono quelli che sono).
Non fa eccezione la borsa italiana, che anzi si distingue in senso negativo. Eurostoxx stamattina ha lambito e doppiato i massimi di mercoledì scorso, mentre Piazza Affari nella sua spyke di apertura ha comunque registrato una distanza ancora di circa un punto percentuale.
Possiamo attribuire questa disparità al dibattito all’interno del partito di maggioranza, con le ipotesi di scissione e quant’altro. Ma i numeri restano i numeri.
Sicuramente gli operatori professionisti cominciano a essere molto più cauti di qualche settimane fa, e ho la sensazione che questo atteggiamento di moderazione venga poi ad essere maggiormente scontato dalle borse più deboli; quelle, cioè, che si ritiene che potrebbero maggiormente soffrire in caso di inversione di tendenza da parte dell’America.
Va poi detto che, globalmente parlando, si aspettano anche chiarimenti sui rapporti di cambio e di tasso di interesse: venerdì scorso la correzione dell’euro è stata pesante, e la debolezza della valuta continentale rischia di non essere più interpretata come giovamento per l’export europeo, bensì come segnale che i nostri mercati saranno sempre di più secondari rispetto al traino dell’economia statunitense.
Per il cambio eur/usd solo un superamento di 1,0665 da qui a domani può modificare il mood per adesso ribassista, per il quale si avverte anche che la correlazione euro debole/borse forti sta tendendo ad evaporare.
La borsa italiana deve cercare invece di superare anche piuttosto velocemente quota 19.080, provare ad avvicinarsi 19.140 per poi fare i conti con la resistenza davvero ostica di 19.200.
Buon trading.
Giovanni Lapidari











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ActivTrades PLC è autorizzata e regolata dalla Financial Conduct Authority. Registrazione presso la FCA n. 434413.
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I pensieri e le opinioni espresse sono esclusivamente quelle dell’autore e non riflettono necessariamente le opinioni di ActivTrades Plc. Questa analisi è solo a scopo informativo e non deve essere considerata una consulenza finanziaria. La decisione di agire in base alle idee ed ai suggerimenti presentati è a sola discrezione del lettore.

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CONSOLIDAMENTO SENZA APPARENTE MOTIVO.
Analizzando le vicende del mondo finanziario italiano, non si può certo dire che anche nella settimana passata sia mancato il solito pacchetto di notizie non buone per il nostro paese.
Si può parlare sui dati macro, che ci vedono sempre fanalino di coda anche in una Europa che sta provando a invertire il senso di marcia verso una ripresa possibile e passabile al tempo stesso.
Se non bastassero i dati macro, di certo le vicende di buona parte del mondo bancario non sono fra le migliori: si parla di un Monte dei Paschi ormai in dirittura d’arrivo per un delisting dal listino principale, per poi passare all’aumento di capitale di Unicredito sempre più contraddistinto da notizie poco allegre sulla reale entità dei conti della Banca. Terminiamo con l’annotazione, sempre rimanendo sulla finanza, che i Cds sul rischio Italia/indice FtseMib stanno creando nuovi massimi. Politicamente poi, ci sono i salti mortali del governo Gentiloni per trovare i soldi per tacitare le pretese dell’unione europea.
Eppure il listino sale, altri 200 punti in questa prima parte di seduta pari ad una performance dell’1,30% che con l’attuale volatilità è decisamente ragguardevole.
Giova sicuramente la stabilità del cambio e anche il ritorno del petrolio fino a giovedì scorso su livelli alti della forchetta 50-54 Usd sul Light Crude Oil.
A 19.050 punti, cioè sui massimi odierni, transita sul grafico giornaliero la media mobile a 20 giorni. La resilienza dei listini a scendere, pur considerando che siamo soltanto a metà seduta, insieme all’attenuazione dello spread Bund-BTP aiutano sicuramente il mercato azionario domestico.
Stabilirei come livello di equilibrio per oggi area 18.850, con primi scricchiolii viste le attuali quotazioni a 18.950 circa. La mano primaria detiene le sue posizioni più recenti a 18.865, e dai miei calcoli stopperebbe i suoi long soltanto al di sotto di 18.710. Questi livelli paiono abbastanza lontani dalle attuali quotazioni che, oltre al test della media mobile a 20 giorni, stanno provando a spingersi anche al di sopra del minimo del giorno 12 gennaio. La candela di tale seduta è un evidente ostacolo di brevissimo, il cui superamento proietterebbe (restiamo sempre sul condizionale) in zona 19.200.

Buon trading.
Giovanni Lapidari

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CONSOLIDAMENTO CON BRIO.
Apertura di settimana piuttosto volatile. per le principali borse europee Ad una maggiore debolezza della borsa tedesca rispetto ad altri indici europei (cui probabilmente non è estranea sia la dichiarazione del governo tedesco sull’euro a più velocità pervenuta nel weekend, che il ritorno della questione Grecia) si unisce la nuova difficoltà da parte della borsa italiana a tornare sulla decisiva resistenza di 19.250.
Prezzo molto pesante, questo, poiché è stato un supporto sulla cui tenuta il mercato nelle ultime settimane aveva molto confidato e il cui abbandono non è certo cosa positiva.
Che ci sia un po’ di volatilità lo vediamo dalla range della prima ora, dalle 8 alle 9 (quindi a indici ancora chiusi) sul Dax: sono circa 35 punti, che su un1 Atr daily di 112 punti non sono pochissimi. Teniamone buon conto, perché sono indicazioni su cui può meritare di fare alcuni studi.
Del resto, proprio ragionando sulla volatilità ci accorgiamo che quella a 5 giorni per l’indice tedesco potrebbe presto superare il dato a 20 e 35 sedute. Questa inversione rialzista è già stata effettuata sulla borsa italiana (a 5 giorni la volatilità annualizzata è il 28% contro rispettivamente il 21% e il 19% a 20/35 giorni) e anche Eurostoxx ha già dato segni di incrocio. Questi sono dati assolutamente da non trascurare.
Dal punto di vista macro, oggi c’è forza del dollaro. Un dollaro molto dipendente dei numeri usciti venerdì sull’occupazione, ma soprattutto forte rispetto all’Euro. Sulla divisa europea sta crescendo di tono e rumore il dibattito sulla stabilità della valuta, che sempre più trova sostenitori alla tesi che sia necessario per non dire quasi inevitabile arrivare ad una moneta differenziata a più velocità in base alla salute dei singoli Stati. Questo mi conferma ciò che penso da almeno tre mesi, e cioè che l’Europa sarà il cluster dei mercati finanziari 2017.
Tornando a Piazza Affari abbiamo l’incognita dell’aumento di capitale di Unicredito per cui ritengo che non sarebbe cosa sbagliata per la seduta odierna fissare una analisi del mercato domestico vicino ai minimi di venerdì e cioè in area 18.870, che farei precedere dall’eventuale tenuta del supporto passante a 18.910.
Come resistenza osserverei area 19.080/19.100. La seduta è lunga ma la dinamica non mi sembra rialzista, per cui non mi avventuro ad ipotizzare target superiori.
Per il cross euro dollaro, non sarebbe cosa buona rompere 1,0740 (che è il mio prezzo di equilibrio per la settimana), onde non vedere prosecuzione verso area 1,0717 e poi sotto 1,07. Sul prezzo tondo 1,07 abbiamo visto una spyke molto forte sui dati macro di venerdì, ma graficamente preoccupante perché ovviamente non ha volumi.


Buon trading.
Giovanni Lapidari







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Gli scambi della nottata asiatica e l’apertura delle contrattazioni in Europa mostrano debolezza sul dollaro, in primo luogo verso le valute rifugio quali lo Yen. Certamente non hanno aiutato le dichiarazioni di Trump, ma i grafici della divisa americana sono imbottiti già da alcune sedute.
Lo spostamento di asset finanziari dal rischio verso la protezione pare proseguire, nonostante lo scivolone dei titoli di stato delle ultime due sedute.
Bund venerdì aveva realizzato una brutta discesa, quantunque temperata – dopo la rottura dei minimi di lunedì 6 – dall’incontro col pivot di supporto n. 3, sul quale poi si è notato un tentativo di contenimento delle vendite da parte delle mani “non deboli”, che stamattina ha creato apertura in lap up. In termini di correlazioni, i cambi verso yen mostrano forza della divisa giapponese, con il conseguente Nikkei in declino e così pure dicasi per gli scambi sulle piazze cinesi.
Ricordiamoci anche che comunque la chiusura di venerdì sui principali listini americani, sia pure temperata da un rimbalzo nel finale, non è stata all’insegna della forza: alcune voci dicono che Wall Street è stata spinta a ribasso da ordini pervenuti da programmi automatici, ma non possiamo in ogni caso non rilevare che la price action delle ultime sedute ha confermato la poca volontà di acquistare azionario in tutto il mondo sulla forza.
Ragione, questa, per la quale poco c’è da stupirsi che stamattina si inizi la settimana con debolezza. Del resto il recupero di quota 1205 per il Gold, livello di prezzo già segnalato, avrebbe già dovuto allertarci attenzione in ogni caso sul metallo giallo, perché stamattina siamo pervenuti in zona di triplo massimo sul pivot r1 a 1217. Altro fattore tecnico che non aiuta le borse è il superamento di quota 1,0680 per Euro dollaro; lo candiderei a supporto della seduta odierna sul cross.
Come sensazione generale credo che sia ormai acclarato il mood di prudenza e accortezza tattica sui principali mercati azionari, che mi paiono comprati solo su debolezze importanti e non più sulla rottura delle resistenze. Questa modalità operativa la vedo anche applicarsi su molti altri tipi di strumenti: c’è attività solo in presenza di zone di volumi realizzati in precedenza, e con il conforto di visibilissime divergenze prezzi/indicatori.
Sul mercato italiano parrebbe essersi creata a partire dalla metà di dicembre una configurazione di testa e spalle. È questo un pattern grafico molto potente, ma discrezionale e lento nel suo eventuale crearsi. Il mio suggerimento è di osservarlo senza alimentare soverchie aspettative: proprio perché figura complessa, contiene al suo interno altre strutture (ad esempio, e nel nostro caso, una flag) che potrebbero essere anche di continuazione.
Sorveglieremo pertanto i supporti di 19.100-19.000-18.885, mentre per la settimana ovviamente i massimi raggiunti sugli ultimi strappi in area 19.500 saranno da monitorare attentamente in caso di nuovo ritorno verso l’alto e di ennesimo tentativo di rottura.





Buon trading.
Giovanni Lapidari


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Borsa italiana chiude la scorsa ottava su area 19400, con una flessione di circa 1%, e con un incremento di volatilità. Da venerdì 6.1 a venerdì 13.1 la volatilità media a 5 gg è passata da un tasso annualizzato del 10,4% al 18,2%. Questo incremento sotto certi aspetti si giustifica “ragionevolmente” con l’alterazione, a causa della pausa natalizia, dei normali parametri di range da parte dell’indice.
Va però monitorata con attenzione, a mio modo di vedere, la dinamica della settimana che andiamo ad inaugurare in quanto ho la sensazione che comunque la salita dei mercati necessiti di un consolidamento. Non va assolutamente esclusa una prosecuzione in senso rialzista, ma potrebbe indebolire la struttura tecnica anziché irrobustirla.
Questo ovviamente non è un segnale di ribasso, tutt’altro: è solo un alert, e va preso come tale
Probabilmente l’inizio dell’ottava risentirà della chiusura dei mercati americani ufficiali, e pertanto almeno lunedì 16 non ci dovrebbero (continuerò ad usare il condizionale) essere particolari sommovimenti nei prezzi.
Potremmo pertanto assistere a discese che, qualora brusche, avrebbero buona probabilità di essere interpretate come occasioni di acquisto. Per altri aspetti, invece, sarà opportuno muoversi in ogni caso con prudenza su entrambi i lati sia long che short, perché comunque un eventuale incremento di volatilità - qualora si superasse il parametro del 19 % su orizzonte degli ultimi 20 giorni - andrebbe a intaccare un parametro di sorveglianza tecnica dell’attuale trend rialzista con tutte le relative conseguenze del caso.
Pertanto, su Ita40 sarà interessante seguire con attenzione area 19.610-630, preceduta da 19.545-19.570. La zona più alta di 19.630 potrebbe, se oltrepassata con decorosi volumi, far scattare qualche stop loss di troppo agli operatori recentemente posizionati a ribasso. Per quanto riguarda la parte discendente del mercato, è abbastanza chiara la creazione di rilevanti volumi in zona 19.240. Rilevanti per il periodo, è bene dirlo, che resta comunque piuttosto avaro di scambi. Infatti, le concentrazioni degli stessi diventano più visibili solo quando avvengono dopo accelerazioni ed eccessi di volatilità, fattispecie questa da seguire con attenzione e mandare a memoria perché potrebbe essere uno dei temi guida del 2017. Termino la mia analisi sul mercato italiano con attenzione l’indicatore Lapidari Sentiment, perché starebbe a indicare che il sostegno dei prezzi non è causato da mano primaria. Una mano primaria che per il momento non ha ancora deciso di posizionarsi a ribasso rompendo area 19.000.
Collateralmente al mercato azionario, sarei personalmente molto attento alla dinamica delle obbligazioni, perché sul Bund si sta notando un lieve incremento di acquisti, sia pure dentro una configurazione grafica che ultimamente denota sostanziale neutralità di trend.
Molto più rilevante e visibile è stato invece il progresso del metallo giallo, confortato dalla tenuta, dopo il test di mercoledì scorso, di area 1180. È questo un prezzo sempre molto osservato e che coincide con il passaggio attuale della media mobile a 200 periodi su time frame orario. La chiusura di venerdì è stata molto vicina a 1200, soglia di prezzo psicologicamente importante. Questo movimento si è accompagnato ad una sostanziale attività di supporto sul cambio EuroDollaro, che ha chiuso la settimana molto vicino al massimo sparato a fine anno il giorno 29 dicembre, e che potrebbe essere di nuovo occasione di un test a 1,0650.
Anche per il cambio pare aver funzionato l’attraversamento e il successivo recupero di quota 1,0500; per tale ragione è da monitorare attentamente il supporto di 1,0554.

Buon trading.
Giovanni Lapidari

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In questa seconda settimana dell’anno è probabile che torneranno volumi più decorosi sui principali strumenti finanziari da noi analizzati, soprattutto sui mercati europei. In America invece già da qualche giorno gli scambi sono abbastanza significativi, e non paiono aver mutato le indicazioni con le quali si è chiuso il 2016.
I temi che questo inizio anno sta affrontando restano pertanto quelli della non convenienza dei titoli di Stato rispetto ai listini di borsa, e quindi abbiamo visto un decremento di oltre due figure per quanto riguarda il Bund e similarmente sul T Bond e T Note.
Molti operatori giudicano l’azionario ormai arrivato a prezzi piuttosto cari ormai, ma c’è un disallineamento di performance fra l’America e l’Europa.
Quest’ultima non riesce a incorporare nelle quotazioni il vantaggio dell’effetto cambio, che peraltro significa anche notevole incremento dell’inflazione importata, mentre per il momento negli Stati Uniti continua la luna di miele fra gli operatori e il sentiment attribuito al nuovo governo Trump.
Probabilmente in Europa c’è anche preoccupazione per le prossime tornate elettorali in Francia e Germania (e con buona probabilità anche in Italia), e in ogni caso gli investitori seri si rendono conto che i dati macroeconomici del vecchio continente non assomigliano neanche lontanamente alle cifre americane, così ormai robuste (Obama lascia la presidenza con la creazione 9 milioni di posti di lavoro) da giustificare che Fed possa procedere a ulteriori aumenti dei tassi.
In realtà si parla di restrizione della politica espansiva di BCE anche in Europa, a causa della lotta interna con il governo di Francoforte, e anche questo a mio parere fa sì che Ger 30, Euro 50, Ita 40 siano un po’ piantati su resistenze un po’ più faticose del previsto da superare.
Con la partenza sprint nella prima seduta di quest’anno il mercato è arrivato un po’ troppo velocemente su determinati livelli, e quindi la navigazione intraday si è fatta difficile e poco visibile. La compressione di volatilità non aiuta e psicologicamente crea qualche problema sia ai rialzisti che ai ribassisti. I primi temono di comprare un massimo di mercato che assomigli molto di più a un cerino che ad un livello tecnico da superare, mentre i secondi sono estremamente spaventati dalla tendenza rialzista che non pare in questo momento aveva ancora trovato presupposti di inversione.
Sul mercato italiano si segnala per oggi il supporto di 19.570 e al di sotto di questo individuerei 19.485/19.450. Scendendo ancora, non vi sono rilevanti volumi fino a 19.300/19.250.
Sulla parte del rialzo, la resistenza principale per questa settimana transiterebbe in area 19.770. Un suo superamento andrebbe poi ad impattare sul livello robusto di top di 19.825 e successivamente alla quota tecnico/psicologica di 20.000.
Sempre per questa settimana sarebbero negative chiusure giornaliere al di sotto di 19.475 e settimanali al di sotto dei 19.350/19.220.






Giovanni Lapidari

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Ritorna la carica dei 101 per provare a superare il 19500, cosa che oggi sembrerebbe probabile per un insieme di fattori temporali e matematici/psicologici.
Fattori temporali: prima seduta dell’anno di norma non smentisce il trend delle ultime settimane. Di norma non vuol dire sempre, ricordiamocelo: è solo un fattore statistico.
Psicologia: il mercato è strapieno di shortisti retail. Operatori anche bravi tecnicamente ma che ragionano con la sindrome del “per me deve” e che quindi sono i principali finanziatori di questo rally.
Il supporto importante per oggi va posizionato a 19420-390, mentre per il lato resistenze sto seguendo i livelli di 19615 estensione 19710 magari in open domani.
Punto chiave 19315.



Giovanni Lapidari

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19.500 sembra il gemello del 20.000 sul Dow Jones. Tutte le volte che i prezzi vi si avvicinano arriva poi qualcuno a vendere.
È anche una cosa del tutto logica. Per l’America si arriva a 20.000 dopo una corsa molto trumpistica e di window dressing, per l’Italia abbiamo valicato i 19.000 partendo da area 16.200 di fine novembre senza mai guardare il fardello MPS ed eventuali altri aumenti di capitale. Quindi 3000 punti in neanche un mese, senza guardare ai problemi. Normale che qualcuno ieri - sia in America che in Europa - abbia iniziato a prendere dei profitti senza aspettare l’ultima seduta dell’anno.
Il supporto importante per oggi va posizionato a 18.975, mentre farei attenzione per quanto riguarda il lato resistenze a tutta la zona che va da 19.285 a 19.330 con eventuale estensione in zona 19.390.
Punto chiave della seduta lo posizionano a 19.170-130.




















Giovanni Lapidari

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19500 è talmente visto e desiderato che logicamente si fa un po' attendere, in questa fine d’anno che prosegue stanca e senza spunti di rilevo. La sensazione è che il più è fatto, che chi doveva comprare ha comprato e adesso a questi prezzi si distribuisce un po', ma più che altro per incassare profitti.
Le banche oggi scendono, ma dopo salite del 40% in tre settimane era più che logico, vista la delicatezza della situazione Mps. Milano è peraltro l’unico listino che muove qualcosa: Dax a metà seduta è compresso dentro 16,5 punti di range= non pervenuto.
Supporto del pomeriggio 19250, resistenza 19430. Sotto 19250 segnalo 19215-185-160.


Giovanni Lapidari

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